31 maggio 2011

24 ottobre 2012 - Nella tarda mattinata di ieri, la Squadra Mobile di Pescara ha rintracciato e tratto in arresto una cittadina rumena che si era resa latitante a seguito dell’operazione contro il racket della prostituzione denominata “Scoiattolo”, condotta nel maggio dell’anno scorso.
Si tratta di Duta Roxana, di 22 anni, che è stata rintracciata in un appartamento di Montesilvano, per poi essere rinchiusa nel carcere di Chieti a disposizione del GIP di Pescara, Luca De Ninis, che ha firmato l’ordine di arresto nei suoi confronti su richiesta del P.M. Giampiero Di Florio.
La donna deve rispondere dell’accusa di aver fatto parte di una pericolosa gang criminale italo-rumena attiva sul territorio di Pescara, ed è indagata per i reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e per estorsione.
Le indagini, condotte tra il 2010 ed il 2011 sotto il coordinamento della locale Procura, sono durate diversi mesi e si sono basate sia sulle dichiarazioni di alcune delle ragazze sfruttate, sia su numerose intercettazioni e servizi di controllo e pedinamento.
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31 maggio 2011 - La Squadra Mobile di Pescara ha rintracciato e tratto in arresto una cittadina romena che si era resa latitante a seguito dell’operazione contro il racket della prostituzione denominata “Scoiattolo”, condotta lo scorso 19 maggio.
Si tratta di Corina Birladeanu, 24 anni, che è stata rintracciata in un appartamento di Pescara in zona Porta Nuova, per poi essere rinchiusa nel carcere di Chieti a disposizione del Gip di Pescara, Luca De Ninis, che ha firmato l’ordine di arresto nei suoi confronti.
La donna deve rispondere dell’accusa di aver fatto parte di una pericolosa gang criminale, formata da rumeni e italiani, ed è indagata per i reati di associazione per delinquere, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione e rapina.

19 maggio 2011 - Ben 27 le persone finite agli arresti nel corso della maxi operazione portata a termine questa mattina dalla polizia di Pescara. Gang rumene e italiane a spartirsi il racket della prostituzione in città, “trafficando” decine e decine di ragazze dalla Romania, con un organizzazione simile per metodi e soprusi a quella di stampo mafioso. L’avvio da una falsa denuncia di una prostituta “caporale”.
Proprio dal passo falso di una “caporale” è partita l’indagine della polizia pescarese, nel luglio scorso, quando la donna si presentò spontaneamente in questura a sporgere denuncia per la misteriosa scomparsa di una sua connazionale trentenne, riferendo di essere una prostituta e di aver visto per l’ultima volta l’amica allontanarsi a bordo della macchina di un cliente. Un escamotage ad effetto boomerang, utilizzato per prendere le distanze da ciò che ben presto avrebbe scoperto la squadra di Muriana: la donna venne immediatamente identificata come sfruttatrice, e si scoprì che la connazionale non era altro che una trentenne, madre di 5 figli rimasti in Romania, adescata con la solita falsa promessa e portata a Bari e infine a Pescara.
Destinataria degli arresti domiciliari (incinta): STAN Anisoara, detta Marina, classe 1980;
destinatarie del divieto di dimora: CUJBA Florentina, detta Flori, classe 1992; MARKI Ioana Mihael, classe 1980.


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