22 ottobre 2015

Il termine "madrona" - che noi del Centro Documentazione Violenza Donne troviamo potentemente suggestivo ed evocativo - non è, purtroppo, di nostro conio: è stato pronunciato - come voce dal sen fuggita - da una ragazza, poco scolarizzata, che vive in un paesino della penisola sorrentina, la cui storia si può leggere nella seguente rassegna, sotto la data 5 maggio 2011.

Sarno (SA) - Madre-madrona in carcere, abusava dei tre figli maschi
20 agosto 1994 - Lucia Cammarano e' una donna bassa e malandata che mostra piu' dei suoi 35 anni. Il corpo sformato da cinque gravidanze, nessuna cura di se'. Quando i carabinieri l'hanno portata via dalla sua casa, in un vicolo che si chiama Caro Gioielli a Sarno, un paese dell'entroterra salernitano, li ha seguiti senza dire una parola.
In caserma ha continuato a non parlare, si e' lasciata fotografare, ha aspettato che venissero sbrigate le altre procedure, poi, sempre in silenzio, si e' lasciata accompagnare in carcere. Dovra' restarci tre anni, ma chi l'ha arrestata e' rimasto stupito dall'atteggiamento di questa donna, assente, come se quello che stesse accadendo non la riguardasse. E invece la riguarda eccome. Perche' i tre anni di condanna, Lucia Cammarano se li e' presi per atti osceni e di libidine violenta su tre dei suoi cinque figli, i maschi, di 6, 13 e 15 anni.
Che questa donna grassoccia e bruttina ha costretto a prestazioni sessuali cosi' come il marito aveva fatto in precedenza con la figlia di dieci anni. Una storia di ignoranza, di sottocultura. La storia di una famiglia che non e' mai stata una famiglia e che comunque oggi non esiste piu' , ed e' decisamente meglio cosi'. I genitori stanno entrambi dietro le sbarre e i bambini sono stati affidati a istituti o ad altre famiglie. Gia' da tre anni, quando i carabinieri vennero a conoscenza della situazione e denunciarono la donna.
La madre cominciò ad insidiarli, anzi, ad andare anche oltre le insidie. Ed e' durato per un bel po', fino a quando sul tavolo del maresciallo dei carabinieri e' arrivato un esposto anonimo. Perche' in paese tutto si viene a sapere e anche perche' Lucia Cammarano non faceva nemmeno troppo per tenere segreto quello che accadeva in casa.
E' bastata quindi un'indagine rapida, qualche riscontro, qualche testimonianza. Poi la denuncia, l'intervento del tribunale minorile, i bambini tirati fuori da quell'inferno, infine il processo. Andato avanti per tre anni, nei vari gradi, e conclusosi con la sentenza di condanna. Che Lucia Cammarano ha aspettato difendendosi flebilmente in aula e continuando a vivere nella casa di Sarno.
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Bagheria (PA) - Zia-madrona: botte e sevizie alla nipotina malata di leucemia
16 marzo 1995 - Una casalinga di Bagheria, Antonia Martorana, 42 anni, è stata arrestata su ordine della procura presso la Pretura di Palermo per maltrattamenti e lesioni nei confronti di una nipotina di sei anni, malata di leucemia e abbandonata dai genitori - secondo i giudici - proprio a causa della malattia. La bimba è adesso ricoverata nel reparto oncologico dell' Ospedale dei Bambini. Altri due ordini di custodia cautelare sono stati emessi dal Tribunale per i minorenni contro il figlio della donna e un suo amico, entrambi di 14 anni, anch' essi accusati di avere colpito ripetutamente la bambina. La bambina - bionda, occhi azzurri - è tuttora ricoverata in ospedale, dove i medici non disperano di guarirla definitivamente dalla leucemia.
La sera del 20 febbraio scorso il sostituto di turno della procura presso la Pretura, Luca Crescente, è stato avvertito dai carabinieri, a loro volta avvisati dal medico di guardia dell'Ospedale dei Bambini, che una bimba trasportata dai familiari al Pronto Soccorso aveva fratture al polso e a un piede, numerose ecchimosi sul corpo e ferite sotto le labbra e all'orecchio. All'inizio la bimba ha detto che a picchiarla era stato un fratello di 3 anni; interrogata dai carabinieri, la zia ha detto che la bimba era caduta dal letto, ma nessuno le ha creduto. Ascoltata di nuovo dai carabinieri senza la presenza della zia, la bimba ha raccontato di essere stata legata al letto e ripetutamente picchiata dalla zia con un tubo di gomma. La donna ha allora ammesso di averla picchiata il giorno prima "perché aveva mangiato mortadella e salame, non consentiti dalla dieta medica".
Il tribunale per i minori sta cercando adesso una famiglia disposta ad adottare la bambina.
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Cisternino (BR) - Madre-madrona lancia coltello sul bimbo: "non voleva obbedire"
20 novembre 1996 - Un bambino di 12 anni di Cisternino e' stato ferito al braccio con un coltello lanciatogli dalla madre esasperata dai suoi "capricci".
A denunciare l'accaduto ai carabinieri e' stata la preside della scuola media del ragazzino, Francesca Simmini, che ha voluto precisare che "il bambino e' legatissimo ai suoi genitori, tanto che gli operatori sociali hanno ritenuto di non adottare alcun provvedimento verso la madre, ne' di allontanare il piccolo dalla famiglia".
La madre, bracciante agricola, ha ammesso il fatto perché "il bimbo non voleva obbedire".

Torre Caietani (FR) - Un 15enne fa arrestare la madre-madrona: "ha tentato di violentarmi"
7 agosto 1998 - Madre e figlio sono stati scoperti da due vicini, che - dopo averci pensato su per più di un'ora - hanno deciso di non lasciare quell'incesto confinato nelle chiacchiere di paese. Mauro, lo chiameremo così, 15 anni, è rimasto nudo nel letto ad attendere i carabinieri di Alatri, che hanno arrestato la madre.
Miranda, anche stavolta il nome è inventato, 40 anni, bruna, ex ragazza madre, invecchiata dall'alcol, li ha seguiti in caserma a capo chino, denunciata per tentata violenza sessuale. "Non era mai successo prima. Per un attimo ho perso la testa", ha detto la donna al magistrato.
Ma a Torre Caietani, una paese di collina tra Alatri e Fiuggi in Ciociaria, di lei si sparlava da un pezzo. Le precarie condizioni economiche di Miranda, che vive con un sussidio da duecentomila lire al mese e del buon cuore dei concittadini, i problemi con il vino, avevano già innescato l'intervento degli assistenti sociali che, da tempo, seguono la storia di Mauro.
Il ragazzo già da qualche mese vive con una zia ad Alatri e l'anno scorso è tornato a frequentare l'istituto tecnico. Sua madre passava a trovarlo ogni tanto. "Avevo mal di testa e mi sono fermato a farle visita... Ma lei ha cominciato a spogliarsi...", ha spiegato quasi in lacrime per la vergogna agli inquirenti. Chi lo ha visto dice: "Era sconvolto, proprio come la vittima di una tentata violenza".
E lei, la madre? "Forse non si è resa conto sino in fondo della situazione in cui si trova", sospettano gli investigatori. La testimonianza del ragazzo, quella dei vicini di casa che hanno trovato madre e figlio nudi nel letto, le stesse ammissioni della donna hanno spinto il gip a convalidare la misura di custodia cautelare chiesta dal pubblico ministero e a dare gli arresti domiciliari. Miranda è dunque tornata nelle due stanze in un vicoletto buio. Forse anche alla sua bottiglia. Il figlio invece è rientrato a casa degli zii nel paese vicino. Lontano dalla gogna.
I parenti è un pezzo che si battono per lui. Infatti la condotta morale della madre - ritenuta in famiglia discutibile già in passato - aveva spinto una zia a muoversi per sottrarre il ragazzo al degrado. Adesso la situazione è precipitata. Su disposizione della Procura per i minorenni, Mauro è in stato di "affidamento provvisorio". Miranda sembra destinata a perderlo.
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Ravenna - Madre-madrona faceva prostituire la figlia
11 agosto 2000 - Una ragazza di 15 anni si prostituiva in casa, una modesta abitazione di Ravenna, con la compiacenza della madre e del patrigno. Questa la bruttissima storia di miseria, morale prima ancora che economica, portata alla luce dalla Sezione minori della Squadra Mobile.
L'altro giorno la svolta nelle indagini, con l'arresto della madre e del suo uomo: lei, che ha anche un bimbo di pochi anni da accudire, è finita agli arresti domiciliari, mentre per lui si sono aperte le porte del carcere ravennate di Port'Aurea. Gli arresti, per favoreggiamento della prostituzione minorile, sono stati eseguiti su ordinanze di custodia cautelare richieste dal pm Indirli e firmate dal gip Lacentra.
L'indagine della Squadra Mobile, coordinata dal dirigente Cesare Capocasa, è scattata più di quattro mesi fa e si è sviluppata fra mille problemi, come sempre quando bisogna squarciare il velo su una torbida vicenda che si consuma fra le mura domestiche.
Marito e moglie, entrambi ravennati, hanno una quarantina d'anni, pochissimi soldi, nessun lavoro che si possa definire tale. Non sono nuovi all'Ufficio minori della Questura.
Insieme hanno avuto un figlio, mentre la ragazzina, ora ospitata in un Centro assistenziale, è nata dal precedente matrimonio della donna. Non va a scuola, l'adolescente divenuta prostituta, non ha finito le medie, lavora qua e là per brevi periodi.
In camera da letto riceveva i clienti, pochi, sempre gli stessi: camionisti e rappresentanti di passaggio da Ravenna, 30 anni il più giovane, 50 il più 'vecchio'. L'aggancio avveniva probabilmente con il 'passaparola'. Non è emerso che fosse richiesta una tariffa precisa: il cliente arrivava con una sporta piena di cibarie o con un regalo, oppure offriva quello che voleva.
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Savona - Ad un mese e mezzo piange: madre-madrona lo scuote fino al coma
22 agosto 2000


Follonica (GR) - Madre-madrona dominicana faceva prostituire figlia e nipoti minorenni
17 settembre 2000 - Avrebbe fatto prostituire la figlia di 15 anni e due nipoti di 14 e 17 anni, mettendo annunci su un quotidiano e organizzando poi gli incontri in un appartamento a Follonica.
In carcere, con l'accusa di sfruttamento della prostituzione minorile, è finita una dominicana di 38 anni, arrestata dai carabinieri insieme al convivente, un italiano di 61. Entrambi si trovano ora rinchiusi nel carcere di Livorno, città dove abitano.
A far partire le indagini, affidate alla procura di Grosseto per competenza territoriale, è stata una sorella della dominicana che abita a Casciana Terme. La donna avrebbe raccolto le confidenze delle due nipoti di 14 e 17 anni, figlie di un'altra sorella che le aveva affidate all'arrestata, perché costretta a tornare a gennaio scorso in patria.
A giugno le due ragazze sono scappate e hanno raggiunto la zia a Casciana. È stata così fatta una denuncia ai carabinieri di Casciana che hanno poi passato le indagini ai colleghi della sezione di pg della procura grossetana e del nucleo operativo di Grosseto. Dall'inchiesta è emerso che l'arrestata, col convivente, avrebbe fatto pubblicare inserzioni a pagamento su un quotidiano per trovare clienti. Per gli incontri avrebbe utilizzato una casa a Follonica che il convivente aveva preso in affitto.
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12 ottobre 2000

Rocca di Caprileone (ME) - Madre-madrona incatena figlio disabile
11 novembre 2000


11 dicembre 2001



Firenze - Fa prostituire i bambini, madre-madrona condannata a 10 anni
1° febbraio 2002 - Una donna di 32 anni è stata condannata dal tribunale di Firenze a dieci anni di reclusione e a un risarcimento di 100 milioni di lire per ciascun figlio, con l'accusa di aver fatto prostituire i due figli, due maschi di 6 e 8 anni all'epoca dei fatti. La donna, a cui è stata tolta la patria potestà, era stata arrestata nel '99, dopo che i bambini avevano raccontato delle violenze subite da due uomini in cambio di denaro.
La storia era venuta a galla grazie alla segnalazione delle insegnanti dei bambini che avevano notato alcuni disegni particolarmente duri. Nel corso dell'incidente probatorio davanti al gip i due bambini confermarono tutte le accuse alla madre.
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Siracusa - Madre-madrona frusta la figlia di 2 anni
19 aprile 2001


Roma - Zia-madrona droga e maltratta la nipote
Anziché toglierle anche la figlia, la usano come pretesto per non mandarla in carcere
20 ottobre 2001


21 marzo 2002


Grottammare (AP) - Madre-madrona chiama figlia dall'Ucraina e la costringe a prostituirsi
22 aprile 2002 - Aveva fatto venire in Italia la figlia dall'Ucraina per farla prostituire. Protagonista di questa vicenda è A. N., un'ucraina di 47 anni, arrestata con l'accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione della figlia.
Qualche settimana fa l'extracomunitaria aveva chiesto alla figlia di 26 anni, sposata e madre di un bambino, di venire a trovarla in Italia. Una volta a Grottammare però, la ragazza era stata avviata alla prostituzione, sotto il rigido controllo della madre. Era quest'ultima infatti ad accogliere i clienti della figlia e a «prepararli» agli incontri mostrando loro filmini pornografici.
L'attività delle due donne è stata scoperta nel giro di poco tempo dai carabinieri, che hanno arrestato la madre e sequestrato nell'abitazione due libretti di risparmio con 30mila euro e circa 800 profilattici.
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Milano - Fa pipì a letto, massacrata di botte dalla madre-madrona
30 ottobre 2002


Comacchio (FE) - Picchia a sangue bimba che ha in braccio per coprire furto appena commesso
20 giugno 2003 - Una bulgara di 25 anni ha picchiato a sangue la bimba di 6 che aveva in braccio, ed è stata denunciata per lesioni personali. La donna tentava di sfuggire alla legge dopo aver rubato un portafoglio in un supermercato di Comacchio, pensando di distogliere l'attenzione dal furto scoperto.
La bulgara aveva rubato, all'interno del supermercato, il portafoglio che conteneva 200 euro e 1.450 corone ceche ad una cliente , una turista cecoslavacca di 60 anni. La vittima però si era accorta del furto ed aveva avvisato le casse. Nel vedere bloccate le casse la cittadina bulgara, ha capito di essere in trappola e ha pensato che l'unico modo per distogliere l'attenzione del reato che aveva appena commesso era creare scompiglio.
Così ha cominciato a pestare a sangue la bimba, per farla piangere, spaccandole il setto nasale. Un diversivo che non è servito, perché sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile di Comacchio, che oltre ad arrestare la donna per furto aggravato, l'hanno anche denunciata a piede libero per lesioni personali.
Salento - Padre denuncia moglie per atti pedofili sui due figli
16 febbraio 2005 - Per passare una notte di Capodanno piena di emozioni "diverse" avrebbe fatto spogliare i suoi bambini, di otto e dieci anni, e insieme con una vicina di casa e due amici li avrebbe costretti a subire atti sessuali.
In manette per pedofilia una madre 41 anni di un piccolo paese nel cuore del Salento. A scoprirli è stato il padre dei due bambini, che, la sera del 31 dicembre scorso, poco dopo le nove, è piombato in casa della vicina e ha visto i figli nudi sul letto e il gruppo di adulti intorno.
L' uomo è stato minacciato e costretto a mantenere il silenzio. Minacciato e picchiato. Ma alla fine, dopo un mese di paura e rimorsi, ha deciso di raccontare quella scena che gli era rimasta stampata nella mente ai carabinieri, quella scena con i suoi bambini nudi sul letto e sua moglie, la vicina di casa di 24 anni e i due amici di 53 e 23 anni, intorno.
Il padre, per amore dei due bambini, ha denunciato anche la loro madre. Le due donne sono casalinghe, gli uomini disoccupati. L'appartamento dove i bambini sono stati violentati è in una palazzina anonima in un piccolo paese, dove nulla succede e dove, secondo i carabinieri, «tutto è possibile, anche chiedere ai propri figli di "far divertire" un gruppo di amici per l'ultimo dell'anno».
Ieri, dopo un'indagine lampo, sono scattate le manette: i provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del tribunale salentino Vincenzo Scardia su richiesta del pubblico ministero Paola Guglielmi. Madre e violentatori sono finiti in carcere per violenza sessuale aggravata. I bambini, che hanno confermato gli abusi, sono stati trasferiti in una struttura protetta.

Genova - Madre-madrona 35enne fa prostituire la figlia 22enne
20 marzo 2005 - Una donna di 35 anni è stata arrestata per sfruttamento della prostituzione nei confronti della figlia ventiduenne. La particolare vicenda è avvenuta nella zona della Maddalena e ne sono protagoniste le due donne, entrambe di nazionalità argentina ma con cittadinanza italiana. La madre è stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria da parte degli investigatori del commissariato di piazza Matteotti.
Il nuovo dirigente dell'ufficio, il vicequestore Salvatore Dispenza, ha deciso di aumentare i controlli e la presenza della polizia nella zona della Maddalena per cercare di contenere il fenomeno della prostituzione.
Nei giorni scorsi, ricevuta una segnalazione sul continuo via vai di persone in un appartamento della via, la squadra investigativa del commissariato ha effettuato una serie di appostamenti. Gli agenti hanno atteso che un uomo di 65 anni entrasse nell'alloggio e hanno fatto irruzione dopo alcuni minuti. Inequivocabile la scena che si è presentata, tanto che il cliente non ha potuto neppure tentare di smentire. L'uomo ha poi spiegato che i soldi che aveva dato alla ragazza per la prestazione, lei li aveva successivamente consegnati alla madre. L'uomo ha poi aggiunto che la stessa situazione si era verificata in una sua precedente visita.
Tanto è bastato alla polizia per far scattare l'accusa di sfruttamento e procedere al fermo con la contestazione dell'aggravante del vincolo di parentela. La donna è residente da diversi anni a Genova dove era arrivata portandosi la figlia avuta in tenerissima età. Aveva ottenuto la cittadinanza sposandosi con un italiano che è deceduto un paio di anni orsono.
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Gozzo P. (PD) - Assale figlia di 8 anni, staccandole lobo di un orecchio a morsi
30 maggio 2005 - Ha assalito la figlia di 8 anni, staccandole il lobo di un orecchio a morsi, ma mordendola anche al collo, ad una mano e ad altre parte del corpo. 
Il terribile episodio è avvenuto domenica pomeriggio a Gazzo Padovano. La bimba si trova in ospedale a Padova con una prognosi di trenta giorni, mentre la madre, una domenicana di 40 anni, è stata arrestata dai carabinieri.
Dopo aver assalito la figlioletta, la donna si è barricata in casa con la figlia fino all'arrivo dei soccorritori, chiamati dall'ex marito della donna, che abita in altro appartamento della stessa casa.
Gli investigatori appena arrivati hanno sfondato la porta della stanza in cui la donna si era rifugiata. Secondo quanto riportano i quotidiani locali la donna, che viveva con fanatismo la fede religiosa, avrebbe detto di essersi scagliata contro la bambina perché nel volto della piccola avrebbe visto quello di Satana.
La donna, con in mano una copia della Bibbia, ha acconsentito a salire sull'autoambulanza  dopo aver eseguito una sorta di 'benedizione' del mezzo sanitario.
Ora si trova in stato di arresto, per maltrattamento di minore aggravato dalle lesioni permanenti inferte, piantonata nel reparto psichiatrico dell' ospedale. Agli investigatori che l'hanno arrestata, la donna avrebbe spiegato confusamente che lei e la figlia dovevano morire entrambe: 'devo portarla in Paradiso con me', ha aggiunto.
La bambina, intanto, è stata sottoposta ad intervento chirurgico. I medici le hanno ricomposto il padiglione auricolare per circa due centimetri, risagomandolo, e hanno detto che non dovrebbe avere problemi futuri per questo aspetto.

Caltagirone (CT) - Madre-madrona vendeva la figlia di 13 anni
30 ottobre 2005 - Vendeva la sua unica figlia, di 13 anni, a un uomo di 59 anni che, pagando un centinaio di euro, abusava sessualmente della ragazzina.
E' l'accusa contestata a una donna di 57 anni, dalla Procura di Caltagirone (Catania), che è stata arrestata dai carabinieri. Con lei è finito in manette anche l'uomo, un proprietario terriero. Le ipotesi di reato sono violenza sessuale e induzione alla prostituzione.
A notare la bambina a spasso con l'uomo sono stati i suoi concittadini, che hanno fatto arrivare la voce ai carabinieri. Poi le indagini, con appostamenti e pedinamenti, hanno portato a scoprire che l'uomo avrebbe abusato della tredicenne anche in casa della bambina con il consenso della madre.
La donna è separata e l'ex marito vive lontano dalla Sicilia. La ragazzina è stata allontanata dal quartiere in cui vive e data in affido provvisorio. Un rapporto sulla vicenda è stato presentato alla procura della Repubblica per i minorenni di Catania.

Rometta Marea (ME) - Madre-madrona costringe figlia 16enne a prostituirsi
3 dicembre 2005 - Una drammatica telefonata ai carabinieri ha fatto emergere ieri una squallida vicenda, della quale è rimasta vittima una minorenne, costretta a unirsi con un anziano, sotto gli occhi della madre. A finire in manette quest'ultima, una donna di 48 anni, già nota alle forze dell'ordine per reati legati alla prostituzione e un pensionato settantenne di Merì. Di entrambi, gli inquirenti non hanno fornito le generalità per tutelare la ragazza, appena sedicenne.
Quella che le forze dell'ordine hanno definito una turpe storia, dai contorni ancora non totalmente ricostruiti, si è consumata in un'abitazione di Rometta Marea. I due arrestati sono stati tradotti al carcere di Gazzi su disposizione del sostituto procuratore di Messina, dottor Cavallo. Alla donna viene contestato lo sfruttamento della prostituzione, al pensionato la violenza sessuale, con l'aggravante per entrambi della minore età della vittima.
In buona sostanza la donna avrebbe permesso, dietro retribuzione, all'uomo, che a quanto pare ben conosceva, di avere rapporti sessuali con la figlia. L'intervento delle forze dell'ordine è scattato ieri mattina intorno alle 10. A determinarlo una telefonata alla stazione dei carabinieri di Rometta. Dall'altra parte della cornetta la voce di una ragazza che denunciava l'imminente violenza sessuale, chiedendo aiuto. Una voce, a quanto sembra, tremante, che ha invitato i militari dell'Arma a recarsi immediatamente in un appartamento di Rometta Marea per verificare quanto segnalato.
Al comando del luogotenente Francesco Risitano, i carabinieri hanno raggiunto la zona indicata e quindi l'appartamento, e lì hanno trovato conferma di tutto. All'interno dell'abitazione, tre persone, un uomo anziano, una donna e la ragazza. È bastato un piccolo sopralluogo, per far rinvenire ai carabinieri le prove dell'avvenuto rapporto sessuale tra l'anziano e la minore.
A quel punto per l'uomo e per la donna sono scattate le manette. Entrambi hanno respinto le accuse, ma dopo essere stati condotti in caserma per le formalità di rito, sono stati associati a Gazzi.
La ragazza, chiaramente ancora sotto choc, ma certa di essere uscita da un incubo è stata costantemente seguita dai militari. Senza quel momento di autentico coraggio forse mai sarebbe uscita dal tunnel.
Gli inquirenti hanno successivamente ricostruito anche l'ambiente nel quale si sarebbe sviluppata la vicenda. Un ambiente degradato, con la donna – separata da diversi anni – che viveva assieme alla figlia in condizioni economiche difficili. Nulla però da giustificare un simile comportamento.
Il proseguo delle indagini servirà a chiarire da quanto tempo durava tanto squallore, ma è fuor di dubbio che lo scatto d'orgoglio della vittima, che sta vivendo proprio la fase più delicata dell'adolescenza - e soprattutto i precedenti della madre, finita in passato nei guai proprio per reati legati alla prostituzione - potrebbero essere l'eloquente dimostrazione che tale situazione si trascinava da tempo.
Ma ci sono altri tasselli sui quali gli investigatori intendono far chiarezza. Se, ad esempio, la minore è stata costretta a rapporti sessuali solo con l'arrestato, oppure con altre persone ancora non individuate; l'arco di tempo nel quale si è trascinato tanto orrore e soprattutto l'esistenza di eventuali coperture. Appare impossibile infatti che in una comunità piccola come la frazione marina di Rometta, dove spesso si sa tutto di tutti, nessuno fosse a conoscenza di quanto accadeva in quell'appartamento.

Palermo - Madre-madrona fa prostituire figlia 14enne
21 aprile 2007 - Da più di due anni costringeva la figlia quattordicenne, a prostituirsi in cambio di trenta euro a prestazione.
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USA - Madre lesbica tortura bambino di 7 anni
21 novembre 2007 - Il piccolo Sean G. di 7 anni è stato trovato mentre vagava in un parco e elemosinava cibo. Il povero bambino pesava solo 17 kg. Viveva presso la coppia lesbica S.S. (45 anni) e J.L.M. (26 anni), ora accusate di abuso su minore aggravato.
Le due vengono accusate di averlo costretto a bere shampoo, di averlo bruciato con sigarette, drogato con un narcotico per adulti, minacciato con un coltello, legato per i polsi e costretto a stare in posizione verticale per ore, costretto ad usare un armadio come gabinetto, di avergli amputato l’alluce del piede sinistro, che era rotto.
Aveva ustioni da corda sui polsi, essendo stato lasciato appeso ad un lampadario. La testa di Sean era coperta di lividi e bozzi, ritenuti essere segni di pugni o colpi inferti con altri oggetti. Aveva ustioni sui lati delle orecchie, ritenute essere causate dall’essere stato trascinato. Il dottore che ha fornito le prime cure teme che i calci ripetuti possano avergli danneggiato gli organi interni.
Le donne non hanno fornito giustificazioni per gli abusi. Le due sono state arrestate e si accusano a vicenda di avere guidato gli abusi. Nel timore che gli abusi venissero notati, non hanno permesso al piccolo di frequentare la scuola; e ci si chiede come mai nessuno ha notato quello che stava accadendo prima che il piccolo riuscisse a salvarsi da solo. Il piccolo è parente di una ex compagna della lesbica più anziana, che si era procurata un falso certificato di nascita.
Il piccolo Sean è stato ricoverato in ospedale: il dottore Dobson crede che riuscirà a riprendersi e commenta “da 35 anni che faccio questo lavoro, non avevo mai visto un bambino brutalizzato in così tanti modi”.
Rimini - Madre-madrona fa prostituire la figlia 17enne
6 febbraio 2008 - Ha costretto la figlia 16enne a prostituirsi, ‘passandole’ i suoi stessi clienti. Ci ha messo quasi un anno, la ragazzina, per decidersi a denunciarla, e l’altra sera la donna, una quarantenne romena, è stata arrestata dai carabinieri della Compagnia di Rimini. Lei giura che è tutto falso, che la figlia si è inventata ogni cosa . Ma a confermare la versione della giovane, ci sarebbe anche la testimonianza di un ragazzo italiano che ha cercato di ‘salvarla’.
E’ stato l’altro pomeriggio che il titolare di un bar cittadino ha chiamato i militari. Glielo aveva chiesto una ragazzina che si era precipitata nel locale in lacrime. Quando i carabinieri sono arrivati, hanno scoperto che la storia era delle peggiori. Accompagnata in caserma, la giovane, 17 anni, ha raccontato di come la madre l’avesse costretta a prostituirsi.
Ci aveva provato subito, quando lei era arrivata in Italia, la primavera scorsa. All’inizio aveva resistito, si era ribellata, poi aveva implorato, ma non c’era stato niente da fare. Alla fine, la madre l’aveva avuta vinta, anche a suon di schiaffoni. E tanto per rendere le cose più facili, le aveva passato i suoi clienti fissi, con cui si incontrava in casa, quando non andava lei a domicilio. Che fosse Cesenatico o Forlì.
Ma quella vita, la ragazzina la odiava. E la svolta per lei c’era stata quando aveva conosciuto un ragazzo italiano, fuori dall’ambiente che era costretta a ‘frequentare’. Prima erano diventati amici, poi via via qualcosa di più. Il ragazzo se l’era presa a cuore, e più di una volta aveva allungato quattrini alla madre della 17enne, nella speranza che risparmiasse la figlia. Tre, quattrocento euro alla volta e qualche regalo, tanto per rabbonirla.
Ma, secondo il racconto della ragazza, la madre non era per niente disposta a lasciarsi scappare la sua miniera d’oro. E per liberarsi del giovane che vedeva come un pericolo per i suoi ‘affari’, aveva minacciato di denunciarlo, perchè se la faceva con una minorenne. Lui aveva tentato una volta di rivolgersi a un’associazione, ma non ne aveva cavato niente.
Poi, ieri pomeriggio, l’ennesima violenta litigata tra madre e figlia, e sempre per la solita storia: i quattrini. La giovane non ce l’ha fatta più ed è scappata di casa, rifugiandosi in quel bar.
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Brescia - Bimba stuprata: 10 anni alla madre-madrona
10 maggio 2008 - Una madre bresciana di 39 anni è stata condannata in via definitiva, dal tribunale della nostra città, a dieci anni di carcere per violenze sessuali aggravate commesse ai danni della figlia minorenne.
Si tratta di una storia tristissima di stupri e violenze anche di gruppo, emersa qualche anno fa, e che ha visto la ragazzina oggetto delle attenzioni malate dei genitori, ma pure di persone estranee al nucleo famigliare, iniziate quando la piccola vittima aveva meno di dieci anni.
La polizia ha cominciato a indagare sul caso nel 2004, quando la bambina aveva solo 10 anni. E’ stato appurato che le violenze avvenivano già da parecchio tempo. La piccola veniva offerta, probabilmente in cambio di soldi, anche ad adulti conoscenti dei genitori, nell’ambito di veri e propri incontri organizzati in casa.
Ora la giovanissima è stata affidata ai servizi sociali, ma per lei non sarà facile superare il trauma delle violenze che è stata costretta a subire dalle persone alle quali voleva più bene.
La madre pedofila dovrà passare dieci anni in galera. Dopo la condanna in via definitiva i carabinieri le hanno notificato l’ordinanza di carcerazione emessa dalla procura generale di Brescia e l’hanno portata dietro le sbarre.

Palermo - Madre-madrona vende figlia 12enne ai pedofili
11 giugno 2008 - Per anni ha messo in vendita la figlia di 12 anni, costringendola a prostituirsi. Tanto che la ragazzina ebbe rapporti sessuali con alcuni uomini adulti, ovviamente a pagamento.
Per questo motivo il Gup di Palermo, Sergio Ziino, ha condannato a 9 anni di carcere una donna, della quale non sono state rese note le generalità per non rendere individuabile la vittima.
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Imperia - Madre-madrona picchia il figlio e lo rende disabile
13 dicembre 2008 - E’ stata condannata a 9 anni e 4 mesi di reclusione, ad Imperia, la 30enne accusata di aver picchiato il proprio figlio sino a renderlo disabile. Il tribunale del capoluogo ligure l’ha condannata per lesioni personali gravissime. Il giudice ha tolto alla donna la patria potestà sul figlio.

