25 aprile 2012

Una donna, di nome Senka Saric, raccoglieva cani randagi dalla strada e li murava vivi, in un’intercapedine del muro della sua cantina, in centro città; successivamente, li portava nella sua casa di campagna e li massacrava assieme al marito. La carne dei cani veniva poi venduta ai macellai e ai ristoranti della zona.
Un'altra donna, di nome Jelena Paunovic, ha combattuto strenuamente affinché l’orrore finisse e, finalmente, ci è riuscita. La Paunovic ha cercato per anni l’appoggio delle istituzioni al fine di fermare la Saric: i suoi appelli sono sempre caduti nel vuoto. La polizia diceva che, dopotutto, la cantina della Saric era proprietà privata. Che sarebbe stato impossibile ottenere un mandato di perquisizione dal giudice.
E allora, Jelena ha fatto l’unica cosa possibile: ha portato un po’ di cibo agli animali murati vivi, che si sporgevano disperati da una piccola presa d’aria che la Saric lasciava aperta perché non morissero soffocati.
Il palazzo dove i cani venivano murati vivi è collocato in pieno centro di Sarajevo. C’erano altri condòmini a condividerlo con la Saric: condòmini che non riuscivano a dormire per la puzza di decomposizione e i guaiti disperati degli animali e che, nonostante questo, non hanno mai denunciato.
La storia si è finalmente conclusa in queste giorni. La perseveranza e l’ostinazione di Jelena Paunovic hanno finalmente vinto, grazie alle petizioni in internet e alla conseguente diffusione di questa storia d’orrore e di morte.
Finalmente Sarajevo si è svegliata e un gruppo di cittadini si è mobilitato concretamente, circondando il palazzo dell’aguzzina fino a che la polizia non è intervenuta. I cani ancora vivi sono stati liberati dall’intercapedine del muro. Senka Staric è stata arrestata.
Nella casa della donna si continua a cercare: l’appartamento, invaso di immondizia e feci, potrebbe infatti nascondere altri animali finora non ritrovati.


Nessun commento:

Posta un commento