29 maggio 2011

Aggiornamento del 3 marzo 2016
Condanne definitive per la mattanza di Cecchina. La Cassazione ha rigettato i ricorsi dei due principali imputati per il duplice omicidio e il duplice tentato omicidio compiuti nel 2011 nella frazione di Albano.
La sera del 29 maggio di cinque anni fa, nella villetta di Marco Paglia in via Colle Nasone, suonarono al citofono un uomo e una donna, fingendosi carabinieri, poi identificati in Sante Fragalà - di Torvajanica, ritenuto dagli inquirenti vicino alla cosca catanese dei Santapaola - e nella compagna, Ausonia Pisani, vigilessa ad Albano.
In quel momento nell’immobile erano presenti anche il 43enne Fabio Giorgi, originario di Marino ma residente ad Ardea, il marocchino Rabii Baridi, 34 anni, residente a Roma, e Paolo Paglioni di Guidonia: volti noti alle forze dell’ordine, che sembra stessero discutendo di affari legati alla droga. I due fecero subito fuoco con due pistole, uccidendo Giorgi e Baridi e ferendo Paglia e Paglioni, che si finsero morti.
Il pomeriggio precedente, a Frascati, Paglioni, che era insieme a Baridi, avrebbe aggredito Paglia per un problema legato a una partita di hashish, minacciandolo anche con una pistola. Giorgi, che era insieme a Paglia per acquistare cocaina, avrebbe estratto un coltello ma, spaventato, sarebbe poi andato ad armarsi, chiedendo anche l’intervento di Agatino Mascali, di Tor San Lorenzo, figlio di un pentito. Giorgi si è quindi diretto a casa di Paglia a Cecchina e a quel punto Mascali, contattando Fragalà e la Pisani, avrebbe con quest’ultimi deciso di cogliere l’occasione per eliminare Giorgi, col quale tanto Fragalà quanto il suocero di Mascali, Santo D’Agata, avrebbero avuto un debito di centomila euro.
Fingendo di recarsi dall’amico per aiutarlo, la vigilessa, il compagno e Mascali avrebbero così deciso di regolare i conti, eliminando Giorgi e poi facendo fuoco anche sugli altri.


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