7 gennaio 2015

È stata denunciata dai carabinieri per aver maltrattato il suo cagnolino. L’aveva legato così stretto che la catena è penetrata nelle carni in profondità. Una sofferenza inaudita a cui si aggiungono le precarie condizioni igienico sanitarie a cui l’animale è stato costretto.
Ha trent’anni e abita a Quingentole la donna che, con tutta probabilità, finirà a processo. A segnalare il caso all’Oipa (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) sezione di Mantova, è stato un vicino di casa che alle ventitrè di sabato scorso, sentendo guaire il cane, si è avvicinato e ha visto che, oltre a non avere una goccia d’acqua, era anche senza cibo.
L’indomani i volontari dell’Oipa si sono recati sul posto con i funzionari del servizio veterinario dell’Asl, e hanno verificato la situazione. In effetti la catena era conficcata nel collo. Il cagnolino è stato liberato e dato in affido al canile di Pegognaga.
Sono state poi accertate le generalità della proprietaria, una trentenne che risiede a Quingentole, denunciata ai carabinieri di Revere per violazione dell’articolo del codice penale 544-ter che così recita:

Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche, è punito con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro.
La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale.
Fonte: http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2015/01/07/news/cane-maltrattato-denunciata-una-trentenne-1.10622498


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