28 giugno 2014

Roma - Ricattato dall'amante
11 aprile 2000

Roma - La bella autostoppista gli rapina l'auto
18 agosto 2000 - Aveva visto quella bella ragazza chiedere un passaggio al lato della strada e si era fermato senza sospettare di niente, ma quando la giovane autostopppista è salita a bordo della sua macchina si è reso conto di aver commesso un grave errore. Quella non era una graziosa turista in cerca di un passaggio, ma una rapinatrice senza scrupoli e con una certa esperienza, a giudicare almeno dalla disinvoltura con la quale ha portato a termine il colpo. La ragazza appena è rimasta sola con la sua vittima, ha tirato fuori da una tasca un taglierino e ha costretto il giovane a consegnarle tutti i soldi che aveva con sé: circa centoventimila lire in contanti. Poi gli ha ordinato di fermare l'auto ed è scappata a piedi. Ma la fuga non è durata molto. Il ragazzo infatti ha avvertito il 113 con il telefonino che era riuscito a mettere in salvo. Ai poliziotti del commissariato di Tor Pignattara, dove è avvenuto il fatto, sono bastati pochi minuti per rintracciare S.P. di 19 anni, che è stata fermata con l'accusa di rapina.

Torino - Aggredito e ricattato, dalla prostituta albanese e dal protettore
3 novembre 2000 - Doveva essere una semplice scappatella, ma l'avventura con una prostituta albanese si è trasformata improvvisamente in qualcosa di ben più pericoloso: un'estorsione. A farne le spese, un cliente di 27 anni, operaio, che, durante un rapporto sessuale a pagamento, ha rotto il preservativo e per questo è stato aggredito e ricattato, sia dalla prostituta, sia dal suo protettore, richiamato dalle urla della donna. «Se lei è incinta non potrà più lavorare e adesso chi mi rimborsa i soldi che avrebbe guadagnato - ha gridato lo sfruttatore albanese allo sfortunato cliente - ora devi darmi tutto quello che hai in tasca e domani mi porti sei milioni per farla abortire». E per rendere ancora più efficaci le sue minacce, il protettore, sventolando i documenti che si era fatto consegnare dal giovane, ha continuato: «Sei nelle mie mani. Se non fai quello che ti ho detto, so dove venire a cercare te e la tua famiglia. Adesso conosco anche il vostro indirizzo».
Un'estorsione in piena regola quindi, messa in piedi grazie all'intervento e alla traduzione, dall'albanese all'italiano e viceversa, di un'altra prostituta presente nella casa. Peccato però che la paura del ricatto, sia stata, per l'operaio, ben più forte del terrore per le minacce. Così, il ragazzo, spaventato dall' estorsione in sé, più che dalle intimidazioni, si è rivolto alla polizia ed ha spiegato cosa gli era appena accaduto. Ed ecco la ricostruzione della vicenda compiuta dagli agenti intervenuti in suo aiuto.
L'operaio, deciso ad avere, almeno per una volta, un rapporto sessuale con una prostituta, aveva risposto ad un' inserzione pubblicata su una rivista in cui venivano reclamizzati dei massaggi. Dietro questo annuncio si nascondeva una casa di appuntamento. Due sere fa, quindi, era andato in un appartamento nello stabile all'angolo tra via Ormea e via Tiziano, in zona San Salvario, dove ha pagato in anticipo 200 mila lire a Zaneta Cela, 20 anni albanese, per avere un rapporto sessuale. Ed è proprio durante il rapporto che il giovane si è accorto di aver rotto il preservativo, suscitando così le ire della prostituta: «Sei un imbranato, adesso come faccio - gli ha urlato la giovane - io ti ammazzo. Non potrò più lavorare per colpa tua».
La prostituta era furibonda e le sue grida hanno raggiunto l'appartamento vicino dove dormiva il protettore albanese che, subito dopo, ha fatto irruzione nella casa. A spiegare cosa fosse appena accaduto era stata la prostituta traduttrice, Qerime Hasanai, 24 anni, albanese, che ha poi fatto da mediatrice tra Alberto, la sua collega e il loro sfruttatore: «Sta dicendo che devi portare sei milioni per farla abortire - ha detto rivolgendosi al ragazzo italiano - i soldi li devi portare domani e lui ti ridà i documenti».
Ed è a questo punto che interviene la squadra mobile chiamata dal giovane cliente. All' appuntamento, ieri, si sono presentati anche gli agenti che, dopo aver visto lo scambio tra la prostituta e lo scambio di documenti e soldi tra la prostituta e Alberto, sono entrati in casa cogliendo in flagranza le due ragazze ora arrestate per estorsione. Nessuna traccia dello sfruttatore che, certo di avere spaventato a dovere il cliente e sicuro che sarebbe tornato con i soldi, ha lasciato alle due ragazze il compito di chiudere la faccenda. Una conclusione che sicuramente non si aspettava: lo sfruttatore, da estorsore, è diventato anche ricercato.

Taranto - Ricattava l'amante, donna arrestata
8 agosto 2001 - Una donna, Pamela Saracino, di 29 anni, è stata arrestata dalla polizia a Taranto per estorsione aggravata e continuata. La donna aveva allacciato una relazione con un facoltoso imprenditore al quale aveva chiesto 250 milioni per mantenere il riserbo sulla loro storia. La «trattativa» tra i due si era conclusa con un accordo, che l'uomo aveva registrato di nascosto, per 50 milioni di lire. La Saracino, però, si era recata poco dopo nello studio dell'imprenditore mettendo tutto a soqquadro e chiedendo altri soldi. L'imprenditore ha fatto quindi intervenire la polizia che ha arrestato la donna.

Modena - Prostituta drogava i clienti per rapinarli
17 ottobre 2002 - Offriva prestazioni sessuali a pagamento ma prima di ogni incontro serviva bevande drogate ai propri clienti per poterli alleggerire di danaro contante e gioielli.
Una prostituta tossicodipendente di 33 anni, P. G., nativa di Parma ma residente a Modena è stata arrestata la notte scorsa dalla Polizia Municipale di Modena in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Barbara Malavasi. Pesanti le accuse: rapina aggravata e continuata e lesioni personali gravissime.
L'indagine coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica Pasquale Mazzei ha preso il via da singolari e sorprendenti coincidenze riscontrate nel corso dei rilievi di tre incidenti stradali effettuati dalla pattuglia infortunistica tra il 25 ed il 29 settembre. In tutti i casi le persone coinvolte risultavano in una condizione di limitata o totale incapacità di attenzione ed autodeterminazione.
Le persone, una volta riacquistata la piena lucidità, a volte dopo due giorni di black out mentale, non ricordavano cosa era accaduto nelle ore precedenti e avevano solo parziale memoria di quanto avvenuto la serata precedente. Tutti, comunque, riferivano di aver avvicinato o di essere stati avvicinati in prossimità di Piazzale Natale Bruni da una ragazza di circa 35 anni, con cui avevano trattato una prestazione sessuale a pagamento, da consumarsi in tranquillità in un appartamento di Via San Faustino.
Durante il tragitto per raggiungere l'appartamento la donna offriva ai suoi «occasionali amici» un caffè corretto, che li lasciava storditi o addirittura privi di coscienza per molte ore, anche per un giorno o due. Abilmente la donna versava nella bevanda una miscela di psicofarmaci e di sonniferi che rendevano le vittime in condizione di totale incapacità di intendere e volere. A questo punto la donna, forse con l'aiuto di un complice, riusciva a derubare i malcapitati di tutti i loro averi. In un caso è anche riuscita a farsi accompagnare da uno dei clienti ad effettuare un prelievo utilizzando la tessera Bancomat di questi.
Le coincidenze riscontrate hanno fatto scattare le indagini che hanno consentito di circoscrivere le ricerche all'interno di un gruppo di prostitute che operano nella zona di via Piave. Gli agenti hanno identificato l'appartamento di via San Faustino dove la donna conduceva i clienti e quindi hanno effettuato una attività investigativa per individuare chi utilizzala i locali. Le indagini hanno consentito di individuare anche la farmacia dove la ragazza comperava, dietro presentazione di regolare ricetta medica, i medicinali ed il bar dove faceva scattare la trappola del «caffè corretto».
La prova decisiva in mano agli investigatori è arrivata visionando il filmato registrato da una telecamera posizionata nei pressi di uno sportello Bancomat dove la donna aveva effettuato un prelievo utilizzando la carta sottratta ad un cliente.
La Polizia Municipale, in coordinamento con il dottor Mazzei, ha poi comparato, grazie anche alla collaborazione con la Questura di Modena, altri episodi simili accaduti in città negli ultimi giorni riscontrando che la stessa tattica è stata adoperata con successo dalla donna in almeno 9 occasioni. In un'altra circostanza (domenica notte) gli agenti di viale Amendola sono riusciti ad evitare il peggio riuscendo a fermare la giovane, dopo che era riuscita a somministrare ad un cliente 8 pastiglie di un potente sonnifero, prima che la rapina potesse essere portata a compimento.
Si ritiene, comunque, che la lista delle persone rapinate possa essere anche più lunga, in quanto in questi casi il rischio che la vittima sporga denuncia, ammettendo le proprie debolezze sessuali, risulta in genere molto basso. Proprio su questo particolare la P.G. contava per sperare di farla franca.

