23 maggio 2014

Madri che sfogano la loro violenza sulle maestre
Ponticelli (NA) - Madre e sorella di alunno irrompono in classe e picchiano maestra
26 novembre 2006Questa volta la vittima della violenza a scuola non è un alunno ma una maestra. Si chiama Maria, ha 26 anni, è un’insegnante precaria da tre anni. È stata insultata, aggredita, addirittura picchiata in classe davanti ai suoi bambini dalla madre e dalla sorella di un suo piccolo alunno disabile. È accaduto a Ponticelli, via Bartolo Longo al confine con il famigerato «Lotto Zero», plesso «G» del 70esimo circolo didattico. La maestra è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania, dove i medici le hanno diagnosticato contusioni con ecchimosi. Guarirà in cinque giorni.
Il preside della scuola ha presentato al commissariato di Ponticelli una denunzia di infortunio sul lavoro da trasmettere all’Inail, ma l’avvocato della maestra, Pasquale Spina, si è riservato di presentare una querela. Maria è stata colpita con un calcio al basso ventre dalla sorella di Daniele, 6 anni, un bambino di prima elementare affetto da una patologia che talvolta non gli consente di controllare le sue funzioni fisiologiche. Nulla di grave, normalmente. Ieri mattina, invece, le cose si sono improvvisamente complicate. Ecco com’è andata. Daniele se l’è fatta addosso. Maria si è accorta che doveva essere cambiato e ha chiamato un’assistente materiale per fare avvertire la famiglia del bambino. Poco dopo è arrivata a scuola la mamma di Daniele. Famiglia difficile, il padre del disabile è detenuto, già in passato la direzione aveva invitato la donna a tenere comportamenti adatti a un ambiente scolastico. Appena entrata in cortile, invece, la mamma del bambino ha cominciato a sbraitare contro le insegnanti. Era convinta che il piccolo fosse stato trascurato o maltrattato. Maria non ha esitato ad andarle incontro per spiegarle che si sbagliava, che lei, invece, tiene moltissimo a Daniele e che quel «bisognino» improvviso poteva essere conseguenza dei farmaci. Non è bastato. La donna, infatti, ha continuato a gridare fino a quando non ha ripreso suo figlio ed ha lasciato la scuola. Sembrava finita, ma il peggio doveva ancora venire. Maria, intanto, era rientrata in classe con gli altri bambini della prima elementare. Dieci minuti dopo - racconta la maestra nell’intervista che pubblichiamo qui accanto - la sorella di Daniele, una ragazza sui vent’anni, è entrata in classe superando inspiegabilmente tutti i controlli del personale. E anche lei ha cominciato a gridare contro Maria, accusata, questa volta, di non aver riposto nella zaino di Daniele il suo pupazzo preferito, il personaggio di un cartone animato che il bambino chiama «Crash». La maestra si è difesa. Tiene anche lei a quel pupazzo, perchè vuole bene a Daniele, e lo aveva rimesso personalmente nel suo zaino. Niente da fare. La sorella del piccolo disabile, anzi, nonostante fossero presenti gli altri bambini, ha sferrato con violenza un calcio a Maria, colpendola al basso ventre. Un dolore acuto. La maestra si è piegata su se stessa. Poi grida, confusione, bambini terrorizzati. Finalmente, una collega di Maria e un’assistente sono riuscite a bloccare l’intrusa e ad allontanarla dalla scuola. Il consigliere comunale di An, Marco Noto, che per primo ha riferito la notizia dell’aggressione, ha espresso solidarietà al corpo docente del circolo didattico ed ha annunciato l’intenzione di presentare un’interrogazione al sindaco.

Civitavecchia - Alunna accusata di bullismo: la madre picchia la preside
13 febbraio 2007Da qualcuno doveva pur avere preso. L'aggressività, in questo caso, l'ha succhiata col latte materno, una ragazzina di una scuola media di Civitavecchia, vicino a Roma, responsabile di numerosi episodi di bullismo ai danni dei suoi compagni di scuola, la media inferiore "Flavioni". A tal punto insopportabili erano diventati i suoi atteggiamenti, che la preside aveva convocato un incontro con ragazzi e genitori per decidere il da farsi. Risultato: pure la preside è stata malmenata, ma dalla madre della ragazza. Alla quale non sono andate giù le accuse, a sua detta infondate, rivolte alla figliola.
L'episodio è accaduto nel pomeriggio. Il dirigente scolastico della "Flavioni", V. L. R., aveva indetto la riunione alla quale stavano partecipando gli insegnangi e i genitori degli alunni della classe frequentata dalla ragazza. L'incontro si era reso necessario dopo le numerose lamentele per atti di bullismo che sarebbero stati compiuti dalla giovane: in base a quanto sostenuto dai genitori, e confermato da alcuni docenti, la ragazzina infastidiva i compagni e aveva atteggiamenti aggressivi nei loro confronti. Inoltre, nel bel mezzo delle lezioni, lei passava il tempo a fare foto e girare filmati con il suo telefono cellulare.
Nell'incontro, com'era prevedibile, le accuse sono state ribadite. Proprio queste sarebbero all'origine della violenta reazione della madre: la donna ha prima insultato pesantemente la preside, poi è passata alle vie di fatto prendendola a pugni in testa e sulle spalle. La dirigente scolastica, che pochi mesi fa aveva anche avuto seri problemi di salute, è stata accompagnata presso l'ospedale San Paolo, dove è rimasta sotto osservazione precauzionale dei medici.
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Siracusa - Madre e figlia picchiano insegnante per brutto voto
22 marzo 2007Madre e figlia hanno aggredito e malmenato un’insegnate dopo che l’alunna si e’ trovata un brutto voto in pagella. E’ successo all’Istituto tecnico professionale (Itas) Giovanna di Savoia di Siracusa martedì scorso, ma si e’ saputo oggi. La professoressa e’ stata visitata al pronto soccorso dell’ospedale Umberto I e dimessa con una prognosi di cinque giorni.

