Marco Pusceddu venne colpito con quattro colpi di pistola al petto mentre si trovava nella sede dell’associazione Intervol.
Quattro persone sono state arrestate oggi all’alba dai carabinieri nel Sulcis Iglesiente per l’omicidio di Marco Pusceddu, il volontario del 118 ucciso il 7 agosto 2025 a Buddusò, colpito con quattro colpi di pistola al petto mentre si trovava nella sede dell’associazione Intervol.
I militari del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Sassari, della Compagnia di Ozieri e della Compagnia di Iglesias, col supporto di personale dello squadrone eliportato “Cacciatori Sardegna”, del Nucleo cinofili di Abbasanta e del 11° Nucleo elicotteri carabinieri di Elmas, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Sassari, su richiesta della locale Procura, nei confronti di quattro persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di omicidio volontario premeditato in concorso e detenzione e porto illegale di armi.
Pusceddu, residente a Cagliari ma originario di Portoscuso, era in servizio nella sede dell’Intervol quando un uomo si era presentato nella sede chiedendo di lui. Quando Pusceddu gli si era presentato davanti era stato raggiunto da 5 colpi di pistola. Il suo assassino era poi fuggito a piedi. Per Pusceddu, raggiunto al volto e al petto, non c’era stato niente da fare.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, condotta anche con l’ausilio del Reparto Investigazioni Scientifiche e del Reparto Anticrimine di Cagliari, ha consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza sulla ideazione, progettazione ed esecuzione dell’omicidio. In particolare, gli accertamenti hanno permesso di delineare le responsabilità dei presunti mandanti, l’ex compagna di Pusceddu e il nuovo compagno, collega nell’associazione legata al 118,: sono M. C. F., 57 anni, originaria di Iglesias e R. P,, 45. Sono stati loro, secondo l’accusa, a commissionare il delitto a due esecutori materiali – B. A., 42 anni, e D. A. , 26 – dietro il corrispettivo di una somma di denaro di circa 15 mila euro. Il movente sarebbe attribuibile a dissidi di natura personale, sia di carattere sentimentale che professionale
Durante le fasi dell’indagine, i carabinieri hanno eseguito intercettazioni telefoniche e analizzato le immagini di impianti di videosorveglianza riuscendo a individuare l’autovettura utilizzata la notte dell’omicidio dai presunti autori materiali per raggiungere il comune di Buddusò e per dileguarsi dopo l’azione omicidiaria. I successivi accertamenti hanno consentito di individuare sia i due presunti mandanti sia i due materiali esecutori del delitto. Nel corso dell’indagine, i militari dell’Arma hanno recuperato e sequestrato l’arma del delitto, una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, con caricatore inserito e parte del munizionamento, oltre a degli indumenti indossati dagli autori del reato la notte dell’omicidio.