Bologna - L'ex modella col vizio dell'estorsione: ricattava uomini sposati
2 marzo 2003 - Per smascherarla hanno mobilitato quelli della «Scientifica» con le telecamere, l'elicottero della polizia, la Stradale. C'erano persino due agenti nascosti dentro l'intercapedine del cavalcavia dell'A14 e altri due nel fossato. E Dragana, bellezza serba di 26 anni, fotomodella col vizio del ricatto agli uomini sposati, c'è cascata. E' finita in cella. Arrestata per estorsione. Voleva 175 mila euro per far sparire foto molto compromettenti in cui un commerciante di Imola è immortalato senza nemmeno un calzino addosso.
«Paga o le faremo vedere a tua moglie e anche al commercialista». Lui, terrorizzato, ha denunciato tutto al commissariato di polizia di Imola. La trappola è scattata giovedì scorso a mezzogiorno, quando la task force di 20 poliziotti ha bloccato la bella indossatrice sotto un cavalcavia della Bologna-mare mentre ritirava da un cestino di rifiuti il suo tesoro carpito col ricatto. A casa di Dragana Markovic, a Barbiano di Lugo, la polizia ha trovato pellicce, quattrini, orologi griffati. Hanno trovato pure alcuni video hard. E sarebbero poi di sua proprietà due appartamenti: uno a Bologna (affittato ad alcune studentesse) e l'altro a Cervia. Legittimo il sospetto: se Dragana non è ricca di famiglia e non è stata colpita da un'improvvisa, fortunatissima eredità, è possibile che quel gruzzolo sia il risultato di altri ricatti.
Certo è che la sua difesa, quando i poliziotti l'hanno fatta scendere dalla sua Audi 4 Sw, col sacchetto dei soldi ancora sul sedile, è stata un po' deboluccia: «Mi sono fermata qui per fare pipì. Non so nulla di quella busta». I poliziotti dicono che è una bugia. Una telecamera di sorveglianza alla stazione di Bologna l'ha immortalata giovedì scorso mentre esce da una cabina telefonica dalla quale era appena partita una telefonata minatoria al commerciante sotto ricatto. A casa gli agenti hanno trovato una lettera molto simile a quelle - dello stesso tenore - ricevute dall'uomo: mancava però il suo nome, forse una forma d'astuzia per non essere scoperta. La faccenda andava avanti da qualche mese. Una ventina le telefonate. «Paga, o diciamo tutto alla tua famiglia».

Mathi (TO) - Sesso estremo con ricatto
25 novembre 2003 - «Era la persona ideale con cui avere rapporti extraconiugali senza nessun impegno sentimentale» dice ora lui con una punta di rimpianto nella voce. Al piccolo imprenditore di Mathi, titolare di un'impresa tessile, sposato da nove anni e con due figli a carico, Daniela Lucia Gaeta, 26 anni, torinese, casalinga («con una passione per il sesso estremo» spiega ora lui) sino a sei giorni fa era apparsa come la personificazione delle più profonde fantasie sessuali.
Lei, divorziata dal primo marito che le aveva dato una figlia e adesso convivente con il padre di un secondo figlio, sembrava non aver limiti. «Ci siamo conosciuti nel '99 - ricorda ora l'imprenditore, 41 anni, innamorato delle legittima consorte ma ancora affascinato da passioni proibite -. Sino al 2002 ci vedevamo una, due volte al mese. Da quest'estate però per circa tre mesi ci siamo incontrati quattro o cinque sere alla settimana. Dove? Quasi sempre nel mio ufficio. E non solo noi due. C'erano altre persone, altri uomini e per vivacizzare gli incontri anche un po' di cocaina. Poca roba, portata un po' da uno un po' dall'altro. A Daniela piaceva farlo davanti alla telecamera e quindi c'era sempre bisogno di qualcuno che usasse la Web camera...».
Sono i primi di novembre quando l'imprenditore si accorge che quella che crede soltanto una passione proibita può diventare invece una minaccia per la sua stabilità familiare. «Alla fine dell'estate avevo interrotto ogni rapporto con lei - racconta lui - Il 5 novembre però sul cellulare mi arriva un suo messaggio con cui mi spiega di essere stata in Sicilia e due giorni dopo mi chiama direttamente dicendomi di avere problemi con il marito e chiedendomi un prestito di 200 euro. L'8 novembre, sotto la casa di sua madre in Lungodora Firenze le ho consegnato il denaro...». Lei quel giorno ringrazia e giura che entro due giorni restituirà i soldi. «Chiamami» dice prima di allontanarsi.
Da quel momento però il suo cellulare squilla a vuoto. L'unica risposta che ottiene l'imprenditore è un sms che arriva nel pomeriggio del 20 novembre: «Sono Dany, non voglio essere rotta. O tu domani mi porti 3mila euro entro le 14 o io domani richiamo tua moglie e gli racconto tutto...».
Da quel momento l'imprenditore è nel panico. Invia sms disperati («Chiamami, ne parliamo»), telefona ripetutamente senza avere risposta, sino a quando il giorno dopo lei richiama dicendo: «Se non vuoi casini fai quello che c'è scritto nel messaggio». E più tardi rincara la dose con un altro sms: «Non giocare con il fuoco perché ti puoi bruciare. Daniela».
Terrorizzato lui corre alla caserma dei carabinieri di Mathi e racconta tutto al maresciallo: «Ho capito che stava per iniziare una spirale ricattatoria senza fine. Pensare che se me li avesse chiesti in altro modo i soldi glie ne avrei dati, anche di più». Lei gli telefona proprio mentre è in caserma: «Le spiegazioni non posso dartele, non ho nulla da perdere».
Lui finge di cedere al ricatto, infila 500 euro in una busta e si presenta all'appuntamento fissato ancora una volta in Lungodora Firenze. E' la tarda mattinata del 22 novembre. Daniela Gaeta ritira il denaro e poco dopo è in manette con l'accusa di estorsione.

Firenze - Arrestata la finta contessa: truffò l'amante trovato in chat
4 febbraio 2004 - Il professionista fiorentino si incontrava con la finta contessa in Costa Azzurra. Una relazione a base di sesso, consumato nelle stanze di ville di Antibes e Montecarlo, e di presunte operazioni finanziarie. Si erano conosciuti nel 2001 su internet, nelle chat dei siti erotici. Lei, che si faceva chiamare Claudia Sciarra de Zanoby Antinori per nascondere il suo nome vero e assai meno altisonante, Roberta Chiavacci, gli ha presentato un avvocato, Andrea Parri, pure lui falso di nome e di titolo. In realtà si chiama Adriano Panicucci ed è stato radiato dall' albo anni fa.
I due, 54 anni lei e 65 lui, avevano raccontato alla vittima di gestire numerose società internazionali per la compravendita di immobili di prestigio. Annebbiato dalla passione e raggirato dalle parole, il professionista avrebbe consegnato 314 milioni di vecchie lire (oggi circa 160 mila euro) per concludere alcuni affari. Quando ha capito che quei soldi non sarebbero tornati ha protestato ma "contessa" ed "avvocato" sono passati alle maniere forti. Gli hanno detto che se continuava a pretendere il denaro avrebbero diffuso a moglie, amici, colleghi e su internet le foto e i filmati di lui e la donna nei letti delle ville. Inoltre avrebbero reso pubbliche le mail nelle quali il professionista si diceva disposto ad esperienze sessuali estreme e con più partner.
La vittima per un po' ha esitato, poi, nel febbraio 2002, ha denunciato tutto ai carabinieri del comando provinciale di Firenze. Le indagini, coordinate dal pm Francesco Caleca, sono durate alcuni mesi, i due, residenti a Firenze ma quasi sempre in Francia, erano difficili da reperire. Lunedì l'arresto in città, per truffa, estorsione e calunnia (vista la mala parata tempo fa avevano denunciato la vittima per truffa). I carabinieri sospettano che ci siano altri truffati, così diffondono i siti internet usati dalla "contessa": www.sexycoppie.it, www.trasgrediamo.com, www.conoscersi.org, www.bellecoppie.it.

Seregno (MI) - Lo ricatta minacciando l'accusa di abusi sessuali
18 dicembre 2004 - Lui, 35 anni, idraulico. Lei, 49 anni, bella, ma senza lavoro lo chiama per un intervento di riparazione. Tra i due nasce una storia, finita due giorni fa con l'arresto della signora per estorsione e il prosciugamento del conto dell'uomo per troppo amore. Tutto è iniziato nel giugno del 2003 a Barlassina, vicino Seregno nel milanese.
Caterina G. L., classe 1955, come nei più classici dei romanzi popolari, fa innamorare l'idraulico di 14 anni più giovane. I due cominciano una relazione e vanno in giro per il mondo con i soldi di lui: viaggi in Stati Uniti e Francia. Ma alla donna non basta e alla fine dell'anno scorso denuncia l'uomo per abusi sessuali. I due sono in vacanza in Costa azzurra, la polizia francese ferma e rilascia immediatamente l'uomo. Lui la perdona, ma lei comincia a ricattarlo. Vuole denaro, tanto denaro altrimenti lo denuncia.
L'idraulico, forse ancora invaghito, paga 50mila euro al suo amore vorace anche con una tranche da 13mila euro. Due mesi fa con il conto prosciugato va dai carabinieri della compagnia di Rho e racconta la sua storia, denuncia l'amante e dopo due mesi di indagine i carabinieri l'arrestano. Aveva ancora in mano la busta con i 3000 euro che il 35enne gli aveva consegnato per non essere nuovamente denunciato per violenza sessuale.

