30 aprile 2012

La «ninfomane seriale» di Monaco di Baviera colpisce ancora: a metà aprile era rimbalzata da un sito all’altro la notizia della donna tedesca che aveva costretto un deejay del capoluogo bavarese ad una massacrante maratona sessuale. L’uomo aveva chiamato la polizia e si era rifugiato sul balcone. Ora, la donna ha fatto un’altra vittima: un giovane africano, scoperto dai passanti in lacrime in mezzo alla strada.
La donna di 47 anni, che nel marzo scorso aveva rinchiuso il dj Dieter S. nel suo appartamento e lo aveva costretto per cinque ore a un tour de force di amplessi, è nuovamente piombata alla ribalta: nella sua rete ora è finito un 31enne africano. La signora ha teso la sua trappola su un autobus di linea, con qualche frase di circostanza e dei sorrisi ammiccanti. Poi, una volta agganciata l’ignara preda, ha invitato il giovane a salire a casa sua. Un grave errore. Infatti, qui per il ragazzo non c’è più stato scampo: la donna lo ha costretto a una specie di martirio. La stakanovista del sesso non gli ha dato tregua per 36 lunghe ore, gli ha chiesto prestazioni di continuo trasformando il poveretto in una sorta di schiavo sessuale. Lo ha chiuso in appartamento, ha nascosto tutti i telefoni. Per un giorno e mezzo.
Alcuni passanti lo hanno trovato in seguito sul ciglio di una strada a Monaco in un fiume di lacrime. Ma non basta: quando gli agenti hanno suonato alla porta, la ninfomane ha aperto ancora completamente nuda e ha subito proposto di fare sesso di gruppo.
Come riferisce il quotidiano Tz, i fatti sarebbero accaduti circa una settimana fa.
La prima vittima della signora di Monaco aveva dovuto far intervenire la polizia per mettere fine a quella che, da una piacevole avventura, si era trasformata in un sequestro di persona a scopo sessuale. Anche qui lo stesso copione. Il 43enne deejay aveva conosciuto la donna in un bar di Monaco di Baviera. Di lì era finito a casa di lei per una interminabile notte di sesso. Tuttavia, quando, sfinito, l'uomo aveva provato ad andarsene, la donna glielo aveva impedito. Solamente otto amplessi più tardi, e dopo che la donna si era oramai addormentata, l’uomo era riuscito a scappare sul balcone e a chiamare la polizia con il cellulare per «liberarlo».


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