L'Istituto Federale tedesco Robert Koch Institut, operante per conto del Ministero della Sanità tedesco (http://www.rki.de), ha rivelato i risultati di un sorprendente studio su 6000 individui adulti sulla VIOLENZA DI COPPIA, durato un anno.
Emerge, in maniera sorprendente anche per gli stessi studiosi, un quadro
a tinte fosche dei rapporti di coppia tra le mura domestiche: a essere più violenta è la donna.
Questa
maggiore violenza femminile è sia fisica che psicologica, e non vede
solo l'uomo come sua vittima, ma anche i figli e altri parenti
all'interno delle mura domestiche.
I numeri:
L’1,3% delle donne intervistate ha usato violenza fisica contro il proprio partner, mentre la percentuale tra gli uomini era dello 0,3%.
(violenza fisica esercitata in special modo attraverso: pugni, calci, schiaffi, tirate di capelli)
La violenza psicologica è più frequente, sia per gli uomini
che per le donne, ma anche in questo caso vede una netta predominanza di
quella esercitata dalle donne nei confronti dei compagni: lo studio
riporta un'incidenza del 3,8% di violenza psicologica femminile sul partner e un 2,8% di violenza maschile sulle partner.
(violenza psicologica esercitata in special modo attraverso: minacce, ricatti, offese)
Il tema della violenza femminile, a differenza della violenza in senso opposto, è ancora poco noto e poco discusso: ”I risultati ci hanno sorpresi”, spiega Heike Hoelling, autrice dello studio e scienziata sociale: ”La violenza non è esclusivamente un’esperienza che patiscono le donne e i risultati cui siamo
pervenuti ci hanno molto sorpreso. Abbiamo affrontato un terreno
molto delicato, perché entrare nella vita nascosta delle coppie
non è mai facile e gli esiti che si ottengono lasciano sempre
molti dubbi sulla sincerità delle risposte date. La morale
sociale spinge i partner ad aderire al cliché della famiglia
felice, nella quale nessuno è violento o diviene vittima di
soprusi. E invece abbiamo dovuto registrare che, nelle famiglie
tedesche, le donne esercitano violenze fisiche e psichiche con
frequenza molto maggiore rispetto agli uomini, non solo verso il
partner ma anche verso gli altri membri della famiglia”. Le donne tedesche, stando allo studio in Germania ”usano violenza fisica sul partner più spesso degli uomini. Ma usano violenza più spesso anche su altri membri della famiglia”, ovvero i figli. Insomma, le donne tedesche sono molto manesche e l’idea di ”donne come individui violenti e degli uomini come vittime di violenza” non è ancora facile da accettare.
Ma è un tema ancora tabù. «Temi come quello della
violenza femminile o degli uomini come vittime sono ancora oggi
dei tabù per la società», è scritto nel rapporto, «perché
molti uomini hanno difficoltà a renderli pubblici per
insicurezza e vergogna». Mostrare debolezza o paura, ammettere
di non sentirsi socialmente integrati, o addirittura di piangere
sono azioni ritenute incompatibili con il modello sociale legato
all'uomo: «Sarebbe invece opportuno che le vittime
riuscissero a parlare apertamente delle loro esperienze, senza
temere conseguenze per la loro reputazione».
Mancano centri di sostegno. Secondo i
ricercatori, in Germania mancano adeguate offerte di aiuto per
gli uomini, come ce ne sono per le donne, per i bambini e per le
famiglie di immigrati che provengono da culture patriarcali.
Questo rende più difficile l'emersione del problema,
giacché la reazione maschile non si sviluppa attraverso
pubbliche richieste di aiuto, ma con silenziosi abbandoni delle
abitudini personali. Si sono osservati casi di distacco dalle
associazioni sportive, interruzione di rapporti sociali,
isolamento. Per intervenire, sarebbe necessario un personale
medico capace di approcci sensibili.
Anche le denunce
alla polizia servono a poco: quando un uomo si dichiara vittima
di violenza nella famiglia viene poco creduto e solo in rarissimi
casi le forze dell'ordine aprono delle inchieste. Ma come
dimostrato dal sorprendente studio del Robert Koch Institut la
società è cambiata, i rapporti di coppia hanno subito una
profonda evoluzione e la tutela delle vittime di violenze dovrà
seguire il cambiamento dei tempi.
Fonti:
http://www.spiegel.de/
http://www.rki.de
http://www.lettera43.it/

10 giugno 2013
Pubblicato da
Giorgio G in approfondimenti
Etichette: violenza domestica , violenza psicologica
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