aggiornamento del 20 marzo 2013
Si è chiuso a Bologna il processo di primo grado contro Maria Concetta Rollo. La maresciallo dei carabinieri era imputata di accesso abusivo ad un sistema informatico. Il 10 agosto del 2011 la Rollo, quando prestava servizio nella polizia giudiziaria di Ferrara, avrebbe fatto una ricerca nel registro dati del Re.Ge. (il sistema informativo di gestione dei registri penali) sul conto del colonnello Antonio Labianco, comandante provinciale dell’Arma.
La maresciallo aveva infatti denunciato Labianco per abuso d’ufficio, mobbing e falso dopo la denuncia. Il procedimento venne archiviato dal gip Silvia Marini il 13 marzo 2012 (vai all’articolo).
Da un collega partì la denuncia, le indagini vennero affidate alla Dda di Bologna, competente in materia, e si arrivò quindi al processo, conclusosi ieri in primo grado con la condanna in rito abbreviato. Labianco si è costituito parte civile attraverso l’avvocato Marco Linguerri.
Il gup Mirko Margiocco ha condannato la maresciallo a un anno con la condizionale più il risarcimento della parte civile. Il pm Morena Plazzi ha chiesto due anni.
aggiornamento del 13 marzo 2012
Il gip Silvia Marini ha archiviato il procedimento a carico del colonnello dei carabinieri Antonio Labianco. Il comandante provinciale dell’Arma era stato indagato per abuso d’ufficio, mobbing e falso dopo la denuncia nei suoi confronti della maresciallo Maria Concetta Rollo (vai all’articolo).
L'abuso d'ufficio, secondo la militare, vi sarebbe stato allorché il colonnello aveva trattenuto presso di sé la pistola d’ordinanza della militare senza un relativo provvedimento di sequestro emesso dalla procura.
Il mobbing, invece, veniva ricondotto dall’accusante ad una visita medica di natura psichiatrica cui la Rollo sarebbe stata sottoposta per valutarne l’idoneità al servizio.
Il falso, infine, veniva addebitato per uno scritto del colonnello in cui si affermava che la pistola sarebbe stata consegnata spontaneamente dalla militare.
E invece niente di tutto questo secondo il gip, che ha deciso per l’archiviazione per infondatezza delle notizie di reato.









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