25 novembre 2025

 di Massimo Massenzio

L'incubo nella notte di Halloween: gli hanno tolto il telefono, lo hanno chiuso in bagno e torturato per due ore. Poi l'hanno costretto a spogliarsi e entrare in acqua. L'allarme lanciato dalla madre. Indagati due ragazzi e una ragazza di 14, 15 e 16 anni

«Quando l’ho visto è stato uno choc». La madre di un ragazzino di 15 anni, torturato da una baby gang durante la notte di Halloween, non riesce a smettere di pensare all’incubo che ha vissuto suo figlio. E ripete: «Voglio solo giustizia». Nel frattempo i presunti responsabili sarebbero stati identificati dai carabinieri: sono tre minoridue ragazzi e una ragazza, rispettivamente di 14, 15 e 16 anni, già accusati in passato di atti vandalici e danneggiamento. La vittima soffrirebbe di disturbi dell'attenzione e dell'apprendimento.

«Gli hanno tolto il telefono e torturato per due ore»

Secondo la denuncia presentata ai carabinieri, il quindicenne sarebbe stato convinto da un compagno di scuola a non andare a casa del nonno la sera del 31 ottobre e a seguirlo in un appartamento dove non c’erano adultiassieme a un ragazzo e una ragazza. La madre della vittima racconta che suo figlio e il suo compagno sono partiti da un comune della cintura e poi è iniziato l’incubo: «Lo hanno portato in una casa a Torino dove non c’erano adulti, gli hanno tolto il telefono. Hanno bloccato i numeri di noi genitori e poi questi mostri lo hanno torturato e picchiato per due ore, chiudendolo in bagno».

«L'hanno costretto a spogliarsi e a entrare in acqua»

L’incubo era appena cominciato: «Lo hanno minacciato con un cacciavite e l’hanno rasato, lasciandogli solo qualche ciuffo di capelli. Poi hanno preso una lametta e gli hanno rasato le sopracciglia, facendogli tagli sulla palpebra. E gli hanno spento una sigaretta sulla caviglia». Il ragazzino non è riuscito a opporre resistenza: «Hanno approfittato delle sue fragilità, — ripete la mamma —. Sempre sotto la minaccia del cacciavite,l’hanno portato verso il fiume». In base alla versione fornita dal quindicenne che ha raccontato di aver visto passare il tram 4, i carabinieri pensano che si trattasse della Dora: «Gli hanno fatto togliere la maglietta, lasciandolo a petto nudo e facendolo entrare in acqua. Non soddisfatti, l’hanno fatto mettere sotto una fontanella, con il getto sulla schiena tra sputi e offese varie. Dopodiché lo hanno riportato a casa fino alle 13 e poi, dopo avere finito di torturarlo, l’hanno riportato alla stazione di Porta Nuova e gli hanno ridato il telefono».

La mamma: «Hanno finto di essere suoi amici»

Finalmente la madre è riuscita a contattarlo: «Mi sono rincuorata, ma quando l’ho visto è stato terribile. Ma i genitori dove sono? Perché lasciano a un ragazzo che sta in comunità le chiavi di un alloggio dove non ci sono maggiorenni? Perché tutta questa cattiveria verso un ragazzo debole? Lo hanno adescato facendosi passare per amici e lui era contento. Io sapevo che sarebbe dovuto andare dal nonno e solo il mattino dopo ho scoperto che non era mai arrivato a casa. Il mio cuore si è fermato. Ringrazio Dio che mio figlio è vivo, ma nel cuore ho tanta rabbia e tanto dolore».


Fonte: https://torino.corriere.it/notizie/cronaca/25_novembre_02/torino-quindicenne-seviziato-gettato-po-fba44150-3b37-4aa1-b74a-71c54588cxlk.shtml


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