14 novembre 2016

I carabinieri della Compagnia di Taormina hanno fermato, al termine di serrate indagini, una coppia di italiani, il 35enne catanese Salvatore Bonaventura e la 30enne messinese Camilla Adriana Duci, accusati di delitto per rapina aggravata dall’uso delle armi, sequestro di persona, tentata estorsione in concorso.
Secondo gli investigatori,  i due,  a bordo di una vettura nera, con vari pretesti, bloccavano  giovani donne sole alla guida e le rapinavano. L’auto nera era divenuta il terrore del comprensorio taorminese, e se ne parlava destando allarme sociale anche sul web e sui social.
Quell’auto scura lasciava dietro il suo passaggio una scia di rapine ai danni di automobilisti, bloccati prevalentemente a Calatabiano e Giardini Naxos. La coppia, secondo gli investigatori dell’Arma, viaggiava a bordo di un’Alfa 147 nera.
Individuata la vittima, sempre una donna solitamente al volante da sola, la avvicinavano con una scusa per poi rapinarla.
In una circostanza, la vittima era caduta nella trappola del soccorso stradale: si era fermata in aiuto alla rapinatrice che per strada aveva simulato un grave malore.
In qualche caso, come riscontrato ancora dagli inquirenti nei diversi casi di rapina avvenute, di cui tre scoperte, le vittime erano state tamponate al semaforo e, quindi costrette a scendere, o notate dai due rapinatori mentre erano rimaste in panne con la propria vettura per strada per poi essere rapinate.
In quest’ultimo caso, avvenuto nei primi di novembre a Giardini Naxos, una donna rimasta in panne sulla via Consolare Valeria, veniva avvicinata dalla rapinatrice, che scesa da un Alfa Romeo 147, armata di pistola ha costretto la vittima ad aprire la portiera dell’auto e l’ha costretta a recarsi in luogo isolato. Lì arrivava, al volante di un Alfa Romeo nera, il complice che sottraeva alla malcapitata borsa e cellulare. E non finiva qui: infatti una volta messa a segno la rapina, i due si impossessavano anche della vettura della vittima, accompagnandola poi a casa e chiedendole 1000 euro per la restituzione del mezzo. La richiesta veniva reiterata anche il giorno seguente, quando, da una cabina telefonica di Giarre, telefonavana alla vittima pretendendo che si recasse al porto Riposto per li ottenere la restituzione della macchina sempre dietro corrispettivo di denaro.
In altra occasione, i rapinatori hanno preso di mira una ragazza che era in sosta sulla propria utilitaria a Giardini Naxos, mentre parlava al telefono. A quel punto Duci saliva sulla vettura e seguiva il normale iter da rapina.
Ad Aci Sant’Antonio, invece, una commerciante dopo aver chiuso il suo negozio era andata in una pizzeria da taglio. Parcheggiata la propria vettura, l’aveva lasciata aperta, in attesa di comprare dei prodotti di rosticceria per la cena. Mentre si trovava all’interno del locale, Camilla Duci- a detta dei caraqbinieri – apriva la portiera posteriore e si sdraiava sui sedili posteriori avendo sempre tra le mani una pistola.
Tornata in auto e rimessasi alla guida della propria vettura per fare rientro a casa, la povera donna si vedeva puntare una pistola alla tempia da qualcuno posto sui sedili posteriori, che sempre sotto la costante minaccia dell’arma la costringeva a procedere con l’auto. Ma stavolta la vittima era stata più temeraria: durante la marcia, infatti, tra le due è nata una violenta colluttazione, in cui la donna alla guida è riuscita a disarmare la rapinatrice tentando di mettersi in salvo. Ma a quel punto era entrato in scena il convivente rapinatore, che ha tamponato con l’ alfa 147 la vettura della malcapitata e l’ha costretta a scendere ed abbandonare la vettura.
Si indaga su altri due casi avvenuti a Riposto, sempre ai danni di due donne alla guida. Gli inquirenti stanno esaminando le immagini di video sorveglianza ed espletando ulteriori accertamenti tecnici per poter risalire agli autori dei fatti reato.


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