Elmas (CA) - Picchia l'insegnante della figlia: denunciata madre
2 gennaio 2008Avrebbe picchiato la maestra della figlia; concluse le indagini, e' stata denunciata per violenza e minacce aggravate a pubblico ufficiale.
La mattina del 5 novembre gli agenti erano intervenuti nella scuola elementare di Elmas dove una insegnante aveva subito una aggressione. Secondo quanto ricostruito, la bambina avrebbe confidato alla madre di essere stata maltrattata dall'insegnante, e la donna avrebbe reagito colpendo violentemente al volto la maestra

Palermo - Madre e nonna di alunna pestano a calci e pugni la prof
12 febbraio 2008Una professoressa presa a calci e pugni dalla madre di un´alunna. È accaduto sabato scorso a Pallavicino. A scatenare l´ira della donna è stato un banale motivo: il tentativo di "sequestro" del telefonino che la ragazzina pretendeva di utilizzare in classe durante la lezione. «Abbiamo vissuto una giornata movimentata", ammette il preside della scuola media Borgese, Salvatore Pellitteri, che cerca però di gettare acqua sul fuoco parlando di «una situazione che stava per degenerare a causa di un equivoco. Per regolamento - spiega il capo d´istituto - è vietato usare il cellulare a scuola: quando i professori sono costretti a sequestrarlo, a fine giornata lo restituisco ai genitori raccomandando loro di non farlo più utilizzare ai figli in classe».
L´altro ieri però solo dopo l´intervento della polizia la malcapitata professoressa è riuscita a divincolarsi dalla morsa di mamma e nonna dell´alunna, letteralmente inferocite. I sanitari del pronto soccorso dove la docente è stata accompagnata l´hanno medicata, giudicandola guaribile in quattro giorni. «Sono ancora scioccata - racconta A.I. - non mi aspettavo una simile aggressione. Mi sono ritrovata addosso le due signore che mi prendevano a calci e pugni».
Ma perché è scattato il pestaggio? La prima parte della storia la racconta il preside. «L´insegnante, in classe per una supplenza, si è accorta che una ragazzina utilizzava il telefonino. Dopo averla ripresa più volte, invitandola a spegnerlo, ha chiesto all´alunna di consegnarglielo», dice Pellitteri.
Ma la ragazzina non ne vuole sentire di separarsi dal cellulare e aguzza l´ingegno: invece del suo, consegna alla prof il telefonino della compagna. «A questo punto - continua il dirigente scolastico - l´insegnante scrive sul registro una nota disciplinare a carico dell´alunna». La quale, per nulla intimorita, chiede di uscire dalla classe per andare in bagno e, col suo cellulare, chiama i rinforzi. Qualche momento dopo, si presentano a scuola la madre e la nonna, che inveiscono contro docenti, preside, bidelli. Cercano la professoressa "rea" di avere tentato di sottrarre il telefonino alla figlia.
Nel frattempo suona la campanella di mezzogiorno e arriva un´altra mamma che vorrebbe portarsi a casa la figlia disabile. Non appena l´insegnante di sostegno si avvia all´uscita con la ragazzina, credendo che sia lei la docente da colpire, le due donne scatenano la spedizione punitiva. «Ho cercato di difendermi come potevo - racconta A.I. - ma le due signore sembravano impazzite. Poi sono intervenuti i bidelli».
«Visto che la situazione era degenerata - dice il preside - sono stato costretto a chiamare la polizia». Mentre gli agenti verbalizzavano il tutto, la professoressa ancora dolorante usciva da un ingresso secondario. Ieri la ragazzina era normalmente in classe, mentre l´insegnante di sostegno si ritrova a casa con lividi dappertutto e un ginocchio gonfio. L´alunna verrà punita? «Sarà il consiglio di classe - dice il preside - a stabilire il da farsi».

Statte (TA) - Due madri aggrediscono a pugni e calci una maestra fino a farla svenire
14 novembre 2008All'assemblea, oltre al sindaco, hanno partecipato la dirigente della scuola, Linda Fasano, e il padre della maestra, il quale ha detto che già l'anno scorso la figlia aveva subito minacce dalle due donne che ieri l'hanno aggredita. La maestra è stata aggredita dalle due mamme perché, a loro dire, l'insegnante avrebbe maltrattato o discriminato le loro figlie. La maestra è stata colpita con calci e pugni ed è svenuta sotto gli occhi della figlia di 10 anni. Soccorsa e condotta in ospedale è stata giudicata guaribile in dieci giorni. Le due donne che l'hanno aggredita sono state denunciate in stato di libertà per lesioni personali.

