aggiornamento del 30 maggio 2012
Per mesi era stato un allevamento “fantasma”, la cui presenza, da parte di chi vive nei pressi del velodromo, era stata più volte segnalata a causa dei i guaiti dei cuccioli, che di fatto nessuno riusciva a vedere: di giorno non uscivano mai all’aperto.
Per mesi era stato un allevamento “fantasma”, la cui presenza, da parte di chi vive nei pressi del velodromo, era stata più volte segnalata a causa dei i guaiti dei cuccioli, che di fatto nessuno riusciva a vedere: di giorno non uscivano mai all’aperto.
Due anni fa, il blitz della Lida (lega italiana per i diritti degli animali) e della polizia municipale di San Francesco, che scoprivano quasi cento cani, in prevalenza di razza, custoditi all’interno di un capannone e soprattutto in gabbiette per il trasporto dei gatti.
La magistratura, per ordine del procuratore Padalino, dispose il sequestro cautelativo di tutti gli animali e la vicenda finì in tribunale, con l’accusa a Patrizia B., la proprietaria dei cuccioli, di maltrattamenti.
Nei giorni scorsi la conclusione del processo di primo grado che ha visto costituirsi parte civile la Lida e il Comune di San Francesco: «Che si è concluso con la sentenza di condanna per maltrattamenti e soprattutto con la confisca definitiva degli animali, che ora possono andare in adozione a chi già li accudisce da anni con amore e non per farne un discutibile allevamento - dice la responsabile locale della Lida, nel caso rappresentata dall’avvocato Domenico Fragapane - Laura Masutti.
«È stata una istruttoria enorme e complicata - chiosa l’avvocato Fragapane - svariati erano i capi d’imputazione relativi ad altrettanti maltrattamenti, ma quello che è subito parso evidente era lo stato di degrado in cui versavano gli animali, molti dei quali si erano ammalati. Per questo il giudice ci ha dato ragione su tutta la linea. Alla richiesta, accolta, di conversione della pena detentiva è stata però comminata quella pecuniaria di 37mila euro, cui si devono aggiungere il rimborso dei danni al Comune e alla Lida».









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