Novoli (FI) - Ospedale Meyer scopre violenze su bambina: denunciata madre cinese
27 gennaio 2009 -  L'hanno trovata con gambe e braccia piene di lividi, segni di bruciature sul corpo che potrebbero far pensare a morsi o a piccole ustioni da sigarette. A scoprirlo i medici del pronto soccorso dell'ospedale pediatrico Meyer, che hanno visitato una bambina di quattro anni, portata in ospedale su segnalazione del direttore di una scuola d'infanzia di Peretola, dove la bambina viene lasciata tutti i giorni. 
La madre - una donna di 28 anni di nazionalità cinese, residente nella zona di Novoli - è stata denunciata dai carabinieri per lesioni e il Tribunale dei minori di Firenze ha deciso di sottrarle la bambina affidandola ad un istituto.
Le condizioni della piccola, secondo quanto si è appreso, avevano messo in allarme gli insegnanti della scuola materna, e così la direzione aveva segnalato la cosa al Tribunale dei minorenni, finché stamani la piccola è stata portata in ospedale, dove è stata visitata: gambe e mani gonfie, lividi dovunque, segni di probabili percosse su altre parti del corpo. Dopo la visita i medici hanno avvertito la madre della bambina. Quando la donna è arrivata al pronto soccorso, secondo quanto hanno riferito i sanitari ai carabinieri, e ha visto la piccola in lacrime, si sarebbe scagliata contro di lei per picchiarla.
Da qui la denuncia e la decisione dei Tribunale dei minori di affidare la piccola a un istituto.

Foligno (PG) - Dopo separazione, figlia affidata alla madre: che la tratta da schiava
24 marzo 2009 - Una donna è stata denunciata per maltrattamenti dal personale del commissariato di Foligno. Per lei l'accusa è di vessazioni psicologiche nei confronti della figlia di poco più di 11 anni e di averla colpita con qualche schiaffo. La piccola è stata affidata temporaneamente ad altri familiari dal tribunale dei minorenni di Perugia. 
Sull'indagine , ancora in corso, viene mantenuto il massimo riserbo così come sull'identità delle persone coinvolte.
La donna indagata è separata dal marito da qualche tempo, e la bambina viveva con lei. In base alla versione accusatoria la bambina veniva picchiata, obbligata a fare tutti i servizi necessari per portare avanti una casa e umiliata sul modo di vestirsi e sui compiti scolastici. Dagli accertamenti è per altro emerso che il padre fosse all'oscuro di questi episodi.



Milano - Abusi sulla figlia di 8 anni: 6 anni alla madre-madrona
30 aprile 2009 - Davanti alla Prima Corte d’Appello è comparsa ieri L.S., una donna di 44 anni accusata di abusi sessuali sulla figlia. Abusi non compiuti materialmente, ma inducendo la figlioletta ad accettare la compagnia di alcuni suoi conoscenti. Tutto questo senza alcun compenso.
La vicenda giudiziaria nacque dal racconto della bimba, che allora aveva solo 8 anni e oggi ne ha 23, affidata alla comunità. Ma nella drammatica vicenda erano stati coinvolti anche il padre e il nonno della piccola, già processati e condannati in altri procedimenti.
La madre, invece, era stata condannata in primo grado a sei anni, ma ieri il suo difensore, l’avvocato Mimma Aiello, ha invocato l’assoluzione sostenendo che non sarebbero attendibili le dichiarazione della figlia.
Il collegio giudicante però ha accolto le conclusioni della pubblica accusa, confermando i 6 anni di reclusione. Dopo la lettura della sentenza la donna ha esclamato guardando la gabbia dei detenuti: «Ora toccherà a me entrarvi. Sei anni per un’innocente». «Mi vogliono in prigione e io ci andrò» ha detto al legale.
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Chiavari (GE) - Madre-madrona ubriaca picchia il figlio di un anno
19 maggio 2009 - Ieri, sul lungomare di Chiavari , polizia, medici del 118 e militi della Croce Verde sono immediatamente intervenuti per bloccare una donna di circa 30 anni e prestare soccorso al bimbo, di appena un anno. Entrambi sono stati accompagnati all’ospedale di Lavagna per le medicazioni, ma l’episodio è destinato a non avere conseguenze penali. Il papà del piccino (e marito della donna), informato del’accaduto, è corso al nosocomio a riprendersi il figlio e non ha voluto dichiarare nulla ai poliziotti né formalizzare alcuna denuncia.
Ma andiamo con ordine. Alcuni passanti che si trovavano sul lungomare hanno visto quella donna ubriaca picchiare il bambino ed hanno dato l’allarme. Stando a quanto riportato da medici, volontari e agenti, la trentenne è stata vista rifilare al piccolo almeno un paio di ceffoni. Non solo, quando i militi della Croce Verde e i sanitari del “118” sono giunti sul posto, è apparso loro immediatamente chiaro che la donna era ubriaca. La stessa donna s’è inizialmente rifiutata di salire sull’ambulanza. Per questo, e nel timore che potesse compiere gesti violenti, è stato richiesto l’intervento della “volante”. Alla fine, poliziotti e medici hanno deciso di accompagnare sia la madre sia il figlio al pronto soccorso.
I volontari della pubblica assistenza sono stati sentiti dagli investigatori, ma la loro testimonianza non è sufficiente a far scattare le indagini. Servirebbe la denuncia circostanziata di chi ha visto la trentenne picchiare il bimbo e ha poi avvertito il “118”. Per questa ragione chiunque abbia assistito all’episodio avvenuto ieri sul lungomare di Chiavari è invitato a contattare quanto prima il commissariato. Nel frattempo, del fatto potrebbero essere informati i servizi sociali.

Giappone - Madre-madrona scattava foto pedopornografiche alla figlia di 2 anni
10 giugno 2009 - La pedofilia e pedo-pornografia in Giappone non è mai stata quel grande tabù che invece esiste in Occidente e fatti di cronaca come quello di oggi purtroppo non sono rari, stando alla polizia giapponese.
Una donna, lavoratrice part-time, di 23 anni, della prefettura di Hyogo, è stata arrestata martedì con il sospetto di aver scattato fotografie pornografiche alla propria figlia di soli due anni.
La polizia ha inoltre arrestato Mizuho Iwasaki, una disoccupata di Sakai (prefettura di Osaka) con il sospetto di sollecitazione nel scattare le foto alla piccola.
Stando alla polizia la donna di Hyogo ha scattato 11 fotografie a partire dall'8 al 21 gennaio, con una macchina fotografica digitale, facendone pornografia infantile (pedofila) su richiesta della Iwasaki, che le aveva promesso dei soldi e le aveva mandato la macchina fotografica.
La Iwasaki aveva conosciuto la donna tramite un servizio internet per telefoni cellulari, dove la donna aveva postato delle sue foto in biancheria intima e le aveva detto che delle fotografie di sua figlia si sarebbero potute vendere a prezzi maggiori. La polizia sospetta che la Iwasaki abbia pagato diverse migliaia di Yen per ogni foto della piccola.
La polizia stava controllando la Iwasaki dal novembre scorso, quando una casalinga avrebbe affermato che la Iwasaki le avrebbe chiesto di fare pornografia infantile. La casalinga aveva una disputa di denaro con la Iwasaki.
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Germania - Madre-madrona costringeva la figlia 11enne a prostituirsi
10 giugno 2009 - Una madre che metteva in vendita la figlia 11enne. La bambina era costretta a prestarsi in giochi erotici con uomini che pagavano dai 50 ai 100 euro per abusare della 11enne. I fatti sono accaduti tra il settembre e il novembre del 2006.
Come scrive la Bild, Monika N., la madre 41enne della bambina, è stata condannata a sette anni di prigione da un giudice di un tribunale tedesco. "Le porcherie criminali che Lei ha compiuto - ha detto il giudice rivolgendosi alla donna - sono inimmaginabili per una persona normale".
Un esempio della personalità deviata di Monika N.: la donna aveva conosciuto un uomo in chat. Dalla chat si è passati all'incontro, avvenuto in una zona industriale. E mentre i due consumavano un rapporto sessuale, la figlia 11enne era sul sedile posteriore dell'auto a leggere un fumetto.
La bambina è stata trasferita nel frattempo in una casa protetta, dove è assistita da psicologi e personale medico. La psicologa della bambina non è sicura che la vittima possa condurre una vita normale.
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USA - Madre-madrona abusa del figlio e si esibisce in webcam
19 giugno 2009 - In diretta via internet avrebbe abusato di suo figlio, condividendo il materiale con un 18enne inglese. Arrestata una donna di trent'anni madre di quattro figli, residente negli Stati Uniti.
A lei la polizia è arrivata dopo che le autorità del West Midlands, in Gran Bretagna, hanno arrestato il 18enne per possesso di materiale pedopornografico: hanno rintracciato il video e, grazie alla collaborazione con la polizia statunitense, sono risaliti all'identità della donna.
Nel video la donna, madre di 4 figli, avrebbe abusato di uno di questi, ed è stata perciò incarcerata ed incriminata per violenza sessuale ai danni di minore: rischia almeno 20 anni di carcere.

Sellia Marina (CZ) - 13enne fatta prostituire da madre e zia madrone
1° luglio 2009 - Si è concluso con due condanne a 13 anni e mezzo di reclusione e 50.000 euro di multa per ciascuna - nonché con la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici e dai luoghi dove si trovano bambini - il processo a carico di L. S. ed R. S., entrambe di Botricello, nel catanzarese, rispettivamente madre e zia della minorenne che, secondo l'Ufficio di procura, sarebbe stata da loro costretta a prostituirsi.
La sentenza è arrivata questo pomeriggio dal tribunale collegiale di Catanzaro (presidente Antonio Saraco, a latere Emanuela Folino ed Emma Sonni), cui il pubblico ministero Simona Rossi aveva chiesto due condanne a 15 anni di reclusione e 150.000 euro di multa (l'avvocato Salvatore Iannone rappresentava la giovane parte offesa).
Induzione e sfruttamento della prostituzione, aggravato dai legami di parentela e dalla minore eta' della vittima - che attualmente si trova in una casa protetta - sono le contestazioni di cui sono state riconosciute colpevoli le due donne, finite in manette sulla scorta dei risultati di un'inchiesta condotta dai carabinieri della Compagnia di Sellia Marina (Cz), che ha portato tra l'altro all'arresto di due presunti clienti della 13enne, cui la ragazzina, stando alle accuse, sarebbe stata venduta per incontri sessuali dalla madre e dalla zia, in cambio di pochi euro.
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USA - Madre-madrona trascina il figlio al guinzaglio
31 luglio 2009 - Una donna dell'Alabama è stata arrestata dalla poliza per aver insultato e trascinato con la forza il figlio al guinzaglio dentro a un negozio.
La 37enne, residente nella città di Gaylesville, è stata vista dai clienti e dagli impiegati di un negozio in Broad street e ripresa con un telefonino.
Il bambino ha riportato diverse contusioni al collo. La donna è ora in carcere e non è stata ancora pagata la cauzione.


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Cagliari - Madre-madrona filippina bastona e morde figlio 15enne
16 settembre 2009 - I Carabinieri di Cagliari, nei giorni scorsi, hanno denunciato una donna filippina per maltrattamenti ai danni del figlio quindicenne, anch'esso di nazionalità filippina.
"E' stato lo stesso minore - come ha raccontato il comandante della compagnia di Cagliari, cap. Paolo Floris - a presentarsi al comando di Via Nuoro e raccontare la sua storia fatta di percosse con un bastone e di lesioni procurate da morsi". Dopo una serie di accertamenti, tra cui gli esami clinici che hanno evidenziato e confermato una serie di ematomi (l'ultimo un morso sull'avambraccio), i militari hanno affidato il minore allo zio.
I Carabinieri stanno ora svolgendo le indagini di rito e verificando le accuse, anche attraverso le testimonianze dei parenti del ragazzo.

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Treviso - Faceva prostituire le figlie, arrestata madre-madrona
22 settembre 2009 - Era arrivata a coinvolgere le sue stesse figlie nel giro di prostituzione, due ragazze maggiorenni da poco. Anche loro dovevano vendere il proprio corpo alla folta schiera di clienti che quotidianamente si presentavano nell’appartamento del sesso.
Luz Marietta Cuartas, 43 anni, di origine colombiana, è stata tratta in arresto dalla Squadra Mobile della Questura di Treviso questa mattina all’alba. Nello stesso momento veniva arrestato a Trani il suo complice, Francesco Di Pasquale, 54 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati al mondo della prostituzione.
L’indagine è partita a giugno scorso a Trani, su segnalazione di alcuni residenti nello stesso stabile in cui si trovava l’appartamento in cui venivano fatte prostituire numerose ragazze a tutte le ore, tra cui anche le figlie della donna finita in manette. È emerso che l’appartamento in questione era stato affittato dallo stesso Di Pasquale, il quale aveva utilizzato il nome della moglie cieca per registrare il contratto.
Con la collaborazione della colombiana avevano messo in piedi un giro particolarmente fiorente, tra l’altro pubblicizzando la possibilità di incontrare belle ragazze in un noto quotidiano locale.
Tutto è proseguito per un certo periodo, fino a quando la polizia ha fermato alcuni clienti. Hanno ammesso di recarsi lì per degli incontri a sfondo sessuale e tra questi qualcuno ha anche avvertito coloro che stavano a capo dell’organizzazione, i quali hanno deciso allora di fermare l’attività.
Luz Marietta Curtas, capito che era meglio cambiare aria, ha per questo deciso di trasferirsi a Treviso insieme alle figlie. Questo comunque non le è bastato a farle evitare il carcere. Questa mattina prestissimo la polizia ha effettuato il blitz a casa sua, in via Delle Tre Venezie a Treviso, dove la donna era con le figlie. Con loro c’erano anche due uomini di 30 anni, su cui la Squadra Mobile effettuerà ulteriori indagini per capire se si trattasse di semplici clienti oppure di persone che gestivano il giro insieme a lei.
Di Pasquale si trova nel carcere di Trani, mentre la Cuartas in quello di Belluno. Entrambi sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Rimini - Madre-madrona terrorizzava i figli: salvati dal marito
22 settembre 2009 - Madre violenta e tiranna. Una donna schiava dell’alcol che costringeva i figlioletti di 12 e 4 anni a pulire la casa in ginocchio o tagliava le gomme dell’auto al marito. E’ stato lui, stanco dell’incubo che si consumava in casa ogni giorno, a trovare il coraggio di denunciarla. 
Qualche settimana fa il pubblico ministero ha chiuso le indagini, pronto a chiedere il rinvio a giudizio della donna per maltrattamenti in famiglia. Lei è riminese, ha 36 anni e fa l’infermiera in provincia
Lui ne ha 40, e dicono, è un uomo distrutto. Secondo la denuncia presentata in questura, la donna ha reso la vita un inferno a lui e ai figli. E sarà dura per loro ricostruire quella parte di infanzia e adolescenza che la madre ha fatto a pezzi.

GB - La bimba piange, madre-madrona le spegne 3 sigarette sulla schiena
7 ottobre 2009 - Di fronte al pianto di una bimba, di 15 mesi, ha reagito stizzita, spegnendole la sigaretta sulla schiena. Charlotte Sutton, ragazza-madre di 19 anni protagonista del disumano gesto per ben tre volte, è stata condannata a 9 mesi di carcere, ma quando il giudice del tribunale di Hereford, in Gran Bretagna, le ha letto la sentenza, lei ha semplicemente alzato le spalle.
A denunciare le ferite della bimba, la nonna paterna, che ha avvertito i servizi sociali: la ragazza già in passato aveva infatti dimostrato di non essere in grado di fare la madre, e chiedere aiuto era quasi un passo obbligato.
Charlotte, davanti al giudice, ha negato ogni addebito, sostenendo che la cenere calda fosse caduta accidentalmente sulla schiena, mentre era insieme a delle amiche. A smentirla un pediatra, che, dopo aver analizzato le ferite, ha completamente rovesciato la sua tesi. Due membri della giuria, dopo aver visto le foto delle ferite della bimba, sono addirittura scoppiati a piangere.
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Roma - Prostitute-bambine vendute dalla madre-madrona
24 ottobre 2009 - Due bambine, di 11 e 14 anni. Nate e cresciute a Roma, ma tenute isolate dal mondo. E costrette a prostituirsi sotto gli occhi, e con la complicità, della madre. Z. e B., bosniache, sono «due bambine carine, brune e con i capelli lunghi. Disorientate». Così le descrivono i vigili che giovedì notte hanno fatto irruzione nel container che è la loro casa, nel campo rom di via di Salone, per strapparle alla madre e ai loro sfruttatori: due ragazzi, anche loro bosniaci, di 19 e 20 anni. Uno è stato arrestato, l´altro (che si è dichiarato marito della maggiore) denunciato, mentre la madre, 48enne, è al Cie di Ponte Galeria. Le ragazzine, affidate al centro antiviolenza, ora sono ospiti di due strutture protette.

A condurre le indagini, durate diversi mesi, gli agenti dell´VIII gruppo diretto dal comandante Antonio Di Maggio, in particolare la task force "Progetto integrato sicurezza sociale", nata per la riqualificazione del campo di via di Salone.
«Ci siamo accorti - spiegano gli agenti - che spesso le ragazzine venivano portate fuori dal campo alla sera, per tornare solo il mattino seguente. Capito che qualcosa non andava, abbiamo incrociato le informazioni con le assistenti sociali».
Ricerche, appostamenti, controlli sulle strade della prostituzione hanno portato alla certezza: le sorelline venivano costrette a prostituirsi. E la madre - con cui vivono da quando il padre è morto, insieme ai fratelli, tutti con precedenti penali - non poteva non saperlo. Anche perché a suo carico ha già una condanna e una pena sospesa con l´indulto per lo stesso reato.
Il caso è passato al Tribunale dei minori, che ha deciso per la donna la sospensione della potestà genitoriale. Solo a quel punto è scattato il blitz.
Per provare il coinvolgimento della madre saranno determinanti le testimonianze delle ragazzine, che iniziano ora un percorso di rieducazione, lungo e difficile visto che non hanno mai frequentato le scuole, e la più piccola non sa neppure di preciso la sua età. Gli agenti le descrivono «spaurite, lontanissime dall'immagine della donna di strada.
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Genova - Fa molestare la figlia, madre-madrona condannata a 6 anni
22 aprile 2010 - È stata condannata a sei anni di reclusione per sfruttamento della prostituzione minorile una donna sudamericana di 40 anni, accusata di aver fatto molestare per oltre un anno la figlia minorenne da un amico di famiglia, per poche decine di euro.
I fatti risalgono al 2006, quando la figlia aveva poco più di 15 anni. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la donna riceveva spesso le visite di un amico di famiglia, che portava a madre e ragazza la spesa e generi di conforto.
Una volta entrato in casa, la donna lasciava i due da soli. A quel punto l’uomo cominciava a molestare la ragazzina, toccandole le parti intime sopra i vestiti, senza mai consumare però rapporti completi. Quando finiva, lasciava dieci euro alla madre e altri dieci alla figlia.
La ragazzina, dopo un anno di molestie, ha deciso di raccontare tutto alla madre, che l’ha rincuorata dicendole che sarebbe stata attenta a non lasciarli soli.
Nonostante le promesse, l’amico di famiglia aveva continuato a toccare la ragazzina, sempre con la complicità della donna, fino a quando la minore, esasperata, è andata a denunciare tutto ai carabinieri.
A quel punto il sostituto procuratore Luca Scorza Azzarà ha aperto un fascicolo e indagato i due: la madre per sfruttamento della prostituzione minorile e l’uomo per violenza sessuale su minore. All’inizio i due hanno negato, accusando la ragazza di essersi inventata tutto. Ma dopo alcuni mesi, l’uomo ha ammesso le sue responsabilità e ha patteggiato due anni di pena, con la condizionale.
La madre, invece, ha scelto il rito ordinario, continuando a negare tutto. Ma durante il processo, l’amico è stato chiamato come testimone e ha confermato quanto successo.
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Afragola (NA) - Sette anni alla madre-madrona che vendeva le sue bambine per 5 euro
30 settembre 2010
È stata condannata a sette anni di reclusione Rosa Iazzetta, la donna arrestata nel 2009 con l’accusa di aver fatto prostituire due figlie bambine per cinque euro. Lo ha deciso la VII sezione del Tribunale (presidente Rosa Romano); condannati invece a otto anni Angelo Bianco e Ferdinando Iorio, due uomini che avevano abusato delle bimbe; assolti e subito scarcerati Antonio e Domenico Iorio, fratelli di Ferdinando. Condannato a otto mesi, ma solo per maltrattamenti e con il beneficio della pena sospesa, il padre delle bimbe, Michele.
I fatti risalgono al 2007, quando le bambine avevano rispettivamente otto e dieci anni. Dalla ricostruzione della polizia emerse che Rosa, madre di sei figli, viveva in una zona degradata di Afragola (Napoli), il rione Salicelle. Spesso vendeva le due figlie per pochi euro, come le piccole vittime degli abusi confermarono a psicologi e investigatori: «Ogni volta che mamma deve fare la spesa — rivelarono — ci dice di scendere nello scantinato; poi le portiamo i soldi».
Era proprio in un garage che avvenivano le violenze, di cui però il padre delle bambine era all’oscuro perché non viveva più con la famiglia.
Alla donna è stata tolta la patria potestà su tutti i figli; le due vittime delle violenze e un’altra sorellina, che assisteva agli abusi, si sono costituite parti civili, ma il Tribunale non ha deciso provvisionali e sul risarcimento deciderà il giudice civile.
Per Rosa iazzetta, Angelo Bianco e Ferdinando Iorio il pm aveva chiesto la condanna a 12 anni.
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Pescara - Madre-madrona fa prostituire figlia minorenne
29 novembre 2010 - Era fuggita dalla comunità in cui si trovava per tornare dalla madre, ma quest'ultima l'aveva indotta a prostituirsi quando era ancora minorenne, arrivando ad organizzare incontri a pagamento con i clienti da lei contattati in alcuni appartamenti di Montesilvano.

Il fatto è stato scoperto dalla Polizia Ferroviaria di Pescara, diretta dal dott. Zaccone, che ha denunciato a piede libero la madre della ragazza, una francese di 38 anni di professione entreneuse.
La figlia della donna è stata trovata su un treno senza biglietto e senza documenti (sequestrati dalla madre). A quel punto la ragazza si è confidata con la Polizia, che ha scoperto i retroscena della vicenda. La ragazza, da poco maggiorenne, non poteva nemmeno uscire di casa da sola.
La madre, inoltre, non aveva più la potestà genitoriale, ma nonostante questo ha sottratto la giovane al tutore affidatario.
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Oristano - Madre-madrona offriva figlie adolescenti: 5 anni
6 dicembre 2010 - Accusata di aver fatto prostituire le figlie ancora adolescenti, una donna dell’Alta Marmilla è stata condannata a cinque anni di reclusione; sotto processo anche tre giovani di Villaverde, Pabillonis e Uras accusati di atti di prostituzione con minori: due di loro sono stati assolti, seppure con formula dubitativa, mentre il terzo è stato condannato a un anno.

Così ha stabilito una sentenza del tribunale di Oristano al termine del processo su una vicenda che risale al periodo dal 2003 al 2006. Secondo gli accertamenti svolti dagli inquirenti, i giovani che frequentavano la casa, in cambio di rapporti sessuali, davano cibo e qualche bottiglia di vino.
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Albissola (SV) - Madre-madrona brasiliana costringeva figlia 17enne a prostituirsi
12 gennaio 2011 - Si avvia verso la conclusione il processo che vede sul banco degli imputati una donna brasiliana di 49 anni, L.M.D.M., che deve rispondere del reato di sfruttamento della prostituzione perché, secondo il quadro accusatorio, avrebbe fatto prostituire la figlia diciassettene.

Gli episodi contestati risalgono al dicembre 2008 quando, ad Albissola, l’imputata avrebbe costretto la figlia a vendere il suo corpo in un appartamento da lei affittato. La ragazza era anche costretta dalla madre a cederle due terzi del denaro che riceveva dai clienti.
L’accusa contesta anche alla brasiliana di aver pubblicato sulla stampa locale annunci per pubblicizzare l’attività della figlia e di aver sfruttato, costringendolo a prostituirsi, anche un altro cittadino brasiliano (che viveva in casa sua ed era costretto a versare metà della quota del contratto di locazione).
Questa mattina in aula il legale della donna ha avanzato la richiesta di accedere al rito abbreviato. Il Collegio dei Giudici ha accolto l’istanza del legale e ha rinviato il processo al prossimo 26 ottobre per la discussione.
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Amandola (AP) - Pedofilia: sorelle abusate, condannata la madre-madrona
17 giugno 2009 - Rinvio a giudizio per la madre delle tre sorelle di Amandola (Ascoli Piceno), al centro di un giro di pedofilia scoperto dai carabinieri nel gennaio 2007. La richiesta, della Procura di Ascoli Piceno, è stata formalizzata oggi dal sostituto procuratore Umberto Monti, in un’udienza del dibattimento in corso nei confronti di Aliano Re, il pensionato che, per primo, finì in carcere, seguito da altre dieci persone, tutte già condannate in diversi processi celebrati con rito abbreviato.

La donna è accusata di favoreggiamento della prostituzione minorili. La madre delle ragazzine oggi ha testimoniato contro Aliano, riferendo che, diversamente da quanto sostenuto dall’imputato nella precedente udienza, lei non aveva alcun rapporto con lui e men che meno lo avrebbe accompagnato a fare 'passeggiate' per ringraziarlo dell’aiuto economico dato alla sua famiglia, in difficoltà.
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16 febbraio 2011 - (ANSA) Quattro anni e 4 mesi di carcere. E' la condanna comminata dal gup del Tribunale di Ascoli a una mamma di Amandola accusata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile delle figlie, tre sorelline al centro di un giro di pedofilia scoperto dai carabinieri nel 2007. Una vicenda che ha gia' portato a 11 condanne. Le tre sorelle erano tutte minorenni all'epoca dei fatti. In particolare le due piu' grandi erano state costrette a rapporti sessuali ripetuti da uno zio paterno, un paio di uomini di Amandola e Comunanza, un anziano e due gruppi distinti di giovani indiani, fra cui il fidanzato della ragazza piu' grande.
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Bologna - 14 anni alla madre-madrona che vendeva  la figlia di 7 anni per droga
14 luglio 2009 - Costringeva la figlia di sette anni a subire rapporti sessuali in cambio di dosi di stupefacenti, e talvolta ad assumere droga: per questo una madre di origine croata è stata oggi condannata a 14 anni di reclusione (il Pm Giancarla Serafini ne aveva chiesti solo 8) dalla V sezione penale del Tribunale di Milano.

I reati che le sono stati contestati sono quelli di violenza sessuale, maltrattamenti e induzione all’uso di stupefacenti. I giudici l’hanno anche interdetta in perpetuo dal ruolo genitoriale e hanno deciso una provvisionale di 150mila euro in favore della figlia.
Secondo quanto riferito dalla bambina agli operatori di una struttura protetta, nella quale già si trovava per decisione dei servizi sociali che l’avevano presa in cura nel gennaio 2005, le violenze e gli abusi sarebbero avvenute tra il 2003 e il 2004. In pratica sua madre - Ines B., tossicodipendente bolognese di origine croata - vendeva la bambina in cambio dello stupefacente, di cui era dipendente.
Negli anni scorsi alla donna il tribunale aveva già tolto gli altri suoi due figli. La piccola si trova ora affidata a una famiglia.
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Palermo - Madre e nonna madrone costringevano tre bambini a partecipare a giochi erotici di gruppo
17 luglio 2009 - Due donne - rispettivamente la madre e la nonna di tre bambini palermitani - sono state condannate a 14 e 9 anni di carcere per abusi sessuali di gruppo ai danni dei piccoli.
La vicenda, che ha come sfondo il quartiere popolare di Ballarò, teatro in passato di drammatiche vicende di violenza su minori, risale a due anni fa.
La polizia, in seguito alla denuncia di una delle vittime, scoprì che le due donne costringevano i bambini a partecipare a giochi erotici con una coppia e con un ragazzo di 17 anni. Madre e nonna, però, non si sarebbero limitate a indurre i piccoli ad avere rapporti di gruppo, ma avrebbero partecipato. Gli incontri sarebbero avvenuti nell'abitazione della coppia.
Uno dei bambini, però - affidato ad una casa-famiglia dai servizi sociali, visto il contesto degradato in cui i bambini vivevano - ha avuto il coraggio di rivelare la terribile vicenda. La vittima ha rivelato che per coinvolgere lui ed i fratellini veniva fatto il gioco della bottiglia che, a conclusione del suo giro, avrebbe stabilito il destinatario dell'abuso. Secondo gli investigatori, gli indagati, all'interno dell'abitazione, non si sarebbero limitati ai giochi sessuali ma avrebbero anche fumato sostanze stupefacenti ed avrebbero visionato film pornografici, sempre in presenza dei minorenni.
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USA - 9 Anni alla madre-madrona che aveva rapporti col figlio 14enne
12 settembre 2009 - DETROIT - Più di dieci anni fa diede uno dei suoi figli in adozione e ne perse presto le tracce. Dopo due lustri, grazie al web, è riuscita a ritrovarlo e l’ha immediatamente avvicinato. Quella che all'apparenza sembrerebbe una vicenda a lieto fine, è invece una tremenda storia che sta inquietando Waterford, piccola cittadina americana a circa 50 km da Detroit.
Aimee Louise Sword è accusata di aver avuto rapporti sessuali con il figlio biologico e il prossimo 21 settembre dovrà comparire davanti al giudice per la prima udienza del processo nel quale dovrà rispondere del reato di incesto.
Secondo quanto narrano i network americani, la vittima sarebbe ancora minorenne e non è chiaro se egli sapesse che quell'avvenente donna che aveva conosciuto su internet fosse la sua vera madre.La trentacinquenne avrebbe avuto i primi contatti con il minorenne all'inizio dell'estate del 2008. La polizia ha arrestato la Sword lo scorso aprile, dopo una denuncia del «Child Protective Service», l'agenzia governativa che si occupa di minori, ma sarebbe stata rilasciata su cauzione pochi giorni dopo. Kenneth Burch, avvocato della Sword ha dichiarato che la sua cliente si dichiara innocente e che l'accusa di incesto è stata un duro colpo: «Qualsiasi persona sarebbe sconvolta se fosse accusata di un reato così grave» ha dichiarato Burch al sitoweb del network Abc (http://abcnews.go.com/US/michigan-mom-aimee-louise-sword-faces-trial-incest/story?id=8548830). Il legale ha inoltre confermato che la Sword ha altri figli e che i servizi sociali li hanno allontanati dalla madre sebbene non ci fosse nessuna precedente denuncia a carico della donna.
La donna non ha voluto rilasciare alcuna intervista. L'unica testimonianza della Sword, successiva all'arresto, è datata 29 agosto ed è un post che la trentacinquenne ha lasciato sulla sua pagina di MySpace, dove è conosciuta con il nome di «Aimee Pope» (http://www.myspace.com/487228690). Il testo, che riprende una canzone della rapper americana Lil Kim, recita: «Lei cresce quando si scontra con i peggiori ostacoli... è una frase attribuita a Lil Kim... sembra che sia stata scritta per me».

