24 giugno 2011

Aveva colto il disagio esistenziale della vittima, una signora di mezz'età suggestionabile, per spillarle quattrini. Questa tesi della procura, provata in aula, è costata a Debora Fabris, 41 anni, di Schio, residente al Caile, la condanna a 1 anno e mezzo di reclusione per circonvenzione di persona incapace. Il giudice Cristina Bertotti le ha inflitto anche una multa di 1200 euro. La pena è sospesa. L'imputata è stata pure condannata a risarcire a favore della vittima 7250 euro di danni, incrementati degli interessi, e le spese legali quantificate in 1800 euro.
Dunque, è passata in pieno la linea accusatoria per la quale la Fabris, dopo avere stretto amicizia con la donna di Magrè, si era fatta consegnare in un paio di occasioni 5.500 euro in contanti, sfruttando le menomate capacità cognitive della vittima.
L'imputata ha negato di avere mai raggirato la conoscente, spiegando che si era rivolta alla parte offesa informandola dei propri problemi economici. Aveva iniziato a frequentare la sua abitazione, stringendo un'amicizia che era diventata stretta. In quel contesto c'era stata la consegna del denaro.
Al processo è emerso che era stata un'assistente sociale a farle comprendere che stava accadendo qualcosa di poco chiaro ai suoi danni. «Fu lei a farmi aprire gli occhi», ha spiegato la donna al processo, assistita dall'avvocato Francesco Motterle. La perizia eseguita dal dott. Diego Arsiè ha confermato che quando consegnò il denaro era suggestionabile. Di qui la condanna.


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