Napoli - Insegnante aggredita in classe dalla madre di un alunno
11 novembre 2009(Adnkronos) Aggredisce in classe l'insegnante del figlio 'colpevole' di aver adottato un provvedimento disciplinare nei confronti del ragazzino. E' successo a Napoli, dove I.O., 40anni, e' stata denunciata dagli agenti del Commissariato di Polizia ''Scampia'' per aver aggredito stamani un'insegnante della Scuola Media ''Moscati'' di via Lombardia, all'interno dell'istituto scolastico.
La vittima, una professoressa di 47 anni, era appunto 'colpevole' di aver adottato un provvedimento disciplinare nei confronti del figlio, un ragazzino di circa 11 anni, che frequenta il primo anno. I.O. l'ha prima insultata e minacciata e poi l'ha spintonata piu' volte, per far intendere il senso delle sue minacce. Un insegnante, accortosi di quanto stesse accadendo, ha chiamato la Polizia che, giunta sul posto, ha identificato la donna denunciandola in stato di liberta'. La malcapitata insegnante, per lo shock subito, e' ricorsa alle cure mediche.

Cingoli (MC) - Il figlio si chiude nel bagno della scuola e lei picchia la vicepreside
10 febbraio 2010Una donna ha mandato una professoressa all'ospedale. Il fatto è avvenuto a Cingoli dove la vice preside dell'istituto alberghiero è stata portata al pronto soccorso dopo essere stata aggredita dalla madre di un suo allievo.
Il fatto è avvenuto martedì mattina. Uno studente, pur di evitare una nota, si è rinchiuso in bagno senza volerne uscire. E' dovuta intervenire la vice preside che, dopo numerosi tentativi, ha allertato i genitori del ragazzo ma anche i carabinieri.
Una volta arrivati a scuola, i genitori, vista la presenza delle forze dell'ordine, hanno iniziato ad attaccare verbalmente la vice preside. La professoressa, per tutta risposta, nel pomeriggio si è recata dai carabinieri per sporgere denuncia.
Appena uscita dalla caserma però è stata aggredita dalla madre dello studente, finendo al pronto soccorso. La donna, si è scagliata anche contro alcuni militari intervenuti. Fermata ed arrestata, su di lei ora pende l'accusa di lesioni personali gravi, violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

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Acerra (NA) - Madre picchia maestra, ma sbaglia persona
15 maggio 2010 - Isterica reazione di una madre che a causa di un rimprovero della figlia a scuola si presenta all'ingresso con l'intento di farsi giustizia da sola. Chiede ai bambini quale sia la maestra a la aggredisce, ma sbaglia persona. L'insegnante malmenata, spinta, ed aggredita verbalmente ha sporto denuncia.

Ostia (RM) - Prof sgrida allieva: madre la aggredisce con calci e pugni
21 maggio 2010Botte da orbi in una scuola media di Ostia. Prende a parolacce una compagna di classe, viene rimproverata dall’insegnante. Ma è solo l’inizio: la madre dell’alunna si scaglia furiosamente contro la professoressa e i carabinieri intervenuti allo scoppiare della lite. È così che un’intera famiglia di Nuova Ostia, la zona più degradata del litorale romano, finisce in carcere per lesioni, aggressione e resistenza a pubblico ufficiale mentre professoressa e due militari vengono medicati al pronto soccorso dell’ospedale Grassi.
Un semplice diverbio, insomma, trasformato in pochi minuti in rissa quello accaduto mercoledì davanti la scuola media statale «Fratelli Garrone» di corso Duca di Genova. Siamo in una classe seconda. Francesca, chiamiamola così, se la prende con la vicina di banco. La insulta pesantemente nonostante i richiami dell’insegnante di turno. Come se non bastasse la ragazzina, a dir poco contrariata, se la prende anche con la donna di 55 anni. Una nota sul registro è la scintilla che scatena la reazione dell’allieva. Dallo zaino afferra il cellulare e chiama la madre. «La prof mi ha attaccato, vieni a prendermi». La madre si presenta all’uscita accompagnata dall’altra figlia, di 20 anni. Dalla docente non vuole sentir ragioni. «Tu a mia figlia non le dici nulla», urla la madre. Subito dopo partono schiaffi, calci e pugni. La poveretta, stordita, cade a terra. Dall’istituto viene allertato il 112. Arriva una pattuglia del nucleo radiomobile. È a quel punto che le due donne si avventano anche contro i carabinieri: tutti in caserma, manette ai polsi. Davanti la compagnia di via dei Fabbri Navali arrivano anche il fratello della mamma, un pregiudicato di 38 anni, e un terzo figlio di 18 anni. Vogliono sapere perché le due sono state fermate, gridando e prendendo a parolacce chiunque. Per i quattro, a quel punto, scatta l’arresto. Le donne vengono trasferite nel braccio femminile di Rebibbia, gli uomini a Regina Coeli.
«È imbarazzante - commenta Alessandro Onorato, capogruppo Udc in consiglio comunale - apprendere che, al giorno d’oggi, gli insegnanti siano sempre più in balia, trovandosi poi indifesi, delle violenze e dei capricci degli alunni e dei loro genitori».