Gerald Shiener, psichiatra del «Sinai Grace Hospital» teme per la salute psichica del minorenne: «Questa potrebbe essere stata la sua prima esperienza sessuale» dichiara il dottore. «Si tratta di un rapporto così conflittuale, strano e proibito, che potrebbe segnarlo per sempre».
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13 luglio 2010 - Aimee Louise Sword è stata condannata a nove anni di carcere dalla Corte Federale del Michigan per aver fatto sesso col figlio 14enne nel 2008. La donna, adesso 36enne, aveva dato in adozione il figlio subito dopo la nascita, ma era riuscita a rimanere in contatto con i genitori adottivi che ogni anno le spedivano alcune foto.
Dopo il 14esimo compleanno, però, la famiglia adottiva del ragazzo inspiegabilmente decide di recidere i rapporti. Da questo momento in poi Aimee Sword è colta da una strana e inesplicabile turba emotiva e decide di adescare il ragazzo, ignaro della vera identità della madre naturale, tramite un social network.
"Quando ha visto il figlio, qualcosa le si è smosso dentro l'animo". Queste le parole dell'avvocato Mitchell Ribitwer dinanzi la Corte. "Aimee sta ancora cercando di capire la ragione che l'ha spinta a compiere un atto così deplorevole. Adesso, la mia cliente ha solamente bisogno di una consultazione psichiatrica".
La Sword era stata precedentemente accusata di crimini sessuali per aver avuto rapporti col figlio un'unica volta. Gli investigatori hanno invece scoperto che erano state due, una in casa e l'altra in un hotel.
Il pubblico ministero, Jessica Cooper, ha dichiarato: "E' un caso tragico, mi sono occupata personalmente affinché il ragazzo possa usufruire della migliore assistenza sanitaria, perché ne avrà bisogno."

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USA - Ergastolo alla madre-madrona colpevole di abusi e violenze sulle 5 figlie adottive

19 settembre 2009 - Jessica Banks è stata condannata all’ergastolo, dopo esser stata giudicata colpevole di abusi sessuali e maltrattamenti ai danni delle sue cinque figlie adottive, di età compresa tra i 4 e gli 11 anni.
La Banks - pastore donna di una chiesa apostolica di Moreno Valley, in California - fu arrestata nel 2005, quando una delle bambine fu ritrovata sconvolta e piena di lividi in un centro commerciale.
Da lì era partita l’indagine che ha poi portato all’arresto della donna: le cinque bambine erano tenute in un garage non riscaldato e venivano quotidianamente sottoposte ad ogni tipo di abuso, dalla violenza sessuale a veri e propri pestaggi con corde, bastoni e cinture.
Nel corso del processo è emerso che alle bimbe, che venivano costrette ad indossare due strati di pannolini e lunghi vestiti neri, veniva dato del cibo scaduto e sonniferi.
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Motta S Giovanni (RC) - Tre minorenni fatte prostituire: arrestata anche la madre di una di loro
6 ottobre 2009 - Facevano prostituire alcune ragazze minorenni: con questa accusa quattro persone sono state arrestate, a Motta San Giovanni, dai carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria in esecuzione di ordinanze emesse dal gip reggino.
Nei confronti di altre due persone sono stati emessi avvisi di garanzia, mentre, secondo quanto si è appreso, resta al vaglio della magistratura la posizione di un ginecologo in servizio al presidio ospedaliero di Melito Porto Salvo.
L'accusa contestata, a vario titolo, agli indagati, è la prostituzione minorile.
Dalle indagini dei carabinieri è emerso un presunto giro di prostituzione che ha visto protagoniste alcune minorenni che, secondo l'accusa, intrattenevano rapporti sessuali a pagamento con diversi abitanti di Motta San Giovanni, alcuni dei quali di età avanzata. Le indagini hanno consentito l'individuazione di presunti favoreggiatori, vittime e clienti.
C'è anche la madre di una delle ragazzine che, secondo l'accusa, venivano fatte prostituire tra le persone arrestate questa mattina dai carabinieri. Gli arrestati, secondo l'accusa, sfruttavano tre ragazzine di 14-15 anni, facendole prostituire nella zona di Motta San Giovanni.

Besana in Brianza - Madre lesbica coinvolge figlio 16enne in sesso a tre

Per salvarla la dichiarano "incapace d'intendere e di volere al momento del fatto"
10 ottobre 2009 - Una madre che coinvolge il figlio di neanche 16 anni in rapporti sessuali incestuosi, aperti anche ad una "amica convivente" e fotografati su commissione di un terzo conoscente, un bergamasco, che riceveva gli scatti via mms.
Una storia agghiacciante di presunti abusi fisici e psicologici, che ora è arrivata a processo davanti al collegio di giudici del Tribunale di Monza presieduto da Italo Ghitti. Una vicenda di degrado sociale e familiare che risalirebbe al 2007 e che è già passata attraverso alcune fasi di giudizio dagli esiti che lasciano a bocca aperta.
In udienza preliminare la madre del ragazzo, che ora è stato dato in affido a un’altra famiglia, è stata completamente prosciolta dalla pesante accusa di concorso in violenza sessuale, perché una perizia psichiatrica disposta dal giudice d’ufficio l’ha dichiarata completamente incapace di intendere e di volere quando si sarebbero consumati gli abusi. Inferma di mente ma non socialmente pericolosa, secondo la stessa perizia psichiatrica. Quindi la donna - una quarantenne di un paese dell’Alta Brianza - è tornata alla sua vita normale, con un certificato penale assolutamente pulito: quindi potrebbe commettere altri reati analoghi su altri ragazzini indifesi.
Al processo al Tribunale di Monza sono invece imputati l’"amica" della quarantenne, che risulta risiedere nel Lecchese, ma abitava da qualche tempo dall’"amica", da quando aveva lasciato la casa coniugale.
Le imputate, dal canto loro, negano le accuse, rappresentate in aula dal pubblico ministero Alessandro Gentile. A raccontare gli abusi subìti è stato lo stesso 16enne, che era già in contatto con i servizi sociali perché in passato già tolto ai genitori.
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Il padre era totalmente all'oscuro
13 ottobre 2009 - Non aveva nemmeno 16 anni quando ha trovato il coraggio di raccontare tutto. Era poco più che un bambino quando, davanti agli assistenti sociali che lo seguivano per uno specifico programma di reinserimento in famiglia, ha raccontato degli abusi subiti da sua madre e dall’"amica" di lei, dei rapporti incestuosi, delle foto scattate col cellulare e poi spedite, via Mms, a un uomo della Bergamasca ora accusato di istigazione alla violenza sessuale. A distanza di due anni la vicenda è finita nella mani del giudice Italo Ghitti, in un processo a porte chiuse presso il tribunale a Monza.
La madre del 16enne nella fase istruttoria dell’inchiesta è stata dichiarata incapace d’intendere e di volere ma non socialmente pericolosa, e quindi prosciolta dalla gravi accuse di concorso in violenza sessuale. Accuse, dalle quali invece si dovrà difendere l’"amica", una donna quarantenne, residente nel Lecchese, che all’epoca dei fatti viveva con la madre e il 16enne.
La posizione del padre del ragazzo è parsa fin da subito chiara: l’uomo viveva con la convivente ma era totalmente all’oscuro di cosa stesse succedendo all’interno delle mura domestiche.
La situazione familiare era comunque molto degradata, tanto che anche gli altri due fratellini più piccoli erano stati allontanati ed affidati ai servizi sociali. La vittima, invece, stava seguendo uno specifico programma di reinserimento in famiglia e per questo motivo viveva a casa. Dopo il racconto ai Servizi sociali, il ragazzo è stato immediatamente allontanato della famiglia d’origine ed affidato a nuovi genitori, dove da due anni cerca solo di dimenticare e costruirsi una vita.
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22 aprile 2010 - Giravano scene hard con un ragazzino adolescente e poi le inviavano col telefonino ad un uomo: filmini ai quali prendeva parte anche la madre del ragazzo.
E' di sette anni di reclusione e cinquantamila euro di multa - con le accuse di concorso in atti sessuali con minore e produzione di materiale pedopornografico - la condanna pronunciata ieri del tribunale nei confronti di una donna di 42 anni di Monticello Brianza. Non imputabile, invece, la madre del ragazzo, a causa delle sue condizioni precarie di salute mentale.
Il verdetto di colpevolezza è stato emesso per l'"amica" della madre 40enne, una donna ospitata nell'appartamento di Besana Brianza in cui, nel 2007, si è consumata la vicenda. Quattro gli episodi contestati dalla pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Alessandro Gentile, che ha chiesto una pena a sei anni, anche inferiore a quella pronunciata dal collegio presieduto da Italo Ghitti.
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USA - Sesso orale sul figlio di 2 anni e autoscatto per l'amica: padre la denuncia

11 dicembre 2009 - Dice che l'idea le è venuta mentre lo cambiava: detto fatto! ma ha pensato bene di immortalare l'impresa e mandare le immagini ad una amica via web.
L'amica, forse meno depravata di lei, ha girato la foto al padre del bambino e questi ha avvertito la polizia.
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Alicia Lee, a 30-year-old Denver mother, has been charged with sexually abusing her 2-year-old son. The sick bitch gave her son a blow job, took pictures of her performing the act and emailed the pics to a friend. The friend forwarded the pics to the little boy’s father, who called police.
Alicia Lee is free on a $50,000 bond after she was charged with sexual assault on a child, sexual assault on a child by a person in a position of trust, and aggravated incest, all felonies.
According to a copy of the e-mail, Alicia told her friend that she thought about the sex act while changing the boy’s diapers. The next day, she sent a photo of herself performing the act to a friend and said the boy giggled when she performed it.”
The sending of possible child pornography material via e-mail is being referred to federal authorities for review,” a news release stated.
Lee is scheduled to appear in Denver County Court on Sept. 29, to be formally advised of the charges against her.

Terrasini (PA) - Madre-madrona colta a compiere atti di libidine sul figlio di 2 anni e mezzo
4 gennaio 2010 - Una madre di 27 anni ed il marito pregiudicato di 39 sono stati arrestati con l'accusa di violenza sessuale aggravata ai danni del figlio di 2 anni e mezzo. I carabinieri hanno sorpreso la coppia mentre compiva atti di libidine su uno dei figli della donna, nato da una precedente relazione.

Le indagini dirette dalla Procura di Palermo sono seguite anche dalla Procura dei minori. I tre figli dell'arrestata sono stati affidati ai nonni materni.
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USA - "Mia madre e gli abusi: avevo 4 anni"

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NEW YORK – Le molestie sessuali iniziarono quando Gregg Milligan aveva 4 anni e andarono avanti per ben 7 anni, finché gli assistenti sociali minorili del Michigan intervennero, strappandolo a sua madre. «Avevo 11 anni - racconta Milligan in una lunga intervista alla ABC - per tutto quel tempo mi ero vergognato di rivelare che il mio aguzzino era la mia mamma». Il dramma del 46enne Milligan, oggi portavoce del Network Nazionale contro gli Abusi Sessuali e l’Incesto in Usa, non è certo isolato.

12% DI ABUSI SU MINORI PERPETRATO DA DONNE - Secondo un’inchiesta condotta di recente su scala nazionale, il 12% degli abusi contro i minori in America è perpetrato da donne. «Un aumento del 100% rispetto agli ultimi rilevamenti» punta il dito Chris Newlin, direttore esecutivo del National Children’s Advocacy Center.
Oltre il 10% di tutte le chiamate che arrivano quotidianamente all’hotline del Network Nazionale contro gli Abusi Sessuali e l’Incesto sono di maschi, molestati sessualmente da madri, zie e sorelle. «Riceviamo circa 100mila chiamate all’anno», spiega il direttore del programma Jennifer Wilson, “Purtroppo il trend è in continua ascesa».
I BAMBINI SPESSO NON VENGONO CREDUTI - Ma in America, come in tanti altri paesi, si tratta di un crimine difficile da perseguire, anche perché molto spesso i bambini che denunciano questo tipo di abusi non vengono creduti. «E’ un pregiudizio che affonda le radici nei processi contro i bambini a Salem, alla fine del 1600», punta il dito Newlin «e parte dall’idea fallace che i minori siano per definizione bugiardi».
Proprio il timore di non essere creduto ha impedito a Milligan di denunciare prima sua madre. Dopo la morte di lei, ormai adulto, è riuscito a raccontare la sua sconvolgente odissea in un’autobiografia intitolata “God must be sleeping” (Dio sta dormendo). Ma la sua è una catarsi a metà: «35 anni dopo la fine dell’incubo sono ancora costretto a prendere dei sonniferi per dormire - racconta - soffro di incubi notturni e continui attacchi di panico, nonostante anni di terapia».
Il 28 novembre scorso, la Giornata Mondiale contro la violenza maschile sulle donne ha evidenziato il dramma, ben più grave e diffuso, degli abusi commessi nel mondo da fidanzati, mariti e padri contro donne e bambine. Anche se ben più ridotto, il problema inverso esiste e va affrontato. «Abbiamo severissime leggi ad hoc e un network straordinario di esperti addestrati a rispondere ai peggiori abusi», punta il dito Newlin, «La vera sfida è convincere la società a non voltarsi dall’altra parte di fronte a un crimine così efferato». Per debellarlo, insomma, dobbiamo prima guardarlo in faccia.
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La madre di Greg Milligan ha cominciato ad accarezzarlo quando aveva appena quattro anni e cominciò ad aggredirlo sessualmente ed a picchiarlo subito dopo. Greg a volte è stato picchiato senza esserne consapevole. Il padre di Greg lo ha abbandonato quando aveva due anni e all'età di otto Greg era stato vittima di abusi sessuali da parte di uomini che sua madre - prostituta - portava a casa per fare sesso.
Ma come la maggior parte delle vittime, Greg si vergognava troppo per rivelare ciò che stava accadendo. Non solo egli si vergognava di essere sessualmente abusato, ma sua madre gli ha inculcato un terribile senso di colpa picchiandolo brutalmente quando elle non riusciva a raggiungere un orgasmo mentre abusava di lui.
Greg racconta: "Per la sua difficoltà a raggiungere l'orgasmo, diventava frustrata e violenta, colpendo con pugni e schiaffi non solo i miei genitali, ma il mio viso ed il corpo." Questo atto atroce deve aver creato il terribile e profondo senso di colpa in Greg.
Ciò che questa donna ha fatto su suo figlio travalica i benefici di una terapia superficiale o del "pensiero positivo". La madre non solo ha abusato del bambino per la propria stimolazione sessuale, ma ha fatto violenza sui suoi genitali perché non raggiungeva l'orgasmo: è un crimine che probabilmente avrà un effetto perenne sulla sessualità Greg.



Gregg Milligan, e sua madre.

Greg e sua madre (foto ABC News)

"Uno dei segreti indicibili nel mondo dell'abuso sessuale infantile è che le madri possono essere le molestatrici. Spesso hanno come prede le figlie, ma più spesso i loro figli, che sviluppano una maggiore sensazione di isolamento e di confusione sessuale con pensieri di suicidio ".

Greg racconta: "Intorno ai 10 anni, ho cominciato ad avere questa sensazione incredibile di terrore, da non uscire più; di avviarmi alla morte per decadenza, dissolutezza, per le molestie e le percosse che divennero più gravi." Ha anche detto che ha sofferto per mesi da "paralisi isterica." Greg è fuggito a undici anni. Oggi è ormai 46enne ed entrambi i suoi genitori sono morti, ma probabilmente sarà tormentato per il resto della sua vita.

Il Journal of Sex Research ha rilevato che le donne, senza complici di sesso maschile, abusare sessualmente i bambini nel 14% dei casi e le bambine nel 6% dei casi. Sono certo che questa percentuale è sottostimata. Un sondaggio nazionale più recente indica che circa il 12% di tutti i casi di abusi sui minori sono commessi da donne. Questo sembra più verosimile, ma [il dato reale] potrebbe anche essere superiore, perché la maggior parte delle vittime di abusi sessuali da parte di madre tace per sempre.

Gli esperti concordano sul fatto che gli abusi sessuali da parte di madri è "molto difficile da diagnosticare - il più delle volte non vi sono prove cliniche." La maggior parte dei bambini mostra normali esami fisici ed eventuali abrasioni o arrossamenti da abuso spariscono entro 24 ore dall'aggressione.

Tuttavia, questo non significa che i sopravvissuti non soffrono per la maggior parte, se non pert tutta, la loro vita. Greg Milligan dice che ha sofferto di attacchi di panico ed ha bagnato il letto anni fino a sedici anni. Ha incontrato molti psicologi infantili e diversi psicoterapeuti. Greg ha anche subito numerosi ricoveri in case-famiglia e si è rifugiato a casa di amici o presso sacerdoti. Sebbene sia stato finalmente in grado di andare al college e frequentare l'università, Greg ha bisogno di farmaci per dormire e continua a soffrire di incubi cronici ed attacchi di ansia.

Greg ha anche subito la tribolazione delle disfunzioni sessuali. Ha avuto problemi intimi e il suo primo matrimonio è finito con un divorzio. Attualmente sta lavorando con un terapeuta, insieme con la sua seconda moglie, per essere aiutato nella sua disfunzione sessuale. Gli uomini che hanno subito abusi sessuali dalla madre spesso soffrono di problemi sessuali: alcuni sono iper-sessuali o dediti alla pornografia. Il caso di Greg ha a che fare col fatto che è stato vittima di abusi sessuali anche da parte di uomini adulti. Questo, unito con l'abuso di sua madre, può creare gravi problemi sessuali, pensieri sessuali confusi, così come problemi d'identità sessuale.

L'articolo menziona anche di come i ragazzi e adulti sopravvissuti come Greg spesso non vengono creduti da nessuno: in famiglia, dai vicini o dalla società in generale. È per questo che la stragrande maggioranza di coloro che sono vittime di abusi sessuali da parte dei genitori, o di un adulto dello stesso sesso, non ne parlerà mai. La società deve credere loro ed ha bisogno di ascoltare storie di persone come Greg.

Fonte: ABC News

Palermo - Madre-madrona cede la figlia per atti di libidine
Giudici la salvano con la seminfermità mentale
15 gennaio 2010 - I genitori portavano la figlia tredicenne a un uomo maturo e poi assistevano ai baci e alle carezze che il signore le riservava.
La madre della ragazzina e' stata condannata a 3 anni e 6 mesi dalla terza sezione del tribunale di Palermo, che le ha riconosciuto le attenuanti generiche e la seminfermita' mentale.
Il tribunale aveva gia' condannato,a 6 anni e sei mesi l'autore degli abusi. Il padre della ragazzina dovra' scontare 6 anni, pena confermata in appello.
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Giugliano (NA) - Madre-madrona spegneva sigarette sulle mani dei figli
11 febbraio 2010 - (ANSA) Picchiava e maltrattava i suoi quattro figli, spegnendo perfino sigarette sulle loro mani: la donna e' stata arrestata dai carabinieri. E' successo a Giugliano.
I bambini, di eta' compresa tra i cinque e poco piu' di un anno, sono stati in piu' occasioni sottoposti a violenze fisiche e psicologiche.
A dare l'allarme sono stati i vicini. I bambini sono stati ricoverati all'ospedale Santobono di Napoli, con prognosi di 12 giorni. La donna, di 29 anni e' tossicodipendente ed incensurata.

Villafranca Tirrena (ME) - Madre-madrona cedeva la figlia al convivente
24 febbraio 2010 - All’epoca li definirono “gli amanti diabolici di Villafranca”. Furono arrestati dai Carabinieri per violenza sessuale su una ragazzina e per una serie di attentati incendiari nei confronti di quelle persone che li avevano denunciati facendo scoprire la torbida vicenda. Ora, a distanza di otto anni, la Corte di Cassazione ha confermato le condanne per gli ex conviventi, che tornano in carcere per scontarle. Proprio ieri i Carabinieri di Villafranca hanno arrestato G.C. 49 anni e S.P. 49 anni. Il primo deve scontare sei anni e mezzo di reclusione, la seconda otto anni per abusi sessuali ed incendio aggravato.
La vicenda che venne a galla, dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, dipinse un quadro a tinte fosche, una realtà squallida fatta di abusi e ricatti. In pratica la storia di una ragazzina costretta a subire le attenzioni morbose del compagno della madre. La donna temendo di perdere il suo uomo non esitò a “concederle” anche la figlia minorenne. La storia andò avanti finché qualcuno non denunciò entrambi ai Carabinieri.
A questo punto scattarono le ritorsioni contro gli “infami” che avevano svelato i retroscena dell’inquietante storia familiare. Per prima cosa fu incendiata la Fiat Panda di un parente, a S. Stefano Briga, che si era intromesso nella vicenda per far cessare quella turpe storia e salvare la ragazzina dalle grinfie dell’uomo. Ma la donna da qualche tempo era intercettata e pedinata dai Carabinieri e subito dopo l’attentato fu bloccata ed arrestata.
Subito dopo fu arrestato anche il compagno della donna poiché in alcune telefonate intercettate i due avevano organizzato sia l’incendio della Panda sia altri attentati. L’incendio avrebbe dovuto appiccarlo l’uomo ma in quel periodo si trovava agli arresti domiciliari ed era troppo rischioso uscire di casa per compiere un attentato del genere.
I due finirono in carcere e furono condannati in primo e secondo grado. Ora la sentenza della Cassazione che chiude, almeno dal punto di vista giudiziario, la triste storia ed il calvario di una ragazzina, con la condanna dei due responsabili.

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Australia - Infuriata, scaglia a terra figlio di 10 mesi
25 febbraio 2010 - Una donna australiana è stata arrestata ed è sotto processo per aver violentemente scagliato a terra il figlio, di appena 10 mesi. Oltre ad alcuni testimoni che hanno assistito alla scena, il terribile gesto è stato ripreso dalle telecamere a circuito chiuso della stazione di autobus dove si è consumata la tragedia.
Durante le prime fasi del dibattimento i giudici avevano vietato ai media la messa in onda del filmato, considerato troppo scioccante.
La donna - un'aborigena del Territorio del Nord, il cui nome non è stato reso noto - era ubriaca ed aveva litigato con il suo compagno, che nel frattempo si era allontanato in autobus, lasciandola sola. Così per sfogare la rabbia ha scagliato a terra il piccolo, che ora versa in gravi condizioni. Grazie ai testimoni e alle riprese video la donna è stata immediatamente fermata dalla polizia locale.
Durante il processo si è dichiarata non colpevole, attribuendo la responsabilità del gesto all'alcool e alla furia dovuta al litigio con il partner. Diversi giornalisti presenti al processo, avevano richiesto di poter trasmettere il video, ma la corte di Darwin si era opposta, nonostante il dibattimento si fosse tenuto a porte aperte e dunque in molti avevano potuto vedere le immagini.
L'ordine alla fine è stato revocato e la Nt News, canale televisivo australiano, ha potuto metterlo in onda. Il processo continuerà a giugno.
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Trevignano (TV) - Madre-madrona bastona figlio di 9 anni: salvato dal padre
2 marzo 2010 - A chiamare i carabinieri è stato il marito della donna, ieri sera intorno alle 21. Lei, 30 anni, si era scagliata contro il figlio di appena 9 anni prendendolo a bastonate. La famiglia di rumeni vive a Trevignano.
Quando lei ha picchiato il figlio brandendo il bastone, il marito ha tentato di fermarla, ma invano. La furia della donna era incontenibile. Tant’è che, appunto, il coniuge ha chiamato i carabinieri.
Giunti sul posto, anche i militari hanno dovuto fare i conti con la madre violenta: ha preso a bastonate pure loro, tanto che uno si è dovuto recare all’ospedale per essere curato.
Messo al sicuro, il ragazzino è stato portato al pronto soccorso: aveva riportato lesioni in varie parti del corpo, in particolare alle braccia e al collo.
I sanitari hanno riscontrato come il bambino avesse svariate altri ecchimosi in vari punti, segno di come fosse stato già picchiata in precedenza.
La donna è stata denunciata per abuso di mezzi di correzione, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

Rovagnate (LC) - Madre-madrona a processo per maltrattamenti ai 3 figli
3 marzo 2010 - Hanno testimoniato due dirigenti di polizia nel processo a carico di L.B., di Rovagnate. La donna è accusata di maltrattamenti e lesioni nei confronti dei tre figli.
Una delle due deposizioni è stata quella dell’ispettrice di polizia Patrizia Gentile: la moglie del pm Luca Masimi (ora a Livorno) è stata chiamata a deporre in merito al suo ruolo ricoperto nell’Ufficio Minori di Corso Promessi Sposi.
Il processo è stato aggiornato al 17 marzo prossimo.

Palermo - Madre-madrona rumena violenta figlio e due amichetti
11 marzo 2010 - La seconda sezione della Corte d’appello di Palermo ha confermato la condanna a 8 anni inflitta in primo grado ad una romena imputata di violenza sessuale su minori e sfruttamento della prostituzione. Il coimputato della donna, un sovrintendente di polizia accusato di omessa denuncia, è stato invece assolto (in primo grado gli erano stati inflitti otto mesi).
Secondo l’accusa, la donna avrebbe abusato sessualmente del figlio di 10 anni e di due bambini, coetanei, figli di una connazionale che la romena ospitava a casa. L’imputata avrebbe anche ripreso le immagini della violenza col cellulare.
A denunciarla è stata la madre delle altre due vittime che ha raccontato alla polizia che la donna, inoltre, contattava le romene in arrivo a Palermo andandole ad aspettare alla fermata dell’autobus, poi proponeva loro di ospitarle e infine le costringeva a prostituirsi. La connazionale che aveva denunciato gli abusi, avvenuti circa cinque anni fa, ha anche raccontato alla polizia di essersi rivolta inizialmente al sovrintendente finito sotto processo, sostenendo, però, che l’uomo si sarebbe disinteressato della vicenda e non avrebbe indagato. Accuse poi cadute in appello per l’agente, difeso dall’avvocato Antonio Tito. L’uomo è assolto per non aver commesso il fatto.
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Monza - Neonata piange: madre-madrona la scuote fino all'arresto cardiaco
11 marzo 2010 - La piccola aveva imparato a non piangere più, perché aveva capito che se piangeva era in pericolo. Oggi sta meglio, accolta da una famiglia adottiva che si prende cura di lei, e la cura con la fisioterapia per guarire dai maltrattamenti subiti nel 2003, quando aveva appena due mesi di vita.
Una vicenda su cui si è pronunciata la Corte di Cassazione, che ha confermato le sentenze di condanna a sei anni di reclusione: pena leggermente ridimensionata, rispetto alla pronuncia di primo grado al tribunale di Monza che, nell'aprile 2006 (collegio presieduto dal giudice Maria Rosaria Correra,) l'aveva condannata ad otto anni. Tre gli episodi contestati.
Nel primo la bimba riportò lesioni alle mani, dei tagli, per poi tornare pochi giorni dopo con un femore fratturato: “mi è caduta mentre la prendevo in braccio”, anche se non sembrava una spiegazione molto convincente.

Ma fu il 12 marzo 2003, esattamente sette anni fa, il giorno del dramma: la piccola arrivò in condizioni disperate in ospedale a causa di un arresto cardiocircolatorio. Nessun dubbio per i medici: era stata scossa con violenza, troppa per il corpicino di una neonata. In termini medici si chiama “shaken baby syndrome”, sindrome da scuotimento infantile.
Secondo il pm Flaminio Forieri, che per la donna aveva chiesto una condanna a dieci anni, “fu la madre l'autrice materiale dei maltrattamenti”: “pensava che avere una figlia, dopo averla cercata per 4 anni, fosse solo rose e fiori, sognava una famigliola modello, come quella che si vede nelle pubblicità, ma si è accorta che comporta anche sacrifici e ‘seccature', quando piange o rifiuta di attaccarsi al seno”.
Il padre, invece, sempre secondo le tesi dell'accusa, cercò sempre di coprire la moglie, ma “non poteva non sapere come stavano le cose”.
La Cassazione ha confermato poi la condanna a pagare 100mila euro in favore dei servizi sociali, assistiti legalmente dall'avvocato Raffaella Garolla, che avevano preso in affido la piccola. La bimba, da quando è stata affidata alla sua nuova famiglia, non ha più subito violenze. Si sottopone a trattamenti di fisioterapia per guarire i postumi della frattura al femore, ma a causa dell'episodio relativo allo scuotimento, è diventata strabica, e accusa un lieve ritardo cognitivo.
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Capoterra (CA) - Madre-squillo (già uxoricida) segregava figli al buio e chattava
2 aprile 2010 - Attorno alla maniglia della porta-finestra un legaccio di stoffa annodato con un fiocco: «L’ho chiusa perché i bambini andavano fuori a giocare con la pompa». I due piccoli uscivano dalla prigione solo per il pranzo: un piatto di pasta, anche se in frigo c’era altro che poteva essere cucinato. Se uno non lo finiva, quella sarebbe stata la cena di tutti e due. Ma non sempre la cena arrivava. La scoperta della tana in cui la donna teneva segregati i bambini è avvenuta intorno alle 16.30: a quell’ora i due fratellini non avevano ancora mangiato. Sotto gli occhi dei carabinieri la donna ha dato al bambino un succo di frutta: stava mangiando anche il cartone. Le vigilesse sono arrivate con panini al prosciutto: divorati.
Ci hanno messo mezzora i carabinieri del nucleo investigativo di Cagliari a far uscire dalla stanza i bambini, sette anni in due. Vivevano segregati al buio nella loro camera da letto. Uscivano soltanto per il pranzo e, quando c’era, per la cena. Alle pareti, tante impronte di manine colorate: il colore era la «popò» che i bambini, ormai fuori tempo massimo, facevano ancora nel pannolino. Toglierselo e giocarci alla fine era l’unica cosa che potevano fare nelle lunghe giornate di solitudine. La madre è stata arrestata mercoledì pomeriggio dopo un appostamento durato 4 giorni.
I carabinieri del nucleo investigativo hanno lavorato assieme ai colleghi della stazione del paese vicino Cagliari dove la donna si era stabilita alla fine dell’anno scorso. Uscita di casa la mattina, la donna era tornata nella palazzina intorno alle 16.30. Il maresciallo le si è avvicinato, si è qualificato, le ha chiesto di salire su a casa: in fretta è arrivato alla porta della camera dei bambini, chiusa a chiave.
«Non l’ho chiusa io...» ha tentato di dire la donna, «Non l’ho certa chiusa io» ha risposto secco il carabiniere e le ha fatto aprire la porta. La luce è entrata nella stanza: il maschietto era sdraiato sul letto con gli occhi aperti verso il soffitto, la femminuccia dormiva. Il bambino ha girato la testa e ha chiuso subito gli occhi. Troppa luce. Il maresciallo è entrato, ha parlato piano, il bambino teneva sempre gli occhi chiusi. Col telefono ha chiamato i colleghi, uno di loro ha avvertito i vigili urbani che hanno inviato due colleghe, altri ancora chiamavano l’assistente sociale del Comune che già un’altra volta era stata in quella casa.
I bambini erano luridi. Avevano il ciuccio e il panno zuppo. Puzzavano. Le lenzuola di un colore indefinito, l’unico giocattolo, un pupazzo senza il quale il bambino non dormiva, era lercio. L’armadio vuoto. Alle pareti le impronte delle manine. La finestra era chiusa, solo una fessura lasciava entrare una lama di luce e un po’ d’aria. Nel soffitto la lampadina non c’era. L’aveva tolta la madre perché «il bambino l’accendeva e la spegneva continuamente. Mi dava fastidio»
L’intrattenimento che ha fatto colpo sul maschietto era la piccola torcia tascabile del maresciallo: accendi e spegni, uno spasso che è durato forse un’ora. La bambina è rimasta stregata dalla televisione.
Una pediatra è stata chiamata subito e ha trovato la bambina in condizioni molto precarie. Tutti e due avevano difficoltà a muoversi e a parlare. In casa madre, bambini, carabinieri, vigilesse, assistente sociale e pediatra si sono trattenuti un po’. La comitiva si è trasferita poi in caserma, le vigilesse giocavano coi bambini, la madre stava lì con loro. Si è aspettato fino alla sera per portarla a Buoncammino. «Mamma deve uscire, starà fuori per un po’, vieni di là a vedere la televisione?», la bambina ha seguito il maresciallo, il bambino ha continuato a giocare con la vigilessa e dopo sono stati accompagnati in una casa famiglia di Cagliari, le vigilesse si sono trattenute ancora a lungo.
La donna ha altri figli, tutti tolti dal tribunale. Anche adesso era sotto controllo da parte del tribunale per i minori di Cagliari che aveva ricevuto la segnalazione dall’ufficio di una città dell’a lta Italia dove erano cominciate le procedure che probabilmente avrebbero portato all’allontanamento dei bambini. La donna trascorreva le sue giornate a chattare, a collegarsi con Facebook e a mandare messaggi. Erano quelle le sue fonti di sostentamento: fissava appuntamenti, a volte si presentava, altre no. Comunque riceveva denaro. Ai carabinieri ha detto di essere una «pierre». A vari clienti inviava sue foto non troppo vestita. Oppure mandava le foto di donne più giovani di lei, ovviamente avvenenti. Usciva, il pranzo dei bambini poteva essere alle 13, alle 15, più tardi: dipendeva dagli impegni.
«Ti aspetto al locale x», mandava a dire attraverso la chat line. L’assistente sociale si era presentata a casa, tempo fa, lei aveva fatto uscire la bambina: le aveva pulito la faccia e dato un succo. I carabinieri sono stati coinvolti perché era evidente che qualcosa non andava nel comportamento della donna: usciva spesso, con chi lasciava i bambini? Dovrà rispondere di maltrattamenti aggravati e continuati e di abbandono di minore, che non sono forse le accuse più gravi della sua vita.
La donna ha già scontato una pena di diversi anni di reclusione per aver ucciso il suo convivente. Non fu in Sardegna. Lei riuscì a tenere nascosto il cadavere per molti giorni. Davanti al piccolo esercito radunato a casa sua mercoledì pomeriggio sembra non abbia mostrato particolare disorientamento. Lei non picchiava i bambini, dava loro da mangiare, li teneva chiusi perché altrimenti scappavano e, quanto alla sporcizia, anche la sua camera sembrava «un porcile».
bambini in prigionia di una madre-squillo from violenza donne on Vimeo.

