30 settembre 2012

                                                                                                          fatto del 30 settembre 2012
Aggiornamento al 10 gennaio 2013: PAVIA. A ottobre i carabinieri le avevano arrestato il marito e il cognato. Ieri mattina l’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di tentato omicidio è stata notificata a Silvia Migliavacca, 32 anni, di Pavia, moglie di uno dei due indagati, accusati di avere accoltellato, lo scorso 30 settembre, un operaio tunisino davanti alla sua abitazione a San Leonardo, in via Pavia. Per quell’aggressione, scaturita nell’ambito di un litigio familiare, erano stati arrestati Francesco Ciambrone, 44 anni, residente a Belgioioso, e il fratello Stefano, 37 anni, di Pavia, marito di Silvia Migliavacca. I due uomini sono i cognati di Ben Braim Chelbi Lofti, il tunisino di 38 anni che in seguito alle ferite riportate nell’aggressione era stato ricoverato nel reparto di rianimazione seconda del San Matteo. Ieri mattina l’accusa è stata contestata anche a Migliavacca: secondo il sostituto procuratore Paolo Mazza, che ha coordinato le indagini dei carabinieri della compagnia di Pavia, avrebbe avuto un ruolo attivo nel ferimento del tunisino. A lei, però, il giudice ha concesso gli arresti domiciliari.

La vicenda risale alla fine di settembre. Probabilmente tra i fratelli e il cognato (che è il marito di Gabriella Ciambrone, sorella dei due indagati) non correva buon sangue da tempo. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, ci fu prima un litigio al telefono e i due fratelli, verso sera, si presentarono davanti al palazzo di via Pavia. Suonarono al citofono della sorella e invitarono Ben Braim Chelbi a scendere. Una volta in cortile sarebbe iniziato il litigio e il padrone di casa sarebbe stato colpito con quattro o cinque coltellate sia all'addome che alla schiena. I colpi sarebbero stati vibrati da uno dei fratelli.
Fatto sta che Gabriella Ciambrone, attirata dalle urla, scese subito in cortile mentre i fratelli sarebbero risaliti a bordo di un'automobile e sarebbero scappati. Il ferito fu portato all'ospedale San Matteo e operato. I carabinieri della compagnia di Pavia, coordinati dal capitano Claudio Arneodo, avviarono le indagini. L'accoltellato ebbe il tempo di raccontare qualche particolare e le ricerche furono indirizzate verso i cognati. Le mogli vennero convocate in caserma e interrogate come testimoni. Ma, a quanto pare, non raccontarono tutta la verità. Verso le 22 tornarono a casa anche gli indagati. I carabinieri li portarono in caserma, dove furono arrestati con l’accusa di tentato omicidio. Uno dei due aveva gli abiti sporchi di sangue. Ora, dopo ulteriori verifiche, i carabinieri hanno contestato anche alla donna di avere avuto un ruolo nell’aggressione. (m. fio.)
di Maria Fiore
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