Aggredito un anestesista in servizio nel reparto rianimazione
dell’ospedale civile San Giovanni di Dio. È stato malmenato dopo aver
comunicato il decesso di un trentatreenne di Rosarno, Reggio Calabria,
ai familiari, che lo hanno colpito scagliandosi anche contro gli
infermieri accorsi
di F. Q.
Bossio, in servizio nel reparto Rianimazione
dell’ospedale civile di Crotone, è stato malmenato da due donne,
familiari del giovane, che lo hanno colpito scagliandosi anche contro
gli infermieri accorsi. Le parenti del ragazzo deceduto sono state denunciate in stato di libertà con l’accusa di lesioni in concorso, danneggiamento e interruzione di pubblico servizio dagli agenti della polizia intervenuti per porre fine al pestaggio.
“Questo ennesimo episodio di violenza – sottolinea in un comunicato l’Ordine dei medici di Crotone
– nei confronti di chi si è adoperato al massimo per prestare la
migliore assistenza al giovane paziente, che versava in particolari e
già comunicate condizioni di acclarata criticità, pre-esistenti all’atto
del ricovero, si ascrive, purtroppo, nell’ampio fenomeno di aggressioni
nel settore sanitario che in Italia, ad oggi, conta circa tremila
episodi l’anno, stando ai soli casi denunciati”.
“Non c’è un solo giorno senza che arrivino simili notizie: azioni
violente a danno del personale sanitario che non hanno alcuna
giustificazione e che condanniamo fermamente. Il dolore, sebbene
straziante per la perdita di un congiunto, non autorizza in alcun modo
il ricorso alla violenza nei confronti di chi, con
umana professionalità, è costretto a dare una terribile comunicazione e
che non ha fatto altro che svolgere il proprio lavoro”, così l’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica. Il Codacons, invece, è arrivato a formulare l’ipotesi dell’invio dell’Esercito negli ospedali e nelle guardie mediche per “tutelare l’incolumità del personale medico e paramedico”.
L’episodio di Crotone è, in effetti, l’ultimo di una serie di aggressioni verificatesi nelle ultime settimane. Ad Acireale,
Catania, lo scorso 25 luglio, un 45enne è stato arrestato per avere
ferito, con un paio di forbici, un medico del reparto dov’era
ricoverato. Il 21, nell’ospedale di Capri, Napoli, a
fare le spese delle intemperanze di un giovane turista ungherese sono
stati un medico e due infermiere, mentre il 10 è stato il turno di un
medico e quattro infermieri di Cinisello Balsamo nel
Milanese. Ancora prima, a giugno, a Caserta ad essere presa di mira era
stata una dottoressa del presidio Asl di Frignano, mentre a inizio mese,
a Palermo, c’era stata un’altra aggressione nel pronto
soccorso di un ospedale dove il figlio di un paziente ha afferrato un
medico per il collo perché stanco di attendere il turno.
Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/03/crotone-il-medico-comunica-la-morte-di-un-paziente-e-i-parenti-lo-picchiano-denunciate-due-donne/4536953/
3 agosto 2018
Pubblicato da
Bruno C in ultimenotizie
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