20 aprile 2011

Perseguitava la sua ex moglie ma non ha violentato il figlioletto di quattro anni. Con questa decisione, parzialmente assolutoria, del tribunale di Taranto, ieri è stato scarcerato un operaio manduriano di 33 anni, finito sotto processo con l’infamante accusa di aver abusato del figlio e di aver molestato e perseguitato l’ex moglie.
La sentenza di assoluzione dei reati più gravi «perché il fatto non sussiste», è stata emessa dalla seconda sezione penale (presidente Michele Petrangelo, a latere Vilma Gilli e Simone Orazio) che gli ha inflitto un anno e mezzo di reclusione (5 anni erano stati chiesti dalla pubblica accusa). L’uomo, incensurato, era finito sotto accusa in seguito alla denuncia dell’ex moglie, casalinga, che ascoltando un colloquio fra il bambino e la cuginetta, si era accorta che il piccolo utilizzava termini ed espressioni troppo forti per la sua tenera età.
La donna aveva sottoposto il piccolo a sedute psicoterapeutiche e aveva denunciato il marito, dal quale si stava separando, anche per atti persecutori nei suoi confronti.
La denuncia alle forze dell’ordine aveva fatto scattare un’inchiesta penale, una causa civile di separazione e il procedimento a carico dell’ex coniuge, processato col giudizio immediato.
L’imputato, difeso dagli avvocati Nicola Marseglia e Pierluigi Parlatano, ha sempre sostenuto la sua totale innocenza in merito alla presunta violenza sul figlio. Circostanza, questa, sulla quale aveva sollevato dubbi la psicoterapeuta Dora Chiloiro, consulente dell’accusa. I giudici hanno quindi accolto in parte le argomentazione dei due avvocati dell’imputato, concedendogli anche il beneficio della sospensione condizionale della pena e disponendo la sua immediata scarcerazione.
link alla notizia:
www.lavocedimanduria.it/wp/perseguitava-la-moglie-ma-non-era-un-mostro.html


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