Milano - Prof picchiata per un rimprovero: condannate madre e nonna della ragazzina
21 gennaio 2010Una professoressa rimprovera un'alunna di 10 anni e i parenti di quest'ultima la aggrediscono. E' successo in una scuola media inferiore di Milano, nel quartiere di Quarto Oggiaro. A quanto pare l'insegnante ha rimproverato la bambina, seguita dai servizi sociali, verso l'ora di pranzo. Quando la ragazza e' tornata a casa ha raccontato l'accaduto in famiglia e a quel punto la madre e la nonna si sono dirette verso la scuola e hanno picchiato l'insegnante che e' stata portata in ospedale, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. (Agr)
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12 luglio 2010Avevano picchiato la professoressa di una alunna in una scuola media di Quarto Oggiaro, perché l'aveva rimproverata. Oggi la mamma e la nonna della bimba che avevano sbattuto la testa della prof sul pavimento del bagno lasciando sulle piastrelle ciocche di capelli strappate sono state condannate a pene fino a 2 anni e 4 mesi di reclusione per violenza privata, lesioni, ingiurie e minacce. La sentenza è stata emessa dal giudice della prima sezione penale su richiesta del pubblico ministero Marco Ghezzi che ha intenzione di trasmetterla al tribunale dei minori perché valuti se togliere la bimba ai genitori.
La vicenda, descritta dai testimoni come «allucinante», di una «violenza inaudita stile Shining», è accaduta il 21 gennaio 2009 in una scuola media in via Graf. In base a quanto ricostruito nel processo attraverso le testimonianze, durante il pranzo alla mensa scolastica la bimba, di 13 anni, ha preso in mano la brocca dell'acqua, rovesciandola in maniera provocatoria sul pavimento. E ha continuato a farlo, nonostante la professoressa la rimproverasse. Al punto che l'insegnante ha dovuto afferrarla per un polso e bloccarle il braccio.
Dopo la scuola, tornata a casa, la bambina ha raccontato ai familiari quanto accaduto, sostenendo di essere stata picchiata. Alle 15.30, quando la prof, 41 anni all'epoca, si è avviata verso l'uscita dall'edificio, ha quindi trovato nell'atrio la mamma 29enne e la nonna 51enne dell'allieva ad attenderla. Subito sono volati insulti e grida («Puttana, ti ammazziamo») e presto la nonna ha le ha sferrato il primo schiaffo. L'insegnante è fuggita, trovando rifugio nell'area della segreteria. Tuttavia la mamma della bambina è corsa in cortile ed è entrata in segreteria dalla finestra. Vedendola arrivate come una furia, la donna si è chiusa in bagno, ma l'altra ha sfondato la porta a calci, l'ha afferrata per i capelli e ha cominciato a sbatterle la testa sul pavimento finché i poliziotti intervenuti sul posto non sono riusciti a bloccarla. Le lesioni riportate erano tali che si è reso necessario portarla in ospedale.
Mamma e nonna sono poi finite a giudizio per concorso in violenza privata, lesioni personali con l'aggravante di averle commesse su una persona incaricata di pubblico servizio, violenza privata e ingiuria. La madre della ragazzina anche di danneggiamento. Oggi le condanne. Il giudice ha inflitto 2 anni e 4 mesi di carcere alla mamma, che ha precedenti per furto, invasione, rapina, armi. Ha inoltre comminato un anno e 8 mesi alla nonna, che invece ha precedenti per droga, furto, rapina ed emissione di assegni a vuoto. Nessuna delle due imputate ha mai reso dichiarazioni; mentre la vittima non ha voluto costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni parlando di una famiglia sfortunata e spiegando di non voler infierire sulla loro sfortuna.
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Arzignano (VI) - Madre di alunna tempesta di pugni e calci la prof di sua figlia
16 gennaio 2011«Mi ha aggredito come una furia, mi ha preso per il collo, mi ha tempestato di pugni e calci. Se non ci fossero state altre tre mamme, che l'hanno bloccata, non so davvero come sarebbe finita». Il racconto di Angela Del Rosso, docente di lettere alla media "Motterle" di Arzignano, è drammatico. Ieri mattina è stata aggredita a scuola dalla madre di un ragazzo, di origine extracomunitaria, che l'ha costretta a ricorrere alle cure del Pronto Soccorso dell'ospedale di Arzignano: temeva soprattutto per gli occhi. Fortunatamente la visita medica ha escluso problemi particolari. La scuola è la stessa che qualche giorno fa è stata al centro delle cronache perché un genitore ha denunciato atti di bullismo subiti dal figlio, ma tra i due fatti non ci sono legami.
«Avevamo dato appuntamento ai genitori di questo ragazzo - racconta la professoressa Del Rosso, ancora piuttosto provata dalla brutta esperienza - perché non si sono mai presentati negli orari di ricevimento canonici. Subito lei era sulla difensiva, mi ha chiesto se questi colloqui fossero obbligatori. Le ho risposto di no, però è nell'interesse del ragazzo che ci sia un dialogo tra scuola e famiglia».
La Del Rosso ha parlato della situazione dello studente, che sta attraversando un periodo così così, ma non ha mai dato problemi particolari: «Quando ho finito - continua - la madre mi ha detto: adesso parlo io, e mi ha chiesto come mai il figlio fosse stato escluso dal concerto di Natale. Le ho detto che non lo sapevo, i corsi di musica si svolgono al pomeriggio e non me ne occupo direttamente. Lei insisteva, così lo ho fatto capire che ormai non avevo più tempo e dovevo andare in classe. Allora si è scatenata».
Alla docente, che insegna alla "Motterle" da 6 anni, viene meno la voce quando ricorda quei terribili momenti: «Mi ha spinto, poi mi ha preso per il collo, mi ha dato un pugno in faccia. Sono caduta e lei ha continuato a urlare e a colpirmi con pugni, calci, botte». Pare che il marito, che pure era presente, non abbia fatto nulla, mentre sono state altre tre mamme, che stavano aspettando il loro turno per parlare con i docenti, a fermare la donna.
Mentre i due si sono allontanati sono stati chiamati i carabinieri della stazione di Arzignano. Quando sono arrivati la situazione si era tranquillizzata. "Volevano chiamare l'ambulanza, ma ho detto di no - aggiunge la professoressa - sono andata al Pronto Soccorso accompagnata dalla vicepreside. Temevo per gli occhi, dato che porto le lenti a contatto e mi pareva di non vederci più tanto bene. Per fortuna non ci sono conseguenze gravi. Ho un labbro gonfio e qualche livido. Ma non mi spiego davvero il perché di tanta furia, possibile che il problema sia quel concerto?". Il ragazzo, è stato appurato in seguito, è stato sì escluso, ma perché non aveva partecipato alle prove. Cose che possono capitare e che non giustificano certo il ricorso alla violenza. "Mentre mi picchiava urlava delle frasi - dice ancora Del Rosso - mi pare di aver capito qualcosa come 'ti ucciderò prima che tu uccida mio figlio'. Queste sono minacce, intendo fare denuncia perché devo tutelare me stessa".
Anche la scuola, secondo quanto spiega la dirigente Donata Albiero, procederà con una querela: "Sono episodi gravissimi e la scuola sarà inflessibile - afferma la dirigente - Mi auguro solo che qualcuno non li strumentalizzi per altri scopi".

