27 settembre 2015

Donna ostunese condannata ai domiciliari per molestie e ingiurie. Parla la vittima

Il processo, durato oltre quattro anni, giunge al primo grado di giudizio con la condanna di due mesi agli arresti domiciliari a carico di una “insospettabile” donna ostunese. La vittima: «Troppo poco, mi ha rovinato la vita»


Sempre più spesso si sente parlare di violenza psicologica, di stalking, un sottile cappio che si stringe man mano al collo della vittima, soffocandola. I  cosiddetti “carnefici”, ovvero persone eticamente scorrette e inspiegabilmente sadiche, nella maggior parte dei casi ignorano o misconoscono di avere un vero e proprio disturbo della personalità. Tra le varie segnalazioni che provengono dal territorio provinciale e ostunese, giunge lo sfogo di C.I., vittima delle persecuzioni fisiche e telefoniche dell’ex moglie del suo nuovo compagno.
A quasi un lustro dalla denuncia per stalking, ufficializzata nel 2011, dopo aver inflitto minacce e molestie di ogni tipo per i quattro lunghi anni precedenti, lo scorso 23 settembre una donna incensurata di Ostuni viene condannata dal giudice monocratico di Brindisi Gianantonio Chiarelli, a due mesi di arresti domiciliari, senza sospensione della pena.
«Non è ciò che merita quella donna – dichiara la vittima – responsabile di aver incrinato l’equilibrio della mia famiglia nel delicato frangente in cui mi separavo formalmente dal mio ex marito, di aver compromesso la mia carriera. Ho dovuto chiudere il mio negozio, cambiando di fatto posizione economica e avviandomi a un lungo percorso di analisi. Sono stata pedinata, fotografata, controllata e spaventata da lei direttamente e da due loschi figuri, di cui abbiamo scoperto in seguito anche l’identità. Insieme al mio avvocato, Giovanni Zaccaria, ho sporto in tutto tre denunce, documentando l’incubo in cui vivevo. Il Maresciallo che ha raccolto la mia dichiarazione e il peso che portavo addosso, il primo a seguire il caso, è stato eccezionale e di grande sostegno. Nonostante la forza ritrovata, non ritengo che sia stata fatta giustizia. Questa persona si è insinuata nella mia vita, in quella dei miei figli, modificandone la quiete. Tra l’altro ha anche sconvolto la sua di vita, ma il suo unico obiettivo era quello di rovinare la mia.
Ho avuto tanta paura, per me e per i miei figli. Ho imparato a convivere con uno stato continuo di angoscia e terrore, vittima del suo gioco perverso e malefico. Ma non sono stata l’unica, ha manipolato in maniera differente tutte le persone coinvolte nella vicenda».
La sentenza del giudice Chiarelli condanna la donna ostunese accusata di stalking a due mesi di arresti domiciliari per molestie e ingiurie telefoniche e a risarcire la vittima della somma di 5mila euro.

link alla notizia:
http://www.ostunilive.it/news/Cronaca/391952/news.aspx


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