1 settembre 2013

Denunciata in stato di libertà per omicidio colposo, omissione di soccorso e fuga a seguito di incidente con danni alle persone.
Ipotesi di reato pesanti quelle a carico della 64enne veneziana che, mentre era alla guida di un’utilitaria Hyundai, venerdì pomeriggio si è urtata in localita Presenaio a Comelico Superiore, con la moto condotta dal 44enne Gianfranco Bassanello, residenze in zona, deceduto nell’incidente.
Le motivazioni del deferimento alla procura di Belluno, del resto, sono chiaramente motivate nella ricostruzione dell’accaduto fornita dai carabinieri della Stazione di Santo Stefano, i primi a portarsi sul luogo del sinistro, lungo la statale 355 “Valdegano”.
Dopo essere stato urtato dalla Hyundai impegnata nel sorpasso di un trattore, il motociclista, a bordo di una Yamaha, era rovinato a terra, strisciando per alcuni metri lungo un muro perimetrale a bordo strada, per poi andare a impattare violentemente contro l’inizio del guardrail, ferendosi mortalmente.
Solo lievi, invece, le ferite riportate dalla passeggera della Yamaha, una donna residente a Dosoledo (Comelico Superiore), attualmente ricoverata all’ospedale di Pieve di Cadore.
Nonostante il pronto intervento dei sanitari del 118, che ripetutamente avevano tentato di rianimarlo, Gianfranco Bassanello è stato dichiarato deceduto dopo alcuni minuti.
Dalle testimonianze raccolte sul posto dai militari e dal rinvenimento, sull’asfalto, dello specchietto retrovisore di un’autovettura di colore grigio metallizzato, i carabinieri si sono subito messi alla ricerca dell’auto coinvolta nel sinistro che, stando a quanto avevano appena appurato, si era allontanata dal luogo dell’incidente, omettendo di soccorrere il motociclista.
Subito sono state diramate le ricerche dell’autovettura, con il dispiego sulle principali vie di comunicazione del territorio di cinque pattuglie.
«La conducente dell’auto», si legge in una nota inviata dai carabinieri della Compagnia di Cortina, «una 64enne di Venezia, dopo circa un’ora, vistasi braccata dalle pattuglie che presidiavano gli snodi nevralgici del territorio, non aveva altra scelta che presentarsi dai carabinieri di Santo Stefano, ancora presenti sul luogo dell’incidente. La donna dichiarava, nella circostanza, di essere la responsabile dell’incidente e che si era data alla fuga poiché, nell’immediatezza, era stata sopraffatta dal panico e dalla paura.
I militari, su disposizione dell’autorità giudiziaria, interrogavano la predetta donna alla presenza del legale di fiducia e la deferivano in stato di libertà alla procura di Belluno per i reati di omicidio colposo, omissione di soccorso e fuga a seguito di incidente con danni alle persone. Alla donna veniva altresì ritirata la patente di guida e sequestrata l’autovettura coinvolta nell’incidente».


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