aggiornamento del 24 novembre 2012
Nove anni di reclusione. E’ questa la condanna inflitta dalla Corte di Appello di Genova nei confronti di una quarantasettenne cairese, G.B., accusata di maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti del figlio che all’epoca dei fatti aveva 10 anni.
In secondo grado i giudici hanno ridotto di un anno la pena rispetto alla condanna che era stata inflitta all’imputata a Savona. Confermata dai giudici della seconda sezione di Corte d’Appello l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, l’interdizione legale per la durata della pena, il risarcimento danni con una provvisionale immediatamente esecutiva di 30mila euro.
Gli abusi si sarebbero consumati a Cairo Montenotte (il Comune si era infatti costituito parte civile con l’avvocato Luigi Gallareto) dove la donna viveva con il marito e il figlio maggiore.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Alessandra Coccoli, era partita da una segnalazione dei servizi sociali del Comune: le assistenti avevano raccolto le confidenze del ragazzo che era poi stato allontanato da casa e affidato ad una comunità. Racconti frammentari che parlavano di violenze psicologiche in famiglia (ma alle quali il padre e il fratello sarebbero stati estranei) e di punizioni corporali che, talvolta, sarebbero sfociate in attenzioni di tipo sessuale.
aggiornamento del 9 novembre 2011
Dieci anni di reclusione e 30 mila euro di multa. E' la pena inflitta dal Tribunale di Savona ad una donna di 46 anni accusata di violenza sessuale nei confronti del figlio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ragazzo, che oggi ha 17 anni, avrebbe subito le violenze della madre quando aveva poco meno di 10 anni.
A far scattare l'inchiesta del sostituto procuratore Alessandra Coccoli, era stata una segnalazione delle assistenti sociali che avevano raccolto le confidenze del giovane. L'accusa aveva chiesto una condanna a 9 anni.(ANSA)
http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/liguria/2011/11/09/visualizza_new.html_641913035.html
29 aprile 2010 - Abusi, sevizie e violenze sessuali choccanti, ancor di più se a commetterle è una madre sul proprio figlioletto. Accuse agghiaccianti, da far rabbrividire. Una galleria degli orrori.
Una madre, ieri a processo, che in base alle accuse avrebbe sfogato sul figlio di 10 anni le sue perversioni e fantasie sessuali. Lo avrebbe sodomizzato con un bastone, legato ad una sedia con una fune oppure usando le manette del marito (agente di polizia penitenziaria), per masturbarlo. E ancora lo avrebbe costretto ad assistere ai suoi rapporti sessuali con altri uomini.
È quanto descritto dalla vittima, ritenuto attendibile dalla perizia disposta al consulente del Tribunale.
Si è tenuta a porte chiuse l’udienza di ieri mattina in Tribunale a Savona in cui sono state raccontate dai testi (assistenti sociali, medici, periti, carabinieri) dell’accusa le presunte sevizie riferite dalla vittima. Orrori difficili anche da immaginare rivissuti davanti ai giudici Canepa, Meloni e Zerilli riuniti in seduta collegiale e al pm G.B. Ferro.
Davanti alla madre (presente ieri in aula), che lavora per una ditta che si occupa di mense comunali, ieri è stato ascoltato come testimone anche il fratello maggiore, ora trentenne, della vittima dei presunti abusi - avvenuti sino all’ottobre del 2004 e segnalati dai servizi sociali del comune di Cairo - che hanno portato il figlio, ora sedicenne, ad essere allontanato dalla madre ed affidato ad una casa-famiglia.
All’udienza di ieri era presente anche l’amministrazione comunale di Cairo che, tramite l’avvocato Luigi Gallareto, si è costituita parte civile. Infatti il bambino era stato affidato al Comune dopo essere stato tolto alla madre e per un certo periodo affidato agli zii in Sardegna, dove lo avevano ospitato a Tempo Pausania. E proprio qui, gli assistenti sociali si erano accorti degli atteggiamenti particolari del ragazzino, che si rapportava alla zia cercando di ripetere i gesti che faceva la madre su di lui. Comportamenti che hanno inquietato la zia, oggetto delle «avances» del nipotino che ripeteva su di lei, secondo le relazioni degli assistenti sociali, quanto la madre faceva su di lui.
La madre, assistita dall’avvocato Andrea Agenta, ha sempre negato le accuse, definendole «fantasie». Solo casi sporadici di violenti rimproveri, degenerati dalle continue liti in famiglia, alimentati anche da problemi di alcolismo emersi ieri in aula: «Voglio dimostrare la mia innocenza» ha detto ai parenti in una pausa fuori dall’aula.
In attesa dei testi della difesa, la prossima udienza è stata fissata al 21 luglio prossimo. In base alla relazione del dottor Debora Cavalleri (perito che ha seguito l’incidente probatorio in cui è stata raccolta la testimonianza della presunta vittima) il bambino è risultato «abusato». Un’altra perizia è stata affidata al dottor Andrea Rebizzo per la valutazione dei danni fisici causati dai presunti casi di sodomizzazione.
link alla notizia:
http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/savona/2010/04/29/AMXGUGeD-seviziava_dieci_figlio.shtml









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