15 aprile 2015

La donna di origine finlandese è sotto processo anche per aver cosparso di benzina l'auto con dentro il figlio di otto anni: voleva incolpare l'ex.
 COLLIANO. «Muori. Ti devo cavare gli occhi»: così una 35enne di origini finlandesi avrebbe minacciato il marito, un geometra 56enne di Colliano, lanciandogli sul volto un getto di acido muriatico. Adesso la donna è sotto processo, ma quell’episodio non è l’unico che gli inquirenti hanno ricostruito a suo carico. Ieri mattina è stata interrogata dal gip Stefano Berni Canani, dopo essere stata raggiunta da un divieto di avvicinamento all’ex coniuge con l’accusa di aver tentato di estorcergli migliaia di euro con l’aiuto di due complici (un imprenditore indiano e un amico originario del Marocco) che davanti a lei lo avrebbero minacciato con pistola e coltello. I tre sono tutti indagati, mentre la donna è già a processo per la vicenda dell’acido e altri episodi di calunnia, violenza privata e violazioni di domicilio. Era l’aprile del 2015 quando raggiunse il marito nei pressi dell’abitazione e gli lanciò il liquido corrosivo sul volto. Provocò a viso e collo ustioni di primo grado guaribili in quindici giorni, ma secondo gli inquirenti le conseguenze non furono più gravi solo perché gli occhi erano riparati da occhiali da sole.
L’uomo, costituitosi parte civile tramite l’avvocato Orazio Tedesco, aveva già avviato all’epoca l’iter per la separazione giudiziale, e proprio questo avrebbe provocato la reazione furiosa della moglie. È accusata tra l’altro di essere entrata nel suo studio per rubare alcuni documenti, di averlo ferito a un braccio con un coltello e di aver cosparso di liquido infiammabile la propria auto, con all’interno il figlio di 8 anni, al solo scopo di accusare di quell’episodio l’ex marito. Poi sono arrivate le nuove denunce per tentata estorsione e l’interrogatorio di ieri davanti al giudice delle indagini preliminari. Assistita dall’avvocato Michele Sarno, la donna si è difesa e ha negato sia di voler estorcere denaro all’ex coniuge sia di avere commissionato le minacce a mano armata. Ha pure negato di aver minacciato due testimoni per non farli deporre nel processo, e il suo legale ha depositato un file audio che confermerebbe l’insussistenza dell’intimidazione.

Il giudice deciderà nelle prossime ore se confermare la misura del divieto di avvicinamento, disposta in luogo della custodia cautelare in carcere chiesta dalla Procura. Il processo per gli altri episodi continuerà invece a marzo. 


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