immagine di repertorio
È iniziata così, sotto la direzione della procura di Lamezia Terme, l’attività di videosorveglianza delle aule in cui insegnava la maestra che ha permesso di documentare i maltrattamenti. Prima uno schiaffo, poi un secondo: “Smettila di urlare che ti faccio il muso a sangue”. Parole, azioni, quelle testimoniate dalla visione e dall’ascolto dei filmati, che seppur non così gravi da cagionare lesioni nei bambini, “travalicavano sicuramente quell’idea di animus corrigendi“. I militari, in particolare, hanno registrato numerosi episodi in cui l’insegnante, oltre ad adottare ripetutamente mezzi di correzione fisica, si lasciava andare ad espressioni gratuitamente denigratorie nei confronti dei piccoli a lei affidati. “Porco maiale, sono stanca, dovete stare divisi, ognuno nel suo recinto”. Insomma, a quanto emerso dalle indagini nel metodo di insegnamento adottato dalla maestra trovavano sistematicamente posto minacce, ingiurie e violenze. Un quadro che ha portato la Procura a richiedere l’applicazione della misura cautelare emessa dal Tribunale di Lamezia Terme, in ottemperanza della quale la donna è stata questa mattina arrestata e posta ai domiciliari.
Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/05/25/lamezia-terme-botte-minacce-e-insulti-agli-alunni-maestra-arrestata/5206811/
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