29 marzo 2012

Era stata assunta per curarla, accudirla e aiutarla nelle mille faccende di tutti i giorni. Invece, secondo l’accusa, l’avrebbe maltrattata, umiliata, e, in diverse occasioni, lasciata da sola a casa, e perfino abbandonata in un bar vicino all’abitazione, in località Ponte di Pietra a Pavia. S. B., una badante ucraina di 65 anni, è stata denunciata: il giudice le ha anche imposto il divieto di avvicinarsi alla vittima, una donna di 43 anni gravemente disabile, che cinque anni fa aveva chiesto un aiuto ai Servizi sociali perché incapace di provvedere da sola alla sua vita. Il Comune aveva indicato il nome della badante ucraina, che era stata poi assunta direttamente dalla vittima.
Il provvedimento è stato firmato dal gip Erminio Rizzi, su richiesta del sostituto procuratore Roberto Valli, ed eseguito dalla squadra Mobile della questura su indicazione del dirigente Francesco Garcea. Una vicenda da brividi, se i fatti dovessero essere accertati. Per ora, sul tappeto, ci sono le verifiche condotte dai poliziotti, ma anche il racconto della stessa vittima. Le parole della donna, pronunciate con lucidità nonostante la sua infermità, hanno aiutato i poliziotti a ricostruire un incubo, a quanto pare durato anni.
L’indagine era partita mesi fa da alcune segnalazioni di persone vicine alla vittima e degli stessi assistenti sociali del Comune di Pavia, che avevano notato lividi e tumefazioni sul corpo della donna. Segni, secondo l’accusa, di strattonamenti e percosse. Dalle verifiche è emerso che la badante era stata assunta cinque anni fa dalla vittima perché qualcuno si occupasse di lei a tempo pieno. Per questo la 65enne si era stabilita a casa della disabile. Ma invece di cure e di attenzioni avrebbe messo in pratica violenze e vessazioni nei confronti della 43enne, sia sul piano fisico che psicologico.
La disabile, secondo quanto ricostruito dai poliziotti, veniva costretta ad alzarsi dalla carrozzella e a restare in piedi, per punizione, nonostante la sua condizione. Una vera tortura, che in un’occasione avrebbe anche provocato la caduta e il ferimento della donna. Oppure pungolata con aghi, se durante la notte disturbava troppo o non voleva dormire. Inoltre la badante, a causa della tendenza dalla disabile ad accasciarsi su di un lato, cercava, secondo l’accusa, di riportarla in posizione supina afferrandola per una guancia e provocandole tumefazioni e lividi. Ci sarebbero poi altre vessazioni psicologiche, come lasciare libera in discesa la disabile sulla carrozzella, per riprenderla solo all’ultimo momento. Ma oltre alle accuse di maltrattamenti e di lesioni, il magistrato ha contestato alla donna anche l’abbandono di persona incapace. Spesso, secondo le indagini dei poliziotti, che hanno anche fatto appostamenti, avrebbe lasciato la disabile a casa da sola, oppure l’avrebbe abbandonata in un bar vicino all’abitazione per avere il tempo di andare in altre case a fare le pulizie.
Dalle verifiche dei poliziotti, fatte anche nell’appartamento della vittima, sarebbe inoltre emerso che la disabile veniva lasciata in condizioni igieniche precarie e costretta a vivere in spazi poco puliti. Sulla base di questo quadro accusatorio il giudice delle indagini preliminari ha ritenuto di emettere un provvedimento cautelare. La badante sarà ora chiamata a rispondere delle contestazioni che la procura di Pavia le rivolge.
link alla notizia:
http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2012/03/29/news/violenze-a-disabile-badante-denunciata-1.3748486


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