23 dicembre 2016

Dopo le denunce di alcuni genitori, la Polizia ha piazzato microspie e telecamere nascoste che hanno ripreso i maltrattamenti in aula. L’allarme era arrivato dai bimbi che avrebbero detto ai genitori di aver paura e di non voler frequentare più l’asilo

Si divertiva nel vederli soffrire e per assecondare questo suo desiderio li trattava come oggetti e li picchiava. Il luogo delle violenze è la scuola materna dell’istituto comprensivo «Maria Grazia Cutuli» di Crotone. È dentro queste mura, al centro della città di Pitagora, che la maestra vessava quotidianamente i bambini. Schiaffi, botte in ogni parte del corpo, maltrattamenti continui che nel tempo hanno condizionato la vita dei bambini tanto da evidenziare uno stato di profonda prostrazione fisica e morale.
Le denunce e la sospensione
L’intervento della magistratura crotonese ha evitato il peggio notificando alla maestra un’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva della sospensione dell’esercizio dell’attività didattica. Sono stati i genitori dei bambini a far avviare l’indagine portata a termine dalla squadra mobile che ha piazzato microspie e telecamere dentro la scuola, finendo per registrare i maltrattamenti subiti dai piccoli. Addirittura la maestra per punire i bambini «sequestrava» e buttava nel cestino le loro merendine. Li faceva sedere, alzare e gli toglieva da dietro la sedie facendoli cadere per terra. Comportamenti che hanno fiaccato e intimorito i bambini che — hanno sostenuto molti genitori — hanno provocato insonnia e pianti notturni. Questi stati d’ansia e le ferite sul corpo hanno allarmato i genitori dei 20 bambini che hanno denunciato i maltrattamenti. «Gli atteggiamenti della maestra erano abbastanza violenti», ha spiegato il questore Claudio Sanfilippo .
La paura dei bambini
I bambini più volte hanno manifestato la volontà di non voler andare all’asilo, per capriccio, hanno pensato i genitori. Col tempo, però, l’atteggiamento dei loro figli era radicalmente cambiato: erano timorosi, impauriti, svogliati. Il passa parola tra genitori ha convinto gli stessi che il fenomeno era diffuso tra i bambini e questo ha fatto scattare le perplessità e molti interrogativi sul trattamento dei loro figli dentro la scuola materna. Da qui le denunce e la fine di un incubo per i bambini. 


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