A un anno e tre mesi dal delitto, la svolta. Contraddizioni,
particolari non convincenti, di qui l’ipotesi d’accusa.
Cinzia Guizzetti, sposata, da tempo aveva una relazione con Gilardi. Storia che era uscita dalla clandestinità. E proprio ieri il marito di Cinzia, l’imprenditore edile Armando Mammoliti, è stato sentito in Procura come testimone per oltre due ore e mezza.
Il giorno del delitto le indagini avevano preso la direzione del delitto passionale: gelosia. Nel primo pomeriggio del 27 dicembre l’uomo era stato convocato in questura, il suo furgone perquisito: gli agenti della squadra mobile aostana avevano trovato un fazzolettino di carta intriso di sangue. Lui aveva spiegato di essersi ferito lavorando. E così era stato. Mammoliti non c’entrava per nulla. Restava però un testimone perché proprio la mattina successiva al delitto si era incontrato con la moglie e il loro figlio, dovevano regolare una vicenda familiare.
Anche per questo ieri è stato di nuovo sentito, per confrontare le dichiarazioni di allora, per avere ulteriori particolari su quell’incontro. Cinzia Guizzetti è iscritta nel registro degli indagati da oltre un anno con l’ipotesi di essere l’omicida. Lei ha sempre gridato la sua innocenza. E aveva spiegato in più occasioni, sia agli agenti di polizia, sia ai cronisti che a breve sarebbe andata a vivere con lui. In realtà il movente ipotizzato riguarda proprio il rifiuto di lui per una convivenza.
Anche Gilardi usciva da un matrimonio fallito, ma aveva mantenuto buoni rapporti con la moglie. A Santo Stefano, insieme con Cinzia, aveva pranzato e trascorso alcune ore con l’ex moglie, la figlia e la nipotina. Poi, con la nuova compagna, era tornato nel suo appartamento. Cinzia aveva raccontato: «Avevo un mal di denti molto forte, così non mi sono fermata a cena, ho salutato Giuliano e sono andata casa». Più tardi si erano scambiati sms. L’indomani avrebbero dovuto vedersi a metà mattina. Ma Giuliano è stato ucciso tra le 5 e le 8: un colpo in testa, poi otto coltellate con una lama che l’aggressore ha fatto sparire. Nessun segno di effrazione, niente che potesse far pensare a una rapina. Cinzia ha raccontato di essere salita da lui a mezzogiorno. È entrata e ha trovato Giuliano sotto il letto, nel suo sangue.
Fonte: http://www.lastampa.it/2013/03/23/italia/cronache/ucciso-dalla-sua-amante-svolta-nel-giallo-di-aosta-qeS6OApEHHnMX25CMXiArO/pagina.html
Cinzia Guizzetti, sposata, da tempo aveva una relazione con Gilardi. Storia che era uscita dalla clandestinità. E proprio ieri il marito di Cinzia, l’imprenditore edile Armando Mammoliti, è stato sentito in Procura come testimone per oltre due ore e mezza.
Il giorno del delitto le indagini avevano preso la direzione del delitto passionale: gelosia. Nel primo pomeriggio del 27 dicembre l’uomo era stato convocato in questura, il suo furgone perquisito: gli agenti della squadra mobile aostana avevano trovato un fazzolettino di carta intriso di sangue. Lui aveva spiegato di essersi ferito lavorando. E così era stato. Mammoliti non c’entrava per nulla. Restava però un testimone perché proprio la mattina successiva al delitto si era incontrato con la moglie e il loro figlio, dovevano regolare una vicenda familiare.
Anche per questo ieri è stato di nuovo sentito, per confrontare le dichiarazioni di allora, per avere ulteriori particolari su quell’incontro. Cinzia Guizzetti è iscritta nel registro degli indagati da oltre un anno con l’ipotesi di essere l’omicida. Lei ha sempre gridato la sua innocenza. E aveva spiegato in più occasioni, sia agli agenti di polizia, sia ai cronisti che a breve sarebbe andata a vivere con lui. In realtà il movente ipotizzato riguarda proprio il rifiuto di lui per una convivenza.
Anche Gilardi usciva da un matrimonio fallito, ma aveva mantenuto buoni rapporti con la moglie. A Santo Stefano, insieme con Cinzia, aveva pranzato e trascorso alcune ore con l’ex moglie, la figlia e la nipotina. Poi, con la nuova compagna, era tornato nel suo appartamento. Cinzia aveva raccontato: «Avevo un mal di denti molto forte, così non mi sono fermata a cena, ho salutato Giuliano e sono andata casa». Più tardi si erano scambiati sms. L’indomani avrebbero dovuto vedersi a metà mattina. Ma Giuliano è stato ucciso tra le 5 e le 8: un colpo in testa, poi otto coltellate con una lama che l’aggressore ha fatto sparire. Nessun segno di effrazione, niente che potesse far pensare a una rapina. Cinzia ha raccontato di essere salita da lui a mezzogiorno. È entrata e ha trovato Giuliano sotto il letto, nel suo sangue.
Fonte: http://www.lastampa.it/2013/03/23/italia/cronache/ucciso-dalla-sua-amante-svolta-nel-giallo-di-aosta-qeS6OApEHHnMX25CMXiArO/pagina.html










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