Monfalcone - Maestra maltratta (forse) alunno: madre pesta maestra
21 gennaio 2011Un alunno di una classe prima della scuola Duca d’Aosta di Monfalcone non frequenta le lezioni dal 17 dicembre. Secondo quanto riferisce la madre «ha paura della maestra che gli ha tirato i capelli». La dirigenza della scuola smentisce. In mezzo ci sono due denunce. Quella presentata alla polizia dalla madre del bambino ai danni della maestra e quella presentata dalla maestra ai carabinieri in cui lamenta di essere stata aggredita dalla mamma, in strada, davanti ai cancelli della scuola. Indaga la Procura della Repubblica di Gorizia.
Sono i contorni di una vicenda delicata che da alcuni giorni sta creando tensione nella scuola Duca d’Aosta. A tutti i livelli. Del caso sono a conoscenza la vicesindaco Altran e i dirigenti dell’U fficio scolastico regionale e provinciale Beltrame e Biasiol. Ecco cosa si legge nella denuncia presentata dalla mamma:«In data 17 dicembre mio figlio mi riferiva che aveva paura ad andare a scuola a causa del comportamento ed aggressività di una maestra. Gli chiedevo il motivo di tale disagio e lui mi riferiva che la maestra (omettiamo di specificare la materia ndr), una supplente, lo aveva preso per i capelli per farlo sedere. In altre occasioni l’i nsegnante avrebbe avuto comportamenti analoghi anche con altri ragazzi».
Nella denuncia si legge anche che la maestra ”griderebbe frequentemente”. Da quel giorno il bambino non è più andato a scuola. La mamma e buona parte degli altri genitori di questa classe speravano che la supplente non riprendesse le lezioni dopo le vacanze di Natale. Invece, resterà almeno fino al 28 gennaio. In seguito all’accaduto il bambino, sostiene la mamma, sarebbe rimasto vittima di uno stress psico- fisico tanto da essere sottoposto a ripetute visite pediatriche. La mamma ammette di aver insultato e tirato i capelli alla maestra.
«Ho fatto a lei quello che lei ha fatto a mio figlio», spiega. Nel pomeriggio di martedì 11 gennaio all’oratorio San Michele si è svolta un’assemblea dei genitori. Invitata, non si è presentata la preside Maria Raciti che pure in precedenza avrebbe garantito la propria disponibilità. Era presente invece la supplente che messa a confronto con la mamma ”nega i fatti asserendo di usare soltanto un tono più alto di voce per contenere la vivacità dei bambini”.
I genitori fanno presente che tutti i ”bambini affermano di aver visto l’episodio in questione e di aver notato scatti d’ira con conseguente perdita di controllo”. Realtà o fantasie dei bambini? Realtà, secondo le mamme. Non tutte, però. Nel periodo in cui è maturata questa vicenda le mamme hanno più volte chiesto un incontro con la preside.
«Ma la preside si concede con estrema riluttanza», sottolineano i genitori. La supplente, subentrata alla titolare - costretta a un periodo di malattia - presta servizio dal 2 novembre. I genitori non vogliono più quella supplente, ma il fronte non è compatto. Nel frattempo il bambino è ancora assente dalle lezioni. Ora la dirigenza della scuola ha assunto i primi provvedimenti ma nega decisamente la versione dei fatti delle mamme coinvolte.
«Oggi incontreremo la mamma del bambino e nei giorni successivi organizzeremo un incontro con i genitori della classe. Si sta ingigantendo un caso che non deve esistere. La scuola ha sempre operato nel massimo rispetto delle procedure. È assolutamente infondato quanto asserito dalle mamme. La scuola Duca d’Aosta è un’i stituzione seria, dove la qualità dell’insegnamento e la dedizione del corpo docente è a livello di eccellenza ». La vicaria della scuola Duca d’Aosta, Mara Grani, nega dunque categoricamente quanto asserito dalle mamme.
«La supplente è un insegnante con diversi anni di insegnamento alle spalle - spiega la dirigente -, brava e molto attaccata al suo lavoro che affronta con professionalità. Mai e poi mai si è resa protagonista dei fatti che le vengono attribuiti da alcuni genitori. Anzi. In ogni caso, proprio perché la nostra volontà è di rasserenare la situazione, da alcuni giorni alla supplente è stata garantita la compresenza, ovvero non sarà in classe da sola ma sarà affiancata da colleghi e procederà con i programmi didattici prestabiliti.
Mi appello dunque - aggiunge la dirigente vicaria - ai genitori affinché stemperino queste tensioni che si riflettono gravemente sui bambini, i quali - posso testimoniarlo io - quando vedono la supplente le corrono incontro per abbracciarla. Se un problema c’è stato non è certo suscitando un tale clamore che si risolve. Sia chiaro inoltre che in questa scuola nessun bambino è stato mai offeso né fatto oggetto di atteggiamenti aggressivi da parte degli insegnanti o di chiunque operi con loro. Non è vero inoltre come è stato riferito che i bambini per punizione siano allontanati dalla classe.

