22 agosto 2015

Una donna italiana di 32 anni, di origine campana ma residente da alcuni anni nellaprovincia di Ancona, è stata denunciata dalla Polizia di Stato del capoluogo dorico con l’accusa di sfruttamento della prostituzione, reato che sarebbe stato commesso ai danni di un giovane transessuale brasiliano.
La 32enne, a seguito della separazione del marito, aveva iniziato a prostituirsi sporadicamente in modo tale da potersi permettere quanto di necessario per mantenere i propri due figli: questi d’altronde erano del tutto all’oscuro riguardo l’attività svolta dalla loro madre, che si prostituiva in un bilocale a Palombina lontano diversi chilometri dalla propria abitazione.
Nel tentativo di raggranellare qualche euro in più la donna aveva coinvolto nella medesima attività anche un giovane transessuale di nazionalità brasiliana, ma con la possibilità di ottenere la cittadinanza italiana in virtù della propria ascendenza da parte di madre: egli pubblicizzava su internet i propri “servizi”, possibili anche in coppia con una donna italiana.
La Polizia è arrivata ai due proprio grazie a queste inserzioni: alcuni agenti, fingendosi potenziali clienti, hanno infatti contattato il brasiliano, ricavandone alcune informazioni poi rivelatesi utili in occasione dell’irruzione compiuta nel monolocale.
Una volta risaliti alla 32enne, i poliziotti si sono sincerati che i suoi figli fossero trattati nella maniera più appropriata, aspetto che è stato effettivamente riscontrato: la donna è stata comunque denunciata per sfruttamento della prostituzione, in quanto è risultata essere l’intestataria dell’appartamento di Palombina.
Il giovane transessuale invece, pur non essendo incriminato, ha dichiarato agli agenti di Polizia di essere sieropositivo, affermando però di essere dedito solamente a rapporti del tutto protetti: semmai dovesse emergere che il giovane abbia infettato qualche cliente, egli rischia di esserearrestato con l’accusa di lesioni gravissime.


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