20 giugno 2015

aggiornamento del 24 giugno 2015
Vito Lombardi quando è stato ritrovato ormai cadavere aveva la testa fracassata e numerose ferite sul corpo. Il giallo di questo brutale omicidio si è fortunatamente risolto in poche ore poichè gli esperti hanno confermato che a togliergli la vita sono stati la 42enne Vania Lazzarato e il marito Amedeo Bonan. I due non avrebbero retto alla pressione dell’interrogatorio e dopo qualche ora dal delitto avrebbero confessato il tutto: “E’ un peso troppo grande da sopportare. Volevamo solo dargli una lezione, non ucciderlo”.
I coniugi, separati da tempo ma non ufficialmente divorziati, sono stati condotti in carcere con l’accusa di omicidio volontario. La loro è una storia che è apparsa dal principio molto strana e complicata poichè Vania Lazzarato viveva da circa 3 anni con Vito Lombardi ma allo stesso tempo continuava a frequentare anche il marito che, secondo quanto riferito da alcuni vicini, molto spesso si fermava a dormire a casa della vittima: “I due coniugi avrebbero deciso praticamente di appropriarsi della casa, cacciando il proprietario”.
L’omicidio potrebbe avere dunque uno sfondo passionale ma sembrerebbe che gli inquirenti non abbiano ancora escluso alcuna ipotesi.
Gli amici di Vito Lombardi una volta appresa la triste notizia sono rimasti molto scossi anche perchè l’uomo aveva problemi economici e combatteva ogni giorno contro la disoccupazione. Nessuno avrebbe mai immaginato che qualcuno volesse addirittura ucciderlo.
Anche il sindaco di Villora ha voluto rilasciare una dichiarazione dopo essersi recato nel luogo dove si è consumato l’atroce omicidio: “Un delitto che ci lascia scossi, un cadavere ritrovato qui in mezzo alle case e ai campi, siamo colpiti e addolorati”.

20 giugno 2015 - Risolto il giallo della morte del 46enne Vito Lombardi, trovato a Fontane di Villorba, in un fossato in via Pola, al confine con il comune di Ponzano nella zona a Nord di Treviso. A confessare l'omicidio la convivente Vania Lazzarato e il marito Amedeo Bonan.
Il movente, secondo le prime indiscrezioni, ruoterebbe attorno al possesso dell'abitazione dove la vittima, disoccupato, viveva con la donna.​
Il corpo di Lombardi presentava sei o sette ferite, la più profonda alla testa. E anche varie ecchimosi, segno di una violenta colluttazione.
Sarebbero stati tesi i rapporti tra la vittima, la sua convivente e il marito della donna. Vivevano tutti assieme in un appartamento di Borgo Capriolo, zona nota per la presenza di una storica comunità Rom.
I carabinieri hanno portati in caserma nella notte, come persone informate sui fatti, la convivente Vania Lazzarato, l'ex marito Amedeo Bonan. Li ha seguiti anche la figlia 20enne della coppia. I due sono stati interrogati tutta la notte. La mattina hanno confessato: sono stati loro ad ucciderlo.
Molti residenti raccontano dei litigi sempre più frequenti tra Vito, Vania e Amedeo. E dicono che martedì sera tutti e tre sarebbero stati visti allontanarsi in bicicletta. Alla sera però in Borgo Capriolo tornano solo in due: Vania, con una mano gonfia, a Amedeo. Di Vito nessuno sa nulla.
Vania si lamenta da tempo di Lombardi. È esasperata. Vito è una persona difficile: disoccupato, ogni tanto fa qualche lavoretto ma vive per lo più di espedienti. In passato lo ha anche accusato di averle rubato i pochi soldi guadagnati facendo le pulizie. Inoltre alle spalle ha alcune condanne per reati contro il patrimonio. Di recente Vania e Amedeo erano riusciti a buttarlo fuori di casa. Vito però era rimasto in Borgo Capriolo, aiutato dalla comunità Rom.
http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/TREVISO/omicidio_treviso_confessione_killer_vito_lombardi/notizie/1421453.shtml


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