23 aprile 2011

LUCCA, 23 aprile - “Dagli amici mi guardi Dio…” questo deve aver pensato una 37enne rumena, che dopo aver scoperto di essere stata truffata da quella che credeva essere un’amica, ha ricevuto da lei anche minacce di morte sul telefonino.
Tutto è iniziato più di un anno fa quando la donna decide di ospitare in casa una connazionale di 22 anni, conosciuta a Lucca, che diceva di avere grosse difficoltà economiche dovute a problemi di salute dei genitori in Romania.
La 22enne, con la scusa dei genitori malati, in più occasioni era anche riuscita a farsi prestare soldi per una somma pari a 4mila euro. Dopo alcuni mesi si era trasferita a casa del fidanzato, anch’egli rumeno, promettendo di farsi viva per restituire il prestito.
Di lì a pochi giorni infatti la ragazza era tornata con due assegni di 500euro, uno come prima tranche del pagamento e l’altro da farsi cambiare a titolo di favore perché, a suo dire, aveva urgente bisogno di contante.
La vittima, convinta della bona fede dell'amica, si era quindi recata in banca a versare gli assegni, ma lì aveva scoperto che gli specimen di firma non erano conformi a quelli depositati e dunque gli assegni erano “scoperti”.
Aveva allora chiesto spiegazioni alla donna, incontrandola nella sua nuova casa e minacciando di andare in Questura se non le fosse stata restituita l’intera somma dovuta. Per tutta risposta aveva però ricevuto sul telefonino messaggi con minacce di morte rivolte anche ai suoi familiari, inviati dalla truffatrice, che la accusava di averla “svergognata” davanti al fidanzato.
La 37enne decide quindi sporgere denuncia in Questura: le successive indagini della Polizia ricostruiscono l’intera vicenda, scoprendo peraltro che i due assegni erano stati rubati all’ex datore di lavoro della truffatrice. Da qui, oltre alle denunce per truffa continuata e minacce aggravate, anche quella di ricettazione.
link alla notizia:
www.loschermo.it/articoli/view/34084


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