13 dicembre 2012

Un colpo di fulmine, durante i lavori in via Tassoni per la posa del teleriscaldamento. Lui dipendente della Tea, lei residente in centro storico. Innamorata persa a 60 anni suonati. Convinta, probabilmente per un’idea scaturita solo nella sua testa, che il sentimento potesse essere ricambiato. Gli occhi sull’uomo sbagliato, un 50enne di città, già impegnato da tempo con un’altra donna.
Così ha iniziato a perseguitare la coppia, nel tentativo di sgretolare il rapporto e sostituirsi alla rivale. Continue telefonate, anche con toni minacciosi, lettere, soste prolungate sotto casa e danneggiamenti, prima rigando l’auto di lui poi imbrattando con le feci portone e citofono. In sintesi, atti persecutori, oggi riassunti in una sola parola: stalking.
Così da mesi, almeno dall’aprile di quest’anno, quando la donna, Nadia Silocchi, 61 anni, casalinga, ha perso la testa per quell’uomo che aveva visto in più occasioni sotto casa sua durante i lavori stradali della Tea. Martedì sera l’ultimo atto: la donna, in auto, si è fermata nel vialetto dell’abitazione della coppia, con l’intenzione, dice lei, di «chiedere un chiarimento». L’appostamento sotto casa è stato immediatamente notato dalle “vittime” della persecuzione, che hanno chiamato la polizia. Una volante è subito intervenuta, chiedendo l’appoggio della squadra mobile che già da mesi stava indagando sulla vicenda. In questura erano infatti già arrivate almeno due denunce da parte della coppia presa di mira.
La flagranza del reato di stalking (articolo 612-bis del codice penale) prevede l’arresto e in questo senso la polizia ha proceduto. La donna è stata quindi accompagnata prima in caserma per le formalità di rito e ieri mattina è comparsa di fronte al giudice per l’udienza di convalida. «Ho ricevuto anch’io delle telefonate a tarda ora – ha detto la Silocchi al giudice Giuditta Silvestrini (pm Elena Pacchioni) – e volevo capire se era quella donna a chiamarmi».
La 61enne era difesa d’ufficio dall’avvocato Luigi Medola, che ha chiesto qualche giorno per prendere visione del fascicolo. Il giudice ha convalidato l’arresto ed emesso un’ordinanza che vieta alla Silocchi di avvicinarsi alla residenza della coppia, ai luoghi frequentati anche in ragione del loro lavoro, e, in aggiunta, il divieto di comunicare con loro attraverso qualsiasi mezzo come telefono, mail, social network e internet in generale. Il processo è stato rinviato al 29 gennaio 2013.


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