Milano - Alunno dà in escandescenze, madre picchia la preside
5 febbraio 2011Una lite scoppiata tra due bambini di quarta elementare della scuola omnicomprensiva Sorelle Agazzi, in piazza Gasparri, ha richiesto l’intervento prima della maestra, poi della preside, e, una volta arrivata la madre di uno degli alunni coinvolti, questa ha picchiato la dirigente scolastica che è finita in ospedale La donna è stata dimessa con un giorno di prognosi e tra la scuola e la famiglia dell’alunno è ora in corso un’azione legale.
All’origine del litigio il desiderio di un bambino di sedersi al posto di una sua compagna: questa non ha ceduto e l’alunno si è arrabbiato, iniziando a rovesciare banchi e lanciando libri e quaderni. La maestra ha chiamato la preside: entrambe hanno cercato di contenere la furia piccolo, trattenendolo per le spalle, ma questo ha iniziato a dare calci e pugni contro il muro. E’ quindi stata chiamata la madre del bimbo e il 118.
Quando, però, la madre è arrivata a scuola e ha incontrato la preside nel suo ufficio, è cominciata un'accesa discussione sfociata in una vera e propria zuffa: sono state lanciate aria carte e documenti e la preside è stata fatta cadere. Per questo, poi, è stata portata al pronto soccorso.
I dirigenti scolastici hanno fatto sapere di avere già avuto problemi in passato per l’esuberanza dello stesso ragazzino: già una volta era stato chiamato il padre per discutere del comportamento del figlio e anch’egli aveva dato in escandescenze che avevano portato poi ancora a una zuffa con la preside.