Saronno (VA) - Minaccia di rivelare alla moglie del dentista un'inesistente relazione extraconiugale
8 maggio 2005 - Una donna di 30 anni ha cercato di estorcere 70mila euro al suo datore di lavoro, un noto dentista di 48 anni di Saronno, con la minaccia di rivelare alla moglie una presunta relazione sessuale tra loro. La donna, assistente alla poltrona del professionista, è stata arrestata ieri sera nello studio dentistico, insieme al fidanzato, mentre tentava di riscuotere il denaro.
I due, accusati di estorsione, sono di Cirimido, piccolo centro in provincia di Como. Conviventi e con il progetto di sposarsi, avrebbero architettato tutto per far fronte a delle spese, forse un mutuo contratto in vista del matrimonio. Una mossa disperata dopo che il fidanzato della ragazza era rimasto senza lavoro.
Per questo, circa un mese fa, l'assistente ha comunicato al dentista, presso cui lavorava da quattro anni e mezzo, di essere in possesso di un nastro registrato in cui i due si scambiavano frasi compromettenti. In cambio del suo silenzio, l'uomo avrebbe dovuto versarle una cifra di 70mila euro. Il professionista, che a detta degli inquirenti non risulta avesse una relazione con la sua collaboratrice, si è rivolto ai carabinieri, i quali hanno seguito le «trattative» per la consegna del denaro, andate avanti per quasi un mese.
Così ieri sera è scattata la trappola: il dentista ha preparato una somma, metà in contanti e metà in assegni di piccolo taglio, ma i carabinieri, su mandato della procura della repubblica di Busto Arsizio, sono intervenuti subito dopo la consegna e hanno arrestato la ragazza e il fidanzato.
I due, in apparenza persone normali e distinte e senza precedenti penali, avevano tra l'altro messo in atto in vero e proprio bluff. L'oggetto del ricatto, l'audiocassetta in cui avrebbero dovuto essere registrate frasi ammiccanti e apprezzamenti, era vuota.

Milano - Ricattava l'amante 60enne, presa
7 luglio 2005 - Sedotta e abbandonata. Ma con la pretesa di una buona uscita. Tremila euro per un anno di relazione sentimentale clandestina, altrimenti avrebbe riferito tutto alla moglie. Così, per un pensionato di 60 anni, ex dipendente Atm, sposato e padre di un figlio, quell'attrazione fatale per una piacente signora di 39 anni, stava per costargli molto cara.
Per un po' ha subito il ricatto, poi ha confessato tutto, visibilmente imbarazzato, ai carabinieri della Stazione Barona. Così è scattata la trappola e la donna è finita in manette con l'accusa di estorsione. Non solo: la bella e pericolosa amante dava ospitalità ad un ricercato, rispedito in carcere pure lui. Ma in galera è finito anche il convivente della donna, con l'accusa di favoreggiamento nei confronti del latitante.
L'episodio ha come protagonisti Assunta Lascaro, milanese di bella presenza, con precedenti per droga. La donna, un anno fa, ha intrecciato una relazione con l'anziano, ma l'idillio stava per interrompersi. L'uomo, infatti, aveva capito che quello di Assunta non era vero amore. Che forse era stato raggirato e che quella femmina procace frequentava personaggi poco raccomandabili. Così le ha dato il due di picche. Ma per tutta risposta si è sentito chiedere 3 mila euro, altrimenti la moglie sarebbe venuta a conoscenza della scappatella.
Al momento di pagare l'ultima tranche di denaro, mille euro, il pensionato, ormai esasperato, si è rivolto ai militari dell'Arma che hanno organizzato un servizio di appostamento. E l'altro giorno, alle 11, i due si sono dati appuntamento davanti all'edicola di via Walter Tobagi, dove avrebbe dovuto avvenire il pagamento. Assunta, tuta ginnica e scarpe da tennis, si è presentata puntuale, accompagnata dal figlio del latitante, a bordo di un'auto risultata rubata. E, proprio mentre l'ex dipendente Atm, le ha consegnato la busta contenente il denaro, è spuntato un carabiniere che si era finto edicolante per avere più spazio d'azione senza dare nell'occhio. Dopo averla arrestata, gli investigatori le hanno perquisito l'appartamento e vi hanno trovato il ricercato, Luigi Tiano, 50 anni, di Cerignola, sul cui conto pendeva un ordine di cattura per spaccio di stupefacenti, e il convivente della donna, Catello Barbato, 44 anni, anche lui pregiudicato.

Pesaro - Finge gravidanza e chiede 20mila euro all'amante 80enne
13 dicembre 2005 - La prostituta colombiana di 40 anni ha convinto l'anziano e prestante pesarese - 80 anni ben portati, e un solido patrimonio da ex commerciante - di essere rimasta incinta di un figlio suo, pretendendo 20mila euro per andare ad abortire in Colombia, ed evitare lo scandalo. La gravidanza pero' era un' invenzione, architettata insieme ad una comune amica italiana, e le due donne sono finite in carcere con l'accusa di concorso in estorsione continuata. Non prima che l'ottantenne, sposato, padre e nonno, avesse pagato alle due ricattatrici un acconto di 5 milioni di euro.
A presentare la colombiana all'anziano era stata una pesarese di 44 anni: un paio di incontri erotici del tutto gratuiti, spacciati come gesti di amicizia, e l'ex commerciante si era improvvisamente ritrovato 'padre'. Con tanto di falso certificato medico attestante la dolce attesa dell'extracomunitaria. La quale aveva presto deciso di ricorrere ad un'interruzione volontaria di gravidanza, e, lamentando scarsa fiducia nel sistema sanitario italiano - cosi' ha ricostruito la polizia - insisteva per andare ad abortire in un ospedale della Colombia, a spese dell'anziano.
In un primo momento l' uomo ha tentato di opporre resistenza, ma la donna e l'amica l'hanno sottoposto ad un pressing telefonico durato tre settimane, con la minaccia che la futura puerpera si sarebbe prima o poi presentata a casa del pesarese, durante uno dei pranzi della domenica con moglie, figlie, generi e nipoti, per annunciare il lieto evento.
Dopo i primi 5mila euro (e il dono di una collana d'oro), l'anziano - nel frattempo avvicinato dalla polizia grazie a una 'soffiata' - si e' deciso a raccontare tutto agli investigatori della Squadra mobile diretta da Andrea Massimo Zeloni. E con loro si e' presentato all' ultimo appuntamento con le sue sfruttatrici, munito di altri 1.500 euro.
Le due donne sono finite in manette.

Napoli - Rumena: "Tremila euro, o dico che siamo amanti"
12 febbraio 2006 - «Se non mi dai tremila euro racconto a tua moglie che siamo amanti. Lei ci crederà, perché io sono giovane e voi italiani fate sempre così con le extracomunitarie...». Estorsione sui generis, quella architettata da una ragazza rumena di 26 anni. Il ricatto però non ha funzionato con la sua vittima, un uomo di 62 anni, con un matrimonio sereno alle spalle e poco disposto a cedere a una richiesta senza fondamento. Così la ragazza è stata arrestata, dopo essere stata colta sul fatto dai carabinieri.
Il rapporto tra la ragazza e la sua vittima, a dire il vero, era cominciato con il piede sbagliato. Perché la giovane, Annamaria Roberta Toma, senza permesso di soggiorno, era stata qualche tempo fa assunta in nero nel ristorante di proprietà del sessantaduenne a Ischia. Né contratto né contributi. E, da un giorno all'altro, lui l'aveva licenziata. E' stato allora che la ragazza ha elaborato la sua vendetta. Gli ha chiesto un appuntamento a Lacco Ameno per «avere dei chiarimenti sul licenziamento» e l'uomo ha accettato. Ma si è recato all'incontro solo dopo aver avvertito i carabinieri della stazione di Forio. Quindi il tentativo di estorsione: tremila euro in cambio del silenzio su una relazione inesistente. La vittima le ha consegnato i soldi ma in quell'istante sono arrivati anche i carabinieri. Che hanno arrestato la rumena dopo una breve fuga a piedi lungo la circumvallazione.

Sora (FR) - Col sesso, rumena attira pensionato in trappola e lo fa uccidere dal marito
7 febbraio 2007 - Delitto a sfondo passionale a Sora (Frosinone) dove un romeno ha ucciso a badilate un italiano di 61 anni, accusandolo di essere l'amante della moglie. In realtà la donna avrebbe attirato l'anziano con la scusa di avere l'ennesimo rapporto sessuale, per poi farlo uccidere dal marito. Arrestati entrambi. Il corpo della vittima, scomparsa da casa venerdì, è stato trovato in un bosco ai confini con Balsorano (L'Aquila).
Per l'uomo l'accusa è di omicidio volontario, per la donna di concorso in omicidio volontario. Gli inquirenti hanno scoperto che il luogo del delitto è lo stesso del ritrovamento del cadavere avvenuto nel bosco ai confini tra il Lazio e l'Abruzzo. Erano stati alcuni conoscenti della vittima, interrogati a lungo dagli agenti, a dare la giusta soffiata.
Gli investigatori hanno accertato che la coppia dei romeni con l'inganno ha condotto la vittima sui monti per poi ucciderla.
Ad attirarlo nel bosco è stata la donna con la scusa di volere un rapporto sessuale, l'ennesimo, lontano da casa. Ma quando l'uomo ha raggiunto il posto dell'appuntamento, dopo essersi spogliato, invece della donna c'era il marito ad attenderlo con una pala ed un bastone tra le mani. Colpito ripetutamente è stato ucciso sul posto e poi occultato sotto un manto di terra.
Due sono le ipotesi al vaglio degli inquirenti per capirne il movente: la pista passionale, anche se non è chiara la posizione della donna, ma appare probabile anche che l'omicidio sia stato l'epilogo di un ricatto. Sembra infatti che il pensionato dovesse dare alla coppia un'ingente somma di denaro.
Il romeno aveva confessato l'omicidio, dopo aver però raccontato di aver trovato a letto la moglie con l'amante e di essere stato accecato dalla rabbia.

