21 dicembre 2014

Una cena in compagnia, vino, ammiccamenti e poi il buio. Un cinquantenne pugliese, ma residente a Forlì da molti anni, è stato ingannato da una ex collega che lo ha narcotizzato per derubarlo. La donna è finita in carcere assieme al compagno con l’accusa di rapina e tentata estorsione.


E’ stata lei, 33 anni, originaria di Fiumana, una frazione di Predappio, a organizzare l’adescamento approfittando della simpatia che l’uomo aveva manifestato nei suoi confronti. I due avevano lavorato insieme in passato come operai in una ditta poi fallita. La loro non era una vera e propria relazione ma un rapporto fatto di messaggi, chat e contatti sui social network.

La sera del 21 dicembre scorso lei passa all’attacco offrendo all’ex collega la possibilità di un tête à tête dal vivo e così lo invita a cena. La serata scorre tranquilla tra le chiacchiere, il vino e i pasticcini. A tavola siede anche il convivente della donna, un 36enne campano già noto alle forze dell’ordine. L’uomo beve e si rilassa, poi il relax si fa stanchezza, gli occhi cominciano a cedere sotto il peso delle palpebre e si addormenta come un sasso. A quel punto la donna gli sfila il portafoglio e preleva tutti i contanti che trova: 400 euro. Sapeva che l’amico era solito girare con molti liquidi in caso di bisogno e così, come previsto, ha trovato un bel gruzzolo. Mentre lui dormiva narcotizzato, la donna non è rimasta con le mani in mano: si è seduta accanto a lui, sorridente e ammiccante e si è fatta scattare delle foto.

Una volta terminato il set fotografico l’uomo era ancora incosciente sul divano. La coppia lo ha messo su un’auto e lo ha riportato a casa affidandolo alla famiglia con una spiegazione evasiva e generica: un malore durante il pasto.
Il giorno dopo l’uomo si è svegliato dal torpore profondo e ha cercato di ricostruire quello che era accaduto poche ore prima. Ha notato subito un indizio sospetto: il portafoglio vuoto. Per questo ha deciso di sporgere denuncia ai carabinieri per incastrare l’ex collega. I militari si sono messi in moto e hanno perquisito l’abitazione della donna a Fiumana. Lì è stata ritrovata la boccetta di “Minias”, il farmaco che serve a curare l’insonnia e induce a dormire le persone che soffrono di ansia. E in più sono state recuperate anche le foto scattate quella sera. La donna aveva telefonato al figlio dell’ex collega dicendogli che era in possesso di foto compromettenti: un semplice avvertimento minaccioso senza richieste esplicite di denaro. La coppia è finita in manette.


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