Uggiano la Chiesa (LE) - Madre-madrona costringeva figli di meno di 10 anni a prostituirsi in casa
20 aprile 2010 - Due bambini sarebbero stati costretti ad avere rapporti sessuali con i clienti con i quali la loro madre si prostituiva. La vicenda sarebbe accaduta in provincia di Lecce e la procura della Repubblica del capoluogo salentino ha aperto un’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Maria Cristina Rizzo.
Secondo l’accusa, la donna, che ha 42 anni, avrebbe portato i due figli, una bambina di dieci anni e un bimbo di otto, a casa di due suoi clienti abituali, costringendo i piccoli a subire gli abusi e a farli assistere ai rapporti sessuali che aveva con i due uomini. A far avviare le indagini è stata la denuncia ai carabinieri delle assistenti sociali.
I due bambini sono stati sottratti alla madre e ora sono ospitati in una comunità protetta. A breve le loro dichiarazioni potrebbero essere incardinate nel procedimento attraverso un incidente probatorio, già richiesto dal pubblico ministero.
24 maggio 2011 - E' una storia delle più malsane, quella che è emersa dalle indagini dei carabinieri coordinati dalla pm della Procura leccese Carmen Ruggero.

Una storia di abusi sessuali verso minori, per di più consumati nel contesto familiare. A farne le spese due bambini che avevano meno di dieci anni.
Per questi fatti, i carabinieri della compagnia di Maglie, in esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa gip del tribunale di Lecce, stamattina hanno arrestato tre persone ritenute responsabili di violenza sessuale e corruzione di minorenne, aggravati dalla minore età delle vittime, meno di dieci anni appunto. La misura cautelare è stata richiesta dalla pm Ruggero.
La donna, una vedova di 43 anni, si sarebbe prostituita, obbligando i figli a fare altrettanto. In arresto anche un uomo, di 54 anni, suo ex convivente, che avrebbe materialmente abusato dei bambini, ed un ragazzo di 22 anni.
Gli episodi in questione si riferiscono al periodo 2008–2009. L'uomo e la donna risultano responsabili, in concorso tra loro, di violenza sessuale, l'uno quale esecutore materiale degli abusi, l'altra per non avere impedito l'evento. La donna ne aveva l'obbligo, in quanto madre delle due piccole vittime; nei loro confronti avrebbe un'altra responsabilità, quella di averle fatte assistere ad atti sessuali da lei compiuti.
Il 22enne è ritenuto responsabile di violenza sessuale nei confronti di minori.
15 giugno 2012 - E' stata condannata a 12 anni di reclusione la donna di 41 anni di un paese del Salento che fece prostituire i figli minori in cambio di denaro. Lo ha deciso la seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, davanti alla quale, dopo il rinvio a giudizio, la 41enne e' stata chiamata a rispondere delle accuse di favoreggiamento della prostituzione minorile e maltrattamenti in famiglia.
Secondo l'ipotesi accusatoria, costruita dal pm Carmen Ruggiero sulla scorta delle indagini dei carabinieri, la donna, che si prostituiva abitualmente nella sua abitazione, negli anni tra il 2008 e il 2009 avrebbe consentito a due clienti di 54 e 22 anni di abusare dei suoi figli, che all'epoca dei fatti avevano 10 e 8 anni. Secondo la tesi degli inquirenti, inoltre, la madre avrebbe anche costretto i bambini ad assistere ai suoi rapporti sessuali con i clienti. Sia la 41enne sia i due uomini furono arrestati nel maggio 2011.
Ai clienti fu contestata l'accusa di violenza sessuale, aggravata dalla minore eta' delle vittime e dal diniego che le stesse hanno cercato di mettere in atto. I due fratellini, che durante le indagini avevano ricostruito con precisione le violenze subite, sono stati sottratti alla potesta' genitoriali e affidati ad una famiglia del paese.
Il 54enne ha scelto il rito abbreviato, a seguito del quale, nel novembre scorso, e' stato condannato a 9 anni di reclusione. La mamma dei bambini e il ventiduenne, invece, hanno scelto di essere giudicati con il rito ordinario e sono stati condannati dal Tribunale rispettivamente a 12 e 6 anni, cosi' come richiesto dal pm Ruggiero.
Nei confronti del giovane i giudici hanno riconosciuto un vizio parziale di mente, mentre inutile e' stato il tentativo dell'avvocato della donna di dimostrare che, all'epoca in cui si consumarono le violenze, non era capace di intendere e di volere. (AGI)

Reggio E. - La bimba si fa pipì addosso: pugni e cinghiate dalla madre-madrona
21 aprile 2010 - La polizia è intervenuta ieri in viale Piave dopo la segnalazione di una violenta lite in una giovane famiglia marocchina. Quando gli agenti sono arrivati hanno trovato la madre e il padre della bambina che litigavano e la piccola, visibilmente turbata, con lesioni sulla schiena, provocate probabilmente da una cinghiata, e la bocca sanguinante.
A quel punto il padre avrebbe riferito che la moglie aveva colpito ripetutamente la bimba con pugni e schiaffi al viso, e con numerose cinghiate alla schiena.
Mentre il padre accompagnava la figlioletta al pronto soccorso, la madre è stata portata in questura; avrebbe giustificato le percosse dicendo che la bimba si era fatta la pipì addosso e si era sporcata i pantaloni.
E’ indagata per abuso di mezzi di correzione e lesioni personali aggravate.
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Sanremo - Madre-madrona trascura il figlio e lo costringe a mangiare pagine di diario
23 aprile 2010 - Costretto ad ingoiare le pagine del diario oppure a mangiare cipolle per cena; e poi picchiato in ogni parte del suo corpicino, sottoposto a violenze psicologiche e trascurato a livello igienico e sanitario. Al centro degli abusi è un bambino (all’epoca dei fatti) di 8 anni, abitante a Sanremo; sotto accusa è la madre, M.T., di 31 anni, che lunedì dovrà comparire davanti al gup Eduardo Bracco per l’apertura dell’udienza preliminare.
È accusata di maltrattamenti, lesioni e violenza privata, reati commessi a margine di una brutta vicenda familiare, venuta a galla nel marzo del 2009 grazie alla scuola. Il bimbo aveva iniziato a mostrare in classe una certa insofferenza con gli insegnanti: sembrava trascurato, e quando il personale scolastico ha provato ad approfondire la vicenda, ha scoperto una situazione di abusi che probabilmente andavano avanti da parecchio tempo.
In particolare, la madre del bambino è accusata di aver fatto mangiare al figlio, per punizione, almeno due pagine del diario; sembra anche, secondo la ricostruzione egli inquirenti, che il piccolo - per il quale è stato nominato curatore speciale il procuratore legale Alessandro Gallese - fosse costretto a cibarsi di cipolle e spesso finiva per andare a letto senza cena.
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Viterbo - Madre-madrona, prima abbandona figli, poi punisce la 16enne tagliandole capelli
29 aprile 2010 - (ANSA) Una donna moldava ha avuto 8 mesi di reclusione per abbandono di minori e per aver tagliato i capelli alle figlia per punirla.
La donna, che abita a Viterbo, lasciò alla figlia sedicenne i fratelli di 12 e 14 anni, mentre lei il compagno partirono per un week end. La ragazza fu fermata su un motorino rubato e gli agenti scoprirono che i ragazzi erano soli. Quando rientrò, la moldava punì la figlia tagliandole i capelli. La ragazza urlò ed arrivò il 113.

Cremona - Madre-madrona: testa nel water e per pasto il vomito
11 giugno 2010 - La madre che l’aveva adottata la detestava. “Mi gettava addosso l’acqua gelata”, “mi metteva la testa nel water”, “mi riempiva di graffi le braccia”, “mi costringeva a mangiare il vomito”. La ragazzina che abita a Cremona, oggi diciassettenne, si confidò con la madre di una amica.
Accusata di avere maltrattato la figlia fino al 2007, la madre adottiva è stata condannata a 8 mesi di reclusione. La sentenza è stata emessa dal gup del tribunale di Cremona Marco Cucchetto. Il pm Cristina Gava aveva chiesto 10 mesi di reclusione.
La donna dovrà inoltre risarcire il danno alla minore che si è costituita parte civile. Il gup ha fissato una provvisionale di 25mila euro e nel separato giudizio civile si stabilirà la cifra totale. Tra settanta giorni sarà depositata la motivazione della sentenza, verso la quale è stato annunciato l’appello. Oggi la ragazza vive in una comunità protetta.

Bergamo - A 10 anni per strada, di notte, in pigiama, per sfuggire alle botte della madre-madrona
17 giugno 2010 - Una donna boliviana di 35 anni residente a Bergamo è stata condannata dal giudice ad un anno e due mesi di reclusione, senza sospensione della pena, per aver maltrattato suo figlio. Una sera d’ottobre del 2007 il piccolo, di 10 anni, era fuggito per strada in pigiama e ciabattine, per evitare le botte della madre. La donna, con precedenti per furto e resistenza a pubblico ufficiale, dovrà anche garantire al bambino un risarcimento di 15 mila euro. La sentenza è arrivata ieri, a quasi tre anni dai fatti.
La decisione è stata del giudice Donatella Nava. Dopo i fatti del 17 ottobre 2007, che avevano portato alla denuncia della donna, a processo sono stati contestati una decina di episodi. Il bimbo ha raccontato che le botte arrivavano molto di frequente.




Spagna - Botte ad una figlia: madre-madrona denunciata dagli altri figli

26 giugno 2010 - Tre fratelli, di età comprese fra i 13 e i 9 anni, hanno denunciato nella località di Malaga  presunti maltrattamenti della madre. I minori affermano che la madre avrebbe colpito la figlia più piccola due volte tra mercoledì e giovedì.Secondo il racconto dei minori, il primo episodio sarebbe successo quando le due sorelle giocavano in casa e, incidentalmente, una di loro avrebbe rotto la collana dell'altra. La madre avrebbe reagito in forma violenta e avrebbe colpito la minore nella schiena.
Il secondo episodio sarebbe accaduto il giorno successivo, quando, tornando dalla spesa, la madre avrebbe lanciato alla piccola un pacco di riso al petto. Dopodiché la minore ha deciso di denunciare sua madre, e i suoi due fratelli hanno optato per accompagnarla.
La bambina è stata portata all'ospedale Materno-Infantile ed esaminata da un pediatra, poiché presentava ematomi e graffi sulla schiena. Il medico ha diagnosticato che le lesioni sono compatibili con i presunti maltrattamenti. I bambini sono stati provvisoriamente affidati al nonno paterno.
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Napoli - Madre-madrona è nervosa per via di Facebook: accoltella figlia di 5 anni
I giudici già contano di salvarla con l'incapacità d'intendere e di volere
27 giugno 2010 - Ha ferito con un coltello la figlia di cinque anni. Un gesto incomprensibile, probabilmente conseguenza di una condizione di malessere che si sarebbe aggravata negli ultimi giorni. La donna, di 33 anni, è stata arrestata con l'accusa di tentato omicidio dalla polizia che sta comunque proseguendo le indagini sulla vicenda dai contorni ancora oscuri. E' accaduto stamattina in un appartamento di via Michelangelo Ciccone a qualche centinaio di metri dalla zona della stazione centrale.
La bimba, ricoverata all'ospedale Loreto Mare, non è in gravi condizioni: i medici hanno medicato ferite superficiali, inferte con un coltello da cucina. Anche la madre si è ferita in maniera lieve con la stesso coltello. Agli agenti della volante intervenuti pochi minuti dopo, il marito della 33enne ha spiegato che da qualche giorno la moglie appariva nervosa, turbata forse per alcune offese che avrebbe ricevuto sul social network Facebook. Ha raccontato di ingiurie, di persone che la importunavano. Una spiegazione sulla quale gli investigatori stanno svolgendo accertamenti. Al vaglio degli inquirenti anche le ferite riscontrate sul corpo della donna. Si cerca di capire se, dopo aver aggredito la piccola, abbia tentato di togliersi la vita. In casa al momento del folle gesto, c'erano in casa anche gli altri due figli, di nove e dieci anni. La ricostruzione dei fatti, al momento, è basata quasi esclusivamente sulle dichiarazioni del marito, apparso sconvolto per l'episodio.
E' lui che ha collegato il ferimento della figlia con lo stato di alterazione mentale della moglie che, a suo dire, sarebbe stato originato dalle offese via web ricevute negli ultimi tempi. La madre della piccola infatti si è invece chiusa in un mutismo assoluto. La polizia ha sequestrato il coltello da cucina e, una volta verbalizzate le dichiarazioni del marito, ha arrestato la donna. Il caso passa ora al vaglio della magistratura che nei prossimi giorni dovrà esprimersi sulla convalida del provvedimento e l'emissione di un'ordinanza di custodia. Sarà comunque sicuramente disposta dal pubblico ministero una consulenza psichiatrica per valutare l'eventuale incapacità di intendere e di volere dell'arrestata.


Cagliari - Madre-madrona ubriaca maltratta figlia neonata
26 luglio 2010 - Una donna cagliaritana di 43 anni, Rita Carta, sorpresa in evidente stato di ubriachezza mentre maltrattava la piccola figlia di sei mesi, ha reagito all'intervento dei carabinieri aggredendoli. L'episodio è accaduto ieri, in Via Po.
La donna è stata arrestata con l'accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Uno dei militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Cagliari ha riportato lievi lesioni ad un avambraccio, giudicate guaribili in sette giorni.
La neonata, giudicata in buone condizioni di salute dai medici del 118 intervenuti sul posto, è stata affidata ad una sorella della donna arrestata.

USA - Madre-madrona lascia morire di fame 3 figli rinchiusi in bagno
30 luglio 2010 - DALLAS (AP) - Una madre, i cui tre figli sono stati trovati affamati dopo essere stati chiusi nel bagno di un hotel per nove mesi, è stata condannata all'ergastolo venerdì, al termine del processo d'appello. Abneris Santiago, 31 anni, rischiava da un minimo di 5 anni all'ergastolo, con l'accusa di lesioni a minori.
La polizia ha salvato i figli della Santiago - di 11, 10 e 5 anni - nel bagno di un motel per lunghi soggiorni, lungo una delle più trafficate autostrade di Dallas, nel luglio 2009. I bambini, i cui scheletri traballanti erano visibili sotto la pelle tesa, sono stati vicini alla morte per fame cronica.
Il Procuratore Eren Price, nella sua arringa finale, preoccupandosi della ragazzina, ha chiesto alla giuria di condannare la Santiago al carcere a vita: "un giorno [la ragazzina] capirà" - ha detto Price, aggiungendo che avrebbe voluto che la giuria facesse sapere alla Santiago che lei è "il peggio del peggio".
La convenuta pensava che con la sua dichiarazione di colpevolezza di venerdì sarebbe finito il processo e dopo la testimonianza è rimasta contrariata dal dover proseguire davanti alla giuria, fino alla condanna: "penso che questo non è necessario in quanto mi sono già dichiarata colpevole" - ha detto la Santiago al giudice - "voglio farla finita, questo è inutile".
Al contrario, i pubblici ministeri hanno chiamato a supporto i medici che hanno curato i bambini di Santiago l'estate scorsa. La Dr.ssa Susan Scott, un medico di pronto soccorso, ha detto che la ragazzina "sembrava uno scheletro con la pelle." Una fotografia attaccata al muro in aula mostrava la schiena nuda della ragazzina, con le costole e la spina dorsale chiaramente definite.




Genova - Scappa da casa per sfuggire alle botte della madre-madrona

6 agosto 2010 - (ANSA) Picchiata ripetutamente con violenza dalla mamma, una ragazza di 16 anni e' fuggita da casa e dopo tre giorni e' stata rintracciata dai carabinieri. La madre, di 37 anni, dominicana e residente a Genova, e' stata denunciata per maltrattamenti su minori.
La triste storia e' stata scoperta ieri sera. La ragazza ha raccontato ogni cosa ai militari e per avvalorare il suo racconto ha presentato anche una memory card contenente alcune foto scattate dal suo fidanzato e nelle quali appaiono evidenti le lesioni sul corpo.
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Gioia del Colle (BA) - Cieco e con danni cerebrali irreversibili: così la madre-madrona ha ridotto il piccolo
13 agosto 2010 - Tragica storia di degrado familiare a Gioia del Colle, vicino Bari. Un bimbo di 7 mesi è ricoverato da mercoledì all'ospedale Papa Giovanni XXIII del capoluogo in condizioni gravissime, a causa delle violenze e dei maltrattamenti causati dalla madre.
Lei - casalinga di 28 anni, brasiliana, ma in Italia fin da piccola - è in carcere con l'accusa di maltrattamenti, aggravati da lesioni gravissime: avrebbe morso, menato, sbattuto sul fasciatoio e scosso con violenza diverse volte il figlio, causandogli ecchimosi su tutto il corpo, escoriazioni e decine di fratture tra cranio, omero, femore, costole e dita rotte.
Il bimbo è stato portato mercoledì sera in ospedale dai genitori (il padre, 35 anni, è un piccolo artigiano di marmi del posto). Ai medici hanno raccontato che era caduto ma i sanitari, vista le gravissime condizioni del bambino, hanno allertato la polizia. Alcune fratture apparivano rimarginate, segno che i maltrattamenti andavano avanti da tempo. I genitori sono stati così sottoposti a diversi interrogatori dalla squadra mobile e dal magistrato di turno.
Mentre erano in ufficio gli agenti hanno notato che anche il padre aveva segni di morsi sulle braccia. Era evidente, quindi, che la presunta responsabile delle violenze era la donna, che infatti ha ammesso tutto, raccontando che scaricava sul figlio la rabbia per i continui litigi con il compagno.
Il bimbo è ora ricoverato in condizioni disperate e in questi giorni ha subito anche due arresti cardiaci. La Procura dei Minori ha tolto i diritti di potestà ai familiari, affidandolo ai sanitari dell'ospedale. Le indagini della polizia continuano per chiarire eventuali responsabilità del padre (che per ora non è indagato), che ha raccontato di non essersi mai accorto delle violenze, perché tutto il giorno fuori per lavoro e perché la donna vestiva il piccolo senza che si vedessero le ferite sul corpo. Da verificare anche il ruolo dei nonni paterni.
8 marzo 2011 – La procura di Bari ha chiesto il giudizio immediato per i genitori del piccolo Graziano, il bimbo di Gioia del Colle (Bari) ridotto in fin di vita dalla madre e ricoverato in stato di coma nell’agosto scorso quando aveva solo sette mesi. La madre, una 28enne di origini brasiliane e suo marito, sono accusati di maltrattamenti aggravati e lesioni personali gravissime.
Il pm titolare del fascicolo, Angela Maria Morea, contesta gli stessi reati ad entrambi, nonostante a picchiare il figlio sia stata soltanto la donna. Il padre ne risponde in virtù dell’articolo 40 del codice penale, secondo cui “non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.
Il piccolo Graziano, che probabilmente resterà cieco e sordo e che rischia danni cerebrali irreversibili, venne ricoverato l’11 agosto 2010 con fratture a costole, dita delle mani, femore e omero, escoriazioni in varie parti del corpo, trauma cranico, unghie tirate, ferite da morsi e bruciature.
Sua madre è in carcere da quel giorno, mentre il marito è indagato a piede libero. Stando alle indagini della Procura e alle testimonianze raccolte, la donna percuoteva il bambino per punire il padre. Sfogava sul piccolo la rabbia e il desiderio di vendetta per le continue liti con il compagno. Fu proprio lei a confessare le atroci sevizie che da tempo compiva sul figlio.
14 marzo 2012 - Il gup del Tribunale di Bari, Marco Guida, ha condannato alla pena di 6 anni di reclusione la 30enne di origini brasiliane che nel 2010 avrebbe ridotto in fin di vita il figlio di soli 7 mesi. Il piccolo Graziano di Gioia del Colle (Bari) è stato ricoverato nel reparto di rianimazione del Policlinico di Bari in stato di coma per mesi, a partire dall'agosto 2010, quando la madre fu arrestata e condotta nel carcere del capoluogo pugliese.
La donna è agli arresti domiciliari ed è incinta. Il bimbo e' diventato cieco e con danni cerebrali irreversibili in seguito alle sevizie subite. (ANSA)

Taranto - Una 16enne sottratta alla furia della madre-madrona
21 agosto 2010(Adnkronos) - Stava picchiando la figlia di 16 anni nella sua abitazione: una donna e' stata denunciata a piede libero dagli agenti della Squadra Volante della Questura di Taranto per maltrattamenti in famiglia, lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.
I poliziotti sono intervenuti in un appartamento del centro cittadino per una segnalazione di lite in famiglia. Con non poche difficoltà, sono riusciti a sottrarre la ragazza alla furia della madre che ha inveito contro di loro con frasi oltraggiose ed offensive. Per questo la donna e' stata accompagnata negli uffici della Questura, mentre la ragazza è stata fatta medicare al pronto soccorso del 'Ss.Annunziata' per le escoriazioni e le contusioni riportate a seguito delle percosse e quindi giudicata guaribile in 6 giorni.
La giovane sedicenne e' stata affidata ai propri nonni.
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USA - Bimba di 2 anni indotta da madre a fumare sigaretta di marijuana: salvata da un uomo

17 settembre 2010 - Una madre ventunenne di Cincinnati nello stato dell’Ohio ha ripreso con il proprio videotelefono delle immagini in cui ella stessa spinge la figlia di soli due anni a preparare e in seguito a fumare uno spinello di marijuana.

Jessica Gamble, questo il nome della madre, è stata quindi arrestata mercoledì scorso e accusata di tre reati dalla Corte di giustizia della contea di Hamilton, città di Springfield, tra cui ovviamente corruzione di minore con stupefacenti.

Il procuratore che si è occupato del caso, Joe Deters, ha ringraziato pubblicamente l’amico della madre che ha deciso di mostrare il video alle autorità: “il video – ha continuato – è scioccante soprattutto perché dalle immagini si può notare che la bambina non è inesperta”.

Quando la donna è stata chiamata a tstimoniare alla corte aveva ovviamente già cancellato il video ma la polizia ne aveva conservato una copia. La bambina è quindi stata affidata a dei genitori adottivi mentre la madre sarà costretta a scontare la pena in prigione senza possibilità di uscire su cauzione.

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Novara - Madre-madrona picchia figlia di 3 anni: denunciata dai nonni
21 ottobre 2010 - Madre maltratta la bimba di soli tre anni, in presenza dei nonni, e viene arrestata dalla Polizia di Stato. Protagonista di questa storia, accaduta negli scorsi giorni a Novara, una donna di 23 anni.
Gli uomini della Volante sono intervenuti nell’abitazione di una famiglia composta da genitori, tre figli e nipotina. L’intervento era stato richiesto dai nonni, perché la bambina, di soli 3 anni, era stata percossa dalla madre, classe 1987.
Seppur con comprensibili remore, dovute al fatto di riferire dei comportamenti della figlia, i componenti della famiglia hanno raccontato di ripetute e abituali vessazioni da parte della madre nei confronti della piccola. L’episodio che ha portato all’intervento della Polizia, scaturito ancora una volta per futili motivi (la bimba non era in grado di ripetere correttamente le tabelline), e la spropositata reazione della madre, hanno preoccupato i nonni, che hanno deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine.
La madre si è limitata a riferire che la figlia era sua e che poteva comportarsi con lei come riteneva opportuno.
Vista la gravità dei fatti e, in particolare, l’abitualità e la gratuità dei maltrattamenti alla bambina, la Polizia ha proceduto all’arresto in flagranza della madre per maltrattamenti in famiglia e lesioni, mentre la piccola è stata affidata ai nonni.
Il Gip, dopo aver convalidato l’arresto, in attesa dei doverosi approfondimenti investigativi, ha disposto, a tutela della bambina, il divieto di avvicinamento della donna in tutti i luoghi frequentati dalla piccola.
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Spagna - Madre-madrona lasciava figli affamati e sudici: salvati dal vicino
3 gennaio 2011 - A Granada - città spagnola capoluogo dell’omonima provincia andalusa, quasi 250mila anime - la Polizia di Stato ha arrestato una donna di origine ispanica per aver abbandonato i suoi bambini, di 3 e 6 anni, in condizioni igieniche pessime ed affamati. Sono stati affidati ai servizi sociali andalusi.

E’ stato un uomo che abita nel loro stesso quartiere, Granada Zaidín, che si è accorto in che stato vivevano i piccoli, e che ha chiamato la polizia. I bambini venivano lasciati soli in casa, spesso per più di un giorno, tanto che lo stesso uomo finiva per lavarli e dar loro da mangiare.

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USA - Pestava i suoi figli e ne uccise una: madre-madrona confessa 53 anni dopo


8 febbraio 2011 - Una madre, accusata di aver ucciso sua figlia di sette mesi, ha confessato l’omicidio 53 anni dopo la morte della neonata. Klokow Ruby, 74enne, è stata arrestata nella sua abitazione a seguito di un’indagine durata due anni, che ha rivelato anche un mare di abusi subiti da altri figli.

Sua figlia Jeaneen Marie morì nel 1957: la sua morte improvvisa fu ritenuta accidentale dopo che la Klokow aveva raccontato che era caduta da un divano e che aveva battuto la testa. Ma due anni fa James, figlio 55enne della donna, è andato alla polizia dichiarando il sospetto che nutriva da tanto tempo: che fosse stata la madre ad uccidere Jeaneen nella loro casa di Sheboygan, nel Wisconsin. Ha detto che la famiglia aveva sofferto per anni di abusi, quando la madre era alcolizzata, e che credeva che la morte di sua sorella non fosse stata casuale.

Il corpo della neonata è stato riesumato ed è stata effettuata un’autopsia. Anche un altro dei suoi figli, Scott, morto nel 1964, è stato riesumato. Due esperti che hanno esaminato i risultati dell'autopsia hanno convenuto che la caduta da un divano non poteva aver causato quelle ferite alla bambina. Un esperto ha scoperto infatti che Jeaneen aveva tre ematomi e due emorragie cerebrali, che danno motivo di credere ad abusi, piuttosto che ad una caduta accidentale.

Dopo che la Klokow è stata interrogata dagli investigatori, ha ammesso che fu lei ad ucciderli, dicendo che era frustrata dal fatto che sia Jeaneen che James piangevano allo stesso tempo. Ha raccontato agli investigatori di aver afferrato Jeaneen dal suo passeggino e di averla gettata verso il divano.

La denuncia penale elenca anche altre forme di abuso contro i bambini, tra cui quella che lei ruppe il braccio ed il naso di James, in distinti incidenti, e lo ferì al ginocchio con calci sferrati, in molteplici occasioni, indossando stivali d'acciaio a punta. La denuncia dice anche  che fece stare in piedi il figlio Bruce, in un angolo, con un sacchetto di carta sulla testa, cinque o sei volte, mentre lei gli pestava i piedi con un martello.

Roma - Madre-madrona tenta di vendere la figlia a un carabiniere
22 febbraio 2011 - «Vuoi andare con mia figlia?». La piccola ha dieci anni, la faccia seria, in piedi accanto alla madre che la obbliga a prostituirsi nel cuore della stazione Termini. Stavolta però la donna non è riuscita a combinare l'incontro. L'altra mattina alle 11 ha fermato un carabiniere libero dal servizio al Senato della Repubblica. Il militare stentava a crederci: ha fatto qualche passo ed è andato a raccontare la storia ai colleghi della polizia ferroviaria che in un lampo hanno arrestato la donna. Lei ha 33 anni, con precedenti per furto, gli stessi del consorte. I due appartengono a un clan di nomadi campani. Non vivono in baracca. Risiedono in un appartamento a Tor Tre Teste, con altri tre figli.

La piccola portata a Termini è la più grande, poi ci sono una femminuccia e due maschietti, da uno a quattro anni di età. Ieri il dirigente della Polfer Lazio, Cosimo Maruccia, e il comandante della Compagnia Centro, il maggiore Luigi De Simone, hanno precisato che la bambina che era costretta a prostituirsi è stata subito tolta ai genitori e portata in una comunità protetta a Rocca di Papa. Fratelli e sorella più piccoli invece sono stati già visti dagli assistenti sociali: il loro futuro lo deciderà il magistrato.

