29 gennaio 2015

di Erin Pizzey

Una storia di fantasia che ho recentemente letto parlava di una madre possessiva con un figlio che le strappa il cuore per fuggire da lei. Lascia cadere il suo cuore al suolo e quando, preso dal senso di colpa, la guarda a terra, lei alza lo sguardo verso di lui e dice, “Figlio, ti sei fatto male?”.
Questa storia mi ha fatto rabbrividire in quanto, per me, questa è la classica madre incestuosa. Qualsiasi cosa faccia suo figlio, lei non lo lascierà mai andare, anche se questo lo portasse a ucciderla. Lei si è insinuata nel fondo della sua anima e i suoi tentacoli stringono il suo cuore. Che la ami o la odi, lui sarà suo schiavo per il resto della sua vita.

Robin mi disse che aveva delle difficoltà ad avere delle relazioni con le donne. Attribuì questo fatto alla relazione problematica che aveva con sua madre. Disse: “Io la odio. Non ho più nulla a che fare con lei. L’ho esclusa dalla mia vita tanti anni fa”.

“Nell’odio,” gli ho detto, “Si cela il tuo attaccamento. Se mi dicessi che ti senti indifferente ti crederei, ma la tua relazione con lei è ancora del tutto viva. Nell’odio si nasconde l’attrazione. Hai davvero bisogno di lavorare su questa relazione malsana che ancora hai con lei, altrimenti distruggerà ogni possibile buon rapporto che potresti avere con qualcun’altro.”

Ogni donna che Robin ha frequentato si è presto trovata vittima dei suoi abusi verbali. Sfogava sulla partner tutta la rabbia che non poteva rovesciare sulla madre. Non voleva impegnarsi per liberarsi dalla relazione incestuosa che aveva avuto con sua madre. Continuò a essere un donnaiolo senza pudore, lasciando dietro di se una scia di distruzione.

La principale differenza tra una madre maligna e una irresponsabile è che quella irresponsabile non vuole fare del male ai suoi figli ed è capace di mostrarsi amorevole nei loro confronti. Può essere iraconda ed un cattivo genitore, ma non desidera il male dei suoi figli e la sua irresponsabilità può essere un risultato dei suoi traumi infantili. Accetterà con gratitudine i consigli che le vengono dati. La madre maligna è spesso profondamente narcisista ed è incapace di provare qualsiasi emozione sincera se non verso se stessa ed i propri bisogni. Queste sono le donne che danneggiano tutti i loro figli e in particolar modo i maschi, se ne scelgono uno o più come partner erotici.

Un buon esempio di madre maligna incestuosa è “La Duchessa”, la madre del pedofilo Jimmy Saville.
Nel suo caso, egli è quello che viene definito, “lo spettatore”. Lei sceglie uno dei suoi fratelli come suo prediletto e Jimmy era il settimo nonché il più giovane. Non è stato il preferito finché lui non ha iniziato a guadagnare grandi somme di denaro: allora gli ha rivolto la sua attenzione e lui ha vissuto insieme a lei per il resto della sua vita. Non era più insignificante e lei lo glorificava per la sua fama e stava con lui ogni volta che poteva. Lui, di contro, la riempiva di soldi e regali. Quando lei morì, tenne il suo cadavere nella loro casa per cinque giorni e scrisse: “…I migliori cinque giorni della mia vita. Aveva un aspetto splendido. Apparteneva a me. La morte è meravigliosa”. Nel suo tempo libero, Jimmy faceva il portantino in un ospedale e trasportava i morti all’obitorio. Nessuno sospettava che fosse un necrofilo. Lo spettatore divenne finamente l’amante.

Un altro esempio di madre maligna può essere trovato nei rapporti sull’infanzia di Anders Breivik. Uccise 77 persone in Norvegia il 22 luglio 2012. Stando a un analisi condotta dagli psicologi del Centro per la Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Norvegia (SSBU), era oggetto della sessualità di sua madre. Fu notata l’inappropriata condotta sessuale che teneva con suo figlio e l’insana ‘intimità’ che mostrava quando era a letto con lui durante la loro permanenza alla clinica. Lo picchiava e spesso gli augurava la morte. Suo padre cercò di ottenere la custodia sapendo che sua moglie era profondamente disturbata, ma non ci riuscì. Le prove degli psicologi furono ignorate in fase giudiziaria.

Una volta ospitai una madre estremamente maligna in uno dei miei rifugi. Era una donna molto grande, all’apparenza amorevole ed entusiasta, con due figli. Il più grande era molto nervoso, si mordeva le labbra e si mangiava le unghie. Era scontroso e sorrideva di rado. Quello più piccolo aveva quindici anni. Era difficile averlo in simpatia. Stava sempre attaccato alla madre e sembrava molto viziato. Fu il più grande a parlare con me e confessò che sua madre condivideva sempre il letto con il figlio minore quando non portava a casa altri uomini. Disse di essere sempre lasciato fuori dalle loro vite ed escluso dalla loro relazione. Era confuso su quanto stava accadendo e voleva che il fratello smettesse di andare a letto con la madre. Ammise di essere geloso di tutte le attenzioni che il fratello riceveva e che il suo ruolo nella famiglia era quello di uno sguattero, mentre suo fratello era esonerato dai lavori domestici. Gli promisi di aiutarlo.

