Treviso - Tenta di strangolarla con il cavo del cellulare: arrestata la badant

immagine di repertorio
13 aprile 2026

 

Una trentatreenne moldava finisce in carcere con l'accusa di tentato omicidio dopo l'intervento provvidenziale della figlia della vittima

VALBRENTA (VI) - Una tranquilla domenica pomeriggio si è trasformata in un incubo per una pensionata di 85 anni, vittima di un brutale tentativo di soffocamento tra le mura della propria abitazione a Valbrenta (Vicenza). I carabinieri hanno tratto in arresto una badante di 33 anni, di origini moldave, con la pesantissima accusa di tentato omicidio aggravato ai danni della donna che avrebbe dovuto accudire. L'aggressione è avvenuta in un clima di apparente normalità, interrotto solo dall'arrivo improvviso di un familiare che ha evitato il peggio. Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, la collaboratrice domestica si sarebbe avventata sull'anziana mentre quest'ultima si trovava seduta sulla sua poltrona. Posizionandosi alle spalle della vittima, la trentatreenne avrebbe utilizzato il cavo di un caricabatterie per cellulare come una corda, stringendolo con forza attorno al collo della pensionata.

L'azione è stata talmente violenta da far perdere i sensi all'ottantacinquenne, che non ha avuto il tempo né la forza di opporre un'efficace resistenza contro la giovane aggressrice. Il dramma è stato interrotto dall'ingresso in casa della figlia dell'anziana, rientrata proprio durante la fase più concitata dell'assalto. La donna si è trovata di fronte a una scena agghiacciante, riuscendo però a mantenere la lucidità necessaria per soccorrere immediatamente la madre e permetterle di riprendere a respirare. Mentre l'anziana riprendeva gradualmente conoscenza, la badante ha approfittato del caos per guadagnare l'uscita e tentare una fuga disperata a piedi tra le strade del comune vicentino. La figlia non si è persa d'animo e, dopo aver allertato i soccorsi, si è lanciata all'inseguimento della fuggitiva, riuscendo a raggiungerla e a bloccarla poco distante dall'abitazione fino all'arrivo dei militari.

Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del Suem 118, che hanno prestato le prime cure alla vittima, visibilmente scossa e con segni evidenti sul collo. La donna è stata poi trasportata d'urgenza all'ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa per tutti gli accertamenti clinici necessari al suo delicato stato di salute. Presso la struttura ospedaliera, l'anziana ha confermato punto per punto la versione dei fatti già fornita dai soccorritori e dalla figlia convivente. I carabinieri hanno lavorato incessantemente per tutta la notte, raccogliendo testimonianze e analizzando la scena del crimine per cristallizzare le prove a carico della trentatreenne moldava. Il cavo utilizzato per il tentativo di strangolamento è stato repertato dagli investigatori come prova fondamentale dell'intento omicida manifestato dalla collaboratrice durante il raptus pomeridiano.

Dopo le dimissioni dall'ospedale della vittima, giudicata fortunatamente fuori pericolo, i carabinieri hanno proceduto al fermo ufficiale nella mattinata odierna. Su disposizione della Procura della Repubblica, la badante è stata trasferita presso la casa circondariale femminile di Verona. Nei prossimi giorni la donna dovrà comparire davanti al giudice per l'interrogatorio di convalida, mentre l'intera comunità di Valbrenta resta profondamente colpita dalla violenza inaudita consumatasi all'interno di un contesto domestico che doveva essere improntato alla cura e alla protezione.