1 ottobre 2012

aggiornamento del 18 luglio 2014
La Corte d'Assise di Taranto (presidente Rina Trunfio, a latere Fulvia Misserini) ha condannato a 16 anni di reclusione una donna di 27 anni di Massafra (Taranto), accusata di aver ucciso e nascosto in un armadio la bimba che aveva appena partorito.
I fatti risalgono al primo ottobre 2012 La donna, spostata e madre di altre due bimbi, aveva chiamato il 118 ed era stata trasportata d'urgenza all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto con una grave emorragia. I medici, che le salvarono la vita con un intervento chirurgico d'urgenza, si resero subito conto che aveva appena partorito e allertarono la polizia. Nel corso di un primo sopralluogo, le forze dell'ordine avevano trovato sotto il letto la placenta e parte del cordone ombelicale. Successivamente, fu scoperto nell'armadio della camera da letto il corpicino della piccola, avvolto in una busta di cellophane, riposto tra coperte ed altri indumenti. Si trattava di una bambina del peso di circa 2,5 kg, partorita presumibilmente tra il settimo-ottavo mese di gravidanza. Dall'autopsia emerse che la bimba era nata viva e non aveva malformazioni.
Agli atti del processo c'è una lettera scritta dall'imputata al marito cinque giorni dopo l'arresto, attraverso la quale chiedeva perdono per il gesto commesso. La 27enne in sede di interrogatorio affermò confusamente di non essere nemmeno a conoscenza della gravidanza in atto. Anche il pm Remo Epifani aveva chiesto di condannare l'imputata, difesa dagli avvocati Giovanni Vinci e Gaetano Vitale, a 16 anni. Il marito della donna si era costituito in giudizio tramite l'avvocato Ignazio Dragone.
(TMNews) - E' stata arrestata per i reati di infanticidio e di occultamento di cadavere, ed è ora piantonata presso l'ospedale Santissima Annunziata di Taranto, la 25enne di Massafra nella cui abitazione martedì è stato trovato in un armadio il corpo senza vita di un neonato partorito dalla stessa giovane la notte tra lunedì e martedì.
Lo ha reso noto la Questura di Taranto, spiegando che "sulla piccola spoglia, di sesso femminile e dal peso di circa kg. 2,5, saranno svolti gli accertamenti medico legali necessari per definire i contorni della vicenda".
La donna era stata trasportata d'urgenza all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto con una grave emorragia. I medici, che le hanno salvato la vita con un intervento chirurgico d'urgenza, si sono resi subito conto che aveva appena partorito ed hanno allertato la polizia.
Il capo della squadra volante di Taranto, Carla Durante, già da subito, insieme con i carabinieri della compagnia di Massafra si era recata a casa della 25enne per un sopralluogo, nel corso del quale era stata trovata sotto il letto la placenta e parte del cordone ombelicale. Del neonato, invece, non c'era nessuna traccia.

La giovane, interrogata dagli investigatori in ospedale, non sarebbe stata in grado di fornire elementi utili alle indagini e avrebbe affermato confusamente di non essere nemmeno stata a conoscenza della gravidanza in atto.
Nel primo pomeriggio di martedì, nel corso di un'altra perquisizione nell'appartamento in cui la donna vive con il compagno e due figli, gli investigatori hanno fatto la macabra scoperta. Il corpicino era avvolto in un asciugamano e riposto all'interno di un sacchetto di plastica nascosto in fondo ad un armadio in camera da letto.
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