Dalla visita ginecologica - precisano gli investigatori - non risulta che la bambina abbia subito violenza. Il sospetto è che i favori sessuali fossero altri, considerati lo stesso degli abusi. Due sono gli indizi che lo lasciano pensare. Il primo: quando la donna è stata portata in ufficio, prima che i poliziotti le rivolgessero domande, ha detto: «Io gli ho chiesto solo se offriva un panino alla bambina».

L'altro è più grave ed esplicito. Alla piccola è stato chiesto di disegnare quello che faceva. E in mano sua la matita ha ricreato questo ambiente: un letto, lei sopra e accanto una casetta con la scritta bar. Polizia e carabinieri ora vogliono risalire al presunto luogo degli incontri.

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Sala Baganza (PR) - Madre-madrona segregava e picchiava tre figlie
24 febbraio 2011 - Ha maltrattato per circa due anni le tre figlie minorenni, richiudendole per intere giornate in una stanza, ed a volte picchiandole. Al termine del processo, oggi, una donna marocchina di 40 anni, residente a Sala Baganza, è stata condannata a 2 anni e 3 mesi di reclusione.



Thailandia - Fa prostituire la nipote di 16 anni: arrestata

24 febbraio 2011 - Il capitano Kriengsak Bunprawat, del Centro per la Protezione di Donne & Bambini, insieme ad una squadra investigativa, ha teso una trappola per bloccare un sospetto traffico di esseri umani: la signorina Samien Yingrum (35), di Saekaew, è stata arrestata al Carrefour Department Store, centro di Pattaya, dopo aver venduto sua nipote, Miss Te (Alias) (16), per servizi sessuali ad un agente straniero sotto copertura.

Il Cpt. Bunprawat ha rivelato che si sapeva che la signorina Yingrum aveva l'abitudine di contattare uomini stranieri, al fine di vendere prestazioni sessuali di sua nipote per 1.500-2.000 baht ogni volta.

L'agente sotto copertura straniero ha contattato la signorina Yingrum per prestazioni sessuali di sua nipote adolescente: si sono accordati per un prezzo di 1.500 baht. Si sono organizzati per incontrarsi davanti al Carrefour Store. La signorina Yingrum ha mandato Miss Te ad accompagnare il suo cliente ed ha ricevuto 1.500 baht in contanti.

La sospettata è stata arrestata ed è stata portata alla stazione di polizia per un nuovo interrogatorio, accompagnata dalla vittima.

Sotto interrogatorio, Miss Yingrum ha dichiarato che ha lavorato sia come barman che come operaia edile, allo stesso tempo. Ha spiegato che la nipote Miss Te aveva perso i genitori quando era una bambina piccola, e che ora la signorina Te viveva a Saekaew con i nonni e che ha frequentato la scuola secondaria.

La signorina Te era venuta a Pattaya per stare con la signorina Yingrum per le vacanze. La signorina Yingrum ha sostenuto che era la prima volta che sfruttava la nipote e che la signorina Te si era offerta spontaneamente di fare questo da sola, avendo bisogno di soldi per tornare a casa. Ha accettato di condividere il guadagno con la zia, pagandole una commissione di 500 baht.

Tuttavia la polizia non crede alle affermazioni della signorina Yingrum. Nel frattempo, Miss Te, esitante, ha spiegato la verità. Ha ammesso che era disposta a fare sesso per soldi, guidata da sua zia, e che l'avevano già fatto in 3-4 occasioni.

La signorina Yingrum è stata accusata di traffico di esseri umani, prima di essere trasferita al commissariato di Pattaya per ulteriori procedure. La vittima, la signorina Te, verrà inviata in un rifugio governativo per ragazzi, per una consulenza dopo abusi sessuali.

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Monza (MI) - Fa prostituire i figli: arrestata madre-madrona rumena
1° marzo 2011 - Una coppia di romeni e' stata arrestata dai carabinieri di Monza per aver costretto due ragazzi 16 e 20 anni a prostituirsi.

I giovani, figli della donna, erano obbligati a rubare nei supermercati di giorno e ad avere incontri di notte con clienti abituali o individuati con il passaparola che fissavano gli appuntamenti telefonicamente.
I due romeni sono stati accusati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.(ANSA)

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USA - Madre-madrona droga figlio per farlo sembrare malato di cancro

(AGI/WSI) 3 ottobre 2010 - Arrestata una donna che raso' e drogo' il figlio 12enne per farlo sembrare malato e ricevere donazioni.
Carol Lynn Schnuphase, 47 anni, disoccupata con residenza nei pressi di Detroit, e' accusata di frode e abuso di minore. Al ragazzino aveva somministrato farmaci affinche' figurasse in stato letargico. Una prima udienza e' stata fissata al 13 ottobre .
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29 marzo 2011 - Faceva assumere oppiacei a suo figlio per simulare la sua malattia. Ora una donna del Michigan è finita in galera.
Carol Schnuphase è stata condannata ad un anno di carcere per aver spacciato suo figlio 12enne come gravemente malato di cancro ed aver ottenuto migliaia di dollari dalle raccolte di fondi che aveva messo in moto per sottoporlo alle presunte cure. La vicenda del giovane malato di leucemia aveva infatti commosso molte persone e innescato una ricca raccolta di donazioni. L’avvocato della donna la difende tirando in ballo la recente scomparsa del marito e la perdita del lavoro da parte della donna.
“Gli ha perfino rasato i capelli. Gli ha rasato le sopracciglia. Diceva che stava morendo”, racconta un magistrato, meno 'comprensivo' del legale della Schunphase.
Ma sulla donna pende anche un'altra accusa: quella di aver fatto assumere al ragazzo pillole a base di oppiacei: lo metteva all'interno della torta di mele. I medici hanno scoperto uno stato di astinenza, ma fortunatamente non hanno rivelato alcun caso di cancro.
La Schunphase dovrà inoltre restituire 10mila dollari ai donatori.
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Zapponeta (FG) - Madre-madrona vendeva i figli per 100 euro: 11 anni di carcere
19 settembre 2008 - Due fratellini di 11 e 14 anni sarebbero stati violentati per diverso tempo da uomini e da adolescenti nel foggiano durante riti esoterici organizzati dalla loro madre. La donna, accusata anche di avere venduto per 1.500 euro una nipote, è stata arrestata, insieme a un cugino e ad altre due persone, con le accuse di induzione, agevolazione e sfruttamento della prostituzione di minorenni.
I due ragazzi hanno confermato gli abusi: le loro deposizioni sono state raccolte e filmate da agenti della squadra mobile di Foggia e dal magistrato inquirente. Inoltre, nel corso di una perquisizione domiciliare nella casa della madre, è stato sequestrato materiale utilizzato durante i riti esoterici (tra cui libri su carte magiche, incantesimi, streghe, esorcismi, maledizioni e incantesimi) e un limone ammuffito infilzato con spilli raffiguranti una croce.
La donna è anche accusata di aver venduto per 1.500 euro la nipote, minorenne all'epoca dei fatti, ad un cittadino albanese che l'avrebbe poi dovuta sposare per ottenere la cittadinanza italiana.
Inoltre, la zia, che dal 2002 aveva avuto dal tribunale l'affidamento della ragazzina, per costringerla ad avere rapporti sessuali le avrebbe detto che se non faceva quello che le ordinava "avrebbe preso le anime dei suoi genitori". La giovane era anche stata allontanata dalla famiglia d'origine per gravi problemi e dopo aver subito una violenza sessuale.
Sono stati inoltre sequestrati 14 scritti autografi contenenti richieste di sortilegi; due mazzi di tarocchi; candele di ogni forma e misura, 25 carte per riti esoterici; un contenitore di incenso ed una civetta in plastica; tre sacchetti contenenti rispettivamente verbena, mirra e terriccio; una boccettina con due sfere in legno profumate; quattro boccettine di balsamo, unguento ed essenze utilizzate in riti magici.
Le indagini, avviate nel dicembre 2006, hanno accertato che la donna, oltre a far prostituire i figli, si prostituiva con uomini e adolescenti che adescava per strada. Subito dopo, sempre nella sua casa, offriva agli stessi clienti i figli.
Durante le indagini, la polizia ha raccolto le confidenze che uno dei due fratellini violentati aveva fatto ad un amico, al quale aveva rivelato anche di essere stato protagonista di riti esoterici. Durante questi riti il ragazzino sarebbe stato fatto distendere sul letto di casa, attorniato da candele, mentre diversi individui che gli erano intorno recitavano parole a lui incomprensibili. Successivamente, nel corso dell'indagine, è emersa la vicenda delle violenze sessuali.
Subito dopo i primi riscontri, i due minorenni sono stati allontanati dal nucleo familiare e collocati in una struttura protetta, dove attualmente si trovano, anche perché nei confronti dei loro genitori i giudici del tribunale per i minorenni hanno sospeso la potestà genitoriale.
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3 maggio 2010 - Metteva in vendita i propri figli, di 11 e 15 anni, ai membri di una setta, che organizzava riti magici e orge di uomini, donne e bambini. Per questo è stata condannata oggi a undici anni di reclusione una madre di Zapponeta, nel foggiano.
La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Foggia, che ha anche condannato lo zio dei piccoli, un cliente e un albanese rispettivamente a 9, 6 e 5 e anni di carcere. E' stato assolto, invece, perché all'epoca (nel 2006) il fatto non era considerato reato, l’ex sindaco di Zapponeta, Savino Di Noia, accusato di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza.
La vicenda scoppiò il 18 settembre del 2008 quando la polizia arrestò cinque persone, tra cui la madre carnefice. Dalle indagini emerse anche che la donna, nel corso delle violenze, recitava alcune formule magiche che erano scritte su fogli di carta sequestrati dagli investigatori.
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22 maggio 2011Nemmeno un giorno di sconto nel processo d’appello alla madre cartomante di Zapponeta, accusata di vendere i due figlioletti a stupratori pedofili per orge, condite da riti satanici, ai quali lei stessa avrebbe partecipato. Condanne confermate anche per gli altri tre imputati - tra cui due partecipanti agli stupri di gruppo, compreso un parente delle vittime - di una delle più squallide vicende di violenze su minori che questa provincia abbia conosciuto.
Dopo meno di un’ora di camera di consiglio i giudici della sezione famiglia della corte d’appello di Bari hanno condannato a 11 anni di reclusione la cartomante foggiana di 43 residente a Zapponeta (non ne riveliamo le generalità per tutelare quelle dei figli da tempo affidati ad una casa-famiglia), detenuta dal settembre 2008 quando fu arrestata nel blitz di procura foggiana e squadra mobile.
La donna, che si dice innocente, è stata riconosciuta colpevole di violenza sessuale anche di gruppo, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. E’ coinvolta nei due filoni dell’inchiesta: la vendita dei figli a pedofili, aver costretto a prostituirsi la nipote minorenne che le era stata affidata dal Tribunale per i minorenni.
Inflitti 9 anni di carcere ad un manfredoniano di 24 anni, cugino dei due fratellini venduti dalla madre, che avrebbe partecipato agli stupri di gruppo: anche lui è detenuto dal giorno del blitz. Sei anni di reclusione infine per un altro presunto partecipe delle orge organizzate dalla cartomante, il fruttivendolo cerignolano Luigi Grassi di 30 anni, a sua volta detenuto.
Pena confermata - cinque anni di reclusione - anche per l’albanese Dritan Abazaj di 28 anni, arrestato nel settembre 2008 in occasione del blitz e successivamente scarcerato. E' stato riconosciuto colpevole, in concorso con la cartomante, di violenza sessuale ai danni della nipote della donna che gli era stata «venduta» - dice l’accusa - per 1.500 euro in quanto doveva sposarla per acquisire la cittadinanza italiana. I quattro imputati si dicono innocenti; i fatti contestati vanno dal 2003 al 2006.
Il procuratore generale Anna Tomasicchio aveva chiesto ai giudici di confermare integralmente la sentenza di condanna nei confronti dei 4 imputati, inflitta il 3 maggio del 2010 dai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Foggia. Richieste di condanna ribadite dagli avvocati di parte civile Vincenzo Di Staso, legale della nipote della cartomante; e del collega Lepore, che assiste i figli della donna. I difensori - gli avvocati Innocenza Starace, Francesco Lenoci, Matera e Filippo Brescia - chiedevano l’assoluzione, parlando - per quanto riguarda i due fratellini - di racconti inverosimili, in contrasto e smentiti da alcuni testi; e - per quanto riguarda la nipote - di accuse mosse dal presunto astio della ragazza nei confronti della zia.
L’inchiesta partì nel dicembre 2006 quando un assistente sociale del Comune di Zapponeta segnalò ai poliziotti foggiani la situazione di abbandono dei due fratellini che spesso non andavano a scuola: i minorenni furono affidati dal Tribunale per i minorenni ad una casa-famiglia, con gli educatori che raccolsero i primi racconti sugli stupri subiti. L’indagine sui figlioletti venduti dalla madre si incrociò con quella partita dopo la denuncia della nipote della cartomante, costretta dalla zia a prostituirsi, e si arrivò così il 18 settembre del 2008 all’arresto degli attuali quattro imputati.

Piano di Sorrento - La madre-madrona spezza il braccio alla figlia per farla prostituire

5 maggio 2011 - Ha rotto il silenzio dopo anni di abusi e davanti ai giudici ha raccontato la sua verità: “Mia madre mi costringeva a prostituirmi, all’epoca avevo sedici anni. L’ho fatto per pochi soldi, 15-20 euro ad incontro”.
E’ la drammatica storia di una ragazza della penisola sorrentina, oggi diciannovenne ed in cerca di una vita normale. In fuga da un passato opprimente, che oggi è stata costretta a ricordare, testimoniando al processo per violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione minorile, a carico della madre e del compagno di lei.
La vittima, assistita dall’avvocato Luigi Alfano, responsabile dello sportello per la tutela delle donne e dei bambini vittime di abusi, ha risposto alle domande del pubblico ministero e degli avvocati, davanti ai giudici della seconda sezione del Tribunale di Torre Annunziata (presidente Aufieri).
La giovane ha raccontato l’inferno vissuto nel 2007, quando fu costretta a vendere il suo corpo a clienti senza scrupoli, da Sorrento a Castellammare di Stabia. In base a questa testimonianza sarebbe stata la madre, Carla De Angelis, ad organizzare gli appuntamenti, sia il luogo che la data. Spesso la ragazzina era costretta a prendere il treno e arrivare a Castellammare, lì un uomo l’accompagnava direttamente dai clienti, che si appartavano sia sul Faito che nella zona della panoramica.
Lontano dagli occhi indiscreti e dal pericolo di essere sorpresi dalle forze dell’ordine. In fondo era ancora minorenne e questa perversione sarebbe costata cara agli uomini che la pagavano se li avessero sorpresi agenti di polizia o carabinieri. La ragazzina era costretta a rapporti completi o anche solo orali.
La madre aveva costituito un giro di clienti, dai quali la sedicenne non poteva più sottrarsi. Quando la vittima provò a ribellarsi venne anche picchiata. L’episodio le provocò una frattura al braccio, non curata in ospedale per non destare troppi sospetti. Tre anni fa, poi, la decisione di denunciare, sostenuta psicologicamente dal fidanzato, che ormai aveva decifrato i suoi silenzi e letto nei suoi occhi l’orrore che aveva provato. La denuncia fece partire le indagini della polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Torre Annunziata e del commissariato di Sorrento.
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12 aprile 2012 - Si è chiuso questa sera il processo nei confronti della mamma-orco di Piano di Sorrento, Carla De Angelis, di 54 anni, che è stata condannata per reati connessi allo sfruttamento di prostituzione minorile, riduzione in schiavitù, tenendo conto dell'ascendenza diretta e di tutto il castello accusatorio che la accusava anche di aver massacrato di botte le figlie minori per indurle all'obbedienza totale ad ogni suo volere (prostituzione presso anziani, accattonaggio presso preti e sagrestani, richieste degli interi guadagni di lavori in nero delle figlie minori e pretese di soldi dai compagni ed ex compagni delle figlie quand'erano minorenni, fatti riferiti anche dal Parroco di Sant'Agnello in aula). Tra le prove presenti nel faldone anche una registrazione audio fatta di nascosto a mamma-orco, nonché un calendario con annotati incontri, varie denunce per sms inviati da Carla De Angelis nel tentativo di far ritrattare la figlia, ma denunziati all'autorità giudiziaria, testimonianze tra cui quella del sost. commissario P.S. di Sorrento e di un agente in servizio fuori zona, che nel 2007 si finse "amico" di mamma-orco per carpire anch'egli elementi utili alle indagini.
Durante il processo si sono notate le improvvise ritrattazioni di alcuni testi rispetto ad anni precedenti, che fanno ritenere che l'imputata abbia esercitato pressioni anche su questi; infatti sarebbe critica la situazione della primogenita di mamma-orco per le numerose e contraddittorie ritrattazioni alla denunzia del 2004.
Drammatica la deposizione della ragazza, parte offesa, che fornì tantissimi dettagli utili, sia date che orari concordanti con altre deposizioni, anche di altri testi, indicando foto, nomi e perfino fatti subiti dalla sorella, di cui alcuni agli atti di polizia giudiziaria del 2004 e agli atti dei servizi sociali nel periodo 2005-2006.
Stasera il collegio, formato dal presidente Aufieri e dai giudici a latere dott. Ianuario e dott. Iannone, ha inflitto la pena di 12 anni alla De Angelis, nonché 40.000 euro di sanzione. Per quanto riguarda i risarcimenti chiesti dalla parte civile dell'avv. Alfano, da liquidarsi in separata sede.
Alla lettura della sentenza la ragazza piangeva e ringraziava tutti i presenti. All'uscita le abbiamo chiesto se voleva dire qualcosa al mondo e ci ha risposto in lacrime:

E' uno dei più bei giorni della mia vita; ringrazio tutti quelli che hanno creduto in me, specialmente i giudici, i pm, la polizia e l'avv. Alfano; anche se non riavrò il timpano e il braccio nuovo, almeno ho avuto giustizia; quando saprò che la madrona [Carla] è morta sarà un altro bellissimo giorno della mia vita.
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USA - Vende la verginità della figlia: arrestata

25 maggio 2011 - Ha messo in vendita la verginità di sua figlia di 13 anni per 10mila dollari. La donna, Felicia Rae McClure, di Salt Lake City, è stata fermata con l'accusa di abuso e sfruttamento sessuale. L'"acquirente" doveva essere un ragazzo di nome "Don" che aveva accettato la proposta.
La polizia è stata allertata dal fidanzato della donna che ha scoperto i suoi messaggi sul cellulare con il misterioso compratore, in cui discuteva con lui sulla vendita.
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Prato - Bimbo al 112: "aiutateci, la mamma ubriaca ci picchia"
16 giugno 2011 -  I carabinieri di Prato hanno ricevuto una telefonata da parte di un bambino di dieci anni in cerca di protezione: «Aiutateci», ha detto il bimbo al telefono, «la mamma è ubriaca e picchia me e le mie due sorelline». Quando i militari del Nucleo investigativo sono intervenuti sul posto, hanno trovato la donna, originaria dell'est europeo, in palese stato di ebbrezza.
Il bimbo ha raccontato ai carabinieri che maltrattamenti e vessazioni nei confronti suoi e delle sorelline duravano da tempo, e che la mamma soffre di alcolismo. I militari hanno fatto intervenire il 118 che ha medicato le ferite a una delle due bimbe. Sono intervenuti i servizi sociali, che hanno affidato i tre piccoli a una struttura di accoglienza, in attesa del pronunciamento del Tribunale dei Minori.
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Mazara del Vallo (TP) - Madre-madrona ed altra donna accusate di violenza su bambina
24 giugno 2011 - Avrebbero maltrattato ed abusato della figlia di 4 anni. Secondo la procura, la bimba veniva legata a una sedia, picchiata e costretta ad assistere ad atti sessuali, anche di gruppo, ed a guardare video hard.

La madre è accusata della violenza sulla figlia.
Oltre che con la madre della piccola, il padre abitava con una donna di 41 anni: l'altra convivente è accusata di aver fatto assistere la bimba agli atti sessuali che lei, la madre e il padre della piccola compivano con altri uomini, e di averle mostrato video porno.
 La piccola è stata affidata a una comunità.
Bologna - La zia manda a battere la nipote 15enne
10 agosto 2011 - Una coppia di nomadi rom, di 33 e 34 anni, sono stati fermati dalla polizia a Bologna con le accuse di tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione minorile, ai danni di una quindicenne, nipote della donna, e due diciassettenni.

Le ragazzine venivano portate dopo essere state 'comprate', pagando un migliaio di euro, ai parenti.
L'indagine e' cominciata dalla denuncia di una delle diciassettenni, cui era stata affidata dalla zia la 15enne, per avviarla al mestiere: ma, giudicandola troppo piccola, ha chiamato il 113. (ANSA)
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Roma - Madre-madrona obbliga figlia a prostituirsi ubriacandola e drogandola
11 agosto 2011 - La madre assisteva agli incontri che le servivano per ottenere soldi e cocaina: la ragazza 17enne con spacciatore 56enne.

Una donna di 54 anni, con precedenti penali, è stata arrestata dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma per aver costretto la figlia a prostituirsi sino da quando aveva 17 anni. Dalle indagini svolte, è emerso che la madre obbligava la figlia ad avere rapporti sessuali in cambio di soldi e cocaina, con un 56enne, spacciatore di stupefacenti del quartiere romano di San Basilio.
La donna assisteva personalmente agli incontri che procurava alla figlia, alla quale faceva prima consumare alcool e stupefacenti, per vincerne ogni possibile resistenza o inibizione. Sia l'uomo che la donna sono stati arrestati in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Roma.
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USA - Madre single violenta figlio di 10 mesi e manda video a un amico
11 settembre 2011 - Ashley Jessup, una madre di 24 anni di Dublin, Ohio, è sata imprigionata in attesa di giudizio per aver seviziato sessualmente il suo figlioletto di 10 mesi ed aver poi spedito il video di quanto accaduto ad un suo amico, a quanto riferisce The Huffington Post.
Secondo il procuratore dell’accusa nella Contea di Franklin, Ron O’Brien, la Jessup ha abusato sessualmente del bambino in casa propria ed ha poi inviato il video all’amico, residente a Battle Creek, Michigan. Inviare materiale pornografico da uno stato all’altro è un reato federale.
”I due avevano preso l’abitudine di scambiarsi per posta o internet materiale pornografico”, ha detto O’Brien, ”fino a quando l’uomo non ha chiesto alla Jessup di seviziare sessualmente il bambino e spedirgli il video, cosa che la donna ha fatto allegando altro materiale sessualmente esplicito e inconsueto”.
Gli scambi tra i due e l’aggressione al bambino sono venuti alla luce quando una ex-fidanzata dell’uomo ha scoperto il video delle sevizie al bambino ed ha avvertito la polizia del Michigan. Questa ha contattato la polizia che ha effettuato una perquisizione della casa della Jessup sequestrando il suo computer, la sua videocamera e svariato altro materiale incriminante.
Dopo l’arresto della donna il bimbo è stato preso in custodia protettiva da una associazione per la protezione dell’infanzia. La madre della Jessup, che non è stata identificata, ha dichiarato di essere ”sconvolta e umiliata” da quanto fatto dalla figlia. Il padre del bambino, Jonathan Vasquez, 19 anni, sta ora cercando di ottenerne la custodia.
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Pescara - Madre-madrona fa prostituire figlia 12enne per giocare al bingo
8 ottobre 2011 - La madre, alla continua ricerca di denaro, non ha esitato a vendere il corpo di sua figlia dodicenne, vedendo nella ragazzina una sicura fonte di guadagno per far fronte non solo alle ristrettezze economiche quotidiane ma anche per soddisfare la sua 'passione' per il gioco d'azzardo.
Una storia fatta di vizio per il gioco e degrado.
Pur di fare una puntata al Bingo una donna è stata arrestata perché induceva la figlia dodicenne a prostituirsi: con questa accusa la squadra mobile ha messo le manette ai polsi di una donna di 45 anni di Pescara, madre della ragazzina.
In base alle prime informazioni fornite dalla squadra mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, la "vittima protagonista di questo caso è una bambina, dodici anni all'anagrafe, cresciuta in una famiglia difficile, con problemi economici, costretta ad espedienti per andare avanti. La madre, alla continua ricerca di denaro, non ha esitato a farla prostituire, vedendo nella ragazzina una sicura fonte di guadagno per far fronte non solo alle ristrettezze economiche quotidiane, ma anche per soddisfare la sua 'passione' per il gioco, in particolare il Bingo".
La donna è stata arrestata in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il tribunale dell'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta del pm che ha coordinato le indagini, Simonetta Ciccarelli. L'accusa e' di prostituzione minorile, per aver indotto, in più occasioni, la figlia dodicenne ad avere rapporti sessuali con uomini in cambio di denaro.
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Valdobbiadene (TV) - I figli sono vivaci: madre-madrona manda loro e il marito all'ospedale
20 ottobre 2011 - Una donna cinese è stata arrestata dai carabinieri di Valdobbiadene (Treviso) per aver picchiato il marito e i tre figli minori, mandandoli tutti all'ospedale dove sono tuttora ricoverati. La donna, 32 anni, casalinga, è accusata di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. Alla base delle aggressioni l'esasperazione della donna nel gestire i tre figli di 1, 5 e 9 anni, da lei giudicati iperattivi, mentre avrebbe punito l'uomo, 48 anni, incapace, a suo dire, di aiutarla nella gestione dei figli.

La donna, in un impeto d'ira, ha prima ammonito il marito e poi lo ha preso a calci e pugni. Il malcapitato si è rifugiato in una stanza. Non riuscendo a tranquillizzare i figli, la donna ha preso anche loro a calci e sberle. Tutti hanno subito lesioni varie per traumi e contusioni multiple, guaribili in una ventina di giorni.
Dagli accertamenti dell'Arma è emerso che i maltrattamenti duravano da tempo e che la donna aveva già precedenti per abuso dei mezzi di correzione e disciplina. Arrestata, è stata condotta nel carcere di Belluno. (Ansa)
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USA - Madre-madrona fa girare film porno a figlia di 6 anni
20 ottobre 2011 - DALLAS - Una donna di ventiquattro anni è stata accusata dalle autorità in Texas per aver costretto la figlia di soli sei anni a partecipare a sesso di gruppo e per aver filmato il tutto con una telecamera.

Il compagno che all'epoca dei fatti viveva con lei era lontano da casa quando la donna girava queste scene, di cui lui era all'oscuro. L'uomo ha convissuto con la donna per due anni e non era il padre biologico della piccola.
Al momento i video sono al vaglio della polizia, che sta cercando di risalire da quelle immagini all'identità dei partecipanti. Le indagini saranno volte anche ad accertare se la bambina è stata vittima di abusi.
Alla madre della piccola, che ora è stata data in affidamento, è stato contestato il reato di atti osceni in presenza di un bambino, che prevede una pena massima di dicei anni di carcere, ed una multa di 10.000 dollari, mentre la cauzione per il suo rilascio ammonta a 50.000 dollari.
La bambina ora “fisicamente sta bene”, ha dichiarato Marissa Gonzales, portavoce della Child Protective Services agency del Texas, “ma in situazioni come queste il bambino potrebbe aver bisogno di una terapia”.
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Cairo Montenotte (SV) - Madre-madrona sodomizzò con un bastone figlio di 10 anni
29 aprile 2010 - Abusi, sevizie e violenze sessuali choccanti, ancor di più se a commetterle è una madre sul proprio figlioletto. Accuse agghiaccianti, da far rabbrividire. Una galleria degli orrori.
Una madre, ieri a processo, che in base alle accuse avrebbe sfogato sul figlio di 10 anni le sue perversioni e fantasie sessuali. Lo avrebbe sodomizzato con un bastone, legato ad una sedia con una fune oppure usando le manette del marito (agente di polizia penitenziaria), per masturbarlo. E ancora lo avrebbe costretto ad assistere ai suoi rapporti sessuali con altri uomini.
È quanto descritto dalla vittima, ritenuto attendibile dalla perizia disposta al consulente del Tribunale.
Si è tenuta a porte chiuse l’udienza di ieri mattina in Tribunale a Savona in cui sono state raccontate dai testi (assistenti sociali, medici, periti, carabinieri) dell’accusa le presunte sevizie riferite dalla vittima. Orrori difficili anche da immaginare rivissuti davanti ai giudici Canepa, Meloni e Zerilli riuniti in seduta collegiale e al pm G.B. Ferro.
Davanti alla madre (presente ieri in aula), che lavora per una ditta che si occupa di mense comunali, ieri è stato ascoltato come testimone anche il fratello maggiore, ora trentenne, della vittima dei presunti abusi - avvenuti sino all’ottobre del 2004 e segnalati dai servizi sociali del comune di Cairo - che hanno portato il figlio, ora sedicenne, ad essere allontanato dalla madre ed affidato ad una casa-famiglia.
All’udienza di ieri era presente anche l’amministrazione comunale di Cairo che, tramite l’avvocato Luigi Gallareto, si è costituita parte civile. Infatti il bambino era stato affidato al Comune dopo essere stato tolto alla madre e per un certo periodo affidato agli zii in Sardegna, dove lo avevano ospitato a Tempo Pausania. E proprio qui, gli assistenti sociali si erano accorti degli atteggiamenti particolari del ragazzino, che si rapportava alla zia cercando di ripetere i gesti che faceva la madre su di lui. Comportamenti che hanno inquietato la zia, oggetto delle «avances» del nipotino che ripeteva su di lei, secondo le relazioni degli assistenti sociali, quanto la madre faceva su di lui.

La madre, assistita dall’avvocato Andrea Agenta, ha sempre negato le accuse, definendole «fantasie». Solo casi sporadici di violenti rimproveri, degenerati dalle continue liti in famiglia, alimentati anche da problemi di alcolismo emersi ieri in aula: «Voglio dimostrare la mia innocenza» ha detto ai parenti in una pausa fuori dall’aula.

In attesa dei testi della difesa, la prossima udienza è stata fissata al 21 luglio prossimo. In base alla relazione del dottor Debora Cavalleri (perito che ha seguito l’incidente probatorio in cui è stata raccolta la testimonianza della presunta vittima) il bambino è risultato «abusato». Un’altra perizia è stata affidata al dottor Andrea Rebizzo per la valutazione dei danni fisici causati dai presunti casi di sodomizzazione.


9 novembre 2011 - Dieci anni di reclusione e 30 mila euro di multa. E' la pena inflitta dal Tribunale di Savona ad una donna di 46 anni accusata di violenza sessuale nei confronti del figlio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ragazzo, che oggi ha 17 anni, avrebbe subito le violenze della madre quando aveva poco meno di 10 anni.

