11 marzo 2016

Ancora un casa d’incontri chiusa da parte della Polizia di Stato, ancora una donna arrestata per il favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina.
Si tratta del secondo blitz in poche settimane da parte della Squadra Mobile di Ferrara dopo quello in via Ripagrande, anche questa volta l’appartamento era gestito da una donna di nazionalità cinese che faceva prostituire delle connazionali. Anche il modo in cui sono partite le indagini è stato il medesimo: il controllo degli annunci online. Poi gli appostamenti nei pressi dell’appartamento, in via degli Ostaggi, l’osservazione del via vai dei clienti – italiani, provenienti anche dalla provincia, tutti tra i 30 e i 70 anni e alcuni abitudinari – e la raccolta di informazioni da alcuni di essi. Fino al blitz vero e proprio: una chiamata nel primo pomeriggio del 9 marzo, dall’altra parte la risposta di Y.S., la titolare 42enne dell’appartamento (regolarmente in Italia) che organizza l’appuntamento di lì a breve. Ed è proprio lei ad aprire le porte agli uomini della Mobile, mentre la sua collega è sul letto, pronta a consumare un rapporto con un cliente.
Per Y.S. scattano le manette (sarà poi rimessa in libertà) in flagranza di reato e la denuncia per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, nonché dell’immigrazione clandestina: la sua ospite, anche lei sui 40 anni, infatti era illegalmente sul suolo italiano ed è stata successivamente espulsa avendo rifiutato un percorso alternativo con il Centro donna e giustizia.
All’interno dello scarno appartamento c’era tutto il necessario: preservativi, completi intimi e falli. C’era anche un tariffario scritto in un foglietto, con le varie prestazioni che andavano dai 30 ai 150 euro.
Secondo le risultanze dell’indagine Y.S. prendeva il 50% di quanto ricavato dalla sua ospite, che non era fissa: secondo le testimonianze di alcuni clienti la settimana prima c’era un’altra ragazza, più giovane, sulla ventina d’anni.


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