10 ottobre 2012

Per una 27enne nigeriana la sua connazionale di 3 anni più giovane si è trasformata nella sua sfruttatrice e aguzzina. Una storia di donne.
Da una parte la vittima, brutalmente picchiata e messa alla porta quando non ha potuto saldare il debito pattuito. Dall'altra la capobanda, E. R., una 30enne nigeriana, che i carabinieri descrivono come spietata. La donna non ha esitato a ordinare ai complici - altri cinque nigeriani, tutti piuttosto giovani - di malmenare violentemente la connazionale, quando questa non è stato in grado di pagare i 60mila euro che doveva all'organizzazione. 
Dalla denuncia della 27enne - che ha riportato una prognosi di 25 giorni, con ferite anche al volto - i carabinieri, mercoledì scorso, sono risaliti alla banda, arrestando tutti i membri con l'accusa di sfruttamento della prostituzione e lesioni.
La storia inizia proprio in via delle Fonderie, dove la donna si presenta in caserma. Ha il volto tumefatto e ferite un po' su tutto il corpo. Allo stremo ha deciso di raccontare ogni cosa e denunciare i suoi sfruttatori. Spiega di essere arrivata in Italia dall'estero, dove ha svolto la sua attività di prostituta. Da Bologna si è spostata a Parma proprio per saldare il debito di 60mila euro, forse con la speranza di iniziare una nuova vita. Ma non dispone di tutta quanta la somma. Riesce a consegnare alla banda - che ha la sua base logistica in Borgo Guazzo - "solo" 20mila euro. 
La capa dell'organizzazione - una nigeriana di 30 anni - non ci sta. La fa picchiare dai complici, le porta via la macchina e la costringe a vivere in strada, togliendole anche l'alloggio. Come se non bastasse la banda minaccia anche ritorsioni sulla sua famiglia in Nigeria. Il resoconto della vittima spinge i carabinieri ad agire immediatamente.
I militari hanno fortuna. La sera stessa di mercoledì rintracciano uno dei nigeriani su una bici. Lo pedinano e dopo diverse ore li conduce in Borgo Guazzo. Qui trovano il resto della banda. Scattano le manette. Per due E. D. e A. A. G c'è anche l'accusa di ricettazione, in quanto sorpresi nell'auto della vittima, dove i militari trovano anche la valigia della 27enne.
Dopo la convalida del fermo quattro sono in via Burla, mentre i due accusati di ricettazione, sono in libertà. La vittima si trova ora in un luogo protetto. In manette anche la capo banda. 
Una donna giovane al vertice di un giro di prostituzione, gestito con pugno di ferro e con ramificazioni internazionali, in Olanda e Germania, dove sembrano principalmente concentrasi gli affari del giro.


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