AGI - "Concluse le sei ore di osservazione previste dalla norma, la seconda riunione della specifica Commissione ospedaliera ha confermato la morte cerebrale del quindicenne di Vago di Lavagno, a cui segue la sospensione di tutte le terapie e dei supporti per le funzioni vitali. Il padre ha espresso la volonta' alla donazione degli organi ed e' stata data l'autorizzazione all'espianto". E' quanto si legge nella nota dell'ospedale Borgo Trento di Verona.
Arrivato all'ospedale Borgo Trento venerdì pomeriggio in condizioni cliniche già gravissime e ricoverato nel reparto di Neurorianimazione diretto dal professor Leonardo Gottin, al paziente era stato diagnosticato il danno cerebrale irreversibile dopo due giorni in terapia di supporto massimale".
Secondo quanto accertato dai magistrati, coordinati dal procuratore capo Raffaele Tito, la 58enne, A. S., ha sparato al figlio un colpo in testa e poi si è suicidata.
"Al momento l'ipotesi indiziaria più accreditata è quella del tentato omicidio del ragazzo compiuto dalla madre che poi si è suicidata - si legge nella nota -, la donna da tempo aveva problemi di salute. Nessuno allo stato è stato iscritto sul registro indagati". È risultato quindi estraneo ai fatti il marito 50enne della donna che era stato sentito nella caserma di San Martino Buon Albergo come persona informata sui fatti.
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