5 aprile 2012

Si era innamorata perdutamente di una sua allieva. Lo dimostrava con decine e decine di sms mielosi cercando di rubare un bacio sulla guancia o con carezze furtive. Peccato che la ragazzina avesse 13 anni e lei fosse la sua insegnante di inglese alla scuola media. Un colpo di fulmine che ha rovinato la professoressa quarantenne che è stata condannata a sei mesi di reclusione per molestie aggravate dalla particolare petulanza e dalla sua posizione dominante. L'insegnante è stata indotta alle dimissioni dal dirigente scolastico e ha perso il posto. Ha anche dovuto risarcire il danno alla sua allieva con 4 mila euro. E le è anche andata bene. Infatti, inizialmente la Procura contestava alla donna anche il reato di violenza sessuale con minorenne, a causa di un bacio sulla guancia e di una carezza sulla schiena rifilati alla ragazzina. Per il giudice, però, queste non erano altro che attenzioni un po' troppo spinte, ma non comportavano l'invasione della sfera sessuale della ragazzina [nel caso di autori uomini gli stessi comportamenti sono sempre stati considerati violenza sessuale - ndr].
A denunciare la vicenda alla polizia postale Trento è stato lo stesso dirigente da cui dipendeva la scuola nella quale insegnava la donna. Il dirigente era venuto a conoscenza della storia da una collega della professoressa che aveva raccolto le confidenze della ragazzina. La storia è durata due mesi, dal maggio al giugno 2010. Poi tutto si è interrotto quando il dirigente scolastico ha convocato l'insegnante chiedendole di dimettersi. La vicenda è stata ricostruita attraverso un memoriale redatto dalla collega della professoressa imputata grazie ai racconti della ragazzina molestata.
Dopo la denuncia del dirigente, il telefono della ragazzina e quello dell'insegnante sono stati intercettati dalla polizia. E' stata accertata una mole imponente di sms di tenore ardito e molto affettuoso. Un po' troppo affettuoso per essere comunicazioni tra una professoressa e una sua allieva. L'insegnante se ne è resa conto, tanto che aveva raccomandato alla sua allieva di registrare il suo numero con il nome Irlanda o green eyes nella rubrica del cellulare.E, a giudicare dal tenore, dei messaggi si capisce perché l'insegnante non volesse essere scoperta. Si inizia con un «tu sei speciale e io l'ho sempre saputo..se solo avessi qualche anno di meno mi innamorerei io di te». Con il passare dei giorni il livello di confidenza che la professoressa si prendeva aumentava, invece la ragazzina, che prima sembrava contenta dell'amicizia dell'adulta, iniziava a rispondere a monosillabi perché si rendeva conto che si trattava di un rapporto anomalo.
La professoressa scriveva cose degne di un'adolescente innamorata: «Sei proprio nel cuore della mia vita...cucciola». Oppure: «Ti penso ogni minuto», o ancora: «Ti abbraccio forte per rassicurarti e per teneramente amarti». Tra il 6 e il 7 giugno 2010, l'insegnante ha inviato ben 42 messaggi all'allieva. In questi due giorni si era resa conto che la ragazzina si confidava con l'altra insegnante. La stessa insegnante che poi ha segnalato il caso al dirigente. Questa stessa professoressa ha raccontato alla polizia che la collega in un'occasione, durante una lezione, si era avvicinata alla ragazzina come per dirle qualcosa in un orecchio e poi l'aveva baciata sulla guancia.
Il 14 maggio, durante una gita scolastica, si era seduta accanto alla ragazzina facendo allontanare un compagno e l'aveva accarezzata sulla schiena. Un'altra volta, alla recita teatrale, aveva fatto spostare sempre un alro ragazzino e aveva preso per mano la ragazzina. Non solo. L'imputata ha chiesto alla sua collega, durante la gita, se secondo lei alla ragazzina piacessero le donne e altri dettagli sulla sua vita sentimentale. Insomma un comportamento non certo da docente, ma da adolescente innamorata.


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