A far scattare l'inchiesta del sostituto procuratore Alessandra Coccoli, era stata una segnalazione delle assistenti sociali che avevano raccolto le confidenze del giovane. L'accusa aveva chiesto una condanna a 9 anni.(ANSA)

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Treviso - La madre-madrona le conficca aghi e tenta di strangolarla
12 novembre 2011 - Botte, strangolamenti e minacce col coltello sull’adolescente figlia: in aula il dramma di una cinese I medici avevano fotografato i segni sul collo della ragazza, ora accolta e protetta in una comunità.
A scuola non voleva cambiarsi. Aveva paura che i compagni vedessero i lividi al collo e le ferite al braccio. A procurarglieli era la madre violenta. Non fai bene le pulizie? Botte. Torni tardi? Botte. In un’occasione, quella in cui una professoressa si è accorta dei lividi sul corpo della quindicenne, la madre era arrivata a tentare di strangolarla: con una mano le tirava i capelli all’indietro, con l’altra l’ha afferrata al collo. Poteva morire soffocata, hanno detto i medici che l’hanno visitata.
La vittima delle violenze, che sarebbero durate dal 2004 al 2009, è una ragazzina di origini cinesi che ora ha diciassette anni. Ieri è iniziato il processo a carico della madre, accusata di maltrattamenti in famiglia. Si tratta di abuso di mezzi di correzione, secondo il legale della donna, l’avvocato Francesco Murgia. Ben diversa la posizione del pubblico ministero Valeria Sanzari: si tratta di violenze brutali, ripetute, quasi sempre immotivate. A spiegare quel «quasi» sono stati i due fratelli della ragazzina, sentiti ieri come testimoni. In un’occasione, infatti, la giovane aveva tentato di rubare un dvd al supermercato: la madre l’aveva picchiata. Ma gli episodi sono stati tanti, secondo gli stessi fratelli. Almeno una decina, e quasi sempre per futili motivi. Una violenza furiosa: in un’occasione, secondo quanto raccontato dalla ragazza, la madre l’avrebbe minacciata con un coltello, costringendola a rifugiarsi e nascondersi sotto il letto.
Era il 2009 quando una professoressa dell’istituto professionale si è accorta di qualcosa di strano: la ragazza non voleva cambiarsi prima di una lezione pratica, lo faceva in disparte. Nei giorni precedenti, indossava sempre maglioni a collo alto. La docente ha visto i lividi al collo, le ha chiesto come se li fosse procurati. La giovane prima ha cercato di minimizzare, poi ha raccontato tutto. E’ stata portata in ospedale: i medici hanno fotografato quelle lesioni. Stava per essere strangolata, hanno detto. Sul braccio, poi, all’altezza della spalla, la pelle era stata martoriata con degli aghi da cucito. Da lì le indagini della squadra mobile di Treviso che hanno portato la madre, Y.Y., al rinvio a giudizio per maltrattamenti in famiglia.
Sono tre i professori che hanno visto i lividi. A.M. è stata sentita ieri come testimone. Gli altri due sono S.B. e A.B., un professore e una professoressa. Il processo torna in aula il prossimo 16 gennaio. La ragazza è via di casa da quell’ultimo episodio: ora vive in una comunità. Ha raccontato che le botte sono inziate quando era ancora alle elementari. Ora sta cercando di costruirsi una vita lontana da quelle violenze. Ha anche vinto una borsa di studio.
17 gennaio 2012 - Violenze fisiche e di privazione della libertà, queste le accuse mosse contro una mamma di 45 anni, la cinese Le Yuhzu, nei confronti della figlia di soli 10 anni. La donna è stata condannata oggi a quattro anni di reclusione per il reato di maltrattamenti continuati in ambito familiare.
Delle condizioni della bambina si erano accorti gli insegnanti che avevano segnalato i fatti alla magistratura. I maltrattamenti sarebbero proseguiti in un arco di tempo compreso fra il 2004 ed il 2009. La difesa ha sostenuto invano che l'atteggiamento della genitrice sia correlato ad un'impostazione educativa caratteristica della cultura cinese.


Reggio E. - Figlia porta a casa gattino sperduto, madre-madrona le rompe piatto in testa
13 novembre 2011 - Aveva trovato un gattino abbandonato in strada, e ha pensato bene di portarlo a casa. La ragazzina - di appena 15 anni - non aveva però fatto i conti con l'ira della madre. La donna, non appena visto l'animale, è andata su tutte le furie: ha afferrato un piatto, e ha ripetutamente colpito la figlia alla testa.

L'episodio è accaduto poco prima delle 16 di ieri in via Dalmazia: per la donna - una 36enne di origine argentina, che ora rischia una denuncia per lesioni aggravate e maltrattamenti in famiglia - è stato disposto il trattamento sanitario obbligatorio. La ragazzina, invece, ha riportato una vistosa ferita dietro l'orecchio sinistro: accompagnata subito in ospedale e medicata, è stata dimessa in serata, con una prognosi di pochi giorni.

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Prato - Madre-madrona e sorellastra costringevano 15enne a prostituirsi
15 dicembre 2011 - Costringeva la figlia di 15 anni a prostituirsi con l'aiuto dell'altra figlia di 29 - anche lei prostituta - e di un connazionale. Tre albanesi, una donna di 47 anni madre della vittima, la sorellastra della quindicenne e un complice di 33 anni, sono stati arrestati per sfruttamento della prostituzione minorile dagli agenti della questura di Prato.
I poliziotti hanno fermato casualmente a settembre la quindicenne, che ha raccontato di essere arrivata da pochi giorni in Italia e di essere stata indotta alla prostituzione dalla madre e dalla sorellastra, anche loro prostitute. (ANSA)




Pagani (SA) - Madre e figlia rumene inducevano a prostituirsi anche la figlia 13enne

21 dicembre 2011 - E' di quattro persone arrestate, tre romene e una italiana, il bilancio di un'operazione eseguita dai carabinieri della tenenza di Pagani in collaborazione con i militari della compagnia di Nocera Inferiore. Lo ha riferito, a mezzo nota stampa, il reparto territoriale nocerino. Dopo le prime notizie sull'operazione, gli inquirenti hanno svelato tutti i dettagli nel corso di una conferenza stampa tenutasi in mattinata presso la procura della Repubblica di Nocera Inferiore.

Quattro le persone finite agli arresti:

  • F. G., 30 anni, romena (figlia di B. G.)
  • P. F. G., 18 anni, figlio di B. G. (romeno)
  • la stessa B. G. (44 anni, romena)
  • S. C. (60 anni, italiano).

I primi tre, rendono noto i carabinieri, sono ritenuti responsabili di prostituzione minorile aggravata, inoltre F. G. è accusata anche di calunnia e violenza sessuale, P. F. G. anche di violenza sessuale e cessione aggravata di stupefacenti, mentre S. C. è accusato di violenza sessuale su minore.

Il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso in relazione a quanto emerso dalle indagini dei carabinieri: i tre cittadini romeni sarebbero responsabili, secondo i militari, di aver portato in Italia una minorenne, 13 anni, sorella di F. G. e P. F. G., per costringerla a prostituirsi; in seguito, attraverso minacce e percosse, l'avrebbero costretta ad avere rapporti sessuali con italiani e stranieri (tra gli italiani S. C.), traendo ovviamente profitto dall'attività di prostituzione alla quale costringevano la ragazzina.

Inoltre P. F. G. avrebbe costretto la sorellina all'incesto, facendole prima annusare dello stupefacente per piegare la sua resistenza.

La 30enne F. G. invece, allo scopo di sviare le indagini, avrebbe agito come segue, così come riferito dai carabinieri: lo scorso 17 maggio, tramite minacce di morte pronunciate via telefono, avrebbe indotto la sorella minore ad allontanarsi da una Casa famiglia presso la quale era stata posta sotto custodia dai servizi sociali.

In seguito ci sarebbe stato un "abuso sessuale punitivo" da parte di due cittadini extracomunitari in corso di identificazione; la 30enne romena avrebbe inoltre reso dichiarazioni calunniose agli inquirenti nei confronti di terze persone.

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Milano - 12 anni, fuga di 50 chilometri per sfuggire alla madre-madrona
22 gennaio 2012 - Una fuga nel cuore della notte, per scappare dalle continue botte della madre. Dodici anni appena, eppure ha trovato il coraggio di prendere la metro, e poi un pullman, e farsi 50 chilometri da sola, prima che l’autista la individuasse rannicchiata sull’ultimo sedile, nella rimessa Atm di Trezzo sull’Adda.
Arrivata dalla Tunisia in Italia solo da pochi mesi, la ragazzina vive con la madre, 32enne, incensurata, casalinga, in un appartamento alla periferia sud di Milano. L’ennesimo litigio, poi la donna ha ricominciato a menarla. Lei si è messa a piangere, poi ha deciso di approfittare di un attimo di distrazione ed è riuscita a sgattaiolare fuori dalla porta. In strada, vestita solo con la tuta, ha vagato fino alla prima fermata della metropolitana che ha incontrato. 
È salita e la metro l’ha portata fino al capolinea della verde, a Gessate. Qui ha trovato un pullman e senza pensarci due volte ci è salita. Alla fine del suo percorso l’autista è entrato nel deposito di via Brasca 83, e solo quando ha fatto per scendere ha notato quella specie di fagotto in fondo al bus. Si è avvicinato per parlarle, ma la ragazzina, infreddolita e spaventata, è rimasta zitta. Allora ha deciso di chiamare i carabinieri.
Pochi minuti dopo sono arrivati i militari della caserma cittadina, che hanno deciso di portarla al comando di Vimercate. Gli uomini del capitano Marco D’Aleo le hanno dato un maglione caldo, poi le hanno comprato una pizza e una coca cola. Quando sono riusciti ad avere la sua fiducia, le hanno chiesto cosa era successo e lei, in un italiano stentato, ha finalmente vuotato il sacco.
Su disposizione della Procura dei Minori la dodicenne è stata affidata ad una comunità protetta. Poi, è stata accompagnata in ospedale a Milano, dove il corpo martoriato dai lividi ha confermato il suo racconto: una storia di maltrattamenti che andavano avanti da mesi. Ora verrà visitata alla Mangiagalli per accertare se abbia subito anche altre violenze. I militari hanno rintracciato la madre, che non aveva nemmeno denunciato la scomparsa della figlia. Per lei l’accusa è di maltrattamenti in famiglia.

Verona - Botte a figlia "moderna": condannata madre-madrona marocchina
9 febbraio 2012 - Minacciata di morte e di essere sepolta in giardino, promessa in sposa ad un connazionale sulla base di un accordo tra genitori, niente pallavolo perché non necessaria alla sua formazione: sono le angherie subite da una ragazza marocchina, ora maggiorenne, che hanno portato alla condanna della madre ad un anno e otto mesi, pena sospesa, a chiusura dell'udienza davanti al Gip di Verona.
Una storia ripercorsa in aula solo dai legali, assenti sia la ragazza, ora in una struttura protetta, che la madre, accusata di maltrattamenti.
Una vicenda cominciata nel 2009 e conclusasi un anno fa, quando è scattata la denuncia che ha posto fine ad una storia di difficile integrazione della famiglia marocchina. La giovane aveva raccontato di essere stata minacciata e picchiata, anche con una cintura, perché aveva comportamenti non conformi alle sue origini marocchine e al suo credo religioso; anche solo per un gelato con gli amici.
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Cattolica (RN) - Madre-madrona, per punizione, chiude bimba fuori al balcone, sotto la neve
11 febbraio 2012 - Ha deciso di punire la figlia di quattro anni e mezzo chiudendola sul balcone mentre stava nevicando. Per questo una donna originaria di Trento, S.L. di 39 anni, è stata denunciata per maltrattamento di minore.
A Cattolica (Rimini), venerdì sera alle 19.,30, la donna, dopo una lite, ha rinchiuso la bambina sul balcone. Una passante ha sentito le urla e ha chiamato i carabinieri, che sono intervenuti all'una, quando, nel frattempo, la piccola era stata fatta rientrare in casa.


Treviso - Madre fa prostituire figlia 15enne
25 febbraio 2012 - Per aver fatto prostituire la figlia sedicenne assieme a lei, una donna è stata arrestata dalla squadra mobile di Treviso. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dalla magistratura veneziana che ha disposto gli arresti domiciliari della madre che vive nel trevigiano.
La minore è stata invece affidata ad una comunità protetta. Sulla vicenda gli inquirenti si sono limitati a fornire i dati essenziali.
Le indagini sono iniziate lo scorso dicembre da alcune segnalazioni di cittadini che hanno riferito alla polizia di un consistente andirivieni di uomini in un appartamento dove non era escluso che a prostituirsi fosse anche una minorenne. La 'Mobile' ha così iniziato un'attività di accertamenti, con appostamenti, pedinamenti e poi anche di natura tecnica, come le intercettazioni ambientali. E' stato così verificato che all'interno di un nucleo familiare, la madre si prostituiva coinvolgendo anche la figlia, per una tariffa che variava tra i 60 e i 100 euro.
Gli agenti, nel frattempo, hanno raccolto la testimonianza di una dozzina di clienti che hanno tutti confermato di essersi appartati con la ragazza - mentre la madre stava in una stanza accanto - della quale però non sapevano che era minorenne, in quanto la stessa aveva riferito loro di avere più di 18 anni ed aveva un fisico che lo faceva supporre. La giovane, secondo quanto scoperto dalla polizia, non avrebbe avuto rapporti completi con i clienti, praticando altri tipi di attività sessuale.
I clienti avevano stabilito un contatto con la donna grazie ad un numero di telefono pubblicizzato su un giornale di annunci, in cui però la ragazza era sempre coperta in viso. Dagli accertamenti svolti, la minore si sarebbe prostituita fin da quando aveva 15 anni.


Thailandia - Madre faceva prostituire figlia 13enne: condannata a 42 anni
28 febbraio 2012 - Martedì un tribunale thailandese ha condannato una madre 50enne a 42 anni di carcere per aver costretto la figlia e altre due ragazze, tutte minorenni, a prostituirsi.
Anche un britannico, Stuart Hargreaves Lloyd, 45 anni, è stato condannato a 21 anni di carcere dopo essere stato giudicato colpevole di aver abusato delle minori.
La Corte ha affermato che Tim Wongsiri aveva addestrato e costretto la figlia, di età inferiore ai 13 anni, ed altre due ragazze minorenni, a fare sesso con Lloyd ed altri uomini fra il 2008 ed il 2010, presso alberghi ed altri luoghi, sia a Bangkok che a Chon Buri.
Entrambi gli imputati hanno negato le accuse. Tutte e tre le ragazze, tuttavia, hanno fornito dettagli verificabili su luoghi, tempi e pagamenti.
Tim, un'ex prostituta, aveva minacciato di smettere di "sponsorizzare" la figlia se non avesse avuto rapporti sessuali con i clienti.

Milano - Madre-madrona massacra di botte figlia 12enne che non vuole andare a scuola
6 marzo 2012 - E’ successo ieri mattina all’istituto comprensivo Leone Tolstoj di via Zuara 7. Qui è iscritta una bambina cinese di 12 anni, protagonista suo malgrado di questa triste vicenda.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, a chiamare il 112 sono stati gli insegnanti della bambina, poiché dopo aver notato che la studentessa manifestava un atteggiamento di chiaro malessere, hanno notato anche che aveva lividi e contusioni sul collo e sulle braccia.
Gli insegnanti hanno quindi deciso di chiamare i Carabinieri e l’ambulanza.
Sopraggiunte le Autorità la ragazzina è stata invitata a spiegare quanto accaduto: con pochissime parole, ha quindi spiegato che quella mattina non voleva andare a scuola, incorrendo nella punizione della madre.
La ragazzina è stata trasportata all’ospedale San Carlo, dove i medici hanno riscontrato lividi anche sulle ginocchia e sull’addome. Secondo quanto ipotizzato dai medici, la bambina dovrebbe aver subito percosse a mani nude, venendo più volte gettata a terra.
I medici hanno poi consigliato di richiedere una visita psicologica, trattenendo la ragazzina per la notte.
Secondo quanto spiegato dai Carabinieri, interrogata la madre della bambina, la donna ha confermato con estrema lucidità di aver punito la figlia che stava facendo un capriccio; si è comunque mostrata molto sorpresa dell’intervento delle autorità per questo suo metodo educativo.
Ora il caso è passato nelle mani del Tribunale dei Minori: l’intervento della magistratura è stato richiesto dai Carabinieri.

USA - Madre-madrona abusa sessualmente della figlia per compiacere un uomo
13 aprile 2012 - Una madre di Washington è stata processata e condannata a 25 anni di carcere, che potrebbero trasformarsi in una condanna a vita, per aver abusato sessualmente della figlia di 9 anni.
Michael Ledee, 29 anni, di Brooklyn, è stato giudicato colpevole di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento sessuale di un minore e possesso di materiale pedopornografico, per aver guardato tutto attraverso la sua webcam.
Ledee ha incontrato la donna on-line, le ha chiesta di abusare di sua figlia e la donna - il cui nome non è stato rivelato [come se fosse meno colpevole dell'uomo, il cui nome è stato pubblicizzato... - ndr] - ha accettato.
Ledee comparirà davanti al giudice Nicholas Garaufis e rischia fino a 35 anni di carcere.


USA - Due ergastoli a madre-madrona che violentava figlia di 5 mesi
1° maggio 2012 - Una madre di Clayton, Missouri, è stata condannata a due ergastoli per aver violentato la figlia neonata. E’ accaduto in Missouri, dove Tessa Vanvlerah, 22 anni, è stata accusata di aver più volte abusato sessualmente, con un uomo, un professore universitario incontrato su internet, della piccola che all’epoca aveva cinque mesi, e ora ha tre anni.
La donna è stata arrestata nel 2010, dopo che il suo partner, Kenneth Kyle, 49 anni, docente alla California State University East Bay di San Francisco, era finito dietro le sbarre con l’accusa di possesso di pornografia infantile. Gli inquirenti avevano trovato nel suo computer centinaia di foto pornografiche con minori.
La difesa ha tentato di far passare la donna come un ‘criminale passivo’, che a causa della sua paura di essere respinta dall’uomo, acconsentiva a tutte le richieste di Kyle, persino simulare strangolamenti durante i rapporti sessuali. L’accusa ha invece obiettato dicendo che la Vanvlerah ha iniziato volontariamente su internet la sua relazione con il professore.
Secondo la polizia, inoltre, la donna era in trattativa con un altro uomo per fargli fare sesso con la piccola, anche se alla fine non se ne fece niente. Nel 2008, quando la Vanvlerah aveva 18 anni, è stata accusata da una donna di aver avuto rapporti sessuali con il figlio autistico sedicenne di un’altra donna. Da quella relazione sarebbe rimasta incinta della figlia della quale ha abusato.

Terni - Madre-madrona picchia figlio disabile perché chiede acqua e cibo
2 maggio 2012Costretto a stare tutto il giorno in un box, picchiato spesso, anche solo perché chiedeva acqua o cibo: sarebbe accaduto ad un bambino ternano disabile di 6 anni, secondo gli agenti della squadra mobile di Terni, che hanno arrestato, con l'accusa di maltrattamenti, la madre ed il suo compagno (entrambi noti come tossicodipendenti).La donna, una 35enne disoccupata, è madre di un'altra bambina, di 5 anni, che non risulta essere stata picchiata, ma insultata.
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USA - Madre-madrona fa sesso orale con figlio 16enne: 4 anni ed 8 mesi
2 maggio 2012 - Avrebbe fatto sesso con il figlio. Da questa terribile accusa dovrà difendersi Mistie Atkinson, la donna fermata a marzo dalla polizia in un hotel a Nice, in California, in compagnia del 16enne, e ora in carcere.

Ad incastrarla un video registrato a febbraio dal cellulare del ragazzo: le immagini mostrerebbero lei che sta facendo sesso orale con il giovane.
La Atkinson, che continua a dichiararsi innocente, è accusata anche di aver inviato materiale pornografico attraverso la rete al giovane, che ora è sotto l'esclusiva custodia del padre, mentre lei dovrà rimanere in carcere, se non pagherà una cauzione di 200mila dollari, fino alla sentenza del giudice.
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23 giugno 2012 - Una condanna a 4 anni e 8 mesi di carcere per aver fatto sesso con il figlio. La colpevole è Mistie Rebecca Atkinson, 32enne californiana, che è riuscita a rintracciare grazie a Facebook il figlio 16enne. A poche settimane di distanza arriva la condanna della Corte superiore della Contea di Napa, che prevede l'uscita dal carcere entro 2 anni e 4 mesi per buona condotta.
Non ha convinto la difesa della Atkinson: «Non penso di dover essere accusata di incesto perché c'è una cosa molto forte che è chiamata 'attrazione genetica': un fenomeno che capita al 50 per cento delle persone che si riuniscono con un parente che non vedono da lungo tempo».

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GB - Madre-madrona tratta figli da cani: uno tenta il suicidio
8 maggio 2012 - Una donna inglese è stata condannata a una pena di 18 mesi di carcere per aver schiavizzato e trattato "come cani" due dei suoi figli minori.
La 46enne Linda Clappison è accusata di aver obbligato i figli a lavorare invece di mandarli a scuola per cinque anni, a partire dal 2006. Inoltre li picchiava, rapava loro la testa e non li faceva mangiare. Spesso li chiudeva nelle loro stanze al buio, senza riscaldamento, e li obbligava a fare il bagno con acqua fredda per punizione.
Le due vittime del comportamento della madre, che ora hanno 13 e 18 anni, hanno raccontato tutto a un giudice. Il più grande ha detto di aver vissuto "un inferno in vita" e di aver anche tentato il suicidio una volta. I problemi sono iniziati quando il padre e' andato via di casa perché ha scoperto che la madre aveva un amante.
Nella sentenza, il giudice ha scritto che si tratta di bambini "responsabili e tranquilli, che qualsiasi genitore ammirerebbe".
Treviso - Madre-madrona faceva prostituire figlia di 16 anni fingendo che ne avesse 20
12 maggio 2012 - Aveva fatto prostituire la figlia 16enne, ora sarà processata. Nei guai è finita una donna sudamericana residente nel Trevigiano, scoperta grazie a indagini su alcuni siti internet.
Era sul web, infatti, che alcuni mesi fa fu scoperto un giro di clienti della ragazza, ufficialmente contattati con l'offerta di massaggi, ma interessati in realtà a prestazioni sessuali, convinti della maggiore età della giovane che dichiarava di avere 20 anni.
La donna ha sempre negato di essere a conoscenza della vera attività della figlia, ma il PM, al contrario, ha ritenuto impossibile che non si fosse mai posta degli interrogativi sull'origine delle consistenti entrate di denaro nelle casse familiari.
4 luglio 2012 - Condannata a 4 anni e 6 mesi di reclusione per aver favorito e sfruttato la prostituzione della figlia 16enne. Questa la sentenza emessa martedì con rito abbreviato dal gip Daniela Defazio nei confronti della 45enne arrestata con l'accusa di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione aggravata dal rapporto di parentale e da una recidiva specifica.
Per la donna, difesa dall'avvocato Fabio Crea, il pubblico ministero Alessia Tavarnesi, della procura distrettuale di Venezia, aveva chiesto una condanna a 6 anni e 6 mesi. «E’ una pena tutto sommato lieve rispetto alle contestazioni per le quali rischiava una condanna a 12 anni. Ha potuto contare sullo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato - spiega l'avvocato Crea.
La madre era finita in manette nel febbraio scorso. Ad incastrarla le indagini della squadra mobile di Treviso secondo le quali la 45enne, avrebbe aiutato la figlia a vendersi per sostenere la famiglia in difficoltà economica. Sarebbe stata infatti la madre ad aiutare la figlia ad organizzare la sua attività di «massaggiatrice erotica» nell'appartamento in cui vivevano. Così come sarebbe stata lei a fotografare la 16enne in pose hard e a far pubblicare quelle foto insieme ad espliciti annunci sui giornali specializzati. La giovane, che riceveva i clienti in una stanza dell'appartamento in cui viveva con la madre e i fratelli, non si concedeva mai per rapporti sessuali completi ma solo per messaggi erotici e «preliminari spinti».
A pesare sulla posizione dell'imputata, oltre ai riscontri delle indagini, che avevano portato la polizia a sentire una cinquantina dei clienti della giovane, anche una precedente condanna ad 1 anno e 5 mesi, inflitta dal tribunale di Bassano del Grappa nel 2005 per favoreggiamento della prostituzione, che la 45enne avrebbe commesso ai danni di una giovane straniera.
Dal giorno del suo arresto, la figlia è stata trasferita su disposizione del tribunale dei minori di Venezia in una comunità protetta dove è seguita da psicologi e assistenti sociali in un percorso di recupero. La madre si è opposta all'allontanamento e venerdì i giudici decideranno se accogliere la sua istanza o toglierle definitivamente l'affidamento della figlia.
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Malesia - Madre-madrona picchia selvaggiamente la sua bimba di 10 mesi
13 maggio 2012 - Una donna e sua figlia sono su un letto, lei colpisce ripetutamente la piccola che piange disperata; nel filmato si intravede la presenza di un minore che assiste alla scena. Il video è stato girato di nascosto da un’amica diciottenne della madre e risale al maggio del 2011. Fu girato per essere la prova da fornire alla polizia.
Sembra impossibile assistere a 4 minuti di pizzicotti, schiaffi, oggetti lanciati addosso a una bimba di 10 mesi, completamente indifesa e fragile che piange e striscia sul letto, che si avvicina alla madre, allunga la manina ma da questa viene rifiutata e spinta via.
La diciottenne aveva già visto quelle gratuite violenze, sapeva che si sarebbero protratte, quindi si è procurata l’inequivocabile filmato, si è rivolta alla polizia e ha sporto denuncia come testimone oculare degli abusi.
La madre è stata condannata a 18 mesi di carcere. Di lei si sa soltanto che non è sposata e che il giudice deve decidere se riconsegnarle la figlia quando a novembre si apriranno le porte della prigione. Nel frattempo la bimba è stata affidata a una famiglia dove ha potuto sperimentare cure amorevoli, serene, rispettose.
Questa triste storia è stata resa nota da Fatimah Zuraidah Salleh, vice direttore della divisione figli del Dipartimento del benessere sociale della CNN.
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Ostia (RM) - Madre-madrona punisce figlia 14enne: pugni, calci, morsi e trauma cranico
8 giugno 2012 - Ha aggredito con morsi, pugni e calci la figlia 14enne perché non condivideva il suo modo di vivere “all’occidentale”. Ma non si è limitata ad usare le mani ed i piedi, perché l’ha anche pestata con qualche pesante oggetto contundente, procurandole trauma cranico, lesioni e contusioni in più parti del corpo.
A scagliarsi con tanta furia contro la ragazza, che è poi stata costretta, nonostante la paura, a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia, una donna egiziana di 40 anni. Sembra che a far scattare la rabbia della nordafricana sia stata una disobbedienza della figlia. Così, già la sera di mercoledì la donna avrebbe picchiato una prima volta la minorenne; ma, non soddisfatta, il mattino seguente le avrebbe dato il “resto”.
La triste vicenda è però venuta alla luce in quanto la teenager ieri mattina, appena uscita da scuola, avrebbe accusato dei dolori così forti da costringerla a ricorrere ai sanitari. Dopo averla visitata i medici, preoccupati da quelle vistose lesioni, hanno tempestivamente informato i carabinieri, ai quali la giovane ha raccontato l’accaduto: le percosse, il pestaggio.
La madre, immediatamente rintracciata nella sua abitazione di Ostia, è stata denunciata per lesioni e maltrattamenti in famiglia. La figlia è tuttora ricoverata in ospedale, con una prognosi di 20 giorni, ed è stata affidata ai servizi sociali del comune di Roma.
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USA - Madre-madrona lascia denutrita figlia paralitica 17enne
13 giugno 2012 - Dall’Illinois arriva una notizia di maltrattamento nei confronti di un’indifesa ragazza disabile.
Darlene è una dolcissima ragazza affetta da una grave forma di paralisi che l’ha intrappolata a letto dalla sua nascita. Sua madre, invece, di riservare per lei le migliori cure, l’ha trascurata fino a farla quasi morire di fame. Quando Darlene, infatti, è stata trovata e soccorsa, pesava soltanto 23 chili ed era visibilmente malnutrita e in stato di abbandono. L’artefice di tutto ciò è sua madre, Rosetta Harris, di 50 anni, che attualmente si trova in carcere e sta scontando 18 mesi di reclusione.
La triste storia di Darlene è venuta fuori grazie ad una telefonata anonima agli assistenti sociali che, dopo mesi di indagini, sono si sono presentati in casa della Harris e hanno scoperto la ragazza denutrita e in condizioni pietose.
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USA - Madre-madrona tiene figlia segregata in armadio, sporca di urina, denutrita, percossa
24 giugno 2012 - Pesa meno di 15 chili e vive in un armadio: una donna di Kansas City, nello stato americano del Missouri, è stata arrestata per abusi sulla figlia di dieci anni, costretta a trascorrere la maggior parte delle sue giornate in un mobile a muro puzzolente d’urina.
Lo riporta l’agenzia Associated Press, che trascrive buona parte del rapporto di polizia. La scoperta grazie alla segnalazione di una linea telefonica contro gli abusi sui minori.
La donna, Jacole Prince, ventinove anni, vive in una delle tante case popolari della periferia di Kansas City, ed è madre di altre due bambine di 2 e 8 anni.
Quando gli agenti hanno fatto irruzione nell'appartamento hanno trovato un lettino per bambini appoggiato contro la porta di un armadio a muro chiuso con dei lacci. Associated Press riporta che, quando un agente ha chiesto se ci fosse qualcuno all'interno del mobile, la voce di un bambino ha risposto un timido “sì”.
Oltre all'evidente malnutrizione, la bimba riportava diverse abrasioni sul corpo. Secondo il personale dell'ospedale dove è stata subito trasportata, da quando è stata visitata l'ultima volta, sei anni fa, è ingrassata di appena 6 libbre: meno di 3 chili. Indossava abiti per bambini da poco svezzati, non adatti alla sua età.
La ragazzina è stata identificata solo come LP. Quando gli agenti hanno fatto irruzione in casa sua "la mamma aveva portato le sorelle a fare colazione", ma lei non era andata perché “si sporca sempre”. Interrogata dagli agenti in ospedale, la bambina ha spiegato che la mamma la chiudeva nell'armadio “spesso”, che “non ha da mangiare tutti i giorni": secondo i suoi racconti veniva picchiata duramente “sulla schiena” perché “continua a farsi la pipì addosso”. "Non voglio più tornare a casa”, ha aggiunto.
Secondo Associated Press, i vicini non avevano idea che la donna, uscita da poco di casa con due bambine “pulite e ben nutrite”, avesse un'altra figlia. Quando gli assistenti sociali hanno chiesto della terza bambina, si sono sentiti rispondere che per anni non avevano mai visto la terza bambina: “Ci hanno detto che sta con il padre o con una zia”.

