20 novembre 2015

Nonostante l’età, 78 anni, aveva l’energia per urlare, offendere, addirittura spintonare, l’inquilina del pianto di sotto. E, stando alle accuse, lo avrebbe fatto da almeno sei anni. Stanca di sopportare i suoi soprusi, la vicina l’ha denunciata per atti persecutori, quello che usualmente si chiama stalking condominiale.

Ieri, il giudice monocratico di Venezia Claudia Gualtieri ha condannato Silvana Schiavon a nove mesi di reclusione e, nonostante l’età e il fatto che sia incensurata, non le ha concesso la sospensione condizionale della pena: dunque se la pena dovesse essere confermata potrebbe rischiare di finire in carcere.
Non solo: il magistrato veneziano ha accolto una seconda richiesta del pubblico ministero Elisabetta Spigarelli e ha emesso un provvedimento restrittivo: l’imputata non potrà tornare a casa sua e dovrà, quindi, rimanere lontana dall’inquilina che ha pesantemente disturbato per anni. Potrà frequentare casa sua soltanto due ore al giorno, dalle 10 a mezzogiorno; per il resto della giornata dovrà soggiornare lontano, presso una sorella, anche lei residente nel centro storico.
Sono stati numerosi i testimoni che hanno confermato la ricostruzione dei fatti fornita dall’inquilina vessata. Una seconda inquilina, che abita al primo piano dello stesso edificio - al civico 2408 di Dorsoduro, fondamenta Cereri, cioè due piani sotto la Schiavon - è arrivata in aula a raccontare che sentiva le urla dell’imputata che offendeva e dileggiava colei che abitava sotto. La parte offesa ha riferito che, a causa del comportamento dell’anziana donna, aveva cambiato addirittura abitudini: da anni, ad esempio, non se la sentiva più di ricevere in casa amici o parenti nel timore che scoppiasse all’improvviso l’ira dell’altra.
Ha raccontato anche che ognuno dei condòmini possiede nel sottotetto una piccola soffitta, ma che lei non l’aveva più utilizzata perché per arrivarci doveva passare per il pianerottolo dove si affaccia la porta d’ingresso dell’imputata. Insomma, ne aveva un sacro terrore, soprattutto dal momento in cui Silvana Schiavon dalle parole era passata ai fatti, tanto da averla spinta giù per le scale, per fortuna senza gravi conseguenze.


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