Cupra M. (AP) - Lei adescava giovani e meno giovani, poi lui li rapinava
4 maggio 2007 - Lei li adescava con la sua avvenenza, li invitava a fare una passeggiata in macchina e poi, una volta in un luogo isolato, interveniva il complice che minacciava il malcapitato di turno e gli estorceva denaro. Una sorta di Bonnie e Clyde all’italiana, che avevano fatto decine di vittime e che questa volta però sono incappati negli uomini dell’Anticrimine del commissariato di Fermo che, dopo averli identificati, li hanno arrestati con le gravi accuse di estorsione continuata aggravata e rapina. Nella rete della polizia sono caduti così D.S., una donna di 50 anni di origini cosentine e R.R., un giovane di origini pugliesi, entrambi residenti a Cupra Marittima.
I due sono stati rinchiusi rispettivamente nel carcere femminile di Camerino e in quello di Marino del Tronto.
L’indagine aveva preso il via da una denuncia effettuata a febbraio da un 20enne fermano che, mentre si aggirava per Cupra Marittima, era stato avvicinato da un’affascinante 50enne che lo aveva invitato a fare quattro chiacchiere. L’approccio era andato oltre, e i due, dopo essere saliti sull’auto di lei, si erano diretti in un posto appartato. Qui era entrato in azione il complice che aveva minacciato il ragazzo, gli aveva ‘sequestrato’ il telefonino e lo aveva costretto a prelevare 500 euro con la carta di credito del padre per poi consegnarglieli. Il ragazzo, spaventato, aveva ubbidito ma, il giorno seguente, si era rivolto alla polizia per denunciare il fatto. Erano scattate le indagini, che avevano condotto all’identificazione del giovane e della donna, che si erano già resi protagonisti di episodi simili.
Dopo aver raccolto tutti gli elementi, il sostituto procuratore di Fermo che coordina le indagini, Antonio Bartolozzi, ha chiesto e ottenuto i mandati di custodia cautelare in carcere, che sono stati eseguiti ieri dalla polizia. "Abbiamo elementi — spiega il dirigente del commissariato Giuseppe Taschetti (nella foto) - per poter affermare con certezza che le vittime dei due siano a decine. Chiunque si riconoscesse in fatti del genere è pregato di rivolgersi a noi".

Bergamo - 52enne bulgara illudeva anziani e per derubarli li narcotizzava
15 giugno 2007 - Come nel più classico dei film gialli, la donna si faceva invitare a cena, a casa dei malcapitati, e approfittando di un momento di disattenzione, versava poche gocce di sonnifero nel loro bicchiere. E' stata smascherata da un carabiniere.
E' finita con una condanna per rapina a cinque anni e tre mesi di reclusione la vicenda di un'avvenente signora bulgara di 52 anni accusata di aver addormentato con il sonnifero, per ripulire le loro abitazioni, tre anziani che aveva conosciuto rispondendo ad annunci di uomini soli in cerca di compagnia.
Come nel più classico dei film gialli, la donna si faceva invitare a cena, a casa dei malcapitati, e approfittando di un momento di disattenzione, versava poche gocce di sonnifero nel loro bicchiere. Risultato: i padroni di casa cadevano in un sonno profondo e lei aveva campo libero per fare razzia di soldi e gioielli e sparire prima del loro risveglio.
La donna, che abita a San Martino Siccomario (Pavia), doveva rispondere di tre episodi, accaduti nel mese di giugno del 2007 in provincia di Bergamo, ai danni di tre uomini di San Pellegrino, Gandino e Torre Boldone. In tutto la signora era riuscita a racimolare circa mille euro in contanti e alcuni preziosi, per un valore complessivo di altre centinaia di euro.
A smascherarla era stato un carabiniere della Compagnia di Zogno (Bergamo), che dopo aver raccolto la denuncia di un sessantenne si era finto interessato a lei. Nella sua abitazione, gli inquirenti avevano trovato parte della refurtiva e un nutrito elenco di vittime con i rispettivi numeri di telefono.
Per questo il tribunale di Bergamo ha accolto le richieste dell'accusa, condannando la donna a cinque anni e tre mesi di reclusione.

Caltanisetta - 65enne si apparta in auto con una donna: picchiato e rapinato
6 settembre 2007 - Aggredito e derubato da una donna. Disavventura per un sessantacinquenne trovato all'alba di ieri in viale della Regione all'interno della propria auto, con il volto insanguinato.
A notarlo un metronotte impegnato nel giro di controllo di alcuni esercizi commerciali nelle vicinanze di una farmacia. La guardia giurata ha avvertito immediatamente la polizia. Arrivata sul posto, una volante ha soccorso l'anziano nisseno che ha raccontato quanto gli era accaduto: a colpirlo sarebbe stata una donna con quale si era appartato, che prima di allontanarsi gli avrebbe sottratto anche la somma di cento euro.
L'uomo è stato trasportato al pronto soccorso per le cure del caso. Sull’episodio indaga la polizia.

Dello (BS) - Una senegalese all'anziano ex-amante: "i soldi o ti faccio spezzare le gambe"
13 ottobre 2007 - Un'immigrata di 35 anni di origine senegalese è stata arrestata lo scorso giovedì dai carabinieri di Dello, in provincia di Brescia, per tenata estorsione. La donna aveva avuto per un breve periodo, circa sei mesi, una relazione con un 72enne dellese. L'uomo in quel perido aveva dilapidato i propri risparmi, per comprare regali e donare soldi all'amica. A relazione conclusa, però, la donna è tornata a farsi sentire dall'ex-amante. Pretendeva denaro e minacciava il 72enne: "Se non mi dai i soldi", avrebbe detto l'extracomunitaria, "mando un mio amico a spezzarti le gambe".
Situazione tesissima per l'anziano, che ha deciso di rivolgersi ai militari dopo aver confessato alla moglie la tresca. Gli agenti hanno quindi organizzato una trappola, per cogliere in flagranza di reato la 35enne. Il pensionato e l'ex-amica si sono dati appuntamento alla stazione degli autobus di Dello. Qui il 72enne ha dato 300 euro in una busta alla senegalese. Un attimo dopo i carabinieri in borghese sono intervenuti, per ammanettare la donna. Ora è stata arrestata e si trova a Verziano.

Cesenatico (FC) - Estorce 200 euro all'amante: condannata a due anni
31 ottobre 2007 - Condannata a due anni di reclusione, pena indultata, per l’estorsione di duecento euro all’amante. Finisce così il processo a Joanna Lidia Zak, che nell’estate del 2003 aveva iniziato a chiedere piccole somme di denaro all’uomo con cui aveva intrecciato una relazione sentimentale. Non un prestito, ma una vera e propria estorsione, considerata la minaccia alla base: “Se non lo fai dico di noi due a tua moglie”. Per una volta soltanto, ha accettato di cederle dei soldi. Per poi denunciare il fatto, temendo che quell’episodio potesse non rimanere isolato.

Cesena - A processo la moldava per la tentata estorsione a luci rosse
14 novembre 2007 - Prende il via il processo a Paulin Gjika, 40 anni, accusato, insieme alla compagna Ina Rotari, già condannata ad un anno e quattro mesi di carcere con rito abbreviato, di aver cercato di estorcere 50mila euro ad un imprenditore con cui la donna aveva intrecciato una relazione. Di mezzo c’era un video osé che riprendeva manager e amante moldava in camera da letto. Immagini che sarebbero finite in mano alla moglie dell’uomo se non avesse pagato quella somma.
Ma la vittima, 55 anni, originario di Ravenna, aveva subito denunciato la vicenda. Il caso risale al luglio del 2004 quando la donna, una fascinosa 30enne moldava, aveva piazzato una telecamera nascosta nella camera da letto del suo appartamento di Cesena.
Aveva ripreso quel rapporto intimo con l’uomo d’affari, con cui aveva una storia da un paio d’anni, perché, ha raccontato successivamente: “Volevo costringerlo ad interrompere la nostra storia, visto che mi telefonava continuamente e mi ero stancata”.
Quella sera, però, la loro intimità era stata interrotta dal brusco arrivo del “terzo uomo”, Paulin Gjika che era entrato nella stanza e, dopo una scenata di gelosia, aveva scovato la telecamera e se n’era andato portandosi via le prove del tradimento. Da lì sarebbero iniziate le richieste di denaro all’imprenditore: se non avesse consegnato 50mila euro, quel filmato a luci rosse sarebbe stato mandato alla consorte.

Scandicci (FI) - Palpeggia anziano poi lo deruba: in manette pregiudicata 51enne
4 gennaio 2008 - Palpeggia un anziano facendogli delle avances, poi lo scippa. Una donna di 51 anni, pregiudicata, è stata arrestata con l'accusa di furto aggravato.
Stamattina la donna ha abbordato il malcapitato anziano, ad una fermata dell'autobus a Scandicci. Al capolinea dei bus la donna ha avvicinato il 71enne e, lontano da occhi indiscreti, ha cominciato a palpeggiarlo, proponendogli un rapporto sessuale a casa. L'uomo ha rifiutato ed ha invitato la donna ad allontanarsi, ma poco dopo si è accorto che, insieme alla promessa di un pomeriggio di passione, la donna si era portata via anche il suo portafoglio.
A questo punto, dopo aver notato la donna salire a bordo di un autobus, l'anziano ha fermato una pattuglia del Radiomobile che stava transitando a poca distanza. I militari hanno così ordinato all'autista del mezzo pubblico di fermarsi, facendo scendere la donna che, seppure recalcitrante, è stata perquisita e colta con la 'refurtiva': aveva il portafogli del pensionato con all'interno 200 euro in contanti.
Accompagnata in caserma, è stata arrestata con l'accusa di furto e trattenuta in camera di sicurezza in attesa della direttissima prevista per domani mattina. I successivi accertamenti hanno inoltre consentito di verificare che la G.G. non è nuova a fatti di questo tipo, essendosi già in passato resa responsabile di furti con destrezza analoghi a quello odierno.

Fondi (LT) - Estorsione a luci rosse, donna arrestata
8 febbraio 2008 - Una donna è stata arrestata per estorsione aggravata e minacce nei confronti del suo ex amante minacciando di raccontare ai suoi figli le relazioni sessuali a pagamento che aveva. La donna, una cinquantenne di Fondi, aveva già ottenuto 35mila euro per il silenzio, ma l'uomo alla fine ha denunciato tutto ai carabinieri.