Genova - A giudizio la madre-madrona che trattava da schiava la figlia 12enne
26 giugno 2012 - Sequestro di persona e riduzione in schiavitu'. Per questi reati e' stata rinviata a giudizio stamani dal gup Nadia Magrini la 38enne ecuadoriana accusata, insieme al marito, un albanese di 38 anni, di avere trattato la figlia di 12 anni come un animale, costringendola ad una vita di umiliazioni, tenendola anche segregata sul balcone di casa per ore, e facendole fare una vita da schiava.
La donna sara' processata dai giudici della corte d'assise di Genova insieme al convivente, gia' rinviato a giudizio. (AGI)
Sequestro di persona e riduzione in schiavitù. Queste le accuse per una donna ecuadoriana e il convivente. La coppia, che vive a Genova, è stata rinviata a giudizio dopo che ha costretto la bambina 12enne a mangiare gli avanzi di cibo in una ciotola e a restare nuda per ore sul balcone di casa.
Secondo quanto è stato riferito agli agenti del nucleo investigativo del commissariato, la bambina veniva insultata e doveva servire in tavola, alla quale sedevano anche i due fratelli maschi. Alle richieste dei familiari doveva sempre rispondere "comandi". Per lei nessun piatto né posate ma solamente una ciotola dove mangiava gli avanzi.
La madre, durante l'udienza preliminare davanti al gip Nadia Magrini, ha reso dichiarazioni spontanee sostenendo che la figlia era ribelle e violenta e l'aveva anche aggredita. Dice di averle imposto di fare i lavori domestici "finchè non avesse chiesto scusa".
La donna, denunciata grazie a una segnalazione anonima al Telefono Azzurro, sarà processata insieme al convivente, patrigno della 12enne, il prossimo 19 novembre in Corte d'Assise.

Roma - La 12enne usa Facebook, madre-madrona la pesta a sangue
30 agosto 2012Una bambina di 12 anni è stata ritrovata sanguinante nel parco di Via Cornelia, in zona Aurelia, con segni di percosse a uno zigomo, a una palpebra, al naso e alla bocca. Alcuni passanti hanno contattato immediatamente la polizia e hanno riferito di aver visto una donna che inseguiva la piccola nel cuore della notte.
Giunti sul posto gli agenti hanno soccorso la 12enne italiana e bloccato la madre, una donna russa di 43 anni. La ragazzina è stata medicata all’ospedale San Carlo di Nancy e dimessa con dieci giorni di prognosi. A quanto ricostruito, la lite tra madre e figlia è iniziata a casa perché la 12enne non avrebbe ubbidito alla madre che le aveva vietato di utilizzare Facebook. La donna, probabilmente sotto l’effetto di alcol, avrebbe picchiato la figlia nell’abitazione e poi rincorsa nel parco quando si è data alla fuga. La donna è stata denunciata.

Enna - Zia-madrona fa prostituire la nipote 16enne per giocare alle slot-machine
21 settembre 2012Faceva prostituire da mesi la nipote di 16 anni: arrestata ad Enna una donna, zia della ragazza. Il giro di prostituzione e' stato scoperto dalla Squadra mobile di Enna, che nel corso di una operazione denominata 'Pandemia' ha arrestato cinque persone implicate in un giro di prostituzione minorile e notificato quattro informazioni di garanzia.
Le indagini, dirette dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta, hanno accertato che una ragazzina di 16 anni veniva sfruttata dalla zia. Nove gli indagati, tra cui la donna, che e' stata arrestata, mentre per gli altri quattro uomini la procura ha stabilito gli arresti domiciliari. Sarebbe stata la donna a indurre la ragazzina alla prostituzione, mentre gli uomini avrebbero pagato per le prestazioni sessuali. La vicenda sarebbe andata avanti per mesi: almeno dal dicembre 2011 fino al giugno di quest'anno.
Da qualche tempo gli investigatori avevano notato che la donna, in orari in cui la ragazza avrebbe dovuto frequentare la scuola, accompagnava la giovane nei suoi numerosi spostamenti in città. Una serie di intercettazioni e pedinamenti hanno confermato che la donna, pare una zia della giovane, faceva prostituire la ragazza in cambio di denaro, a casa dei 'clienti', le cui abitazioni sono state perquisite.
Secondo gli investigatori della squadra mobile anche la donna che "vendeva" la sedicenne era una prostituta. Coi soldi che incassava la donna andava a giocare alle slot machines in diversi bar e sale giochi, come hanno scoperto i poliziotti.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/09/20/Faceva-prostituire-nipote-16-anni-arrestata-Enna_7502012.html

USA - Bimbo tocca l'iPad, madre-madrona gli brucia le mani sul fornello
15 ottobre 2012Una madre è stata accusata di aver bruciato le mani del figlio di 6 anni, punendolo in tal modo per aver osato toccare il suo iPad. Karina Torrescano Hernandez, 27 anni, è stato arrestata con l’accusa di aggressione di secondo grado ad un bambino , dopo che le ferite del piccolo sono state viste da un consulente scolastico.
I medici hanno trovato quattro marchi distinti di bruciature, senza contare delle cicatrici sulla testa, collo, spalle e glutei, secondo una dichiarazione effettuata dai portavoce dell’ospedale.
Gli insegnanti della scuola elementare del piccolo a Lynnwood, Washington, sono stati allertati delle lesioni del bambino da un altro studente il mese scorso. In un primo momento, il bimbo ha raccontato di essersi fatto male su un campo da gioco, ma poi scoppiò in lacrime raccontando ciò che la mamma gli aveva fatto. I funzionari scolastici hanno trovato dei segni rossi sui palmi delle sue mani che sembravano ‘poter essere stati causati da un elemento di stufe elettriche, o qualcosa di simile.
Il bimbo ha anche raccontato agli investigatori che la madre voleva dargli una lezione perché ha toccato un iPad e così gli ha messo le mani su un fornello a spirale.
Sia lui, che il suo fratellino di 3 anni, hanno detto alla polizia che la madre spesso li ha colpiti con un cucchiaio, una scarpa o con la ‘scopa delle streghe’.
La baby sitter del piccolo sostiene inoltre che Hernandez ha deliberatamente fatto del male a suo figlio ‘perché si era comportato male’.

Milano - Madre adottiva non vuole più il figlio e lo maltratta: condannata
22 ottobre 2012 - Una sera non ce l’ha fatta proprio più: stanco di subire le urla e le botte della mamma, è uscito di casa in pigiama, senza scarpe, e si è presentato così alla stazione dei carabinieri. Paolo (ndr il nome è inventato) è un ragazzino di origini africane adottato da una famiglia mista - italiano il padre, nigeriana la madre - residente nell’hinterland.
Oggi ha 15 anni. Il problema è che dopo di lui i suoi genitori hanno avuto anche un figlio biologico, e da quel momento la vita di Paolo si è trasformata in un inferno: per anni la madre adottiva, che chiaramente gli preferiva il fratello, non gli ha risparmiato percosse, urla, umiliazioni. Fino a quella sera di aprile 2009, quando lui, dodicenne, ha trovato il coraggio di andare a denunciarla. Così la donna è stata processata per maltrattamenti e condannata nei giorni scorsi dal tribunale a un anno e sei mesi di reclusione.
Ma quella di Paolo non è una storia a lieto fine. Affidato temporaneamente ai nonni paterni, da tempo vive in comunità, dove però deve curarsi anche con psicofarmaci: soffre di un disturbo "schizoaffettivo con distorsione della personalità", proprio a causa del trauma subito e della perenne mancanza di affetto.
La sera in cui Paolo se n’era andato di casa, la mamma - raccontò il ragazzo ai carabinieri - era fuori di sé perché aveva trovato un lavandino rotto e aveva dato la colpa a lui. Ma quella era stata solo la goccia che aveva fatto traboccare il vaso.
"Mia madre mi picchiava, certe volte con i pugni e certe volte con le sedie", aveva aggiunto in lacrime. La sua colpa, evidentemente, era quella di esistere. "Metti che dei vestiti si strappavano... lei non sapeva spiegare... e dava la colpa a me... poi man mano prendeva le mie cose, mi bucava sempre le scarpe, cioè mia mamma mi faceva i dispetti a me...". Scene che avvenivano anche in presenza del padre, che non aveva saputo difenderlo, confermate in qualche modo dai nonni e solo minimizzate dalla madre stessa, che davanti ai giudici ha tentato di scaricare ogni responsabilità sul carattere del ragazzo.
Il tribunale però - presidente Fabio Roia - non le ha creduto e ha sospeso alla donna anche la patria potestà sul fratello minore di Paolo, che vive ancora con i genitori, sollecitando il tribunale per i minori ad intervenire. La madre adottiva dovrà anche versare al ragazzino di origini africane 40mila euro a titolo di risarcimento dei danni morali.

Sonnino (LT) - Madre-madrona maltratta figlio fino a procurargli lesioni
29 ottobre 2012Una donna è stata denunciata a Sonnino per maltrattamenti nei confronti del figlio minorenne.
Il provvedimento da parte dei carabinieri è arrivato dopo una mirata attività investigativa che ha messo in luce il comportamento reiterato della madre, nel corso degli anni, che aveva procurato al ragazzo anche delle lesioni personali.
http://www.latinatoday.it/cronaca/maltrattamenti-figlio-denuncia-madre-sonnino-29-ottobre-2012.html

Lamezia T. (CZ) - Fece prostituire figlia 13enne: condannata a 7 anni
5 novembre 2012Una donna, L.G.V., 56 anni, è stata arrestata a Lamezia dalla Polizia perché condannata a sette anni per avere fatto prostituire la figlia minorenne.
All'epoca dei fatti, risalenti al 2005, la figlia della donna arrestata aveva 13 anni.
La vicenda che ha portato all'arresto ha avuto inizio quando L.G.V. viveva a Lamezia; successivamente la donna si era trasferita a Bassano del Grappa, dove, secondo l'accusa, avrebbe continuato a far prostituire la figlia. (Ansa)

GB - Per soldi, madre-madrona costringe figlio a vivere come un malato di cancro: salvato dal padre
19 novembre 2012Voleva guadagnare molti soldi e per farlo era disposta a tutto. Anche di rovinare la vita al figlio di 10 anni.
È la triste vicenda accaduta a Gloucester, in Gran Bretagna, dove una madre 36enne, Emma La Garde, ha convinto il figlio di essere malato di tumore, mettendo in piedi una serie di bugie per ottenere dei benefici economici. Per rendere più credibile la malattia, gli ha rasato i capelli e le sopracciglia, costringendolo su una sedia a rotelle. Anche il marito ha creduto al male del piccolo, finché non ha scoperto il terribile imbroglio una volta separatosi dalla donna.
Emma ha trascinato suo figlio in un vero e proprio incubo quando il bambino aveva ancora 6 anni, costringendolo a vivere come un malato di cancro. Dopo aver avuto difficoltà economiche in famiglia, per la perdita del lavoro del padre, Emma escogita lo stratagemma per fare cassa. Il primogenito, il più grande di tre figli, ha un male incurabile. La donna, 37 anni, lo ha raccontato ai vicini, che si sono prodigati in assegni e solidarietà. Il bambino ha smesso di giocare con gli amici, sia a scuola che nel tempo libero, per le sue condizioni. Con i soldi raccolti la famiglia era anche stata in vacanza al Disney World in Florida, portandosi sempre dietro il bambino in sedia a rotelle.
La finzione in cui era immerso il ragazzino è terminata nel 2010, quando il padre, dopo aver scoperto la farsa attraverso delle analisi del sangue che testimoniavano il buono stato di salute del bambino, ha denunciato la moglie. Il piccolo ha capito cosa gli fosse successo in questi anni soltanto dopo l’arresto della madre.
Lei è il diavolo. Non credo che abbia un cervello normale. Non riesco a capire che cosa è accaduto. Non mi manca. È stato orribile che la mia mamma mi abbia fatto credere che avevo il cancro
ha commentato il bambino. La donna è stata condannata a tre anni di reclusione per truffa e abusi sul figlio.

Catania - Casalinga pedofila seviziava il figlio con una croce, vestita da suora
20 novembre 2012Travestita da suora ha violentato ripetutamente il figlio di 8 anni. La procura di Catania, guidata da Giovanni Salvi, lavorando in sinergia con i magistrati salernitani, indaga da dieci mesi sugli abusi di questa madre e sul sistema di diffusione sul web dei filmati realizzati durante le violenze sessuali. Video e foto finivano su un database contenente 5 milioni di files organizzati per categorie: la prima sezione era “Soft”, con bambini nudi; la seconda “hard” con bambini violentati; la terza “Hardcore” con violenze sessuali e torture; la quarta “death” con bimbi violentati e ridotti in fin di vita.
La donna, durante le violenze sessuali si travestiva da suora e a filmava tutto, per condividere il filmato sul web.
La procura di Catania ha chiesto e ottenuto dal Gip l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare a suo carico all'interno di un'operazione antipedofilia e antisatanismo. L'arresto è stato eseguito l'8 ottobre scorso dalla polizia postale di Catania. Nella rete finivano anche “consigli utili” per l'adescamento di minori, un vero e proprio vademecum per pedofili, nel quale si consigliava di “ammorbidire” i bambini con droghe prima delle violenze sessuali.
Le indagini, eseguite dalla Polizia postale guidata da Marcello La Bella, sono state avviate lo scorso febbraio quando la procura etnea ha autorizzato accertamenti su un sito della cosiddetta 'Deep Web', una rete 'invisibile' accessibile tramite rete Tor, ovvero in maniera anonima, nel quale venivano immesse, da utenti di tutto il mondo, immagini di pornografia minorile ed infantile.
Alcuni dei video raffiguranti una donna adulta ed un minore, coinvolti in pose oscene di nudo con richiami a temi blasfemi, sono stati analizzati dagli investigatori che hanno così identificato la pedofila.
Fonte

GB - Madre-madrona ammazza di botte figlio di 7 anni e ne accusa il padre











6 dicembre 2012Non sapeva il Corano. E per questo Yaseen, sette anni, è stato picchiato a morte dalla madre, che dopo aver ucciso il figlio ha cercato di dargli fuoco, per sfuggire alla giustizia.
A ricostruire la vicenda la Corte di giustizia di Cardiff, che ha accusato di omicidio la donna, che sarebbe anche colpevole di avere cercato di ostacolare il corso delle indagine. La condanna dovrebbe arrivare il prossimo anno.
Il bambino è morto a luglio 2010. La madre aveva inizialmente accusato il marito Yousef dell'omicidio. L'uomo è stato scagionato anche dall'accusa di non essere riuscito a evitare la morte del figlio.

Roma - Madre-madrona litiga col figlio e gli lancia il cane dalla finestra: morto
6 gennaio 2013Litiga con il figlio minorenne e uccide il cane di famiglia lanciandolo dalla finestra. La donna, una tunisina di 35 anni, è stata denunciata dalla polizia. L'autorità giudiziaria ha disposto l'allontanamento dei figli visto l'estremo degrado in cui venivano fatti vivere.
Gli agenti sono arrivati in casa della donna, nel quartiere romano di Torpignattara, dopo che il figlio minorenne si era presentato in commissariato per denunciare la madre.
In casa gli agenti hanno trovato indumenti sporchi e maleodoranti, giacigli ricavati da materassi sporchi gettati a terra, escrementi e immondizia abbandonati in casa, servizi in pessime condizioni igieniche ed alimenti avariati in cucina.
Al culmine dell'ennesimo litigio con il figlio la donna ha lanciato dalla finestra del loro appartamento al secondo piano, il loro cane, un jack-russel di circa due anni e mezzo, uccidendolo.
Nell'appartamento, invaso da immondizia, gli agenti hanno trovato due bambine di 2 ed 8 anni che attendevano la madre. Pochi minuti più tardi la donna, in compagnia di un uomo, è uscita dalla cantina e qui i poliziotti, in un sacco di plastica, hanno trovato il corpo dell'animale. La donna è stata quindi denunciata in stato di libertà, mentre nei confronti dell'uomo non è stato adottato alcun provvedimento in quanto risultato estraneo alla vicenda.
Visto il degrado in cui venivano fatti vivere i tre minorenni, l'autorità giudiziaria ha disposto l'allontanamento dalla madre e disposto il trasferimento in un centro di accoglienza.


Maglie (LE) - Madre-madrona manda in ospedale, a furia di botte, figlio di 9 anni
6 gennaio 2013 - E' stata arrestata una donna di quarantadue anni per il reato di maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti del figlio minorenne.
I militari sono intervenuti, presso la sua abitazione, su richiesta di alcuni conoscenti e parenti e - secondo la ricostruzione, effettuata anche con l'assistenza del personale dei servizi sociali comunali - la donna avrebbe picchiato il bimbo, che ha nove anni, procurandogli lesioni alla testa ed al volto, come diagnosticato da un ospedale della provincia dove è rimasto ricoverato, consistenti in: contusione alla fronte con escoriazione, ecchimosi bilaterale allo zigomo, escoriazione latero-cervicale.
http://www.lapresse.it/cronaca/percosse-al-figlio-di-9-anni-arrestata-42enne-nel-leccese-1.265110

Cesenatico (FC) - Faceva prostituire anche la figlia
23 gennaio 2013Faceva prostituire anche la figlia, una delle donne indagate nell’operazione ‘Damaris’ che ha portato allo smantellamento di un traffico dedito al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione in riviera. E’ quanto emerge dalle indagini della Squadra mobile di Forlì, che la scorsa settimana ha sgominato un’organizzazione criminale attiva sulla costa.
In uno dei sei appartamenti posti sotto sequestro dall’autorità giudiziaria, situato a Villamarina, viveva infatti una donna di 52 anni originaria di Santo Domingo, la quale aveva stipulato un regolare contratto di affitto e aveva ospitato delle prostitute più giovani. Fra queste, stando ai documenti in possesso degli investigatori, c’era la figlia poco più che ventenne. Un particolare che dimostra in termini inequivocabili lo squallore e allo stesso tempo la gravità del traffico che era stato organizzato in Romagna.
Sempre dai documenti sequestrati, emergerebbe che la prostituta 52enne di fatto stava affiancando le due principali indagate, accusate di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, la dominicana Carmen Ligia Rolfott Rijo e la colombiana Leydi Santiesteban Delgado, le quali risultano ancora irreperibili. In sostanza una delle affiliate sarebbe stata sul procinto di scalare la piramide. Ne sarebbero una comprova la quantità consistente di documenti sequestrati, tra i quali i contratti di affitto e le ricevute di dichiarazione di ospitalità delle giovani donne. Oltre al contratto di affitto, i poliziotti stanno spulciando i movimenti di denaro della donna all’estero.
La 52enne indagata, giovedì scorso era stata trovata dalla polizia nell’alloggio di Villamarina.
http://www.ilrestodelcarlino.it/cesena/cronaca/2013/01/23/834432-prostituiva-figlia.shtml

Città di Castello (PG) - Madre accoltella figlio di 11 anni: salvato dal padre
16 gennaio 2013Una donna di 50 anni è stata arrestata per aver accoltellato il figlio di 11 anni nella loro abitazione di Città di Castello, vicino Perugia.
Il bambino, che soffre di autismo, è ricoverato in prognosi riservata, ma non sembra in pericolo di vita.
Secondo quanto riferiscono fonti mediche, sarebbero più di dieci le coltellate inferte dalla donna: sette lo avrebbero colpito alla schiena e quattro tra addome e torace.
La madre è stata fermata dal padre, che ha chiamato i soccorsi per il ragazzo. Su quanto successo sono in corso le indagini dei Carabinieri. La donna e il figlio sono di nazionalità italiana.
USA - Madre rinchiude figlia adottiva in gabbia per andarsene al cinema
30 gennaio 2013 - Avevano costruito una gabbia. Sbarre in uno spazio minimo. E all'interno un materasso appoggiato al pavimento. Una donna americana e il fidanzato ci hanno rinchiuso la loro bambina adottiva di 8 anni, per andare al cinema. La coppia è stata arrestata. È accaduto a Las Cruce, nel New Mexico.
Cindy Patriarchias, 33 anni, e Edmond Gonzales, di 37, avevano costruito all'interno della loro abitazione - una casa mobile - una gabbia larga 72 centimetri, lunga 152 e alta 126, con due fermi sulla porta e un materasso all'interno appoggiato al pavimento, ha spiegato la polizia. Gli agenti erano stati avvertiti da un vicino che si era insospettito vedendo la coppia uscire di casa solo con gli altri tre figli.
Quando la polizia è entrata ha trovato la casa al buio e hanno atteso che i proprietari ritornassero. Gli agenti hanno trovato così, in un angolo della camera da letto, la gabbia con dentro la bambina di otto anni. La piccola è stata visitata dai medici, che hanno riscontrato una microcefalia.
http://www.corriere.it/esteri/13_gennaio_30/bimba-chiusa-gabbia_05b4aada-6aae-11e2-9446-e5967f79d7ac.shtml

Campobasso - Madre-madrona vende figlia di 7 anni ai pedofili
7 febbraio 2013Da diversi mesi una madre costringeva la figlia, di soli 7 anni, a prostituirsi, in un appartamento affittato a Campobasso. La donna, tossicodipendente, ha 32 anni, è di Napoli e da 48 ore è in carcere. A Poggioreale, assieme a lei, ci sono anche tre uomini: il compagno, 37enne di Napoli (anche lui coinvolto nel mondo degli stupefacenti).
Gli arresti, spiega Primo Piano Molise, sono arrivati su disposizione della Procura generale di Napoli dagli agenti della sezione Catturandi della Mobile partenopea.
Coinvolto anche un dipendente della Provincia di Campobasso, 52 anni.
http://affaritaliani.libero.it/molise/vende-la-figlia-di-7-anni080213.html?refresh_ce

Pesaro - Condannata zingara che faceva prostituire le figlie
8 febbraio 2013Condannata ieri pomeriggio dopo mezzora di camera di consiglio una madre per induzione alla prostituzione minorile delle due figlie minorenni.
Il tribunale di Pesaro ha ritenuto responsabile di questa condotta una madre rom di 43 anni, domiciliata a Pesaro, perché avrebbe mandato le figlie di 10 e 13 anni in braccio a degli anziani in cambio di soldi. Una violenza fatta di toccamenti, ma che le bambine non avevano certo dimenticato, tanto da raccontarlo alle loro nuove famiglie affidatarie. Da qui l’inchiesta e il processo.
Ieri la madre delle due minori è stata condannata a 7 anni e otto mesi di reclusione, mentre il suo compagno, di 60 anni, è stato condannato a 6 anni e sei mesi per violenza sessuale sulle figlie della donna. Anche l’uomo infatti aveva avuto atteggiamenti intimi con le bambine.
La costituzione di parte civile nei confronti della donna e dell’ex compagno è stata fatta dal tutore delle minorenni. Il tribunale però, pur riconoscendo la responsabilità della madre per l’induzione alla prostituzione, non ha ritenuto di fissare una provvisionale, rimandando al giudice civile la quantificazione dei danni.
Le bambine, appena tolte dalla famiglia della madre e del patrigno, hanno raccontato di attenzioni morbose sia da parte del compagno della madre sia da parte di sconosciuti anziani che facevano salire in auto per poi toccarle nelle parti intime. Una situazione che si sarebbe protratta per più occasioni.

Lecco - Bimbo di 7 anni in ospedale 4 volte in un mese: arrestata matrigna albanese
12 marzo 2013Un bambino di 7 anni era stato portato al pronto soccorso per quattro volte in un mese: costole fratturate, un dito rotto, lesioni alla testa e in altre parti del corpo. I medici hanno avvertito la polizia e la sua matrigna, un'albanese di 24 anni, è stata arrestata a Lecco per ripetuti e violenti maltrattamenti e lesioni plurime nei confronti del figlio del marito - anche lui albanese - violentemente picchiato anche con calci. 
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/03/12/Bimbo-picchiato-arrestata-matrigna_8384104.html

GB - GB - Madre-madrona uccide il figlio di due anni dopo mesi di percosse: ergastolo
25 giugno 2013 - È stata condannata all'ergastolo con un minimo di 18 anni Rebecca Shuttleworth, la madre 25enne ritenuta colpevole della morte del figlio di 2 anni. Il piccolo Keanu Williams è deceduto in seguito a due mesi di percosse e maltrattementi, culminati con la sua uccisione. Sul suo corpicino sono stati ritrovati 37 segni di contusione e lacerazioni.
La donna aveva dichiarato che Keanu, chiamato affettuosamente Kiwi, fosse morto per un attacco cardiaco. Il bambino era stato ritrovato senza vita dal fidanzato della madre, Luke Southerton, nel loro appartamento di Birmingham.
La madre "mostro" aveva inizialmente accusato il compagno di aver inflitto delle ferite mortali al bambino durante una sua assenza di qualche ora, il 9 gennaio 2011. Ci ha pensato, invece, l'autopsia a rivelare che Keanu aveva subito nei due mesi precedenti alla morte forti percosse da parte della madre.
Dopo la condanna il giudice ha reso omaggio al piccolo dicendo: "Era un bambino delizioso, che è rimasto allegro nonostante tutto".
http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/mamma_rebecca_shuttleworth_uccide_figlio_percosse_condannata_ergastolo/notizie/296716.shtml


USA - Butta l’acqua bollente addosso alla figlia di 6 anni perché ‘piange troppo’
18 agosto 2013 - Una donna è stata accusata di aver punito sua figlia versandole acqua bollente addosso perché la bambina non smetteva di piangere.
Yadzia Ivelisse Morales è sospettata di aver riscaldato una ciotola di acqua in un forno a microonde per due minuti e di averla poi cosparsa sul corpo della figlia di sei anni.
La bambina ha riportato ustioni di secondo e terzo grado al viso, al collo e alla schiena ed è ricoverata in gravi condizioni in ospedale a Orlando, in Florida.
I funzionari hanno detto che la piccola aveva ustioni sul 30 per cento del corpo. Hanno anche rivelato che era la seconda volta che la bambina era rimasta bruciata dall’acqua calda. Una settimana prima dell’ultimo incidente pare si fosse ustionata sotto la doccia mentre ‘accidentalmente’ aveva aperto l’acqua calda. La polizia ha detto che la bimba è stata bruciata con l’acqua perché aveva un ‘comportamento anomalo’ e continuava a piangere.
La Morales, 32 anni, aveva da poco iniziato a lavorare come educatrice per l’infanzia presso il Shepherd’s Little Family Child Care Center a St. Cloud, vicino a Orlando, in Florida. Il personale del centro si è rifiutato di commentare – ma ha detto che aveva superato il test di controllo per lavorare con i bambini.
Il presunto abuso è stato scoperto dalla nonna della bimba che ha notato le ustioni sul suo corpo mentre le stava facendo da babysitter. La madre è stata arrestata ed è detenuta nella prigione della contea di Osceola. E' accusata di abusi aggravati su minore, di abbandono di minore, di aver causato gravi danni personali, percosse e violenza domestica.


USA - Sevizia il figlio bruciandogli capezzoli e genitali: condannata a 30 anni
21 ottobre 2013Ha bruciato con un accendino i capezzoli e i genitali del figlio 19enne, reiterando abusi su di lui per impedirgli di denunciare il tutto. Per questo Christine Gelineau, madre mostro, è stata condannata a 30 anni di carcere. E' successo in Massachussets, negli Stati uniti.
Il giovane ha poi avuto la forza di denunciare la madre, leggendo poi in aula una lettera per lei. "Cara ex madre, ciò che mi hai fatto è imperdonabile. Mi hai picchiato, tenuto alla fame, quasi evirato, e hai tentato di uccidermi. Ora so che sei una criminale e che mi volevi morto per tornare alla tua vecchia vita. Con me hai chiuso, spero che tu ti renda conto che hai perso tutto ciò che avevi".
La donna ha ammesso durante il processo i disumani abusi su di lui, comprese le bruciature su genitali e capezzoli, che ha giustificato dicendo di averlo fatto perché il giovane aveva minacciato di fare sesso con lei.
Gli abusi hanno provocato nel ragazzo danni permanenti. Ieri, la condanna a 30 anni.

San Pietro Vernotico (BR) - Zia-madrona si porta a letto il nipote di 15 anni
28 novembre 2013 - Una donna di 37 anni di San Pietro Vernotico è stata arrestata con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti del nipote 15enne, figlio della sorella. Per lei, ieri, sono scattati gli arresti domiciliari.
Secondo l'accusa la donna avrebbe “costretto” il ragazzino a entrare nella sua camera da letto e a compiere atti sessuali. Non vi sarebbero stati rapporti completi, ma comunque una vicinanza ritenuta molesta oltre che un bacio sulla bocca.

Pescara - Madre-madrona fa abusare figlio di 5 anni dal convivente pedofilo
15 gennaio 2014 - Una 33enne è stata arrestata dalla Squadra Mobile in quanto condannata dalla Corte D'Appello de L'Aquila a 3 anni e 9 mesi per aver fatto prostituire il figlio di 5 anni, organizzando incontri sessuali con il compagno 60enne.
La donna è stata condannata anche a quattro anni di interdizione dai pubblici uffici e le è stata sospesa la patria potestà per otto anni. Ora si trova in carcere a Chieti.