Verona - Madre minaccia maestre con coltello
2 aprile 2011Cerca di far uscire il figlio da scuola senza autorizzazione e senza avvisare le maestre. E quando viene scoperta e informata che ciò non è possibile, si scaglia contro le educatrici minacciandole con un coltello.
C'è voluto l'intervento della polizia e dei vigili per riportare la calma nell'istituto e far desistere la donna dai suoi malsani propositi. L'episodio, peraltro, non può considerarsi concluso dal momento che è già stata inoltrata una denuncia in procura.
Tutto è cominciato a metà mattinata in una scuola materna della periferia cittadina (il nome non lo indichiamo per tutelare i minori che sono coinvolti nell'episodio). È stata proprio una delle educatrici a contattare le forze dell'ordine in quanto, ha raccontato, era stata aggredita verbalmente e minacciata da una donna di origini straniere. In particolare, quest'ultima, si era presentata a scuola prima dell'orario previsto per l'uscita dei bambini e aveva cercato di prelevare la figlia di cinque anni attraverso la staccionata del giardino, approfittando del fatto che i bambini si trovavano all'esterno per giocare.
Una delle educatrici della scuola, accortasi di quanto stava accadendo, è intervenuta spiegandole che l'uscita dei bambini doveva essere autorizzata dalle insegnanti e che, comunque, non era possibile prelevare i bambini in quel modo.
A questo punto la mamma ha iniziato a inveire violentemente contro l'insegnante, richiamando peraltro l'attenzione delle altre insegnanti e dei bambini presenti.
Alcuni testimoni hanno anche notato che la donna aveva estratto una lama dalla borsetta con la quale minacciava le maestre.
Dopo l'intervento della volante della questura, è stata denunciata per minacce. L'episodio è stato segnalato anche al tribunale dei minori.
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Noale (VE) - La preside accusa alunno di vandalismo: la madre la spedisce al pronto soccorso
23 novembre 2012 - Il figlio viene convocato dalla preside per atti di vandalismo. La madre dello studente non se la prende con il figlio, bensì con la dirigente scolastica. Che finisce al pronto soccorso dopo essere stata "presa per il collo". Una storia di amore materno che forse travalica i confini del buonsenso quella riportata da Il Gazzettino.
Francesca Bonazza, preside dell'istituto comprensivo di Noale, dopo la sfuriata di una mamma, sarebbe dovuta ricorrere ad alcune cure sanitarie. Il motivo? Nei giorni scorsi alcuni giovani delle medie hanno imbrattato delle aule della vicina scuola elementare con scritte blasfeme. Cinque o sei. L'unico a essere riconosciuto sarebbe stato il ragazzino convocato in presidenza, che alle 13, al suono della campanella, esce da scuola accolto dal compagno della madre. Il tempo di tornare a casa ed entrambi vengono a sapere della convocazione in presidenza.
Passano pochi minuti e i due tornano all'istituto scolastico. La madre del ragazzo tira dritto fino all'ufficio di Francesca Bonazza, parlando di un possibile "sequestro di persona" che avrebbe subito il figlio. Una volta di fronte alla dirigente scolastica, le si sarebbe scagliata contro prendendola per il collo e scaraventandola contro la parete della stanza. Il tutto, sembra, sotto gli occhi di una insegnante. Dopodiché l'aggressione termina, con la donna che esce dalla stanza e se ne va con il compagno. Dopo le cure mediche, Francesca Bonazza ha sporto denuncia.
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Sulmona : Denunciata la giovane mamma che ha aggredito una maestra.
26 Giugno 2013
 SULMONA (Ore 17.14) – E’ stata denunciata la giovane mamma sudamericana (B.M.E.) che nei giorni scorsi aggredì una maestra dell’asilo di via Crispi, dopo che la figlia si era sbucciata il ginocchio cadendo. 
B.M.E., di anni 32, sarà ora indagata per i reati di lesioni personali, ingiuria e minaccia, in seguito alla denuncia presentata dalla vittima.
Una maestra sessantenne che – in seguito all’aggressione – era stata portata all’ospedale per medicare con due punti di sutura la ferita alla testa e l’occhio nero. La donna era stata giudicata guaribile in dieci giorni.Subito dopo il fatto, la preside Elvira Tonti aveva diffidato la sudamericana ad entrare nell’asilo sulmonese.Secondo una prima ricostruzione dei fatti, che dovrà essere ora supportata dalle indagini della polizia, la giovane mamma era andata a riprendere la figlia di 4 anni e, nell'apprendere che la piccola, correndo si era leggermente ferita, sarebbe andata su tutte le furie, colpendo la maestra alla testa con una borsa e tirandole i capelli.