Cesenatico (RN) - Assieme al marito una rom 34enne ricatta sessualmente un 80enne
30 giugno 2008 - Avvicinò un anziano ottantenne che stava portando a spasso il cane e gli propose un rapporto sessuale al prezzo di 50 euro con la moglie. Quando il ‘nonnino' decise di cogliere al balzo l'occasione appartandosi con quella donna dalle giunoniche forme, intervenne prendendo a schiaffi l'anziano. Quindi lo ricattò di 100 euro per evitare una denuncia per violenza sessuale. Un rom di 37 anni, insieme alla moglie di 34, ha patteggiato un anno per estorsione.
L'episodio si è consumato a Cesenatico nel giugno del 2008. Il ‘nonnino' si trovava nel parco di Levante insieme al cagnolino quando venne avvicinato dalla giovane coppia. L'uomo gli propose di aver un rapporto sessuale con la moglie per la modica cifra di 50 euro. L'ottantenne inizialmente lasciò perdere, ma poi ci ripensò e si appartò con la donna.
L'anziano non ebbe nemmeno il tempo per sfiorare la 34enne, che venne preso a ceffoni dall'uomo. Quindi lo ricattò: "Dammi 100 euro. Oppure ti denuncio ai Carabinieri". L'ottantenne non obiettò. Pagò e se ne andò. Ma appena 48 ore più tardi, sempre allo stesso parco, venne avvicinato dalla donna con la pretesa di 500 euro perché il marito l'aveva lasciata.
Il malcapitato non oppose resistenza per salvare la propria pelle. Ma quella somma l'aveva in casa. Qui venne sorpreso dalla moglie mentre prendeva i risparmi. Il coniuge, con non poche difficoltà, raccontò la vicenda. E la compagna di una vita lo spinse a chiamare i Carabinieri. Gli uomini dell'Arma assistettero al passaggio di denaro, scoprendo così l'estorsione.
Giovedì in tribunale a Cesena l'epilogo della vicenda. La coppia di coniugi truffatori ha patteggiato davanti al giudice Marco Dovesi (pm Massimo Maggiore) un anno di reclusione (pena sospesa).

Siena - Una 26enne congolese architetta un porno-ricatto verso un 88enne
12 luglio 2008 - Ricatto (mancato) a luci rosse. La scorsa notte gli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Gianluigi Manganelli, hanno arrestato una congolese di 26 anni per estorsione nei confronti di un anziano di 88 anni residente a Siena.
La donna è stata sorpresa dai poliziotti dopo che appena aveva prelevato, da un cestino dei rifiuti in una piazza del centro, una busta che l'uomo aveva depositato pochi minuti prima e che avrebbe dovuto contenere, in base alle istruzioni fornite all'uomo sul telefono cellulare, 25.000 euro in contanti. Nelle ultime settimane, infatti, l'anziano aveva ricevuto diversi sms, inviati da cabine telefoniche, sul proprio telefonino, con i quali era stato minacciato di morte se non avesse consegnato il denaro. Se non avesse consegnato i soldi richiesti, dicevano i messagi, la sua casa sarebbe stata incendiata e sarebbe stato divulgato e consegnato alla polizia un presunto video che lo ritraeva mentre compiva atti sessuali con un minorenne, circostanza che l'uomo sapeva benissimo non essere vera.
L'anziano si era così rivolto agli investigatori che sono riusciti ad individuare il mittente degli sms e, una volta fatto concordare il luogo dove sarebbero state lasciate le mazzette di falsi contanti, fornite alla vittima dagli stessi agenti, si sono appostati all'ora pattuita, arrestando in flagranza della congolese.

Rimini - "Paga o racconto di noi a tua moglie": arrestata amante ricattatrice
24 luglio 2008 - Avrebbe rivelato tutto alla moglie di lui, se non le avesse consegnato del denaro per mantenere il segreto. Un tradimento costato caro a un albergatore riminese che, pur di non svelare la tresca amorosa, aveva consegnato al suo estorsore: la ex-amante, la somma di 40mila euro.
I ricatti sono finiti quando ai polsi della donna, una marocchina di 44 anni, sono piombate le manette dei carabinieri di Rimini.

Falconara M. (AN) - Rifiuta avances di tre nigeriane, preso a pugni, morsi e derubato
30 luglio 2008 - Preso a pugni, morsi e ombrellate, e derubato di 100 euro. E' la disavventura capitata ieri pomeriggio a un falconarese di 45 anni che, dopo aver fermato la sua auto a Falconara marittima, in via Castellaraccia, è stato aggredito da tre prostitute nigeriane che gli offrivano prestazioni sessuali in cambio di 30 euro. Secondo una prima ricostruzione, una delle nigeriane avrebbe bloccato l'auto del 45enne parandosi in mezzo alla strada.
Al rifiuto dell'uomo, la prostituta avrebbe cominciato a picchiarlo insieme alle altre due colleghe nigeriane. Lui, rimasto in balia delle donne per qualche minuto, è riuscito a risalire in macchina e allontanarsi per chiedere aiuto. Nel frattempo però le nigeriane erano riuscite a strappargli i pantaloni e rubargli il portafogli.
Un'aggressione piuttosto violenta, che ha causato al mancato cliente ecchimosi al volto e alla schiena, e profondi tagli dovuti ai morsi in varie parti del corpo, giudicate guaribili in 20 giorni dai sanitari dell'ospedale di Chiaravalle. Le tre donne, riconosciute dalla vittima, sono state poi arrestate per concorso in rapina da carabinieri in borghese, che si sono finti clienti. Il denaro è stato recuperato (una delle prostitute lo aveva ancora con sé).

Noci (BA) - Operaio ricattato dall'amante
8 agosto 2008 - La storia segreta durava da troppo tempo e aveva ormai preso una piaga pericolosa. Le richieste di denaro erano troppo alte e frequenti perché un operaio potesse sostenerle. Alla fine, quando il 53enne carpentiere ha deciso di troncare la relazione clandestina, è scattato lo sporco ricatto: "Cinquemila euro se non vuoi che dica tutto a tua moglie".
L'operaio si  trovato di fronte ad un bivio. Doveva decidere se denunciare la donna ai carabinieri, rischiando di mandare in malora il suo matrimonio, oppure pagare e subire ancora i ricatti per chissà quanto altro tempo ancora. Alla fine ha scelto di rivolgersi alle forze dell'ordine. Così, ieri sera a Noci, è finita in manette una 45enne con l'accusa di estorsione continuata.
La donna, anche lei sposata e non nuova a questo genere di storie, frequentava l'operaio dall'inizio del 2008. Da subito gli avrebbe chiesto consistenti somme di denaro, facendo velatamente intendere che lo spettro era di spifferare la loro relazione sentimentale alla consorte. Nei giorni scorsi, stanco delle continue pretese economiche, il carpentiere ha manifestato il proposito di troncare la relazione. La 45enne, per nulla d'accordo, ha pensato di alzare il tiro pretendendo una specie di "buonuscita" di 5 mila euro in contanti. L'operaio si  rivolto ai carabinieri e fingendo di stare al gioco, ha accettava di consegnare il denaro durante un incontro in un piccolo albergo di un paese vicino. I militari dopo aver assistito al pagamento hanno bloccato la donna con il denaro tra le mani.

Orbetello (GR) - 45enne intreccia relazione con professionista sposato per poterlo ricattare
20 dicembre 2008 - Avevano costruito un vero e proprio book fotografico che mostrava alcuni momenti della relazione extraconiugale di un professionista. Istanti e gesti inequivocabili tra due amanti «immortalati» da un fotografo improvvisato e con uno scopo ben preciso: ricattare per soldi.
Un ragazzo di 18 anni e una donna di 45, entrambi grossetani, sono finiti in manette con l’accusa di estorsione. Arrestati dai carabinieri della Compagnia di Orbetello, nel pomeriggio di giovedì, perché complici di un presunto progetto diabolico, pensato con lo scopo di ricattare un professionista che vive a Orbetello e che aveva 'perso la testa' per la quarantacinquenne, peraltro, sembra, neanche particolarmente avvenente. Ma i due arrestati, oltre ad essere legati dal piano per racimolare un po’ di soldi extra, erano anche suocera e genero. Lei, l’amante, è la madre della fidanzatina dell’improvvisato fotografo.
La relazione tra la quarantacinquenne e il professionista lagunare è cominciata alcuni mesi fa, e gli investigatori hanno il dubbio che fin da allora nella mente della donna ci fosse il piano diabolico. I due hanno cominciato ad incontrarsi sempre più spesso. Dopo un po’ di tempo, pare, sia iniziata l’attività di fotografo del giovane. Seguiva a distanza la coppia e li fotografava, sempre in ambiente esterno, ma comunque in atteggiamenti che inequivocabilmente mostravano il legame sentimentale. Scatti rubati che sono poi finiti nell’album che sarebbe servito per tenere in pugno l’uomo e chiedergli i soldi chissà per quante altre volte.
Richieste di denaro che sono cominciate — secondo quanto raccontato nella denuncia che il professionista ha presentato ai carabinieri della Compagnia di Orbetello — alcuni giorni fa. Numerose telefonate il cui contenuto era sempre lo stesso, i soldi in cambio del silenzio. Probabilmente immaginando che quella non sarebbe stata la sola richiesta, pur pagando, la vittima ha deciso di raccontare subito tutto ai carabinieri. Così è scattata la trappola che ha portato all’arresto dei due ricattatori.
L’uomo ha finto di cedere al ricatto e ha fissato un appuntamento con il ragazzo, nel parcheggio di 'Euronics' a Grosseto. Ma insieme a lui c’erano anche alcuni militari del nucleo operativo di Orbetello e quando il ragazzo stava per prendere i seimila euro chiesti, sono scattate le manette. Pochi minuti dopo è stata arrestata la quarantacinquenne, nella sua abitazione. Colei che viene considerata dagli investigatori l’ideatrice del piano.

