26 maggio 2011

23 ottobre 2009 - Tutte e due residenti a Modica, con la seconda madre di un bimbo di tre anni, che negli ultimi mesi aveva presentato insieme al suo convivente italiano, una serie di querele nei confronti della connazionale. Ed i carabinieri hanno messo la parola fine alla storia. La donna arrestata, lo scorso marzo, di fronte a quello che appariva come un improvviso inasprimento nei rapporti di amicizia con le vittime, non solo aveva iniziato a rendere impossibile la vita della famiglia in ogni momento della giornata ma addirittura, completamente indifferente alla presenza del bambino, ovunque li incontrasse, li insultava e minacciava in modo grave e pesante.
Una serie sin troppo sostenuta e ripetuta di atti minacciosi, vessatori ed ingiuriosi che avevano generato nella coppia timore per l’incolumità del nucleo familiare ed uno stato d’ansia che stava rendendo impossibile la loro vita. La donna era anche arrivata a presentarsi a casa loro, cercando il contatto violento.
Troppi episodi che avevano convinto i carabinieri ad emettere un primo provvedimento giudiziario di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla famiglia, con cui l’arrestata non poteva neppure interagire verbalmente. Incurante della cosa, la donna ha perseverato nelle sue vessazioni e nei giorni scorsi, dopo aver seguito la vittima dentro un supermercato modicano, l’ha aggredita afferrandola per il collo, tirandole i capelli, minacciandola ed ingiuriandola pesantemente di fronte al figlio ed agli increduli clienti.
Episodio che ha spinto i Carabinieri, preoccupati dall’ escalation della persecuzione, ad emettere provvedimento di custodia cautelare per stalking nei suoi confronti che l’ha posta ai domiciliari.

19 giugno 2010 - Ieri pomeriggio i carabinieri della Compagnia Carabinieri di Modica hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura di Modica nei confronti di Y.F. 39enne, cittadina albanese accusata di stalking nei confronti di una sua connazionale.
La donna era stata arrestata per analogo comportamento nell'ottobre del 2009. L'amore saffico per la connazionale l'aveva portato a compiere ogni tipo di vessazioni, perchè si era vista rifiutare dalla donna.
In quella circostanza la donna era stata dapprima destinataria del provvedimento giudiziario di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa con cui l’arrestata non poteva neppure interagire verbalmente. Tuttavia, sulla scorta delle continue violazione del divieto poste in essere dalla donna, l’Autorità giudiziaria di Modica, convenendo con la richiesta dei Carabinieri - preoccupati dall’ escalation di episodi persecutori posti in essere dalla donna - aveva ben presto emesso un tempestivo provvedimento di custodia cautelare domiciliare nei suoi confronti.
L'arresto è stato eseguito dai Carabinieri.
Con il passare del tempo tutto sembrava essere tornato alla normalità quando, probabilmente a causa dell’inasprimento dei rapporti di amicizia con la vittima e del suo successivo arresto, Y.F. non solo ha ricominciato a molestare la vecchia amica, ma addirittura, nell’incontrarla per strada, spesso alla presenza del figlioletto e dell’anziana madre, ha continuato a rivolgerle minacce ed ingiurie sempre più pesanti. La serie ripetuta di atti minacciosi, vessatori ed ingiuriosi ricevuti ha ben presto aggravato nella vittima e nei familiari il perdurante stato d’ansia ed il timore per la loro incolumità, stati emotivi che hanno inevitabilmente inciso sulle loro abitudini di vita.
Da qui l’ennesima denuncia ai Carabinieri di Modica che, eseguiti gli opportuni accertamenti, hanno informato dell’accaduto l’autorità giudiziaria la quale, dal canto suo, constatando l’inidoneità delle varie misure cautelari cui la donna era stata sottoposta nei mesi scorsi, non ha potuto far altro che disporre la custodia cautelare in carcere della donna.
 link alla notizia:
http://www.ilgiornalediragusa.it/cronaca/20132-amore-saffico-donna-albanese-arrestata-per-stalking-nei-confronti-fi-una-connazionale.html

24 gennaio 2011 - Tre rinvii a giudizio per un duplice procedimento penale per fatti analoghi con imputati e parti lese contrapposte. Lo ha deciso il Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Modica, Sandra Levanti, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero, Francesco Puleio. Sarà processata il prossimo quattro aprile dal giudice monocratico Yzaj Fatbardha, 50 anni, albanese, difesa dall’avvocato Giovanni Iemmolo, arrestata nel giugno scorso in esecuzione di una misura cautelare ed indagata per stalking nei confronti di una connazionale e di una famiglia di Modica e successivamente ammessa ai domiciliari. Il piemme le ha contestato atti persecutori aggravati, per avere con condotte reiterate ed assillanti, minacciato o molestato la sua connazionale, Lucay Malindo, albanese, ed anche il marito di quest’ultima, Emanuele Minardo, modicano, a loro volta imputati nell’analogo procedimento, difesi dall’avvocato Carmelo Vicari. La Fatbardha, secondo l’accusa, avrebbe cagionato ai due coniugi un perdurante e grave stato d’ansia e di paura, ingenerando un fondato timore per la loro incolumità e costringendo la donna ad alterare le sue abitudini di vita, a non uscire, a non accompagnare all’asilo il figlio di quattro anni. I due congiunti, dall’altro canto, erano accusati dello stesso reato che, però, è stato derubricato in danneggiamento e lesioni giacchè avrebbero danneggiato la porta di casa della controparte e l’avrebbero colpita, pare, con un bastone, cagionandole ferite. Il Gup, insomma, in conclusione di udienza, ha deciso per il rinvio a giudizio per tutti e tre anche se i reati sono diventati diversi. Anche la Malindo e Minardo compariranno davanti al magistrato in sessione monocratica, il prossimo quattro aprile.
fonte

26 maggio 2011Udienza movimentata quella che vedeva imputata l’albanese Yzaj Fatbardha, 50 anni, residente a Modica, che ha costretto il giudice monocratico del Tribunale, Antongiulio Maggiore, ad alzare la voce e a cacciare dall’aula coattivamente, attraverso i carabinieri la donna. E’ accaduto, infatti, che il pubblico ministero, Veronica Di Grandi, stesse interrogando la parte offesa, Lucay Malindo, anche lei albanese, quando la Fatbardha, si è alzata ed ha cominciato ad inveire contro la teste con frasi offensive sullo stato dell’interessata. “Io non voglio tuo marito, amo il mio. Il tuo ha l’Aids”. Al tentativo di calmare l’imputata del giudice i risultati non sono cambiati tanto che il magistrato giudicante l’ha prima energicamente diffidata, poi ha chiesto l’intervento dei carabinieri e l’ha espulsa. Al termine del processo Yzaj Fatbardha, che era difesa dall’avvocato Rinaldo Occhipinti, è stata condannata a otto mesi di reclusione. La donna era stata arrestata nel mese di giugno dello scorso anno in esecuzione di una misura cautelare e indagata per stalking nei confronti di una connazionale e di una famiglia di Modica(successivamente ammessa ai domiciliari). Stavolta era accusata di atti persecutori aggravati, per avere con condotte reiterate ed assillanti, minacciato o molestato la sua connazionale, Lucay Malindo, albanese, ed anche il marito di quest’ultima, Emanuele Minardo, modicano. La Fatbardha, secondo l’accusa, avrebbe cagionato ai due coniugi un perdurante e grave stato d’ansia e di paura, ingenerando un fondato timore per la loro incolumità e costringendo la donna ad alterare le sue abitudini di vita, a non uscire, a non accompagnare all’asilo il figlio di quattro anni.


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