Ascoli P. - Nigeriana spinge figlia 14enne a far sesso con 70enne
7 febbraio 2014 - Costringeva la figlia 14enne a prostituirsi con un imprenditore abruzzese residente ad Ascoli, condannata a sei anni di carcere una donna nigeriana. Quattro anni invece all'uomo che avrebbe avuto rapporti sessuali con la minore.
I due, processati dal gup del Tribunale di Ancona, furono arrestati il 5 agosto 2013. L'accusa per la madre, in regola con il permesso di soggiorno, è di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile aggravati dal rapporto di parentela. All’anziano si contesta invece il reato di atti sessuali su minore in concorso con la madre.
Un primo episodio sarebbe avvenuto a luglio 2013, in cambio di 5mila euro, senza però andare “a buon fine”. Il 5 agosto i carabinieri, dopo la denuncia della 14enne, sono intervenuti in flagranza di reato dopo aver pedinato la ragazzina, la madre e l’anziano. La ragazzina era stata portata negli uffici dell’azienda che l’anziano gestisce a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo) dove nel frattempo erano state piazzate telecamere. Quando l’uomo si e’ completamente denudato i militari sono intervenuti arrestandolo.
La donna era stata assolta per fatti simili risalenti al 2009.
http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2014/02/07/1022423-prostituzione-figlia-condanna-madre.shtml

Venosa (PZ) - Faceva prostituire la figlia disabile, madre e complice in manette
10 maggio 2014 - Una turpe e disumana storia è stata messa in luce nella zona di Venosa, in provincia di Potenza dai carabinieri. Una madre 51enne è stata arrestata perché faceva prostituire la giovane figlia con problemi psichici, con la complicità di un suo conoscente pregiudicato 62enne.
Una storia agghiacciante su cui le indagini sono iniziate due anni fa, presentando subito un quadro indiziario molto grave nei confronti della madre che, in collaborazione con il pregiudicato, costringeva la ragazza a prostituirsi, procacciandole gli uomini, generalmente anziani, con i quali avrebbe dovuto avere rapporti sessuali. A volte erano i due aguzzini ad accompagnare la giovane donna agli appuntamenti nelle abitazioni o nelle auto dei clienti, per poi riportarla a casa e spartirsi i soldi ricavati dallo sfruttamento.
Dalle indagini minuziose è emerso che sono stati tanti gli uomini con cui la ragazza è stata fatta prostituire, spesso sotto minacce di morte o ricevendo botte dal pregiudicati quando si rifiutava.
Dall'inchiesta è emerso un ruolo attivo proprio della madre della vittima poiché sono numerose le circostanze accertate dai militari in cui era lei stessa ad accompagnarla e a rimanere in attesa, a breve distanza.
Nel corso delle indagini la giovane è stata sentita e ha fornito elementi che hanno poi permesso di ricostruire il pesante quadro accusatorio. I due sfruttatori sono finiti in carcere per violenza sessuale, sfruttamento, induzione ed agevolazione della prostituzione continuati in concorso, con l'aggravante di avere abusato delle condizioni di inferiorità psicofisica della vittima.
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/figlia_disabile_mamma_prostituire_prostituzione_venosa_potenza/notizie/682039.shtml

Padova - Madre-madrona costringeva le figlie ad assistere a sesso su internet
aggiornamento del 17 giugno 2014Nella mattinata di ieri, i carabinieri della stazione di Stignano (RC) hanno dato esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari emessa nei confronti di una 46enne del luogo.
Nei confronti della donna, già colpita dalla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, è stato aggravato il provvedimento cautelare poiché resasi responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e corruzione di minorenni commessi in provincia di Padova.
È stato accertato infatti che dall’anno 2009 all’anno 2011 la donna, oltre ad aver gravemente mancato all’assistenza familiare nei confronti delle figlie minorenni, abbia compiuto atti a sfondo sessuale, sia all’interno della propria abitazione sia attraverso strumenti informatici collegati via internet, di cui spesso aveva reso intenzionalmente testimoni le figlie.
L’aggravamento della misura cautelare è dovuto al fatto che la donna, ancorchè colpita dal divieto di avvicinamento e di comunicazione con le proprie figlie, attualmente di 12 e 16 anni, ha violato le prescrizioni impostele, inviando comunicazioni telematiche ad alcune amiche delle sue figlie, cercando di farle convincere a ritrattare le proprie deposizioni.
http://www.larivieraonline.com/stignano-donna-arrestata-maltrattamenti-e-corruzione-di-minore


Valbelluna - "Maestra posso dirle un segreto?". Bimbo di 9 anni mostra i lividi sulla schiena. "È stata mamma"

12 luglio 2014 - Cinghia, ciabatte, bastone e bruciature. Sono questi i terribili strumenti di violenza contenuti nelle accuse alla madre 44enne che avrebbe maltrattato il proprio figlioletto.
Comportamenti venuti alla luce grazie alle confessioni del piccolo alla maestra delle elementari, che lo ha avuto in classe dalla prima alla terza. «Un giorno - ha raccontato l’insegnante ieri in aula a Belluno, nel processo alla madre - il bambino mi chiede se può raccontarmi un segreto. Usciamo dalla classe ha alzato la maglietta e vedo lividi nella parte bassa della schiena: era tutta un livido. Mi disse che era stata la mamma».
Il 13 febbraio 2013 i racconti della maestra finiscono nel verbale di segnalazione degli episodi. Segue l’audizione protetta con l’agente della Mobile della Questura, le indagini della Procura, la perizia della psicologa e alla fine il rinvio a giudizio della madre di 44 anni, che è difesa dall’avvocato Alessandra Conti.
http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/mamma_orco_cinghiate_bastonate_e_bruciature_al_figlioletto_di_9_anni/notizie/794376.shtml

Genova - Madre-madrona vende figlia 16enne per 150 euro ad un 60enne per fare sesso
19 luglio 2014 - La madre di una ragazza di 16 anni è indagata a Genova per aver 'venduto' la figlia ad un uomo di 60 anni, che è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale. L'uomo è agli arresti domiciliari, mentre la madre della minore, che l'avrebbe costretta a prostituirsi in cambio di 150 euro a prestazione, è sottoposta alla misura cautelare che le vieta di avvicinarsi alla figlia.
La vicenda è emersa, come riportano alcuni quotidiani locali, quando la ragazza si è confidata con i compagni di classe di un istituto superiore genovese e con un professore di psicologia. La giovane è stata affidata a un istituto di accoglienza per minori. L'inchiesta è condotta dal pm Federico Manotti e dal procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico.
Sia la madre, sia l'autore della violenza sessuale, in concorso tra loro, sono accusati di induzione alla prostituzione minorile. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, attraverso l'analisi dei tabulati telefonici, gli incontri a pagamento, tutti contrattati dalla madre, sarebbero avvenuti da novembre del 2013 fino allo scorso marzo.
http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/genova_vende_figlia_uomo_prostituzione/notizie/805974.shtml

GB - Uccide a pugni il figlioletto e nasconde il corpo nel bosco; poi inscena una sparizione
25 luglio 2014 - Ha scatenato tutte le forze di polizia alla ricerca del figlio scomparso, prima di confessare di averlo ucciso e poi nascosto in una valigia. La 34enne Rosdeep Adekoya, ha letteralmente ammazzato di botte il piccolo Mikaeel, di tre anni, durante un'attacco d'ira.
La donna ha percosso il figlio in maniera molto violenta, tanto che sul corpo del bimbo sono state riscontrate 40 ferite, di cui alcune interne che hanno provocato il decesso. Due giorni dopo le botte, Mikaeel muore e la madre decide di mettere un atto un piano: mette il cadavere del figlioletto in una valigia e lo va a nascondere vicino casa della sorella, a 25 miglia di distanza.
Poi ha chiamato la polizia, che ha mobilitato tutte le forze a disposizione per le ricerche. Ma la versione della madre vacilla, soprattutto quando gli investigatori scoprono su Facebook post come: "Amo tutti i miei figli tranne uno", "perché sono così aggressiva con mio figlio" e "come faccio ad amare mio figlio". Messa di fronte all'evidenza la donna crolla e confessa il delitto.
http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/uccide_figlio_botte_bosco_corpo/notizie/815994.shtml


Messico - Il bambino non vuol chiudere gli occhi per il rito satanico: la madre glieli cava con un cucchiaio
11 settembre 2014 - Una storia raccapricciante dal Messico con protagonista un bimbo di 5 anni, vittima della follia della sua famiglia durante un rito satanico. Volevano costringere Fernando, questo il nome del figlio della donna, a chiudere gli occhi per proseguire il rito. Ma il rifiuto del piccolo ha scatenato la rabbia della madre che ha impugnato un cucchiaio e gli ha cavato gli occhi.
Insieme alla Maria del Carmen Garcia Rios, c'era tutta la famiglia, dagli zii fino ai nonni. Tutti hanno collaborato al rito aiutando la donna nel terrificante atto di violenza verso il figlio.
Le urla del bimbo però sono state avvertite dai vicini che hanno immediatamente avvertito le autorità che sono intervenute portando i responsabili in carcere.
A due anni dal fatto, oggi il processo è finito e tutta la famiglia di Fernando è stata condannata a 30 anni di prigione.
http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/fernando_rito_satanico_mamma_cava_occhi_foto_video/notizie/895307.shtml


USA - Madre-madrona fa pulire water con la lingua a figlia adottiva, poi tenta di cucirle la bocca
19 ottobre 2014Una donna è stata arrestata dopo aver costretto la figlia adottiva a mangiare la lettiera del gatto e dopo aver tentato di cucirle la bocca. 
E' accaduto inPennsylvania.
Rana Cooper è stata anche accusata di aver punito la figlia facendole leccare il water. Aggressioni e punizioni corporee sono il capo d'accusa più altri reati che la donna avrebbe commesso.
La donna ha adottato la figlia nel 2008 con il marito.


USA - Madre-madrona uccide di botte la figlioletta perché aveva sporcato
28 ottobre 2014Ha ucciso la figlia di 4 anni perchè aveva sporcato il pavimento con una crema per le mani. 
Agghiacciante episodio di violenza a New York. Latoya Curry, 35 anni, viveva con i suoi cinque figli a Briarwood, un rifugio per senzatetto nel Queens. La piccola Linayjah Meraldo giocava col tubetto di crema e ne ha fatta cadere un po' per terra. E' stata colpita dalla madre con inaudita violenza in pancia e al volto.
Il giorno dopo la madre non ha mandato la figlia all'asilo, e quando è andata a controllare come stava intorno alle 13 si è accorta che non respirava più. I medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

L'autopsia ha rivelato una vasta emorragia interna e una serie di costole fratturate.

La madre ha provato a raccontare di un litigio con un fratellino, ma non è stata creduta. Poi ha confessato tutto, ed è stata arrestata. Gli altri figli son stati affidati ai servizi sociali, scrive il New York Post.


Marghera (VE) - Madre-madrona ubriaca massacra figlio di 7 anni
15 novembre 2014Lei, 45 anni, un passato di tossicomane e un presente di alcolizzata, sfoga la sua frustrazione su questo frugolo di 7 anni sempre più spesso. E’ successo anche l’altra sera, a Marghera, e i vicini hanno chiamato la polizia, mentre uno di loro faceva da scudo alla sfuriata della donna che si era inalberata perchè il figlio voleva andare a casa del vicino.
I due - madre e figlio - sono stati portati all’ospedale dell’Angelo. Lei per essere calmata a colpi di psicofarmaci, lui per essere medicato e rassicurato. Per lui una prognosi di dieci giorni: in ospedale si è poi presentata la zia, cioè la sorella del papà, che lo ha preso in cura. Alla madre invece è stato tolto l’affidamento, almeno per adesso.
La madre si è accanita sul piccolo a pedate e schiaffoni, il bambino urlava e piangeva. E per fortuna che a difendere il piccolo è intervenuto il vicino di casa.
www.gazzettino.it

Polonia - Madre-madrona incatena per un anno figlia disabile in una stalla
18 dicembre 2014 -VARSAVIA - Maria Pokorskia, 53enne polacca, ha incatenato per un anno in una stalla la figlia disabile di 25 anni, lasciando che la carne delle sue gambe imputridisse.
Aneta Pokorskia - questo il nome della ragazza - ha trascorso un anno in un granaio sporco e senza riscaldamento. La giovane era legata a una toilette di fortuna, ricavata da una sedia bucata al di sotto della quale c'era un secchio.
E per evitare che la ragazza facesse troppo rumore, la donna aveva sistemato nella stalla anche un lettino per se stessa: così che la potesse controllare.

A trovare la giovane disabile, lo zio, allarmato nel non avere notizie di Aneta da oltre un anno. "La ragazza - spiega l'uomo - aveva la carne di un gluteo e della coscia in putrefazione".
Movente del gesto della donna, un litigio con i parenti che avrebbero voluto mettere in cura la giovane Aneta. Quando la polizia è entrata nel fienile si è trovata di fronte a uno scenario da "lager".
http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/mamma_incatena_figlia_disabile_in_stalla_coscia_in_decomposizione_foto/notizie/1070539.shtml

Siracusa - Invalida 23enne pestata col mattarello dalla matrigna
23 febbraio 2015I carabinieri di Cassibile, quartiere di Siracusa, hanno arrestato una coppia - 39 anni lei, 50 lui - con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona. I due, dal 2011, avrebbero compiuto ripetute violenze fisiche e psicologiche nei confronti della figlia dell'uomo, una ragazza di 23 anni, invalida civile.
Secondo il racconto della vittima, per futili motivi o banali litigi, la donna la picchiava ripetutamente, utilizzando anche un mattarello di legno o il manico della scopa. Le violenze avvenivano sotto gli occhi del padre, che nel frattempo avrebbe rivolto alla figlia offese e rimproveri.
Durante un soggiorno in Romania, la ragazza avrebbe fatto ricorso alle cure ospedaliere. Secondo quanto riferito dai carabinieri, due giorni fa la ragazza è stata aggredita con il mattarello dalla matrigna che, dopo averla trascinata per i capelli sul pavimento, l'ha chiusa in casa.
http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2015/02/23/violenze-fisiche-psicologiche-per-anni-figlia-invalida-coppia-arrestata-siracusa_Fwp182HsOvfX0xfdGTPCqI.html

Zungri (VV) - Segregata e percossa dalla madre rumena
26 febbraio 2015 -(ANSA) Una donna rumena, L.R., di 49 anni, è stata arrestata dai carabinieri a Zungri e posta ai domiciliari per maltrattamenti in famiglia e sequestro di persona nei confronti della figlia.
I militari sono intervenuti dopo segnalazioni anonime ed hanno scoperto che la vittima era segregata in casa. La ragazza aveva i segni di percosse al volto ed alla testa.

Quando i carabinieri l'hanno liberata la ragazza, tra le lacrime, ha raccontato i maltrattamenti subiti dalla madre.
http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/02/26/segregata-in-casa-arrestata-la-madre_22cf056f-ea8e-45a1-ac88-fac31028662c.html

USA - Madre pedofila abusa delle figlie di 6 e 8 anni
16 marzo 2015Amanda Arellano e Daniel Kelly Copeland, di 29 e 30 anni, hanno abusato delle loro figlie di 6 e 8 anni tra il 2011 e il 2012 nella loro casa di Macon, in Georgia, negli Stati Uniti.
I due costringevano le piccole vittime a partecipare ai loro perversi giochi erotici, ma non solo: venivano anche fotografate. Spesso le piccole erano costrette anche a guardare i loro genitori fare sesso, dicendo loro “Vi mostriamo cosa sanno fare i grandi”.
Durante il processo, i racconti delle violenze hanno colpito molto i presenti e in molti sono scoppiati in lacrime. Il giudice Howards Simms ha detto alla donna:


In questa veste non ho mai insultato nessuno, ma Lei è la più vile puttana che io abbia mai incontrato.
Amanda si è dichiarata colpevole ed è stata condannata a 30 anni di prigione per stupro e molestie su minori. Daniel a 25 anni.
La donna in udienza al tribunale ha risposto al giudice:

Mi dispiace, punirò me stessa più di quanto lo possa fare Lei, signore.
e il magistrato:
Per lei c’è sicuramente un posto speciale all’inferno.
http://news.leonardo.it/giudice-insulta-madre-pedofila/

Follonica (GR) - Due zingare fanno prostituire le figlie minorenni
15 aprile 2015 -Arrestate due donne Rom che facevano prostituire in strada le figlie minorenni e almeno una terza loro amica, sempre minore, dello stesso campo nomadi presso Follonica (Grosseto).
La Guardia di Finanza ha così eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Firenze, verso due donne di 39 e 36, che vivono in un camper. Sono accusate dei delitti di prostituzione minorile, reclutamento e favoreggiamento della prostituzione.

Le indagini, coordinate dalla procura di Firenze, hanno preso avvio nel maggio 2014, quando una pattuglia della tenenza di Follonica sorprese la figlia minore di una delle arrestate mentre era appartata in compagnia di un uomo di 54 anni su un'auto in una zona isolata. Zona che di solito è frequentata da prostitute.
Poi, successivi approfondimenti investigativi - realizzati attraverso raccolta di testimonianze, analisi del traffico telefonico e ripetuti servizi d'osservazione da parte di militari in abiti civili -, hanno consentito di far emergere chiaramente la responsabilità delle due arrestate. Dalle indagini è emerso che le due rom adulte praticavano loro stesse la prostituzione in strada, in particolare presso centri commerciali e supermercati di Follonica. Ma, cosa ancora più rilevante, inducevano alla prostituzione le rispettive due figlie minori e almeno un'altra ragazza rom, anch'essa minorenne, domiciliata presso lo stesso campo nomadi. Di qui gli arresti.
Ora le due Rom sono nel carcere di Pisa. La vicenda è stata segnalata ai servizi sociali.
Le baby rom costrette a prostituirsi dalle madri a Follonica (Grosseto) da qualche tempo adescavano i possibili clienti fuori dai centri commerciali e dai supermercati di Follonica.
http://www.ilmattino.it/PRIMOPIANO/CRONACA/mamme-rom-prostituire-figlie-minorenni-arrestate/notizie/1297754.shtml

Pescara - Madre-madrona fa abusare figlio di 5 anni dal convivente pedofilo
15 aprile 2014 - Una 33enne è stata arrestata dalla Squadra Mobile in quanto condannata dalla Corte D'Appello de L'Aquila a 3 anni e 9 mesi per aver fatto prostituire il figlio di 5 anni, organizzando incontri sessuali con il compagno 60enne.
La donna è stata condannata anche a quattro anni di interdizione dai pubblici uffici e le è stata sospesa la patria potestà per otto anni. Ora si trova in carcere a Chieti.
http://www.ilpescara.it/cronaca/pescara-prostituire-figlio-5-anni-condannata.html

Lanciano (CH) - Madre-madrona frusta figlia adottiva perché fa male i lavori di casa
15 febbraio 2015Ha vissuto come cenerentola poi, divenuta maggiorenne, non ha trovato il principe azzurro ma la forza di denunciare la madre adottiva.
Faticosi lavori domestici e nell'orto, con l'uso di un frustino da cavallerizza se eseguiti male; in più insulti, quali: «Sei stupida, non vali niente, non sei nessuno e non avrai nessuno che ti si prende. Qua non si fa nulla gratis, i miei doveri sono solo quelli di vestirti, darti da mangiare e mandarti a scuola».
Rinviata a giudizio per maltrattamenti, dal Gup di Lanciano, la madre adottiva di una ragazza dell'Est Europa che, divenuta maggiorenne, ha denunciato la donna. 
l processo alla madre adottiva, una donna tedesca residente con la famiglia nel Chietino, è stato fissato per il prossimo 15 ottobre. Determinante per la denuncia della giovane, che dell'educazione ricevuta si era lamentata anche a scuola; è stato l'ennesimo maltrattamento che l'ha costretta a farsi medicare in ospedale, dove i medici l'hanno giudicata guaribile in dieci giorni per un trauma alla testa.

Cina - Il neonato la morde durante l'allattamento: lei lo fora 90 volte con le forbici
13 maggio 2015 - Il piccolo Xiao Bao, di otto mesi, è stato scoperto dallo zio in una pozza di sangue: sono stati necessari 100 punti di sutura dopo l'aggressione; ora è ricoverato in ospedale.
E' fortunato ad essere ancora vivo dopo essere stato accoltellato 90 volte da sua madre, per lo più in faccia.
E' successo a Xuzhou, Cina orientale provincia di Jiangsu.
Il bambino vive con la madre e due zii, che fanno riciclaggio di scarti organici. E 'stato uno degli zii a scoprire Xiao Bao nel cortile della loro casa e a ricoverarlo in ospedale.
La madre del bambino in seguito ha confessato di aver pugnalato il bambino dopo che lui l'aveva morsa durante l'allattamento.
I vicini hanno supplicato le autorità di tenere lontano il bambino, ma hanno risposto che non lo faranno. A quanto pare, hanno detto che non ci sono conferme che la madre soffra di una malattia mentale e, a prescindere da ciò, il bambino ha ancora due custodi, i suoi due zii.

http://dailymediabuzz.com/mom-stabs-son-90-times-with-scissors-after-being-bitten-while-breastfeeding/?fb_action_ids=10203055153333927&fb_action_types=og.shares

Latina - Presa la madrona bulgara che aveva quasi ucciso la figlia di due mesi
20 luglio 2015Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Latina, a seguito di un’incessante attività investigativa, ha tratto in arresto, a borgo Grappa, una cittadina bulgara di 36 anni. La donna era ricercata da alcuni mesi, è destinataria di un ordine di esecuzione emesso dal tribunale di Velletri nel dicembre dello scorso anni, deve scontare una pena di 4 anni e tre mesi di reclusione, per i reati di tentato omicidio, abbandono di minori e sequestro di persona, per reati commessi tra Ardea e Anzio.
Secondo quanto si apprende, si era resa responsabile di gravi lesioni nei confronti della figlia piccola, di appena due mesi.
La donna è stata rintracciata in via Malconsiglio dopo attivissime indagini e, dopo gli accertamenti di rito è stata trasferita presso la Casa Circondariale di Rebibbia.
http://www.latinatoday.it/cronaca/picchia-figlia-ricercata-arrestata-latina.html


Roma - Prostituta a 16 anni, arrestata la madre
27 luglio 2015 - Scomparsa dal suo Paese di origine e rintracciata dai carabinieri mentre si prostituiva in strada a Roma. È accaduto a una ragazza rumena di 16 anni. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Roma hanno arrestato 5 persone, tra cui la madre e il compagno della giovane, ritenute responsabili, a vario titolo, di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione minorile.
Le indagini sono state avviate dai militari di via in Selci in seguito alla denuncia di scomparsa presentata a luglio del 2014 da una zia della ragazza che risiede in provincia di Bergamo. La donna aveva riferito di essere stata contattata telefonicamente dalla nipote che le aveva confidato di essere stata portata in Italia da un connazionale che la stava costringendo a prostituirsi in strada nei pressi di Roma.
Tra gli arrestati, la madre e il compagno della minore, raggiunti in Romania dal mandato di arresto europeo. Consapevoli dell'attività svolta dalla giovane, si sarebbero fatti inviare parte del denaro guadagnato dalla ragazza.
La minorenne, rintracciata mentre si stava prostituendo lungo una strada del quartiere Eur, è stata affidata ad una struttura di prima accoglienza.

http://www.ilgazzettino.it/ITALIA/CRONACANERA/roma_prostituta_sedici_anni_politici_e_imprenditori/notizie/1259056.shtml

Turchia - Ancora donne vittime del matriarcato
18 agosto 2015Una donna di 36 anni ha ucciso la figlia di 17 anni dopo aver scoperto che era incinta. E’ accaduto in Turchia e a riportarlo è il quotidiano locale Hurriyet.
In base alla ricostruzione - confermata dall'agenzia di stampa ‘Dogan', che cita fonti della sicurezza turca - Emine A. avrebbe appreso della gravidanza al terzo mese della figlia Meryem A. durante una visita ad alcuni vicini. Immediatamente è a rientrata a casa, nella città di Nigde, nella Turchia meridionale; ha preso un'arma con la quale, una volta tornata nell'abitazione, ha sparato sulla figlia per cinque volte, secondo il quotidiano.
Alcuni testimoni, hanno tentato di soccorrere la ragazza e di portarla all'ospedale ma è deceduta durante il tragitto. La madre, subito arrestata, ha avuto un collasso ed è stata ricoverata. La polizia ha aperto un'indagine.
http://www.fanpage.it/madre-scopre-che-la-figlia-di-17-anni-e-incinta-di-tre-mesi-e-la-uccide/

USA - Madre-madrona costringe le due figlie a praticare sesso orale su di lei
6 settembre 2015Ashley Ragusa è una madre di 32 anni di Toledo, in Ohio. E’ stata arrestata perché avrebbe costretto le sue due figlie a praticare sesso orale su di lei.
Un’accusa ignobile, definita dalle autorità “da film horror”, costata alla donna una pena di 9 anni per abusi sessuali avvenuti tra gennaio 2012 e dicembre 2013.
Il giudice Myron Duhart, della Lucas County Common Pleas Court, leggendo la sentenza di condanna alla madre delle bambine abusate, ha affermato: “Questi atti e queste condizioni sono terribili. Non credo che esista una sentenza che possa riparare i danni che ha provocato. Non sono sicura di poter prevedere una pena lontanamente paragonabile a quello che queste bambine hanno sofferto”.
La donna ha provato a difendersi dalle accuse, sostenendo che la sua vita ha preso una seria sbandata cinque anni fa, dopo la morte del padre e la fine del suo matrimonio, quando ha sofferto di depressione e ha cominciato a fare uso di droga. “Guardo al mio passato e me ne vergogno. Non riconosco nemmeno la persona che ero”, ha confessato la madre.
La 32enne ha già trascorso un anno dietro le sbarre. Ed oggi afferma di esserne riconoscente: "Non solo io sono sobria, ho avuto il tempo di riflettere sulla mia vita, su quello che ho fatto, su chi ero, su quello che voglio, e che cosa devo fare per cambiare", ha detto la Ragusa.
Il giudice ha osservato che la madre delle due bambine non ha nessun precedente penale, ma che allo stesso tempo non mostra alcun significativo segno di rimorso per le azioni che l’hanno portata in galera.
http://www.fanpage.it/madre-costringe-le-due-figlie-a-praticare-sesso-orale-su-di-lei-condannata/

Messina - Madre pedofila inviava foto intime dei suoi figli in cambio di regali
18 ottobre 2015E’ una madre messinese di 33 anni la donna accusata di aver inviato a un pedofilo 31enne di Augusta le foto delle parti intime dei suoi bambini, in cambio di regali.
L’indagine portata avanti dalla Polizia Postale di Catania si è conclusa stamattina con l’arresto sia della donna che del pedofilo, adesso rinchiusi nel carcere della città etnea con l’accusa di produzione di materiale pedopornografico.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si fingeva una ragazzina per “rimorchiare” minorenni e bambini su Facebook. Dapprima intratteneva amicizia e poi, entrando sempre più in confidenza, si faceva inviare le foto osé.
Gli inquirenti hanno sequestrato i cellulari e i computer sia della donna che dell’uomo, ritrovando parecchio materiale.
http://www.tempostretto.it/news/polizia-postale-inviava-foto-intime-suoi-figli-cambio-regali-arrestata-mamma-messinese.html



Pescara - L'orca si fa filmare mentre fa sesso col figlio di 5 anni
22 ottobre 2015 - Foto e video mentre fa sesso con un bambino, risultato poi essere il figlio di cinque anni: sono stati trovati dalla Polizia Postale di Pescara in diversi dispositivi informatici sequestrati a casa di una donna. Con il cugino, la donna è stata arrestata per produzione e divulgazione di materiale pedopornografico, atti sessuali con minorenni e corruzione di minorenni, in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip presso il Tribunale dell'Aquila.
Il Tribunale per i Minorenni del capoluogo abruzzese ha disposto l'allontanamento dei figli dalla casa dell'arrestata. L'indagine, condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni per l'Abruzzo di Pescara e coordinata dal Pm Roberta D'Avolio della Procura Distrettuale dell'Aquila, è partita da una segnalazione del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni attraverso il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia On line (C.N.C.P.O.) che coordina l'attività di tutti i Compartimenti territoriali.

Bisognava identificare un utente che in diverse occasioni aveva effettuato uploads di files contenenti immagini a carattere pedopornografico e che poi è risultato essere un uomo residente a Pescara, arrestato oggi con la cugina (madre del bimbo di cinque anni ripreso), a cui è legato sentimentalmente. In particolare, tra il materiale sequestrato vi sono un video ripreso dal bambino in cui la madre si 'esibisce' e delle immagini in cui si vedrebbe la donna compiere atti sessuali con il bimbo.

I due cugini arrestati stamani, entrambi sulla quarantina, sono finiti in carcere, lui a Pescara e lei a Chieti.
La donna viveva con un uomo - al momento estraneo ai fatti -, e con i figli, che ora si trovano in una struttura protetta. Le indagini - hanno spiegato in conferenza stampa il dirigente della Polizia postale di Pescara, Elisabetta Narciso, e il responsabile della sezione Cyber Crime, Angelo Mastronardi - sono state piuttosto veloci e sono andate avanti per due settimane.
Tutto è partito dalla segnalazione del Cncpo: l'uomo, infatti, aveva caricato del materiale pedopornografico su una piattaforma internet per la condivisione con altri utenti. Scattata la perquisizione domiciliare, su una chiavetta usb sono stati trovati, oltre a materiale pedopornografico generico, video ed immagini particolari che hanno consentito ai poliziotti di identificare la donna, con cui l'uomo aveva una relazione sentimentale. Di conseguenza sono stati effettuati controlli anche nell'abitazione della donna, luogo in cui era stato girato il filmato in questione, e sono stati trovati il video e le immagini ritraenti il bambino.
Il tutto, spiegano alla Polpost, è avvenuto in un «contesto sociale medio-basso». Proseguono indagini ed accertamenti, anche per capire se ci siano stati altri episodi e per scoprire se siano coinvolte altre persone.

Montella (AV) - Rumena faceva violentare la sorella dal compagno e da un amico
23 ottobre 2015Lo scorso mese di aprile, i Carabinieri dell'Aliquota Operativa della Compagnia di Montella avevano tratto arrestato tre persone, due rumeni ed un italiano, responsabili di "violenza sessuale nei confronti di una minore" che, all'epoca dei fatti, aveva poco più di 14 anni. L'attività di indagine era stata avviata dai Carabinieri a seguito di alcune confidenze successivamente avvalorate da segnalazioni pervenute ai Servizi Sociali, che avevano avuto sentore delle violenze che la ragazza era costretta a subire.
L'attività investigativa avevano poi permesso di accertare e cristallizzare numerosi episodi durante i quali la giovane rumena era stata destinataria di attenzioni sessuali da parte di un 32enne rumeno, convivente della sorella, e di un amico di famiglia, italiano e 55enne.
La sorella della vittima, che non aveva fatto nulla per evitare che la minore subisse atti sessuali da parte dei due uomini e che l'aveva costretta a sottacere le violenze subite, veniva tratta in arresto e sottoposta agli arresti domiciliari.
Tuttavia, nel corso dei sistematici controlli posti in essere dai Carabinieri di Montella finalizzati a verificare il rispetto delle prescrizioni impostele, erano state accertare numerose violazioni. Proprio grazie all'attività dei militari dell'Arma, il G.I.P. del tribunale di Avellino ha accolto la richiesta avanzata dalla procura della Repubblica, diretta dal Procuratore Capo Dott. Rosario Cantelmo e, concordando con le risultanza investigative, ha inasprito la misura cautelare, revocandole gli arresti domiciliari e disponendo la custodia cautelare in carcere.
Su disposizione dall'autorità giudiziaria, la rumena - una 22enne da qualche anno stabilmente in Italia - dopo le formalità di rito, è stata tradotta presso la casa circondariale di Foggia.
http://www.ilciriaco.it/cronaca/item/12952-faceva-violentare-la-sorellina-dal-compagno-e-da-un-amico-arrestata-una-22enne.html



Torino - Madre-madrona rumena costringe figlia 12enne a prostituirsi
5 novembre 2015Costringeva la figlia a prostituirsi e a prendere sostanze stupefacenti. La triste storia di una 12enne rumena è stata scoperta dai carabinieri che hanno arrestato la madre aguzzina e altre quattro persone.
Una storia iniziata nel 2012: la madre invitava a casa amici e compagni e permetteva ogni tipo di abuso sulla ragazzina. Alla fine degli abusi la donna si faceva consegnare soldi o droga.
La ragazzina è stata affidata al Comune di Torino.
http://www.torinoggi.it/2015/11/04/leggi-notizia/argomenti/cronaca-11/articolo/torino-costringeva-la-figlia-12-enne-a-prostituirsi-arrestata-donna-di-origine-romena.html


Napoli - Madre-madrona costringe figlia 13enne a masturbarsi e invia le immagini online
11 dicembre 2015Una storia che si svolge fra Palermo e Napoli, tra un uomo e una donna. Una donna costringeva la figlia di 13 anni a masturbarsi per poi inviare le immagini (riprese dalla madre) a un quarantenne residente a Palermo.
La suddetta donna, di 44 anni, napoletana, risulta essere adesso agli arresti domiciliari, mentre il destinatario delle foto è finito in carcere. Entrambi sono accusati di violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico.
Fra gli elementi di accusa che hanno giocato un ruolo fondamentale, ci sono le dichiarazioni della ragazza. In più, determinante è stato l’esito degli accertamenti sul materiale informatico sequestrato dagli inquirenti nelle abitazioni dei due indagati.
Dall’inchiesta portata avanti dalla procura di Napoli, l’emissione di due ordinanze di custodia cautelare. Gli arresti sono stati eseguiti dagli agenti del commissariato di Scampia, della squadra mobile di Napoli e del commissariato Brancaccio di Palermo.
http://napoli.zon.it/donna-porno-figli/


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