Torino - Agganciato dalla sexy-rom, picchiato e rapinato
3 gennaio 2009 - Arancia meccanica nel campo rom di via Germagnano. Un anziano, attirato nella bidonville con un pretesto da una donna, è stato sequestrato, rapinato, massacrato di botte e infine abbandonato, in stato confusionale, nella strada-discarica davanti al campo, vicino alla discarica invasa dai topi.
E’ riuscito, con la forza della disperazione, a chiedere aiuto e a farsi accompagnare al Giovanni Bosco, dove è stato ricoverato con una prognosi di 40 giorni. Agli agenti del commissariato di Barriera Milano ha infine denunciato la sua disavventura.
La storia: una giovane rom, di gradevole aspetto, vestita con una certa cura, lo aveva «agganciato», con una scusa, tra i banchi del mercato di corso Racconigi. Aldo G. 69 anni, residente ad Asti e venuto a Torino per trascorrere le feste dalla figlia, s’è come sentito rinascere, quando la donna ha finto di «conoscerlo bene, di essere una sua vecchia amica di famiglia».

Jesi (AN) - Due nomadi rumene inscenano "stupro" e tentano di estorcere 10mila euro ad anziano parroco
11 maggio 2005 - Avevano tentato di estorcere 10 mila euro ad un anziano parroco di Jesi ricattandolo con l'accusa di una violenza sessuale mai commessa.
I tre, due donne e un uomo di nazionalità romena, sono però stati arrestati dalla polizia, a cui si era rivolto il prete dopo essere stato vittima di un vero e proprio agguato a luci rosse in canonica durante il quale una delle donne gli si era parata davanti a seno nudo.
I tre arrestati sono M. C., 43 anni, la presunta violentata, il figlio di lei D. C., di 21, operaio residente a Fabriano, e la convivente venticinquenne di quest'ultimo, G. C., residente ad Ancona e ancora sposata con un italiano. Il ricatto ai danni del parroco risale allo scorso 4 marzo, e gli arresti - di cui si è avuta notizia oggi - sono stati eseguiti lunedì.
Nel pomeriggio del 4 marzo, M. C. (una mendicante già conosciuta dai fedeli della parrocchia per piccole richieste di elemosine, vestiario e cibo) si è introdotta di soppiatto nell' ufficio parrocchiale, e ha aspettato che il sacerdote rimanesse solo. Quindi, al buio, si sarebbe tolta la maglia nel tentativo di farsi toccare il seno, nonostante le proteste e il 'no' del malcapitato.
Dopo pochi secondi, figlio e cognata della mendicante hanno fatto irruzione nella stanza e acceso la luce, cominciando a inveire contro il sacerdote accusandolo di aver voluto violentare la donna, e coprendolo di improperi e di minacce.
L'indomani mattina, puntualmente, è scattata la richiesta di denaro per ''mettere a tacere la cosa''. Non solo, G. C. si è presentata dal sacerdote, ancora spaventatissimo, brandendo la 'prova' dello stupro: un certificato medico rilasciato dagli operatori del pronto soccorso di Jesi, nel quale M. C. dichiarava di aver subito un'aggressione sessuale in una chiesa.
In preda allo choc, il povero prete non si è reso conto di avere in mano un documento contraffatto: nella versione originale siglata dal nosocomio i sanitari avevano infatti annotato la dichiarazione di una violenza sessuale avvenuta ''in casa''. Una frase poi cancellata e sostituita dai tre truffatori con l'indicazione della chiesa, per rafforzare il tentativo di ricatto.
Spaventato dalle minacce e dalla prospettiva di un terribile scandalo per la comunità, in un primo tempo il sacerdote ha acconsentito alla consegna dei 10mila euro, di cui 5mila da versare il lunedì seguente e la parte restante a fine marzo. Ma in seguito il parroco si è risolto a denunciare il fatto al Commissariato di Jesi.
Il 7 marzo, quando G. C. è uscita dalla chiesa con la prima tranche del denaro in mano, ha trovato gli agenti pronti ad arrestare lei ed il suo compagno, che l'attendeva in auto. Quindi anche per M. C. è scattato il fermo di polizia giudiziaria. Poco prima dell'arresto, la donna si era recata ancora una volta al pronto soccorso, aggredita dal figlio probabilmente durante un litigio sulla spartizione dei proventi del ricatto.
12 febbraio 2009 - Un ricatto a luci rosse ai danni di un sacerdote di Jesi. Tre romeni, una giovane coppia e la madre di lui, in manette. Poi la fuga della coppia in Romania. Ora, a tre anni di distanza, Ghisela Caldaras, 30 anni, condannata a sei anni di reclusione per estorsione aggravata, è tornata in Italia e si è costituita. I fatti risalgono al febbraio del 2005.
Ghisela Caldaras e il convivente, Daniel Coka, 26 anni, insieme alla madre di lui, Maria Coka, 48enne, architettano il ricatto ai danni di Don Bruno Fioretti, parroco a Jesi. La donna era andata a chiedere l'elemosina in chiesa, poi aveva seguito don Bruno in canonica e si era spogliata davanti a lui mentre il prete le intimava di andarsene.
A quel punto gli altri due avevano fatto irruzione in canonica e accusato il sacerdote di aver abusato della donna, per poi chiedergli mille euro come risarcimento. A distanza di poco tempo poi la coppia era tornata alla carica con un’ulteriore richiesta di pagarne altri 10mila. Ma don Bruno non c'è stato e ha deciso di denunciare l’accaduto alla polizia.
Gli agenti intervennero a bloccare i tre romeni alla consegna del denaro. Ghisela Caldaras e Daniel Coka furono condannati in contumacia a sei anni di reclusione per estorsione aggravata. Alla madre di Daniel, invece, erano stati inflitti quattro anni di carcere.
Ma dopo tre anni di latitanza, Ghisela, fuggita in Romania dopo due mesi di arresti domiciliari è tornata in Italia dalla madre e ha deciso di costituirsi alla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri del Tribunale di Ancona per sanare la sua posizione giudiziaria.

Alessandria - Una congolese 30enne prima si prostituisce a pensionato, poi lo ricatta
9 marzo 2009 - (Apcom) Una cittadina congolese di 30 anni residente regolarmente a Alessandria, Prudence Mboumba, è stata arrestata venerdì scorso dalla polizia per estorsione nei confronti di un pensionato del posto.
Questi, dopo aver conosciuto la giovane ragazza, l'aveva contattata per un appuntamento e aveva consumato un rapporto sessuale dietro compenso di 80 euro: la donna aveva però preteso altri 100 euro, minacciando di riferire l'episodio ai familiari del pensionato e di fare intervenire un fantomatico zio.
Denunciando il fatto l'uomo ha raccontato di aver ricevuto dalla donna telefonate di sollecito per il pagamento, ed una di queste lo raggiungeva nel momento della formalizzazione della denuncia. Organizzato un incontro tra i due per un finto pagamento, i poliziotti hanno arrestato la congolese in flagranza di reato.

Carrara (PU) - Lei diventava amica di anziani e l'amico li derubava
12 marzo 2009 - Gli agenti del commissariato di Fano, a seguito di un'indagine avviata dalla polizia di Bologna, hanno arrestato ieri una coppia di truffatori di anziani, soli o vedovi. Si tratta di due residenti nella frazione di Carrara, lui di 57 anni, lei di 58, responsabili di decine di episodi.
La donna infatti stringeva amicizia con persone dai 60 agli 80 anni, attraverso annunci pubblicati su periodici nazionali, a cui attraverso vaglia postali era riuscita a sottrarre denaro. L’operazione è scattata con la denuncia presentata da un novantenne salernitano: l'uomo, recatosi a Bologna per incontrarla, vi aveva invece trovato il complice: l'anziano era stato quindi narcotizzato (facendogli bere del latte con sonnifero) e quindi derubato di 2.500 euro e del cellulare.
Dalle indagini è risultato un vasto giro di truffe: con la scusa di di pagare le spese per la riparazione dell’auto della donna, i due si facevano inviare dai 200 ai 2.000 euro ogni volta. Quindi veniva organizzato l'incontro con la vittima, individuata sempre in una città diversa. L’uomo si trova ora nel carcere di Villa Fastiggi e deve rispondere di rapina aggravata e truffa, la compagna è agli arresti domiciliari, accusata di concorso in rapina e truffa.

Imola - ''O mi dai 20mila euro o dico tutto a tua moglie'': russa arrestata
25 marzo 2009 - ''O mi dai 20mila euro o dico tutto a tua moglie'': russa arrestata"O mi dai 20mila euro o dico tutto a tua moglie". Così una 33enne russa aveva ricattato l'ex compagno, il quale aveva deciso di troncare la relazione extraconiugale che andava avanti da alcuni mesi. L'uomo, domiciliato a Dozza, nell'imolese, stanco delle continue minacce, si è così rivolto ai Carabinieri. Martedì la trappola: i militari hanno arrestato la donna dopo aver assistito al passaggio di denaro dalle mani del malcapitato a quelle della donna.


