26 settembre 2016

Doveva essere un omicidio-suicidio, ma la più giovane delle due donne si è salvata dal micidiale cocktail di farmaci e whisky. Ora è piantonata in ospedale

di Massimo Pisa

Tre fogli scritti sul computer di casa, stampati e lasciati in bella evidenza. Un elenco lucido di cose da fare "quando ci ritroveranno", la chiusura del conto corrente affidata alla sorella, i pochi oggetti cari distribuiti ai parenti, le disposizioni per funerale e sepoltura, "mentre io voglio essere cremata". Ma gli ultimi pensieri S. P. li aveva scritti a penna, una pagina appena in cui sfogava anni di solitudine e depressione, di frustrazione per il peggioramento della malattia della madre Natalina Carnelli che l'aveva costretta a farle da badante e da infermiera, a portarla in giro in carrozzina, a non staccarsi più da lei e a rinchiudersi nell'appartamento al primo piano di via Grigna 24, case di ringhiera a tre piani alle spalle di piazza Prealpi.

La nostalgia per il marito morto: "Non ce la facevo, non ce la facevamo più. Dovevamo farla finita". Se il cocktail di whisky e pastiglie di Tavor - i carabinieri della sezione Rilievi hanno trovato una bottiglia mezza vuota e blister di benzodiazepine accanto ad alcuni bicchieri sporchi, altre scatole di pillole, soprattutto tantissima polvere - ha ucciso solo la 82enne Natalina Carnelli è perché ha fatto effetto su un fisico minato dagli anni, dall'invalidità e da una cardiopatia che ne aveva ridotto ulteriormente i movimenti. È morta sulla poltrona col poggiapiedi elettrico dove si era addormentata dopo aver ingerito la miscela fatale, e dove con ogni probabilità aveva passato le ultime notti.

Sulla poltrona accanto, la sessantenne figlia ha passato una notte di stordimento. Dose troppo leggera per lei, medico al Sert di piazzale Accursio, che coi barbiturici ha parecchia dimestichezza. Mentre i lettighieri del 118 provavano a rianimarla, nel suo deliquio ha sussurrato: "Avevamo deciso insieme, abbiamo bevuto insieme". Una lavanda gastrica, dopo la corsa al Sacco in codice rosso, ha scongiurato il peggio. In serata, ai carabinieri della compagnia Duomo (guidati dal maggiore Carmine Mungiello) e al pubblico ministero Giovanna Cavalleri ha ribadito la sua versione. In attesa della conferma dall'autopsia e dagli esami tossicologici sul corpo dell'anziana, è stata fermata per omicidio volontario. Articolo 575, il codice non ammette pietas. Per il momento rimarrà piantonata in ospedale per evitare che riprovi il suicidio.

Sapevano in tanti, nel palazzo, del gorgo in cui erano cadute le due donne. I lamenti, durante le brevi passeggiate, la signora Natalina che ormai non aveva più la forza di alzarsi dalla sedia a rotelle, la figlia Silvia che cercava, e non trovava più pace: nell'ultimo autoritratto postato sul profilo Facebook lo scorso 14 settembre, accanto al suo volto ha una colomba e un ramoscello d'ulivo.

Che si stessero progressivamente abbandonando lo dimostra il disordine in casa, i panni ammonticchiati sul letto, il caos di cartacce e sporcizia in giro per le stanze, e lo sapeva anche la badante romena che ieri alle 7.30 ha bussato e ha sentito solo i latrati della cagnetta Stelli. Quando ha aperto la porta dell'appartamento con le proprie chiavi ha subito visto la scena in camera da pranzo e ha urlato: "Si sono ammazzate!". Mezzo condominio si è svegliato, qualcuno ha allertato il 112. Per Natalina Carnelli era già tardi.


Fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/09/26/news/milano_anziana_trovata_morta_sul_divano_figlia_fermata_per_omicidio_volontario_in_una_lettera_non_ce_la_faccio_piu_-148548966/


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