Non c’era alcun modo di parlare a quella donna in modo indiretto, così la presi in disparte e gli spiegai cosa sarebbe diventato suo figlio se avesse continuato ad essere la sua amante anziché sua madre. “Tuo figlio dorme con te ogni notte, tra un amante e l’altro. Ha erezioni e sogni erotici anche quando sei sdraiata con lui mentre dorme. In realtà prova orrore per il fatto di essere l’oggetto dei tuoi atti sessuali e dal modo in cui lo consideri solo tra un amante e l’altro. Quando lo escluderai dalla tua vita proverà gelosia e furia omicida. Tuo figlio è già stato seriamente traumatizzato dal tuo atteggiamento egoista. Tu poni i tuoi bisogni sessuali di adulta sulle spalle di tuo figlio e stai anche distruggendo il tuo figlio maggiore per il modo in cui lo trascuri e lo escludi dalla tua vita. Così il tuo figlio minore diventerà uno stupratore o un assassino seriale e quello maggiore non riuscirà mai ad avere una relazione amorosa nella sua vita”. Capiva quello che gli avevo detto, ma decise che ormai poteva andarsene e farsi una vita altrove con i suoi due figli.

Risentii il figlio maggiore diversi anni più tardi, non appena riuscì a lasciarseli alle spalle e ad andare avanti con la sua vita. Mi ringraziò per averlo ascoltato e disse che sua madre aveva smesso di andare a letto con suo fratello, ma non credeva che quest’ultimo sarebbe mai stato indipendente da lei.

Dennis Nilsen nacque il 23 novembre 1945 a Londra, Inghilterra. Uccise 12 giovani uomini strangolandoli o affogandoli. Tenne i corpi nel suo appartamente per lunghi periodi di tempo prima di sbarazzarzene bruciandoli su un falò o scaricando nel water le carni fatte a pezzi. Ammise di aver molestato sessualmente sua sorella e suo fratello. Più tardi Nilsen sviluppò fantasie sessuali riguardanti partner che fossero completamente passivi, svenuti o morti mentre lui faceva sesso con loro. Uno degli psichiatri del suo caso era tra i miei consiglieri durante i miei anni al centro anti-violenza. Abbiamo parlato di questo caso e mi disse che Nilsen, fino all’età di quindici anni, dormiva spesso nel letto della madre.

Credo che uno degli ultimi tabù che abbiamo sia la credenza che le donne siano incapaci di fare del male ai propri figli.
Anche nelle opere teatrali greche questa credenza veniva smentita, ma da noi, invece, le donne possono permettersi qualsiasi atteggiamento deviato. Ho sempre obbiettato alla deificazione delle donne in quanto vittime innocenti, perchè le rende meno umane. Solo quando ci sarà consentito di scendere dai nostri piedistalli ed essere giudicate esattamente come gli uomini potremo essere considerate eguali.

Le donne riescono a passare inosservate perchè la maggior parte dei loro abusi sono visti come conseguenze di disturbi vari. Ad esempio, le donne usano le supposte come oggetti penetrativi e nessuno si chiede come mai i loro bambini sembrino averne sempre bisogno. Ma il comportamento più comune è quello di una madre che seduce il figlio come suo amante. Essendo un bambino piccolo, viene assorbito nell’orbita incestuosa della madre e il resto della famiglia viene escluso. Molto presto, il padre comincia a provare risentimento nei confronti del figlio e può diventare violento. “Non mi sono mai sentita così sessualmente soddisfatta come quando ho allattato James”, mi disse una volta una madre incestuosa. Lo allattò in pubblico fino all’età di due anni e continuò di nascosto finché non ne ebbe cinque. L’allattamento dovrebbe essere un esperienza sensoriale, non sessuale, per una madre normale.

Dopo una conferenza sugli abusi sessuali (ero l’unica relatrice che parlava di abusi sessuali perpetrati da donne), ho parlato con molti uomini che dopo la conferenza mi avevano contattata per raccontarmi dei traumi inflittigli da madri maligne. Donne che insistono a fare il bagno ai propri figli per troppo a lungo. “Arrivai a sette anni prima di poter fare il bagno da solo”, mi disse George. “Si siedeva di fronte a me, con i miei piedi tra le sue gambe e io credevo che i miei piedi venissero risucchiati dalla sua vagina. Aveva un pelo pubico così folto. Io sono sessualmente impotente e ogni soddisfazione sessuale che posso raggiungere viene dal guardare la sessualità degli altri”.

Molti uomini non riescono a far l’amore con una donna se non da dietro, perché se raggiungono l’orgasmo vedono il volto della loro madre sovrapposto a quella della loro amante. La lista dei danni è infinita; uomini e donne subiscono abusi sessuali ma si parla troppo di uomini malvagi e troppo poco di donne malvagie. Mi trovo spesso a dover correggere persone che credono che siano solo gli uomini a commettere atti di pedofilia e incesto. Si sa ancora poco dell’argomento perché gli abusi commessi da donne restano spesso nascosti e non denunciati.

Il mio pensiero finale è che la madra maligna usa i suoi figli per i suoi piaceri personali e li abbandona non appena ne ha abbastanza. Si lascierà dietro uomini iracondi e pericolosi. Se cercheranno di dare il cuore al loro partner, non ci riusciranno, perché le loro madri li terranno sempre per le palle.

Traduzione a cura di Michele Falcinelli


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