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Roma - Maestra schiaffeggia bambini, madri la spediscono all'ospedale
18 maggio 2014Fosse stato per lei poteva finite lì, con quei ceffoni dati ai bambini della sua classe.
«Davano troppo fastidio», avrebbe provato a giustificarsi con i colleghi basiti dal suo comportamento. Ma i genitori dei piccoli, alcuni dei quali imparentati coi boss della mala di Tor Bella Monaca, non l’hanno pensata esattamente allo stesso modo. E il giorno dopo, messo insieme un piccolo esercito di madri inferocite, hanno deciso di punire la giovane insegnante con un’irruzione all’interno della scuola elementare e un pestaggio a sangue sotto gli occhi della preside, così forte da spedirla in ospedale dove è ancora ricoverata per le violente percosse.
La spedizione punitiva è scattata all’interno di un istituto comprensivo  all’ombra dei palazzoni di Tor Bella Monaca, nella periferia sud-est della capitale. La scuola presa d’assalto è la Sandro Pertini in via dell’Archeologia, che venerdì mattina è stata letteralmente presa d’assalto da un manipolo di madri infuriate. Volevano «farla pagare» ad una giovane maestra, trent’anni, «dalla personalità fragile e senza alcuna esperienza», come la definiscono, che il giorno prima aveva maltrattato fino a mettere le mani addosso ad alcuni suoi alunni. Scena alla quale avevano assistito anche i colleghi della supplente, che  immediatamente avrebbero provato a redarguirla. «Aveva letteralmente perso la testa - racconta qualcuno - Sembrava come esasperata dai ragazzi».
Più che un problema di opportunità del metodo didattico, però, l’aver maltrattato i bambini, in un quartiere come Tor Bella Monaca, può diventare un comportamento interpretato come un’infamia da ripagare con la stessa moneta, specialmente se ad essere picchiati sono i figli degli uomini legati alla malavita di quartiere. E la spedizione punitiva, andata avanti per circa tre ore e fermata solo dall’intervento dei carabinieri, sembra essere stato anche un segnale alla comunità di Tor Bella Monaca su chi deve essere «rispettato».
Il blitz sarebbe scattato alle otto del mattino, davanti ai cancelli della Pertini. Lì il gruppo di madri ha atteso la giovane supplente; al suo arrivo avrebbero tentato di bloccarla per chiederle spiegazioni, ma l’insegnante avrebbe tirato dritto, esasperando ulteriormente gli animi già bellicosi delle genitrici. Nemmeno il tempo di girarsi e la docente sarebbe stata aggredita prima calci e pugni davanti all’entrata del plesso, poi inseguita e malmenata anche nella stanza della presidenza,  in una vera e propria escalation di violenza, smorzata soltanto dall’intervento dei militari.
Nel parapiglia è finita coinvolta anche la dirigente scolastica, intenta a sedare la rissa. «Pensavo la volessero ammazzare – racconta ancora incredula – non ho mai assistito a tanta violenza».
Intorno alle undici l’insegnante è stata trasportata al pronto soccorso del Policlinico Tor Vergata. È ancora ricoverata, e sono in molti a giurare che non metterà mai più piede in quella scuola.
http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/CRONACA/tor-bella-monaca-roma-scuola-insegnante-picchia-alunni-mamme-aggressione-vendetta/notizie/696842.shtml

Francia - Insegnante pugnalata a morte dalla madre di un suo alunno
4 luglio 2014 - Un'insegnante di 34 anni è stata pugnalata a morte dalla madre di un allievo ad Albi, nel sud della Francia. La donna, secondo quanto riferiscono gli inquirenti, citati dai media francesi, è arrivata a scuola e ha ucciso la 34enne davanti agli alunni. E' stata immediatamente arrestata e posta in stato di fermo.
"Stamattina, una mamma è arrivata con un coltello e ha pugnalato davanti ai bambini una maestra di 34 anni, per dei motivi ancora ignoti", ha spiegato ai cronisti il procuratore di Albi, Claude Derens, aggiungendo che al suo arrivo sul posto "stavano tentando di rianimarla, era in arresto cardiaco nella sua aula", all'interno di una delle scuole elementari cittadine.
Il ministro dell'Istruzione Benoit Hamon, riferisce un portavoce, "ha immediatamente interrotto le sue attività per recarsi sul posto al fine di rivolgere le sue condoglianze alla famiglia dell'insegnante e per portare loro il suo sostegno.

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/2014/notizia/francia-madre-alunno-uccide-prof_2055312.shtml

Livorno - Madre fa irruzione a scuola e colpisce con un pugno la maestra
15 novembre 2014Un pugno in faccia, dritto e sonoro, come solo la rabbia riesce a innescare. Lo ha sferrato una madre livornese alla maestra di prima elementare della figlia. Motivo? la donna credeva che la piccola fosse stata picchiata a scuola, così ha pensato di vendicarla.
Tutto è nato dal momento in cui la bimba è tornata a casa con una ferita sulla fronte. Un segno evidente di maltrattamenti, secondo la madre. Così la mattina dopo la donna si è fatta largo tra le bidelle con insistenza e in preda alla rabbia. Ha imboccato l’ingresso della scuola che si trova in pieno centro e, a chi cercava di fermarla spiegandole che l’accesso non era libero, lei ha risposto a colpi di zainetto. Poi è riuscita a fare irruzione in classe e lì è andata in scena la discussione violenta sotto gli occhi dei piccolissimi alunni di prima elementare.
I bimbi erano già tutti schierati e seduti dietro al banco in attesa della lezione ma invece hanno dovuto assistere a una scena di pugilato.
La preside è stata costretta ad avvertire i carabinieri e a portare all’ospedale la maestra che è stata medicata per le lesioni rimediate dopo l’aggressione. Al termine della giornata la direttrice si era raccomandata perché venisse il papà della bimba all’uscita di scuola. Ma così non è stato. La madre-pugile si è ripresentata e non aveva completamente sbollito la rabbia. Ha iniziato a discutere con una coppia di genitori che erano andati a prendere il loro bimbo, colpevole, secondo la madre, di essere stato lui ad aver fatto male alla sua figlioletta.
Le botte alla piccola sono sempre state smentite dalla scuola. La preside ha detto che la bambina si era procurata la ferita da sola. Poi ha denunciato la madre e ha allertato i carabinieri in caso di bisogno: “La mia priorità è la sicurezza degli alunni”.
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