
Il piccolo morì per crisi respiratoria, non dovuta a cause naturali: le perizie hanno indicato che subì traumi al capo e compressione al torace nelle ore precedenti il decesso; già maltrattato anche a pochi mesi
Arrestata in Svizzera, dove era fuggita qualche mese fa, una coppia di giovani genitori di Borgomanero, in provincia di Novara, D.V. di 28 anni e M.C. di 27: sono accusati di maltrattamenti in famiglia aggravati e lesioni ai danni dei figli minorenni.
L'operazione, condotta dai Carabinieri di Novara in collaborazione con l'Interpol e la polizia elvetica, mette fine a una fuga iniziata lo scorso luglio. L'inchiesta, coordinata dal pm Paolo Verri, è scaturita dalla morte sospetta del figlio di soli sette mesi nel novembre 2024. Sebbene il decesso sia avvenuto per crisi respiratoria, l'autopsia rivelò ecchimosi riconducibili a gravi percosse.
Il bimbo morto per crisi respiratoria, ma non per cause naturali: sottoposto a traumi al capo e a compressione del torace
Gli accertamenti medico-legali e autoptici hanno evidenziato come il bambino, nelle ore e nei giorni immediatamente precedenti al decesso, fosse stato sottoposto "a reiterati traumi contusivi al capo e a una significativa compressione toracico-vertebrale". Per gli inquirenti, le lesioni sono risultate compatibili con "condotte violente riconducibili a terzi, escludendo cause accidentali o naturali".
Gli indagati devono rispondere anche di lesioni personali per un precedente ricovero del neonato, avvenuto ad aprile 2024, quando al piccolo furono riscontrate ecchimosi e una frattura della clavicola, giudicate incompatibili con le versioni fornite dai genitori. In quell'occasione il bimbo era stato allontanato dalla famiglia ma poi la sezione minorile della Corte d'appello del Piemonte aveva revocato il provvedimento riportandolo a casa circa un mese prima del decesso.
La fuga per sottrarre la figlia primogenita: il Tribunale dei minori aveva chiesto per lei una struttura protetta
Alla coppia è contestata inoltre la sottrazione della figlia primogenita di tre anni: i due si erano resi irreperibili rifugiandosi in Svizzera proprio per sottrarre la bambina a una struttura protetta indicata dal Tribunale per i Minorenni di Torino. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Niccolo' Bencini e confermata dal Riesame, ha evidenziato l'alto rischio di fuga e il pericolo di inquinamento probatorio. I due sono ora in attesa di estradizione.









Nessun commento:
Posta un commento