Arona (NO) - "O mi paghi o pubblico su internet le foto del nostro rapporto sessuale"

26 marzo 2009 - O paghi o le immagini della storia di sesso che hai avuto con me finiranno su Internet». Con questa minaccia due donne di Domodossola sono riuscite a estorcere ad un imprenditore cinquantenne, aronese, una cifra attorno ai trentamila euro in sette anni, dal 2002 ad oggi. Qualche giorno fa sono tornate alla carica alzando notevolmente la richiesta: «Questa volta vogliamo 60 mila euro» e' stato l'ultimatum.
All'uomo non e' restato che rivolgersi ai carabinieri della caserma di viale Baracca ad Arona dove ha raccontato tutto. I militari hanno incominciato a seguire le due ricattatrici e hanno predisposto la trappola in ogni minimo particolare.
Lunedi' alle 18 l'imprenditore aronese ha consegnato il pacchetto, confezionato per l'occasione, con le banconote: in parte vere e in parte carta di giornale. Luogo dell'appuntamento il piazzale antistante la stazione ferroviaria di Domodossola, dove appostati c'erano sei carabinieri in borghese. Le donne sono arrivate puntuali alle 18 a bordo di una Citroen Xsara station vagon di una delle due. Senza sospettare minimamente dell'agguato, si sono guardate attorno e si sono avvicinate alla loro vittima. Al momento della consegna, pero', sono entrati in azione i militari, ma le due sono riuscite ad allontanarsi velocemente. Ne e' nato un inseguimento che si e' concluso con lo speronamento della Citroen da parte di una delle vetture dei carabinieri, avvenuto in via Sempione, non lontano dalla caserma dei vigili del fuoco del capoluogo ossolano. Sull'auto c'erano V. P. e S. A., entrambe trentenni, residenti a Domodossola.
Colte in flagranza le due sono state portante in caserma ad Arona e interrogate a lungo. Hanno confessato che l'estorsione durava sin dal 2002.
In quell'anno l'imprenditore aronese, sposato e padre, in quell'anno aveva avuto una storia con V.P., che allora lavorava, come la sua complice S.A., in un'impresa di pulizie. La relazione era sfociata in un focoso rapporto intimo con V.P. che le ricattatrici sostenevano essere stato fotografato e filmato. Da allora le due donne, per anni, hanno minacciato di divulgare le immagini dell'incontro attraverso Internet. Foto scottanti di un amplesso che e' costato molto caro all'imprenditore. Alle prime richieste di denaro l'aronese ha ceduto e pagato pur di mantenere riservata la «scappatella» coniugale ai suoi familiari. Le pressioni per spillare soldi si sono ripetute per sette anni, dal 2002 sino al 2009: in totale una decina di tranche per un ammontare complessivo di 30 mila euro. «Se non paghi ti roviniamo la reputazione, visto che sei molto conosciuto, inserendo le immagini su un sito internet» questa la frase minacciosa che veniva ripetuta ogni volta che scattava una nuova domanda di denaro.
All'ultima richiesta di 60 mila euro dei giorni scorsi, l'imprenditore aronese, esasperato, non ha piu' voluto cedere e si e' rivolto alle forze dell'ordine che hanno architettato la trappola. Secondo il racconto dell'uomo solo V.P. avrebbe avuto un rapporto con lui. S.A. sembrerebbe essersi limitata a fare da spalla all'amica-complice accompagnandola in diverse occasioni a riscuotere il denaro. Le due donne da qualche tempo lavorano in una fabbrica di orologi in Svizzera.
Lunedi' pomeriggio si sono presentate puntuali all'appuntamento a bordo della Citroen Xsara ignare della trappola che i militari della compagnia di Arona, in trasferta in Ossola, avevano loro teso.
Tutte e due sposate e separate non avevano alcun precedente penale. I carabinieri pero' stanno vagliando se nel mirino delle due «strozzine» possano essere finiti in precedenza altri uomini, che, pur di non rendere nota la storia, hanno pagato senza sporgere denuncia. Le due ossolane sono state rinchiuse nel reparto femminile del carcere di Vercelli in attesa della convalida dell'arresto. Dell'episodio si sta occupando il magistrato verbanese Nicola Periani.





Pontelagoscuro (FE) - Una nomade seduce 18 anziani per derubarli
7 aprile 2009 - Avvicinava le sue prede, chiedeva loro se avevano bisogno di una badante, passava poi a complimenti e alle richieste sessuali. E proprio in questi frangenti piccanti riusciva a sfilargli dai pantaloni i portafogli.
Diciotto volte è accaduto a Pontelagoscuro, otto delle quali scoperte. Al termine di una lunga e capillare indagine dei carabinieri della stazione di Ponte, diretti dai marescialli Scaringella e Boccardo, sabato è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di M.L., 33 anni originaria di Parma, di fatto nomade. A lei viene contestato il furto con destrezza in concorso con altre persone attualmente da identificare.
Le vittime della Lucchesi erano pensionati in là con l’età, tutti minimo settantenni, alcuni addirittura ultranovantenni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori il modus operandi era sempre lo stesso. La donna, ben vestita e dai modi affabili e gentili, avvicinava le sue prede con scuse diverse: una volta chiedeva se avevano appartamenti da affittare, un’altra se avevano bisogno di una badante, ma la storiella finiva sempre con focosi apprezzamenti. "Sei ancora un bell’uomo, dai che facciamo l’amore", poi cominciava ad accarezzarli e ad abbracciarli. E in questo esatto momento allungava le mani nel taschino dei pantaloni delle vittime ed estraeva i soldi. Ad obiettivo raggiunto fuggiva in macchina con l’aiuto di un complice.
"Nella sola giurisdizione di Pontelagoscuro — ha spiegato il maresciallo Loris Boccardo — sono stati messi a segno 18 furti con destrezza di portafogli in otto mesi". Le vittime, proprio per via di questo approcci di natura sessuale, spesso si vergognavano a denunciare i fatti. "Crediamo si tratti di un fenomeno ben più vasto — ha aggiunto il maggiore Martino Salvo — e che possa riguardare anche la città. Per questo invitiamo le vittime a presentarsi in caserma o a chiamare la stazione di Pontelagoscuro allo 0532-461285".
La donna era stata identificata già in passato dopo un furto scoperto in un’abitazione di Berra. Stando alle indagini non è escluso che la stessa faccia parte di un gruppetto di persone che alla mattina commette furti nelle case e nel pomeriggio ai danni delle persone anziane. L’indagine non è ancora terminata: i carabinieri stanno tentando di reperire elementi utili per poter configurare l’associazione a delinquere.


Messina - Marocchina ricattatrice seriale
16 febbraio 2009 - Una marocchina è stata arrestata dai poliziotti della Squadra Mobile con l’accusa di estorsione. In carcere è finita, Fathia Moukram, 30 anni, abitante in via Del Santo. Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori la donna avrebbe chiesto la somma di 2.700 euro da un uomo di 48 anni di Rometta Marea che aveva perso la testa per la nordafricana.
I due si erano conosciuti in via Capria ed avrebbero iniziato a frequentarsi. L’uomo le avrebbe regalato 500 euro ma la donna ne avrebbe chiesti 2.700 perché avrebbe avuto intenzione di recarsi a Cuba. Quando il 48enne si è rifiutato lei lo ha minacciato e lui ha deciso di denunciarla. Sabato scorso è scattato il tranello. I due si sono dati appuntamento sul viale San Martino e quando l’uomo le ha consegnato il denaro sono intervenuti i poliziotti ed hanno arrestato la donna marocchina.
link alla notizia:
30 aprile 2009 - Spesso gli automobilisti danno dei passaggi a belle ragazze ferme al casello autostradale di Roccalumera e pronte per raggiungere Messina. Spesso sono ragazze straniere, anzi, extracomunitari, che approfittano della bontà di educati automobilisti.
Ieri Fatiha Moukram, 40 anni, marocchina, dopo avere richiesto un passaggio ad un automobilista, ha minacciato lo stesso di riferire alla famiglia del malcapitato di una relazione (di fatto inesistente) tra i due.
Dalla ricostruzione eseguita dai carabinieri della Stazione di Tremestieri, a cui l’uomo ha denunciato l’evento delittuoso, è emerso che la donna aveva richiesto al commerciante, quale corrispettivo del proprio silenzio sull’immaginaria relazione, la somma di 1.000 euro. L’uomo, dopo avere accompagnato la cittadina marocchina, si è recato dai carabinieri dove ha denunciato il fatto. La donna è stata arrestata poco più tardi, con l’accusa di tentata estorsione, dagli stessi carabinieri della Stazione di Tremestieri che, dopo le formalità di rito, l’ hanno trattenuta nella camera di sicurezza della Stazione in attesa del giudizio direttissimo.
La donna, lo scorso mese di febbraio, era stata già tratta in arresto da altra Forza di Polizia per avere commesso la medesima fattispecie di reato.

Altopascio (LU) - Donna capobanda individuava uomini da rapinare scegliendoli fra clienti delle prostitute controllate
17 maggio 2009 - Non era solo la donna del capo Svitlana Lobur, la donna ucraina di 31 anni arrestata dai Carabinieri di Lucca nell'ambito dell'operazione Esperia che ha portato in carcere una feroce banda di nove albanesi dedita ad aggressioni, rapine in villa e sfruttamento della prostituzione. La sua relazione con il capo dell'organizzazione, Progmi Maksim, morto in un incidente stradale, le consentiva di svolgere un ruolo chiave nelle attivita' criminose del gruppo. In particolare, la donna riusciva a individuare gli uomini da rapinare scegliendoli fra i clienti delle prostitute controllate dalla banda. Portafogli gonfi di denaro contante che venivano mostrati al momento di pagare, oppure orologi e monili d'oro, attiravano la sua attenzione e facevano scattare le aggressioni. Fra le vittime, un uomo di 73 anni di Altopascio, aggredito in una strada isolata e poi malmenato con un seghetto, denudato, legato e infine rapinato da tre componenti dell'organizzazione. L'obiettivo era una collana d'oro del valore di 7000 euro che quella sera pero' l'uomo non indossava. I malviventi furono costretti ad accontentarsi del portafoglio e del telefono cellulare. I Carabinieri hanno ricostruito tutti i dettagli della vicenda grazie alle intercettazioni telefoniche.



