28 agosto 2011

Una infermiera assistente è stato arrestata per aver strappato le unghie di una donna anziana affidata alle sue cure in un ospedale di Kyoto. La donna, Akemi Sato di 37 anni, sabato avrebbe tirato vie le unghie dalle dita di una paziente di 80 anni affetta da demenza senile.
Akemi Sato è stata già arrestata per un crimine simile, nel gennaio del 2006. E’ stata in prigione per tre anni e otto mesi dopo che fu dimostrato che la donna ferì sei pazienti nel 2004 strappando 49 unghie delle mani e dei piedi. I pazienti erano tutti completamente immobilizzati, cioè indifesi in seguito a malattie come un ictus. Il tribunale distrettuale di Kyoto aveva concluso che la donna commise tali atti crudeli per alleviare lo stress a cui era sottoposta dovendo far fronte a turni di lavoro extra che i suoi supervisori le imponevano.
Dopo essere stata rilasciata, Sato aveva trovato lavoro presso l’ospedale di Kyoto all’inizio di agosto, dove il suo compito era quello di cambiare lenzuola e pannolini per adulti. Il 24 agosto, un collega aveva notato del sangue sul piede di un paziente anziano. In seguito all’apertura di un’indagine interna l’infermiera ha confessato di aver strappato le unghie della donna. L’ospedale ha rivelato che in base al suo curriculum avevano considerato Sato come un’infermiera esperta e capace e di non essere a conoscenza del reato che aveva già commesso. Akemi era stata comunque già sottoposta ad una conitnua supervisione, perché ancora prima di scoprire l’aggressione il suo lavoro era considerato sotto lo standard necessario.
Un portavoce dell’ospedale ha riferito che Akemi Sato era stata richiamata in più occasioni dai suoi superiori che avevano minacciato provvedimenti disciplinari e un cambio di mansioni. Secondo gli altri collaboratori la donna aveva problemi di accettazione del’autorità e lo dimostrava continuamente in episodi in cui era in disaccordo con i suoi superiori. Secondo la polizia diversi altri pazienti nell’ospedale sono stati trovati privi di unghie ma non esistono prove che sia stata l’infermiera a compiere il gesto.


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