20 gennaio 2015

Si aggrava la posizione di Giovannina Serra, la 82enne di origine sarda accusata di essere responsabile dell'esplosione avvenuta due notti fa in via Giuseppe Galati, alla periferia di Roma, che ha provocato la morte di un uomo di 50 anni e il ferimento di 21 condomini. Secondo gli investigatori all'origine del gesto dell'anziana sfrattata ci sarebbe il risentimento di dover abbandonare l'appartamento, da cui è partita la deflagrazione, dove viveva da 20 anni. La Procura, infatti, si accinge a chiedere la convalida del fermo per strage e omicidio e la contestuale emissione dell'ordinanza di custodia cautelare.
Accusata di strage - Giovannina Serra, 83enne di origini sarde, è accusata di strage per aver fatto esplodere una bombola nell'appartamento. L'anziana avrebbe opposto resistenza e avrebbe detto di "non essere pentita". Poi però agli agenti del commissariato di San Basilio avrebbe detto di non essere stata lei a far esplodere la bombola. Per gli investigatori la donna sarebbe invece la responsabile dell'accaduto.
Gli elementi che inchiodano l'anziana - Sono molti gli elementi che inchiodano l'anziana. Primo tra tutti il fatto che martedì sera quando è stata fermata sono state trovate tracce di bruciature sui suoi vestiti e sui capelli. Inoltre nella sua abitazione, un'altra rispetto a quella dove c'è stata l'esplosione, sono stati trovati biglietti dal contenuto analogo a quello ("non vi godrete la casa") trovato sul parabrezza di un'auto in via Galati. Ed ancora nel suo nuovo appartamento sarebbe stato trovato un pezzo di stoffa simile a quello sequestrato all'interno dell'abitazione in cui c'è stata l'esplosione. Per gli investigatori potrebbe essere stato utilizzato per innescare lo scoppio e gli esperti sono al lavoro proprio per accertare il tipo di innesco che ha provocato l'esplosione.
La bombola aperta e la porta chiusa a chiave - I sospetti si sono concentrati subito su Giovannina Serra. Nell'abitazione al primo piano, chiusa a chiave, i vigili del fuoco hanno trovato una bombola del gas con la manopola aperta, posizionata nei pressi dell'ingresso. Si è così ipotizzato che fosse partita da lì la deflagrazione. Dai controlli sui contatori del gas dell'edificio non è, infatti, emersa nessuna anomalia. Poco dopo la polizia ha trovato un biglietto scritto a mano su un'auto parcheggiata in strada davanti al palazzo che recitava: "Il signore la casa non ve la farà godere perché siete ladri + + ladri". Alla base del gesto ci sarebbe la forte contrarietà da parte della donna a dover lasciare la casa in cui aveva abitato per circa 20 anni. L'anziana aveva ricevuto un'ingiunzione di sfratto e l'appartamento sarebbe dovuto ritornare nella disponibilità dei proprietari in settimana.
Le proprietà immobiliari dell'82enne - Intanto è emerso che la donna, attualmente detenuta nel carcere Rebibbia, avrebbe più di una casa di sua proprietà: sia sul litorale romano che in Sardegna, regione di cui è originaria. L'anziana da qualche giorno si era trasferita in una casa in affitto a circa un chilometro di distanza dal palazzo in cui c'è stata l'esplosione ed è stata rintracciata lì martedì sera dagli agenti del commissariato San Basilio: oltre che con i capelli e i vestiti bruciati, l'hanno trovata ferita ad un piede. Ma Giovannina Serra si sarebbe giustificata dicendo di essere inciampata.
La vittima - Intanto si è svolta l'autopsia sul corpo della vittima, un operaio di 50 anni padre di due bambini, mentre a breve sarà disposta una consulenza grafica per accertare se i biglietti scritti a mano siano attribuibili all'anziana.


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