17 giugno 2011

Si era verificato circa un mese fa, di venerdì pomeriggio, nella periferia di Fano. Un 60enne del luogo aveva fatto salire nella propria autovettura una giovane ragazza incontrata poco prima in un bar, che gli aveva chiesto un passaggio.
Strada facendo la donna si era dimostrata “molto disponibile” e così l’autovettura aveva eseguito una “sosta” in una zona poco visibile agli occhi indiscreti, normalmente frequentata da coppiette clandestine o da sportivi che la percorrono a piedi, vicino all’aeroporto cittadino.
E quando l’uomo, con le carezze, si era alquanto rilassato, senza che se ne accorgesse, la donna gli sottraeva con destrezza dal portafogli la somma di 200 euro circa, poi gli sfilava le chiavi dell’autovettura dal quadro di accensione e, con la scusa di uscire un momento fuori dall’auto per fumare una sigarette, percorreva velocemente poche decine di metri salendo sull’auto di una complice, dandosi alla fuga.
L’uomo non poteva far altro che chiamare il carro attrezzi ed un amico per avere un passaggio, al quale diceva, per timore di non essere scoperto dalla moglie, di essere stato rapinato da due giovani mentre si era fermato in quel luogo per un impellente bisogno fisiologico.
Ai militari dei carabinieri di Fano subito intervenuti, l’uomo non ha potuto non dire la verità. Così i militari ricostruivano gli spostamenti della “coppia” e, anche grazie alle immagini acquisite da una telecamera a circuito chiuso di un esercizio pubblico, riuscivano, grazie ad ulteriori accertamenti, ad individuare la giovane ladra, la 34enne pregiudicata A.C., residente in un comune vicino Fano.
La donna, frequentatrice della zona di Fano, è risultata non nuova ad imprese del genere, praticando furti e truffe soprattutto nei confronti di uomini anziani affascinati dal suo aspetto fisico.
Si ritiene, quindi, che altri analoghi episodi delittuosi siano stati recentemente messi a segno dalla donna con le medesime modalità e che non siano stati denunciati alle forze di polizia dagli interessati per paura delle possibili “ripercussioni” a livello familiare.


Nessun commento:

Posta un commento