11 gennaio 2017

CARRARA. Ha agito a volto scoperto una donna sui 45 anni, che ha provato a mettere a segno due rapine in poco più di mezz’ora: la seconda è andata a segno, anche se il bottino è stato di meno di duecento euro.
La prima a un distributore di viale da Verrazzano a Marina di Carrara; la seconda a un’edicola in località Melara. «Lo faccio per curare mio figlio malato di leucemia» avrebbe detto la rapinatrice durante l’ultimo blitz. Avrebbe agito per racimolare i soldi, circa 5 mila euro, necessari - così avrebbe detto - a curare il figlio presunto malato di leucemia; poi però non si è tirata indietro al momento di estrarre un coltellaccio con quindici centimetri di lama.
Ha provocato paura e sconcerto, la donna che ieri mattina ha tentato di rapinare un’edicola e un distributore di carburante, con due colpi in poco più di mezz’ora.
Occhi chiari, labbra prominenti. Secondo la descrizione delle vittime, si tratterebbe di una persona di sesso femminile di circa 45 anni con occhi chiari, capelli castani e labbra particolarmente prominenti: la donna durante i blitz ha pronunciato alcune frasi, esprimendosi in un perfetto Italiano e con un accento della nostra zona.
Il benzinaio: «Mi ha puntato un sacchetto al volto». Tutto si è svolto ieri intorno all’ora di pranzo nell’arco di nemmeno un’ora. Il primo blitz è avvenuto a Marina di Carrara, intorno a mezzogiorno, al distributore Esso di viale da Verrazzano, nei pressi dell’incrocio con viale Zaccagna. Il titolare, Lino Palagi, ha raccontato di aver visto arrivare la donna su un’utilitaria color verde/azzurro: «È scesa e si è messa ad armeggiare con qualcosa ma non ci ho fatto molto caso, pensavo volesse usare il self service» ha raccontato il benzinaio che di lì a poco si è visto puntare al volto un sacchetto. «Mi ha chiesto di darle l’incasso mentre mi minacciava con questo involucro…non si capiva bene cosa c’era dentro allora ho allungato la mano e ho tentato di strapparglielo. Al tatto sembrava una cosa morbida» ha riferito il signor Palagi. Probabilmente la rapinatrice voleva far credere al benzinaio di avere in mano un’arma, per “persuaderlo” a consegnarle i soldi incassati nel corso della mattinata.
Una colluttazione con il benzinaio. L’uomo però non c’è cascato e ne è nata una colluttazione: i due hanno iniziato a strattonarsi, mentre la donna tentava di estrarre dalla borsetta qualcosa (forse uno spray) per ferire il benzinaio che, dal canto suo, ha iniziato a gridare aiuto, rivolgendosi ai vicini e a un automobilista arrivato proprio in quel momento al distributore. Il malcapitato però, davanti alla colluttazione in corso, si è dato alla fuga. Mentre il signor Palagi riusciva a divincolarsi per chiamare le forze dell’ordine, la donna è risalita sulla sua auto ed è scappata, a mani vuote. «Era una signora castana, che parlava in perfetto italiano» ha riferito il benzinaio all’arrivo dei Carabinieri.
A terra, il sacchetto con la pistola giocattolo. Nella collutazione, la signora ha lasciato a terra il sacchetto, con all’interno una pistola giocattolo, di plastica, con la quale aveva provato senza successo a minacciare il benzinaio.
Da Marina a Melara. Di lì a poco, intorno alle 12,40, ai militari dell’Arma è arrivata una seconda richiesta di intervento. Sì perché anche l’edicola posta su via Provinciale, in località Melara, tra Pontecimato e Bonascola è stata presa di mira da una rapinatrice donna, la cui descrizione corrisponde a quella dell’autrice del tentato furto al distributore. Lo conferma Valentina Pisani, dipendente dell’edicola/cartoleria, di proprietà di Loriana Ridonelli. L’edicolante si trovava al bancone, quando ha visto entrare una signora sui 45 anni castana, con gli occhi chiari e le labbra particolarmente prominenti. «Ha acquistato e pagato un quotidiano, poi invece di andarsene mi ha chiesto di consegnarle l’incasso della mattinata» racconta la signora Pisani. «Mi ha detto che non voleva farmi del male, ma che voleva i soldi, perché doveva trovare 5mila euro per curare suo figlio, gravemente malato di leucemia» ha testimoniato l’edicolante che ha provato a convincere la rapinatrice ad accettare una “donazione” di qualche decina di euro.
L’edicolante: «Mi ha puntato un coltello di quindici centimetri». Un’offerta che però non ha ottenuto l’effetto sperato: «Stavo cercando di prendere tempo, sperando che entrasse un cliente o mio marito, visto che eravamo vicini all’ora di chiusura. Lei però ha girato dietro il bancone e mi ha puntato contro un coltello a serramanico, della lunghezza totale di circa 15 centimetri…a quel punto ho avuto davvero paura» racconta ancora scossa la signora Pisani, che sotto la minaccia della lama ha consegnato tutto il denaro che aveva in cassa. «Erano 190 euro perché per fortuna avevo già prelevato il resto» aggiunge l’edicolante. Intascato il bottino, la rapinatrice si è allontanata, ed è salita su un’utilitaria verde/azzurra, «un’Opel» ha riferito la vittima della seconda rapina, anche questa perfettamente corrispondente al mezzo sul quale la donna si era presentata poco prima al distributore di Marina di Carrara.
Letti i numeri della targa. «Ho chiamato i carabinieri, ma ho subito lasciato il telefono

  per uscire a prendere il numero di targa dell’auto della rapinatrice» conclude Valentina Pisani, che grazie alla sua freddezza è riuscita a consegnare ai carabinieri un elemento fondamentale per la caccia alla rapinatrice seriale, la targa dell’auto utilizzata per mettere a segno i due colpi.
http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2017/01/12/news/rapinatrice-seriale-tenta-due-colpi-in-un-ora-1.14702975


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