aggiornamento del 9 febbraio 2012
Minacciata di morte e di essere sepolta in giardino, promessa in sposa ad un connazionale sulla base di un accordo tra genitori, niente pallavolo perché non necessaria alla sua formazione: sono le angherie subite da una ragazza marocchina, ora maggiorenne, che hanno portato alla condanna della madre ad un anno e otto mesi, pena sospesa, a chiusura dell'udienza davanti al Gip di Verona.
Una storia ripercorsa in aula solo dai legali, assenti sia la ragazza, ora in una struttura protetta, che la madre, accusata di maltrattamenti.
Una vicenda cominciata nel 2009 e conclusasi un anno fa, quando è scattata la denuncia che ha posto fine ad una storia di difficile integrazione della famiglia marocchina. La giovane aveva raccontato di essere stata minacciata e picchiata, anche con una cintura, perché aveva comportamenti non conformi alle sue origini marocchine e al suo credo religioso; anche solo per un gelato con gli amici.
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