Sant'Antimo (NA) - Arrestata latitante per rapine ad anziani a sfondo sessuale
29 maggio 2009 - E’ finita alle 20,00 di ieri sera a Sant’Antimo un popoloso paese alla periferia nord di Napoli la latitanza di Giuseppa Taormina.
La donna, 29 anni, nativa di Partinico (PA), è accusata di rapina con narcotici ai danni di alcuni anziani di Roccamena e di altri paesi del palermitano, ed è stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Corleone, che hanno fatto irruzione con i militari dell’Arma della tenenza di Sant’Antimo in un appartamento della cittadina dove Giuseppa Taormina è stata sorpresa.
La latitanza della donna era iniziata il 9 aprile scorso , quando la Taormina si era allontanata dagli arresti domiciliari che stava trascorrendo in una casa famiglia di Sciacca. Taormina Giuseppa era stata tratta in arresto dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Corleone nel febbraio di quest’anno, perché ritenuta responsabile in concorso di diverse rapine aggravate e furti commessi tra il 2007 e il 2008 nel corleonese.
Le rapine venivano perpetrate di solito ai danni di anziani uomini ai quali la donna si proponeva di offrire prestazioni sessuali, ma poi narcotizzava le sue vittime e sottraeva loro denaro, preziosi e valori.
Vittima di una delle rapine anche una coppia di anziani di Roccamena. In quell’occasione la donna ed uno dei suoi complici erano riusciti a farsi ricevere nell’alloggio dell’anziana coppia, riuscendo poi a rapinarli dopo aver versato del sonnifero nel caffè.
Per la banda di rapinatori scattavano le manette: era il mese di febbraio 2009. Giuseppa Taormina era stata quindi sottoposta agli arresti domiciliari presso una comunità alloggio di Sciacca il 6 febbraio scorso, ma ne era evasa il 9 aprile successivo, rendendosi irreperibile. Grazie all’aiuto di Giuseppe Barretta, secondo le indagini dei carabinieri, era riuscita a raggiungere la provincia di Napoli e qui si nascondeva. Ieri sera, dopo tutta una serie di intercettazioni e pedinamenti svolti dai militari dell’Arma con discrezione, è stato individuato il covo nell’abitato di Sant’Antimo ed è scattato quindi il blitz.
I due sono stati sorpresi mentre si apprestavano a consumare la cena. Alla vista dei carabinieri, che hanno fatto irruzione nell’appartamento, la Taormina ed il Barretta, che non erano in possesso di armi, non hanno opposto resistenza e sono stati rinchiusi dopo le formalità di rito rispettivamente presso le case circondariali di Pozzuoli e di Napoli Poggioreale a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Torino - Abborda anziano, ma poi con un complice lo deruba, forse dopo averlo drogato
10 giugno 2009 - Ha avvicinato un anziano vedovo al cimitero e dopo aver conquistato la sua fiducia si e' finta innamorata, facendogli addirittura credere di volerlo sposare, e, insieme a un complice, lo ha raggirato e derubato dei suoi averi. Fortunatamente in soccorso dell'uomo, un torinese di 76 anni in cattive condizioni psico-fisiche, sono intervenuti i commercianti della zona in cui vive, che da qualche tempo lo avevano 'adottato', e che, dopo aver capito che qualcosa non andava, hanno allertato la polizia che e' cosi' riuscita a bloccare i due truffatori, una prostituta italiana di 53 anni con precedenti per truffa e prostituzione, e un quarantatreenne italiano con precedenti per reati contro il patrimonio e droga, che sono stati arrestati per circonvenzione d'incapace.
La vicenda, durata un paio di mesi, inizia quando la donna riesce ad agganciare l'anziano al cimitero, dove si recava di frequente a trovare la moglie morta ormai da 7 anni. Col passare dei giorni la truffatrice riesce a conquistare l'amicizia della vittima fino ad arrivare a fargli credere che fra loro fosse nata una storia d'amore. La donna, che nel frattempo incomincia a parlare di matrimonio, si trasferisce a casa dell'anziano al quale chiede di poter ospitare anche un suo cugino che ha dei problemi con la famiglia.
L'uomo, ormai succube di quella considera ormai la sua fidanzata, accetta e la coppia inizia a derubarlo mentre dorme portadogli via la fede, una catenina e altri monili d'oro e diverse migliaia di euro. I commercianti, che conoscono e aiutano l'anziano, capiscono che c'e' qualcosa di strano dal momento che la donna comincia a fare spese dicendo di mettere tutto in conto alla vittima.
Viene quindi richiesto l'intervento degli agenti del commissariato Borgo Po e quando i due truffatori capiscono che la polizia e' sulle loro tracce lasciano la casa del pensionato e si rendono irreperibili.I contatti con la vittima, pero', non finiscono. Un giorno, ad esempio, la donna, sapendo che l'anziano deve andare a ritirare la pensione, lo chiama e si offre di accompagnarlo, ma il piano fallisce per l'intervento dei servizi sociali. Qualche giorno fa, una nuova telefonata, con la quale i truffatori offrono all'uomo la restituzione di quanto gli avevano rubato in cambio di 50 euro, ma quando si presentano per prelevare il denaro trovano ad aspettarli i poliziotti che li arrestano.
Ora le indagini proseguono per capire se la coppia sia responsabile anche di altri raggiri e se durante la permanenza in casa abbiano somministrato alla vittima, a sua insaputa, sonniferi o narcotizzanti. L'anziano ha infatti raccontato ai poliziotti che, negli ultimi tempi, si sentiva spesso debole, tanto da essere diverse volte caduto a terra. E' stato lui stesso a ipotizzare di essere stato 'drogato' dai due.


Santeramo (BA) - Estorce denaro ad anziano ex amante, arrestata una 38enne
23 giugno 2009 - Una bracciante agricola di 38 anni di Castellana Grotte è stata arrestata dai carabinieri per estorsione ai danni di un pensionato 74enne di Santeramo con cui in passato ha avuto una relazione sentimentale.
Così, minacciandolo di spifferare tutto alla moglie dell'uomo, lo teneva sulla graticola facendosi consegnare piccole somme, dai 20 ai 50 euro. Le richieste però erano costanti, pressoché a cadenza settimanale. Il pensionato ha così denunciato il fatto ai carabinieri.
E' stata così preparata una trappola. E quando la donna si è ripresentata per farsi dare i soldi, i carabinieri sono usciti allo scoperto e l'hanno arrestata.

Roma - Ricatta l'amante con foto inesistenti, arrestata
25 giugno 2009 - (Adnkronos) Aveva fatto credere al suo amante di avere delle loro foto compromettenti e che le avrebbe mostrate a sua moglie se non le avesse dato i soldi richiesti. Minacce che sono andate avanti per mesi e che sono costate 4mila euro al ricattato e infine l'arresto alla sua autrice, una 46enne romana.
I due avevano una relazione da 4 anni e l'uomo, un 50enne romano, ha deciso, all'ennesima richiesta di 500 euro, di denunciare la vicenda ai Carabinieri della stazione Roma Eur. Gli uomini dell'Arma hanno colto la 46enne in flagrante mentre si allontanava con la busta dei soldi estorti in seguito a un incontro che il 50enne aveva concordato con i Carabinieri.
La donna e' stata arrestata e dovra' rispondere dell'accusa di estorsione aggravata e continuata.
http://www.libero-news.it/adnkronos/view/143500


Parma - Due donne ricattano imprenditore: condannate per estorsione
15 luglio 2009 - Due anni e 10 mesi di reclusione. E' questa la pena che dovranno scontare due donne parmigiane per aver ricattato ed estorto quasi 30mila euro a un piccolo imprenditore edile e a sua moglie, residenti nella Bassa parmense.
Una storia di sesso e ricatti. S.B., 27enne parmigiana, per un breve periodo ha una relazione con l'uomo, sposato e con figli piccoli. Quella che lui considera solo una scappatella gli costerà cara. La giovane, infatti, gli racconta di essere incinta. Gli dice che vuole dei soldi per sparire dalla sua vita per sempre, insieme al bambino. Telefonate minatorie e richieste di denaro cominciano ad arrivare anche da una coppia di cinquantenni conviventi, complici della ragazza. Dicono all'uomo che racconteranno tutto alla moglie, gli raccontano di essere in possesso di foto e video hard dei suoi rapporti con la ragazza. Se lui non pagherà, metteranno tutto online.
Le richieste di denaro si fanno sempre più pesanti: prima 3mila euro, poi 15mila, poi 28mila. L'imprenditore, spaventato, paga. La moglie dell'uomo, però, si accorge che qualcosa non va: nel bilancio famigliare i conti non tornano. Messo alle strette, il marito le confessa tutto. Lei non ci pensa due volte, denuncia i tre balordi ai carabinieri. La giovane ha inventato la gravidanza, mentre non ci sono prove che quelle foto esistano davvero. Dopo mesi di ricatti, i tre vengono arrestati nel luglio del 2009 per estorsione continuata in concorso.
L'uomo, 54enne di Vigatto, ha patteggiato una pena di 2 anni e 10 mesi di detenzione lo scorso maggio. La stessa condanna è stata inflitta oggi alle due donne, che hanno scelto il rito abbreviato per ottenere lo sconto di un terzo della pena. L'imprenditore ad oggi non è stato risarcito. Solo la 52enne C.S. ha messo a disposizione della parte civile una piccola somma di denaro per i danni morali e materiali.

Ricadi (VV) - Anziano sequestrato da prostituta
23 luglio 2009 - Un pensionato di 70 anni è stato sequestrato per qualche ora da una prostituta colombiana di 40 anni, che lo aveva attirato in casa con un annuncio in cui si definiva una miracolosa massaggiatrice. Da qui il sequestro, che ha avuto fine soltanto quando l’uomo le ha corrisposto la somma di 160 euro, quella pattuita.
Guadagnata la libertà, il pensionato si è allora recato presso la più vicina stazione dei carabinieri per denunciare la sua disavventura. I militari, arrivati sul posto in abiti civili e fingendosi dei clienti, una volta acclarata la veridicità dei fatti, hanno denunciato la falsa massaggiatrice con l’accusa di sequestro di persona. Il fatto è avvenuto a Santa Domenica, una frazione di Ricadi dove la straniera aveva preso in fitto uno studio, trasformato in casa d’appuntamenti attraverso annunci camuffati sulla stampa.
fonte

pagina 1 - 2 - 3 - 4


Nessun commento:

Posta un commento

Print