26 gennaio 2016

Quando non li picchiava, bestemmiava o urlava: questo il trattamento riservato ai piccoli alunni della scuola materna dell'istituto comprensivo D'Arienzo Prisco di Tufino.

Bambini di quattro anni che per la paura facevano la pipì a letto. Dopo le denunce dei genitori e un'indagine durata oltre un mese, nel corso della quale il comportamento della maestra é stato immortalato dalle immagini di una telecamera, per Rosanna Caccavale - 60 anni, insegnante presso l'Istituto comprensivo di scuola materna "D'Arienzo Prisco" di Tufino - é scattato il divieto di andare a scuola.
A notificarle un'ordinanza interdittiva dall'esercizio delle funzioni, per la durata di sei mesi, emessa dal gip del Tribunale di Nola, sono stati gli uomini della Polizia di Stato di Nola, diretti dal primo dirigente Bruno Mandato, ai quali la Procura di Nola, diretta da Paolo Mancuso, ha affidato il compito di alzare il velo sull'ennesima storia di violenza e maltrattamenti consumati fra i muri delle scuole
Il provvedimento, infatti, è stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Nola, che ha coordinato un'attività di indagine, inerente la condotta di «grave maltrattamento di minori», attuata all'interno dell'istituto scolastico dell'insegnante. In particolare, alcuni genitori degli alunni dell'asilo avevano riferito di «uno stato di profondo malessere psicologico dei propri figli, evidenziatosi con mutismi anomali tutte le volte che si faceva riferimento alla vita scolastica, stati di panico immotivati, improvvise e anomali incontinenze, insonnie notturne».
Su tale base, è stata realizzata la videoregistrazione di alcune giornate «didattiche» della maestra Caccavale, e i servizi di osservazione e di ascolto - effettuati da personale del Commissariato di Polizia di Nola attraverso le attrezzature tecniche installate nell'aula - hanno consentito di registrare la sua incredibile condotta «educativa»: insulti, volgarità nel linguaggio, strattoni, mortificazioni, urla, offese e indifferenza totale ai lunghi pianti provocati da tali azioni, e vere e proprie percosse vedevano vittime i piccoli e innocenti bambini alla più piccola e insignificante di quelle che la Caccavale riteneva«mancanze» nei suoi confronti o ritardi nell'esecuzione dei suoi ordini.
Venivano così riscontrate le dichiarazioni rese dai due primi genitori e confermati i peggiori sospetti che essi stessi avevano avuto sulle attività della Caccavale. Dalle successive indagini si è concretizzata l'ipotesi che tale condotta non era certo una novità, ma certamente risaliva ad anni precedenti.

http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/filmata_mentre_maltratta_alunni_sospesa_maestra_60enne_delle_elementari-1508858.html


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