Elisa Sartarelli POGGIO MIRTETO Appiccava il fuoco nell'azienda di famiglia: una donna è stata arrestata a Vacone dai carabinieri della Compagnia di Poggio Mirteto e del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Rieti. A.G., 35enne di Vacone, è finita in manette con l'accusa di incendio continuato e aggravato. La storia andava avanti da più di un mese: l'Azienda Agricola Giovannini era spesso oggetto di incendi o tentati incendi di trattori, balle di fieno, fienili o depositi di mangimi. Da maggio ben dieci incendi avevano destato la preoccupazione del proprietario, padre della donna. I militari avevano eseguito accurati sopralluoghi, indicando il profilo di un criminale che operava con inesperienza, utilizzando solo fiammiferi. Di sicuro non si trattava neanche di un piromane, visto che le zone in cui appiccava il fuoco non permettevano un'estensione immediata delle fiamme. Sono state passate al vaglio tutte le ipotesi sui possibili artefici di gesti simili: forse la vendetta di qualche dipendente o una ritorsione da parte dei vicini, fino alla pista del racket. Niente di tutto questo. I carabinieri di Poggio Mirteto insieme ai militari del reparto operativo di Rieti avevano predisposto un servizio di sorveglianza a vasto raggio, nascondendo tra la vegetazione anche delle telecamere all'interno dell'azienda agricola. Così giovedì A.G., la figlia del proprietario, è stata colta sul fatto. La donna, che viveva all'interno dell'azienda agricola con il padre, è stata sorpresa proprio mentre dava fuoco ad alcuni cartoni all'interno di un deposito. Per sua stessa ammissione, a portarla a compiere tali gesti sarebbero dei raptus di follia ai quali è soggetta. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri per accertare le vere cause del suo comportamento. La donna si trova ora al carcere di Rebibbia.
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www.iltempo.it/lazio_nord/2011/06/25/1267541-figlia_incendia_azienda_padre.shtml?refresh_ce









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