21 gennaio 2015

Ieri è stata una terribile giornata, per la sindaco, all’insegna della violenza e delle minacce da parte di un gruppo di donne che hanno messo sotto assediato la sede comunale di Lama Scotella a Molfetta, costringendo la Natalicchio a barricarsi nella sua stanza.
Paola Natalicchio ha annunciato anche una lettera al Prefetto e una denuncia ai carabinieri:
Siamo stanchi di questa situazione, non si può arrivare in Comune e minacciare sindaco e dipendenti comunali con pugni e urla. Le minacce non sono mai accettabili.
Abbiamo cambiato le regole del servizio sociale: non si possono dare sussidi senza ricevere nulla in cambio e siamo stati il primo Comune ad attuare i “cantieri di servizio” realizzando un servizio civico, in cambio del compenso erogato.
Certo, non pensavamo di ricevere una medaglia, ma nemmeno ingratitudine.
La sindaco Natalicchio ha poi spiegato che il gruppo delle 40 donne inferocite aveva perfino rifiutato un incontro con lei ed ha tenuto a precisare che il Comune non può essere il bancomat che fa piovere soldi (che non ci sono) sulla popolazione, non tocca al sindaco il compito di dare una casa o trovare un lavoro ai cittadini, ci sono altri enti come i centri per l’impiego, adibiti a questo scopo.
A queste persone dico, incontriamoci (questa mattina saranno ricevute in Comune, ndr), ma non devo essere costretta a vivere nella paura o sentirmi in pericolo, come è avvenuto oggi, non accetto minacce di morte, di percosse o che macchine fotocopiatrici vengano rivoltate nei corridoi del Comune.


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